Capitolo 9
Le ore passavano, di Sharon non c'era traccia. Restava poco più di un'ora.
Uno degli aguzzini del Capitano tornò nella stanza dove era nascosta, lei lo sentì arrivare. Con le poche forze che le erano rimaste gli sferrò un calcio sotto la cintura. L'uomo si piegò in due dolorante, Sharon uscì dalla porta, ma le gambe non ressero e cadde. L'uomo si rialzò, raggiunse Sharon e la buttò di nuovo nella stanza.
In quel momento la paura si impadronì di Sharon, non si era mai trovato ad affrontare un uomo grande e grosso come quello da sola, e le sue tecniche di autodifesa non era sufficienti.
Provenza cercava di far parlare Marloss, ma non c'era verso. L'uomo non cedeva. Era come parlare ad un blocco di marmo: freddo ed inumano. Come poteva quell'uomo permettere che venisse fatto del male ad una donna indifesa e soprattutto senza colpe?
Andy vagava ancora vicino alla casa dell'unico sospettato. Ad un certo punto si fermò: aveva notato che sotto un telo del giardino c'era qualcosa, si avvicinò e sollevò il telo. C'era una botola. Chiamò i rinforzi, doveva scendere per vedere se Sharon era lì. Doveva essere lì. Ne era sicuro.
L'uomo al di sotto della botola sentì dei rumori venire da fuori. Immaginava fosse braccato, doveva agire. Avevano preso Marloss, ma non avrebbero mai preso lui, non prima che avesse portato a termine il suo lavoro, non poteva fallire.
Prese la pistola. Guardò Sharon negli occhi. Lui era tranquillo, lei tremava per la paura. Puntò la pistola verso la donna. Sparò.
Sharon in un secondo rivide tutti gli attimi più belli della sua vita passarle davanti: il giorno del suo matrimonio con Jack (sì, era stato uno dei giorni più belli stranamente, tornasse indietro lo rifarebbe), la nascita di Emily e Ricky, l'arrivo alla Major Crimes Division e la prima volta che i suoi occhi si persero in quelli color nocciola di Andy, l'incontro con Rusty che le aveva cambiato per sempre la vita. Non poteva finire tutto così, non era pronta, non voleva.
Andy sentì lo sparo, non poteva aspettare gli altri. Scese e vide Sharon per terra, sanguinava. Fu accecato dalla rabbia e dalla disperazione. Non poteva morire, non prima che le avesse detto tutto quello che provava per lei!
Si avventò verso l'uomo. Iniziarono a lottare. L'uomo colpì il Tenente alla testa con il calcio della pistola, ma non sembrò accusare il colpo. L'adrenalina non gli faceva sentire niente. Andy gli fece sbattere la testa sul pavimento, in modo così violento che perse i sensi. Ora non poteva più fare del male a nessuno quel bastardo.
Il Tenente si diresse verso Sharon, il suo Capitano. La prese in braccio: "Non mi puoi lasciare Sharon. Io sono qui per te.. NON MI PUOI LASCIARE! Ti prego…" Era disperato. La portò fuori da quel buco che era stato creato sotto terra, stretta a sé.
Gli occhi di Andy erano gonfi di lacrime, sentiva che sarebbe potuto esplodere da un momento all'altro, cercò di farsi forza guardandola negli occhi, quegli occhi verde giada che l'avevano stregato la prima volta che i loro sguardi si erano incrociati. Cercava di sorriderle, doveva fare forza a se stesso ed anche a lei.
Non la lasciò neanche sull'ambulanza. Le stringeva la mano e le ripeteva di non lasciarlo. Le baciò la mano fredda e la poggiò il più delicatamente possibile sulla barella dell'ambulanza. Sembrava così fragile ed indifesa su quel lettino, la sua corazza era sparita ed in quel momento era la donna che aveva smesso di essere molti anni prima, la donna che era stata quasi del tutto annientata da Jack durante il loro matrimonio, la donna che era quando uscivano insieme dopo il lavoro.
Sharon era quasi incosciente, ma riusciva a sentire le parole di Andy. Cercò di parlare, ma le parole si fermavano in gola, la voce non usciva. Voleva fargli sapere che era viva, che stava bene e che era felice che l'avesse salvata da quell'incubo. Ma tutto restò in gola.
Andy la guardò e vide che aveva il volto rigato dalle lacrime, gliele asciugò dolcemente. Soffriva molto vedendola in quello stato, si sentiva così impotente. Le accarezzò il livido che si era formato dopo che l'uomo l'aveva colpita al volto, cercando di non farle male. "Che ti hanno fatto quei bastardi… Ora è tutto finito. Sei al sicuro Sharon. Sei al sicuro. Sei viva." Andy le sussurrava dolcemente all'orecchio, sapeva che poteva sentirla.
Nel frattempo l'aguzzino di Sharon era stato arrestato. Era Jake Martels, fratello dell'uomo che Sharon aveva arrestato qualche settimana prima e complice, insieme a Marloss, negli omicidi delle giovani donne. L'aveva aiutato a rapire le donne che poi avrebbero ucciso.
"Quella puttana non ci ha lasciato finire il nostro compito! Noi dovevamo ripulire il mondo da tutte quelle donne che non lo meritavano, donne come lei! Le voci ci hanno dato questi ordini, noi li stavano solo eseguendo." Con queste parole cercò di difendersi, Provenza che lo stava ascoltando era disgustato. "Sei solo un delinquente. Marcirai in galera fino alla fine dei tuoi giorni per questo. Tu, tuo fratello e quell'altro pazzo non meritate di vivere. Ora l'unica cosa che vi separa dalla pena di morte è quella donna che avete rapito e quasi ammazzato."
L'uomo provò a scagliarsi contro Sykes che ascoltava l'interrogatorio con Provenza. La ragazza schivò l'attacco e gli sferrò un calcio in faccia. Provenza la guardò compiaciuto, sapeva difendersi bene la ragazza. Poi lasciò la sala interrogatorio, doveva andare da Flynn. Il suo migliore amico aveva bisogno di lui.
Continua...
