NOTE: finalmente ce l'ho fatta! Devo ammettere che scrivere questo capitolo è stato faticoso ma anche divertente…spero con tutto il cuore che piaccia anche a voi.

PS: probabilmente mi sto allontanando dallo stile di scrittura che aveva la fanfiction nei primi capitoli. Spero che il mio modo di scrivere adesso non sia troppo pesante rispetto a prima. Nel caso fatemi sapere cosa ne pensate e se la storia vi stia piacendo.

Un saluto dal Brainstealer

CAPITOLO 6

PARTE UNO: SPARROW

Ubicazione sconosciuta.

Quella mattina, a bordo delle navi da miniera del villaggio dei Banga, Misai se ne stava appoggiato sulla poggia mano della scala che si affacciava direttamente sul ponte di comando. Faceva un po' freddo dove si trovava e tutti quelli che erano con lui al lavoro erano andati a riposare o a mangiare qualcosa all'interno del mezzo. lui però, ogni volta che iniziava il viaggio di rientro verso Lei Colmosna, non se ne stava con gli altri, preferendo starsene impalato sul ponte principale della sua nave volante da carico a riflettere.

Pensava e pensava, mentre il suono dell'aria proveniente dal nulla cosmico nel quale stavano tutti galleggiando si mescolava con il frastuono dei motori gravitazionali.

Anche quel giorno aveva fatto davvero un buon lavoro: del resto Misai era sempre stato un buon caposquadra, sia che si trattasse di gestire un gruppo di minatori che di essere al capo dell'immagazzinamento delle merci appena raccolte e dello smistamento.

Era davvero un gran lavoratore e questo gli faceva provare una grande soddisfazione.

Tuttavia, nei momenti in cui non c'era niente da fare non riusciva a stare tranquillo e, momentaneamente, la soddisfazione veniva sostituita da un gran senso di vuoto, paragonabile a quello nel quale volava la nave in quel momento.

Per quanto molte persone potessero avere stima di lui, Misai preferiva starsene da solo, anche perché non era certo uno che avesse un carattere semplice. Infatti, quando si sentiva vulnerabile, tendeva a diventare ancor più burbero di quanto non lo fosse già in certi momenti.

Questo lo faceva contraddistinguere da molte altre persone: il suo carattere era formato da una strana contrapposizione tra durezza esteriore e una tanto sincera quanto velata preoccupazione per il prossimo.

Per quanto però sotto sotto poteva essere buono lui non lo dava molto a vedere, finendo per procurare qualche piccolo dispiacere a chi magari stava solo cercando di aiutarlo durante i momenti di difficoltà.

Ecco perché, spesso e volentieri, Misai preferiva starsene in solitudine nei momenti in cui si sentiva perso per qualche attimo in modo da recuperare un po' di pace in tranquillità e senza ferire i sentimenti di nessuno.

"sono un grande lavoratore, capo delle squadre di minatori di tutto il villaggio dei Banga. Sono molto fiero di quello che sono…eppure, sento che mi manca qualcosa…che accidenti è?"

Scese gli ultimi scalini e iniziò a fare lentamente avanti e indietro per il ponte principale, continuando a far fluire dentro di sé quell'inarrestabile fiume di pensieri.

"ma chi voglio prendere in giro? il mio problema non è che mi manca qualcosa…il problema è che mi manca lei…"

Ricordava le prime volte che l'aveva vista, ricordava il modo in cui l'aveva trattata i primi tempi dopo il suo ritrovamento e ricordava anche che lei lo aveva battuto nella gara di velocità nell'estrazione dei minerali.

Misai era un vero duro: solo poche volte mostrava alla gente il suo bellissimo lato umano e sensibile e spesso si comportava sempre in modo molto pragmatico e serio, talvolta addirittura cinico.

Ma adesso però, a quel cinico mancava Kat…gli mancava da morire.

Ricordava ancora quando qualche anno fa quella splendida ragazza era sparita dall'esistenza e dalla vita di tutti.

Tutti avevano provato ad andare avanti con la loro quotidianità e spesso ci erano riusciti.

Perfino Cecie, per quanto a stenti, stava riuscendo piano piano a superare la cosa.

Non tutti però avevano notato gli individui che DAVVERO non ce la stavano facendo: lui e Raven.

In quel periodo aveva visto la ragazza dai capelli neri e rossi come una sorella, anche se non si vedevano quasi mai.

Quando provò a parlarle per consolarla lei aveva reagito chiudendosi di più e a tirare fuori gli artigli: quanto la capiva…

I loro sentimenti per l'amica in comune, seppur diversi, gli faceva vedere Raven come l'unica persona che riuscisse a capirlo almeno in parte.

In parte anche perché lui era davvero l'unico che provasse per Kat qualcosa che andava ben oltre l'amicizia.

Era stata davvero l'unica ragazza ad averlo mai fatto sorridere in modo sincero dopo tanto tempo e per quanto lui potesse fare il burbero, lei gli aveva sempre risposto con un sorrido micidiale che rischiava sempre di farlo arrossire così tanto da far sembrare la sua testa l'occhio di un Nevi.

Quando però Kat scomparve visse i due anni più vuoti della sua vita: per una volta che era riuscito a provare amore per qualcuno, la sua fonte di sentimenti era sparita all'improvviso senza lasciare traccia.

Fortunatamente, qual periodo era passato, facendo sì che la shifter potesse tornare a far parte della vita di tutti.

Tuttavia, lei era tornata ad abitare nella propria casa ad Hekseville e per Misai questo non era certo come averla intorno tutti i giorni come al villaggio dei Banga.

