HARRY POTTER vs X-MEN (seconda parte)
Capitolo 8 – e questi chi gli ha invitati?
Il giorno del party era arrivato e tutti gli studenti, erano elettrizzati, anche chi non era più allievo della scuola. Silente aveva dato il pomeriggio libero ai ragazzi per potersi preparare, ma questi saltarono anche le lezioni mattutine. Questo era decisamente troppo per la preside. Era talmente furente che stava per chiedere ad Albus di rimandare o cancellare del tutto la serata. L'ex preside dal canto suo, non vedeva chissà quale problema: "Minerva cara, lascia che si divertano. I ragazzi meritano di rilassarsi un po'. E poi ricorda questo, se non stiamo attenti potrebbe essere l'ultima occasione che abbiamo da festeggiare". "Albus i ragazzi hanno anche bisogno di disciplina. Con la scusa dell'arrivo dei mutanti e della serata di gala gli studenti fanno un po' quello che vogliono. Gli ex-allievi dovrebbero dare il buon esempio, ma niente. Sembrano più esagitati di loro, soprattutto i gemelli Weasley, non lasciano in pace nessuno dei mutanti". Silente rise di gusto, in effetti i gemelli erano tra i pochi a non temerli e nei loro confronti erano più appiccicosi di Warren con Hermione. Minerva scosse la testa, Silente a volte era di manica larga, ma la frase che aveva detto prima, sul fatto che quella poteva essere l'ultima occasione per festeggiare qualcosa, l'aveva preoccupata e non poco.
Quando la preside se ne fu andata il vecchio maga si affacciò alla finestra che dava sul parco di Hogwarts. Vide James che passeggiava con Sirius, Luna che si divertiva a tenere compagnia ai piccoli mutanti, Piton che si stava recando a Hogmeade per comprare una anello, aiutato nella scelta da Lilly; Hermione e l'onnipresente Warren seguiti a poca distanza da Zabini, Nott, e Pansy... Silente non si accorse che nello studio era appena entrato qualcuno. "Professor Silente!" "Oh Harry caro, vieni". Albus osservo molto attentamente il ragazzo. "Come sta andando con tuo cugino?", chiese dolcemente. "Non va professore. Non so come fare, come comportarmi, soprattutto dopo quello che mi ha raccontato. Luna mi ha consigliato di chiedere aiuto a lei e anche al professor Piton, ma non credo che lui possa fare qualcosa". "Perché no Harry. Severus ama una mutante, anche se per metà è una strega". "È complicato. Professore lei sapeva che i miei zii erano dei mutanti?" "Si Harry, lo sapevo. Anche per questo motivo ho voluto che tu venissi affidato alle loro cure. Petunia era in grado di percepire quando qualche minaccia si avvicinava troppo a te. Il comportamento ostile che aveva era solo paura. Non posso non ammettere che se il ministero magico fosse venuto a conoscenza dell'esistenza dei mutanti, probabilmente avrebbe preso delle misure precauzionali, fino ad aiutare i babbani che fanno esperimenti su di loro. Le persone Harry, distruggono tutto quello che temono, che non conoscono. A volte lo fanno solo per invidia. Vedi ragazzo mio, tua nonna ha sempre sentito parlare male dei mutanti. Senza contare che le mutazioni sono una cosa nuova, la magia invece è molto antica e in un modo o nell'altro ha sempre fatto parte dell'universo babbano. Per questo motivo per i tuoi parenti è stato più facile accettare quel tipo di potere". "Come sono morti i miei zii?"
Silente fece un sospiro profondo e chiuse gli occhi. Quando gli riaprì aveva gli aveva lucidi. "Vernon si è schiantato contro un edificio. Un laboratorio in Alaska, dove facevano esperimenti di ogni tipo, soprattutto sui mutanti. Logan e Neville, la loro struttura ossea, deriva da uno di quelli. Tua zia era insieme a lui, aveva capito che non sarebbe tornato e non ha voluto lasciarlo solo. Erano all'interno di un autocisterna che è stata teletrasportata da Vernon sopra il laboratorio". "Perché non si sono teletrasportati fuori?" "Per lo sforzo. Tuo zio si era indebolito. L'autocisterna pesava diverse tonnellate". Harry cominciò a piangere. Piangeva per i suoi zii, per suo cugino. Albus si avvicinò al ragazzo e lo abbracciò: "Sono sicura che riuscirai a far pace con lui. Anche Luna sta facendo la sua parte per aiutarti. Ha invitato Dudley al ballo, ma è stata furba, ha aspettato che fosse vicino a Rachel per chiederglielo. Ha capito che si sarebbe trovato in una situazione imbarazzante e non avrebbe detto di no. Forse alla festa cercherà di evitarla, ma conoscendo la nostra Luna non sarà così facile. Ora vai e quasi ora di pranzo".
