"Ti prego di rimandare ogni decisone fino a quando on avremo parlato anche con la professoressa McGranit" Lupin si alzò, e si mise la giacca che aveva appoggiato sul bordo della poltrona "Io ora devo andare via Harry. Ti chiedo un'ultima cosa, prima di metterti a dormire, prova ad impegnarti seriamente nell'occlumanzia. Cerca di sfogare prima tutti i tuoi sentimenti negativi, e prima di dormire, svuota la mente. Lo so che non è facile per te, ma vorrei che ci provassi seriamente, anche Silente lo vorrebbe. Ci vediamo al matrimonio, Harry. Buonanotte" e, detto questo si smaterializzò in un "crack". Harry si sdraiò sul divano ripensando alle parole di Lupin, quando all'improvviso gl'occhi gli si accesero dalla sorpresa

Come fa Lupin a sapere degl'horcrux? - Fine capitolo -

Harry continuava a guardare il punto in cui era svanito Lupin, e aveva la testa piena di pensieri e domande

Possibile che Silente avesse reso noto degli horcrux a tutto l'ordine? E allora perché a me aveva chiesto il silenzio? E se lo sapevano tutti all'ordine, è possibile che lo sappia anche Piton! Dannazione, quindi Voldemort potrebbe sapere che siamo a conoscenza del suo segreto… diventerà impossibile sconfiggerlo se riprenderà con se tutti gli hocruxes…

Si passo la mano tra i capelli. La testa gli stava scoppiando e un pressante senso di ansia gli stava riempiendo l'anima.

No, sicuramente non è così… devo parlare al più presto con Remus

Fece dei respiri profondi, e poi decise di uscire a prendere una boccata d'aria in giardino. Appena aprì la porta, Harry fu investito dall'odore di erba tagliata, e il fresco dell'oscurità l'avvolse dolcemente, mostrandogli lo splendore del cielo stellato. Fece pochi passi quando dei rumori attrassero la sua attenzione. Tirò fuori la bacchetta, ogni suo muscolo era in allerta, pronto a scattare quando necessario. Individuò la fonte del rumore, ma a causa dell'oscurità non riuscì a distinguere di chi o cosa si trattasse. Si fece coraggio e urlò "Lumos" . La bacchetta fece emergere un fascio di luce che inondò il prato su cui Hermione e Ron erano sdraiati, intenti a scambiarsi effusioni.

Dannazione

Appena la luce li investì, Ron imprecò e Hermione si tirò su di colpo con l'aria di chi vuole sotterrarsi da un momento all'altro.

"Harry, ma che diavolo! ti sembra il modo?" Ron, tutto rosso in viso, si era alzato e adesso stava aiutando Hermione a fare lo stesso. La ragazza teneva gl'occhi a terra.

"Mi spieghi come cavolo potevo sapere che vi stavate rotolando a terra nel tuo giardino? Diamine Ron, potevate salire in camera! Credevo che ci fosse qualcuno o qualcosa di pericoloso, stavo per schiantarvi!" Harry era molto agitato, e le sue gote erano lievemente tinte di rosso.

"Devi stare un po' più calmo amico! Chi vuoi che ti attacchi qui alla Tana?"

"Ti ricordo, Ron, che mi hanno attaccato anche a Privet Drive, non vedo come la Tana possa essere da escludere"

"Stai diventando paranoico, Harry! E poi io e Hermione non ci stavamo "rotolando a terra"… stavamo guardando le stelle, poi un bacio tira l'altro… ma non sono affari tuoi" concluse quasi stizzito.

"Ecco, appunto!" e così dicendo, Harry si diresse a grandi passi verso casa.

Hermione, che non aveva spiccicato una parola, si girò verso Ron, e disse "Non hai un po' esagerato? Lo sai che Harry è davvero in pericolo, e non mi sembra il caso di dargli del paranoico"

"Dannazione, ma perchè difendi sempre lui?" Ron la guardò con fare accusatorio e incrociò le braccia sul petto. Hermione lo guardò "senti, Ron, non ho voglia di ricominciare a litigare. Sono stanca, e voglio andare a letto" detto questo, si avviò verso casa anche lei, Ron la seguì e prendendola per mano le sussurrò all'orecchio "Forse ai ragione tu, ho esagerato, vedo se riesco a parlargli"

Dopo aver dato a Hermione il bacio della buonanotte, Ron si diresse verso la stanza che divideva con Harry. Entrando trovò l'amico steso per terra, intento a fare addominali.

"Non è un po' tardi per fare ginnastica?"

Harry si girò verso l'amico, e dopo averlo guardato per un po' ricominciò i suoi esercizi. Non riusciva ancora a capire perché se la fosse presa così tanto, ma preferiva non pensarci più di tanto

Me la sono presa perché mi hanno fatto spaventare, tutto qui… tutto qui

"Dai, amico, mi dispiace. Ho esagerato, non volevo darti del paranoico, ma mi sono spaventato quanto te quando ci hai trovato. Per un attimo ho pensato fosse mia madre" e dopo queste parole fece una faccia buffissima, alzando gl'occhi al cielo. Harry non poté fare a meno di sorridere, si alzò da terra, e diede una pacca sulla spalla dell'amico.

"dai, Ron, non preoccuparti, anche io ho un po' esagerato, ero già nervoso di mio, voi non c'entrate" Si levò la maglietta, e continuò "ho scoperto che anche Lupin sa degl'horcrux"

Harry si sedette sul letto e spiegò brevemente tutti i suoi dubbi sul fatto che anche Piton potesse essere a conoscenza della cosa.

"Avevi ragione ad essere nervoso. Caspiterina, se dovesse saperlo sarebbe davvero un bel casino. Tanto dopodomani c'è il matrimonio, e sono invitati sia Lupin che la McGranit, potrai parlargli direttamente. Non mi sembra il caso di spedire gufi, con i tempi che corrono" Harry gli sorrise e disse con fare ammiccante

"E da quando in qua sei così coscienzioso? Scommetto che è l'influenza di Hermione…."

Ron gli tirò un cuscino, arrossendo "forse… e tu da quando in qua fai gli addominali la sera?"

"Lupin mi ha consigliato di fare esercizio fisico ogni volta che sento forti emozioni negative. Mi ha aiutato molto per superare la morte di Silente, sai?"

"Ora capisco come hai fatto a diventare così!" Ora era il turno di Harry ad arrossire, e ritirò all'amico il suo cuscino. Dopo qualche altra chiacchiera, i due si misero a letto. Dopo pochi minuti, Ron russava sonoramente, mentre Harry si concentrò il più possibile per liberare la mente da ogni pensiero, anche se quello di Ron e Hermione avvinghiati sull'erba, non voleva proprio andarsene.

Nonostante tutto, dopo un po' anche lui si perse tra le braccia di Morfeo.

Era dalla morte di Silente che Harry non sognava più. Ma il sogno che stava facendo era strano. Gli sembrava di sentire in sottofondo il canto inconfondibile della fenice, poi comincio a camminare in un lungo corridoio. Era malamente illuminato da delle piccole fiammelle azzurre. Vedeva tutto sfocato, quasi stesse senza occhiali. I contorni erano tutti confusi, tanto da non capire bene dove si trovasse. Improvvisamente pare riconoscere una figura incappucciata, che stava in ginocchio forse. Le immagini iniziarono a diventare sempre più confuse. Di nuovo il canto della fenice l'avvolse, fino a che si svegliò di soprassalto in un bagno di sudore.