SCOMPARSO
Cap. 7
Osservò la reazione dei suoi amici. Erano tutti entusiasti all'iniziativa della maestra.
In occasione di una vecchia festa del paese, avrebbero fatto dei pensierini da dare ai genitori come simbolo di gratitudine.
Solitamente la festa si festeggiava da anni come festa familiare con pranzi sontuosi e alcune pietanze che erano di tradizione, e poi si passava tutto il pomeriggio al parco. Era come la festa del Ringraziamento che si festeggiava in tutta America, però questa era la festa solo di Quack Town, di cui rivendicava i diritti visto che era una tradizione nata ai tempi della creazione del paese.
Il tema era sempre stato "la gratitudine", ma con il tempo era andato dimenticato con le nuove generazioni. Cosicché la maestra aveva tirato fuori questa festa come una scusa per un compito extra da far fare ai suoi studenti.
Come se non avessero già abbastanza compiti e meno tempo per giocare!
Ma non poteva certo ribellarsi, visto che tutta la scuola aveva accettato entusiasta. E poi, c'era un lato positivo: si potevano usare i laboratori di artistica per creare qualcosa, e la maestra non aveva specificato cosa o come, quindi ci si poteva sbizzarrire come si voleva.
Louis e Millicent si erano messi subito all'opera trafficando con qualcosa, Betty Lou era più lenta perché era molto precisa nei suoi disegni e Tom... be', non si capiva cosa facesse, perché stava già da un quarto d'ora a fissare un pezzo di argilla.
Mentre lui... guardava soddisfatto la sua opera appena ultimata. Rispetto agli altri, quando voleva sapeva ingegnarsi in qualcosa di creativo. E sarebbe stato un bel regalo per la nonna.
Sorrise soddisfatto.
Sua nonna non era sua madre, ma si era sempre preso cura di lui come se lo fosse, per questo gli era molto grato.
Anche perché, se anche avesse voluto fare qualcosa per i suoi genitori... non ci sarebbe stato un posto dove consegnarlo o qualcuno a riceverlo.
Cercò di distrarsi guardando gli altri mentre si davano da fare e la maestra passava da ciascuno di loro a controllare.
Ricordò che dopo aver esposto la sua proposta, la maestra era venuta da lui in disparte. Forse aveva intuito il suo disappunto per quel compito o forse aveva compreso il suo disagio.
Con dolcezza e comprensione gli aveva appoggiato una mano sulla spalla, sussurrandogli.
"Non ha importanza a chi. L'importante è il pensiero e il sentimento dietro al gesto"
Ed era per questo che il primo pensiero era venuto alla nonna. Del resto, lei gli faceva sempre dei bei regali, anche privandosi di qualcosa.
Poi guardandosi intorno notò dei tappi di bottiglia di alluminio. Gli avanzava ancora del tempo prima del suono della campanella. Così ci si fiondò e mentre sentiva Tom dare dei colpi secchi al pezzo d'argilla, lui iniziò a modellare il metallo e poi darci una mano di pittura.
Dopo alcuni minuti suonò la campanella e sentì tutto il trambusto degli studenti nell'affrettarsi a mettere via le cose. Lui non si mosse ancora e guardò soddisfatto la sua opera. Ai suoi occhi era un capolavoro anche se fatto da un paperotto.
Era curioso di vedere la sua espressione quando glielo avrebbe dato.
I suoi amici lo chiamarono, mentre anche Tom si apprestava a mettere via il suo lavoro.
Donald raggiunse il gruppetto e insieme uscirono dalla scuola.
Sorrise mentre tornava a casa con appresso i due regali sottobraccio, senza sapere che da lì a qualche giorno, avrebbe gettato a terra con rabbia uno dei due.
Questa è la prima, di altri capitoli che verranno, che è stata spezzettata in più parti. Il seguito prossimamente.
Commentate per dirmi cosa ne pensate della fic ^^