Harry salutò l'ex preside. Aveva ancora gli occhi lucidi e rossi. Fece un incantesimo per diminuire il rossore, non voleva far star male i suoi soprattutto la madre, ma prima o poi avrebbe dovuto raccontarle tutto. Entrò nella Sala Grande. Ancora non era stata addobbata, gli elfi domestici si sarebbero messi all'opera dopo pranzo. Vide le ragazze Serpeverdi che salutavano con entusiasmo Warren appena arrivato con Hermione.
"Quella sta sempre in mezzo", disse tra i denti Pansy. "È la sorella, è normale e lui è molto protettivo. A me invece va bene, vado con Neville". "Vai con Paciock Asteria? Non sapevo nemmeno che ti avesse invitato". "Non mi ha ancora invitato, ma quando mi vedrà con l'abito che ho scelto..." "Perché è trasparente?". "Sei un cafone Zabini". Nella Sala Grande arrivò anche Krum che sedette vicino a Draco: "Ciao ragazi". "Ciao", risposerò in coro. "Con chi vai alla festa?" Chiese Malfoy. "Con tua zorela". "Spiritoso, allora con chi vai o non hai trovato nezuna?" Draco sfotté leggermente il bulgaro. "Te l'ho deto vado con tua... no zcuza con zua zorela". Draco rimase di sasso. "Si come no, lui ti ha dato il permesso". "Zi, zono andato da lui e ho chiezto ze potevo invitare lei". Draco guardò ancora più sorpreso il bulgaro e così fecero anche Blaise e Theodore. "Mi stai prendendo in giro, per portarla al ballo bastava chiedere il permesso a lui". -"Zei zordo per cazo". Draco era arrabbiato, si alzò di scatto e uscì in fretta dalla sala non prima però di dare un ultimo sguardo alla tavolata dei Corvonero. Luna lo vide e lo salutò, ma suo fratello non si girò nemmeno e impedì a Hermione di farlo. Vedendo quel gesto Draco strinse la bacchetta. Avrebbe volentieri lanciato uno schiantesimo contro il mutante. Anche i genitori di Malfoy notarono il gesto di Warren e quello di Draco. Narcissa sospirò.
Finito di pranzare studenti ed ex si rinchiusero nelle rispettive camere per i preparativi. Le ragazze, soprattutto quelle che volevano fare colpo su qualcuno, usarono ogni incantesimo possibile, idem per i ragazzi. Solo Draco si vestì di malavoglia 'che ci vado a fare, tanto lei ha già un cavaliere', pensava. Il ragazzo si morse le labbra, il pensiero di lei con il bulgaro lo irritava molto. Poi scrollo la testa, che gli importava di quei due? "Vai a un funerale? hai una faccia". "Finiscila Blaise, tu piuttosto con chi vai al ballo". "Con Hermione, ho intenzione di lanciare un incantesimo sia a tuo fratello che a Krum, e anche a lei. Mi aiuterà Nott, abbiamo deciso di fare metà con lei". Malfoy guardò leggermente disgustato il suo amico: "E quale parte ti prendi?" Chiese, quella alta o quella bassa". "Ah, ah, ah! come siamo spiritosi oggi. Comunque è da un po' che ti vedo strano Draco". Il ragazzo non rispose. Uso la magia per completare il suo look e si allontanò dalla camerata.
I primi ad arrivare nel salone furono i professori e i genitori dei ragazzi. Alcune famiglie erano titubanti, mentre quelle che avevano perso un loro caro durante lo scontro contro Voldemort erano molto più tranquille e cercavano di calmare gli altri. Arrivarono anche il ministro della magia Kingsley Shacklebolt, e gli ex-ministri Rufus Scrimgeour e Cornelius Caramell. Gli ultimi due erano nervosi, anche perché avevano saputo da poco dell'esistenza dei mutanti e non sapevano bene cosa aspettarsi. Rufus e Cornelius parlavano tra di loro e intanto si guardavano intorno alla ricerca dei mutanti. Da come venivano chiamati credevano di trovare qualcosa simile a un troll o a un centauro.
Albus si avvicinò con Kingsley, Piton e Rachel: "Oh, miei cari amici benvenuti". "Silente, come va, stavamo cercando i mutanti, ma non vediamo nessuno con un aspetto strano". Disse Rufus. Caramell continuava a cercare. A Rachel scappo una lieve e dolce risata, poi disse: "Non sempre la mutazione si verifica a livello fisico signori. Sono Rachel Xavier, una mutante, piacere". Tese la mano. I due ex ministri la guardarono a bocca aperta. Rufus fu il primo, dopo l'occhiataccia di Kingsley, a presentarsi, "Il piacere è mio signorina". Prese la mano della donna e la baciò. Rachel arrossi, e questo diede fastidio a Piton, tanto che portò la ragazza via prima che Caramell si presentasse allo stesso modo. "Vogliate scusarlo è un po' geloso", disse divertito Albus. "Buonasera signori". "Buonasera Hank, Kurt". "È un piacere rivedervi signori", disse tranquillamente Kingsley. Gli altri due erano senza parole. "Vi presento Rufus e Cornelius". "P..., p..., piacere", boccheggiò Caramell. Dopo l'incontro con Rachel non si aspettava due mutanti così diversi.
La Sala Grande cominciò a riempirsi: Paciock accompagnava sua nonna che per l'occasione aveva indossato un abito viola decorato con paillette e sul capo portava un diadema formato da piccoli corvi d'argento. L'insieme non era male e anche Paciock nel suo completo scuro, risaltava.
Pansy entrò in compagnia di Asteria, entrambe indossavano un abito con corpetto a cuore e una gonna vaporosa. La differenza era nel colore e nelle decorazioni. Quello della prima ragazza aveva delle roselline nel corpetto e lungo la gonna ed era color rosa cipria. L'altra aveva del pizzo solo nel corpetto e aveva una bella sfumatura viola. Le loro mise non era malvagie, ma Millicent Bulstrode era tremenda. Il suo abito era troppo vaporoso per la sua stazza e il colore, rosa confetto, la faceva assomigliare a una di quelle bambolacce delle fiere. Per non parlare dell'enorme fiocco che spuntava dai capelli. A Neville ricordava un enorme uovo pasquale. James entrò con Lilly, Harry, Ginny e Sirius e si sistemarono vicino a Severus e Rachel. Sirius guardava Piton che a sua volta guardava estasiato la sua -ragazza-.
Rachel era molto bella. Aveva raccolto i capelli in un semplice chignon e un filo di trucco le illuminava il viso. L'abito era in chiffon e scivolava lungo il suo corpo senza mostrare troppo. Aveva delle maniche appena accennate e una piccola decorazione sullo scollo piuttosto casto. Il color argento risaltava ancora di più la sua carnagione. Severus indossava per la prima volta un completo nero con camicia e papillon. Chi conosceva l'ex professore di pozioni rimase di stucco nel vederlo. Il completo gli donava molto e per la prima volta, le presenti, lo trovarono affascinante. Anche Harry era sbalordito, ma felice per lui. Il ragazzo e Ginny poi si staccarono dal gruppetto per cercare i loro amici, videro Ron in un angolo, non aveva intenzione di fare amicizia con i mutanti. Ginny fu molto dispiaciuta per questo. I gemelli Weasley erano in compagnia di due ragazze mutanti molto carine e gemelle. "Ciao Harry, ciao Ginny". "Ciao Luna, sei stupenda", disse la ragazza. "Grazie, mi ha aiutato Hermione a vestirmi, anche il tuo abito è bello". Luna indossava un abito color oro, decorato con piccole frange che scendevano lungo tutto il vestito. I capelli erano raccolti in uno chignon e decorati con una fascia nera e un piccolo ventaglio dorato. Sembrava uscita dagli anni 30. Stava benissimo. In mano teneva un mazzo di fiori.
"Dov'è Dudley?", chiese Potter. " È andato a prendermi qualcosa da bere. Tuo cugino è molto gentile, nessuno ha mai fatto questo per me. Mi ha regalato anche dei fiori". "Tu Harry non mi hai mai regalato dei fiori". Ginny cercò di essere seria mentre glielo diceva. "Emh, ecco io... Luna hai visto Hermione?" "Bravo tesoro cambi discorso". Harry arrossi. "No, non l'ho ancora vista, ma sarà qua da qualche parte con Warren. Spero che voglia essere anche per me un fratello maggiore. Purtroppo sono figlia unica". Harry e Ginny sorrisero e lasciarono l'amica prima che il cugino di Potter li vedesse e cambiasse idea sul rimanere alla festa.
Altre persone oltre ai due maghi cercavano Hermione. Indossavano completi neri simili a quelli di Piton e Neville, ma erano anche coperti da mantelli lunghi muniti di cappuccio. Il loro volto era ben nascosto. Ricordavano maghi dei paesi slavi. Draco urtò uno di loro, si girò e chiese scusa. Una del gruppo parlò del ragazzo a quello che sembrava il membro più anziano e subito dopo ne indicò un altro, Ron.
Nel frattempo Draco era furente, aveva visto Krum che parlava con Hermione e Warren, e Zabini e Nott che cercavano di mettere i bastoni tra le ruote a quei due per arrivare a lei. Anche Mirtilla Malcontenta era sopraggiunta e dato che non poteva indossare un abito di gala, aveva chiesto a Dobby di farla luccicare. Sembrava diamantata, ma il risultato finale la faceva sembrare ancora più spettrale. A lei non importava, si vedeva bellissima. "Ciao Warren", disse con la sua tipica risatina leggermente -bavosa-. Il ragazzo non fece in tempo a salutarla che subito il fantasma della ragazzina lo abbracciò, ma dato che era uno spettro il suo corpo sparì letteralmente. Sbucava dal torace del ragazzo solo la testa. Mirtilla continuava a ridere, ma il fratello di Draco aveva un'espressione inorridita. Draco non poté fare a meno di ridere a sua volta nel vedere quella scena, mentre Pansy e le altre Serpeverdi che miravano al mutante erano scioccate.
Mentre tutti si divertivano, o quasi, uno dei nuovi venuti notò Hermione. La ragazza indossava un abito blu. Era in chiffon, lungo fino alle caviglie. Mono spalla e con un fiocco come decorazione. Solo un filo di trucco per illuminare appena il viso leggermente scavato. I capelli raccolti in una coda laterale.
Il giovane aspettò che Krum la lasciasse da sola per avvicinarsi.
Era alle sue spalle, allungò il braccio. Le cinse delicatamente la vita posando la mano sul ventre. Si chinò e sottovoce disse: "Avevo ragione, con un po' di trucco e i vestiti giusti sei da urlo". La voce del ragazzo era suadente. Il viso si spostò appena e sfiorò la spalla scoperta di Hermione con le labbra. La ragazza sussultò. "Sensibile", disse l'uomo.
Il suo sguardo si poso su alcuni ragazzi: Krum, Draco, Blaise e Nott, dopo di che portò di nuovo le sue labbra all'orecchio della ragazza: "Fai strage di cuori tesoro". Con la punta della lingua sfiorò il lobo dell'orecchio, poi poso le labbra sul collo. La morse leggermente, ma le lasciò comunque un segno.
Hermione era terrorizzata, ancora non parlava e non poteva chiedere verbalmente aiuto. "Non ti consiglio di usare il tuo potere, potrebbe farsi male qualcuno. Ora tesoro fa la brava e io sarò gentile con te e i tuoi amici". Ogni tot di parole le sfiorava la pelle con le labbra o con la punta della lingua. Hermione tremava come una foglia: "Sta tranquilla, non voglio farti del male tesoro, ma come ho già detto devi fare la brava. Ora seguimi, non fare storie e non attirare troppo l'attenzione".