"com'è che non ho mai avuto il coraggio di dirglielo? Forse dovrei…e poi sembra che Raven abbia intuito qualcosa"
più ci pensava, più il suo sguardo si ipnotizzava sui vortici di nuvole che si formavano in quello strano posto nel vuoto più assoluto.

I pensieri del ragazzo furono interrotti dal suono di una voce.

ehi Misai! Che ci fai qui? Stiamo tutti nella sala a mangiarci un boccone. Te non vieni?

va bene Bayam! Arrivo subito!

Bayam era un altro giovane uomo che ormai da tempo lavorava con Misai. Aveva due anni meno di lui e, come tutti i minatori, aveva un fisico che faceva capire esattamente il tipo di sforzo che faceva ogni giorno al lavoro.

Tuttavia, per quanto potesse essere alto e muscoloso, si copriva costantemente la testa con un cappellino in modo da poter nascondere la sua calvizie prematura.

Anche se il ragazzo solitario non se ne era accorto, lui lo stava osservando da almeno dieci minuti con i suoi occhi grigi. Sapeva che il suo capo stava male e per quanto quest'ultimo non volesse, faceva sempre quello che poteva in modo da aiutare nel suo piccolo quell'anima in pena.

ok. Ah, a proposito! Ho sentito dire che nel sito minerario numero cinque ci son…aspetta un attimo

cosa?

quella cos'è?!

L'amico puntò il dito oltre lo scafo e quando Misai si girò a guardare, entrambi videro una navetta volare via di fretta e furia lontano dalla loro nave da carico.

Durante l'allontanamento del mezzo, i due si misero una mano davanti agli occhi per non farsi accecare dalla polvere sollevata dai motori di quella piccola navetta volante che si stava allontanando a tutta velocità.

che accidenti era quello? disse il ragazzo dagli occhi gialli mentre si spolverava i capelli di color violetto.

non lo so, ma data la loro fretta nell'andarsene non credo stessero facendo nulla di buono…

che ci faceva una navetta così piccola in un posto come questo? Di certo non era qui a scavare dal momento che non è una nave da carico. Non c'è niente qui…quella si era agganciata al nostro mezzo ed è rimasta attraccata sotto i nostri nasi senza che nessuno se ne accorgesse!

maledizione! Cosa potrebbero aver combinato?

non saprei. Il motore gravitazionale è a posto, anche perché altrimenti non saremmo ancora vivi

Misai…

dimmi

il carico! Andiamo a vedere il carico di minerali!

buona idea!

che facciamo con quella navetta? Proviamo ad inseguirla?

no. È troppo veloce, questa vecchia zattera volante non ce la farebbe mai a starle dietro. Limitiamoci piuttosto a sbrigarci ad andare a vedere la stiva

va bene

I due iniziarono ad andare di passo svelto verso il deposito dove mettevano da sempre il loro preziosissimo carico di minerali.

Misai intanto imprecava tra sé e sé, sia per dover avere a che fare con emergenze come queste dopo una lunga e faticosa giornata passata nei siti minerari, sia per essere stato interrotto mentre era da solo a pensare ai fatti suoi.

"ma vedi tu che cosa mi tocca fare…mi rompono le scatole anche quando stiamo tornando a casa. Se ci fosse Kat questa questione si risolverebbe in un…arg! Maledizione Misai! Smettila di pensarci e concentrati sul presente!"

Salite le scale e attraversato un paio di piccoli corridoi, finalmente arrivarono alla porta della stiva.

Il ragazzo guardò il suo collega.

Bayam, ascolta, non sappiamo se là dentro ci sia ancora qualcuno o no, quindi facciamo molta attenzione ok?

va bene. al mio tre apro di scatto la porta ed entriamo nel modo più veloce possibile all'interno, per poi sfigurare a suon di cazzotti chiunque stia cercando di nascondersi nella nostra nave

ci sto! Devono solo provarci rispose il giovane con un sorriso.

uno…due…TRE!

Con una potente spallata, Bayam aprì di colpo la porta e in un attimo entrambi erano dentro con i pugni ben alzati.

Quando però si ritrovarono al centro della stanza, si fermarono increduli in maniera altrettanto rapida.

Misai si mise le mani intorno alla testa in senso di disperazione.

per tutti i creatori! …il nostro carico è stato dimezzato!
maledizione! Quei bastardi ci hanno derubato mezzo carico sotto il naso! Come hanno potuto?

non sono stati dei delinquenti qualunque. Quegli schifosi sapevano che eravamo in pausa e avevamo temporaneamente abbassato la guardia. Non trovo altra spiegazione

si, forse hai ragione. Un momento…quello cos'è?

Bayam si chinò per poi afferrare qualcosa che stava luccicando a terra.

Misai si avvicinò mentre cercava di mantenere la sua rabbia sotto controllo.

dammi qua! Disse mentre lo strappava dalla mano dell'amico

ok, ok… ripose l'altro facendo un passo indietro: era meglio non contraddire Misai mentre era arrabbiato per qualcosa. Sì, era suo amico…ma era anche il suo capo (un capo con un carattere piuttosto particolare…)

questi figli di cagna non sono così anonimi come sembra. vedi Bayam? Questa è una spilla e sopra c'è un marchio. Avevo ragione, non sono stati dei tizi qualunque disse ridando la spilla al proprio amico.

deve essergli caduta mentre stavano facendo il loro sporco lavoro!

può darsi…

adesso che facciamo? Cosa diremo al villaggio Banga quando ci vedranno arrivare con metà del carico previsto? disse il collega preoccupato.

la verità. Quello che adesso voglio fare è trovare quei maledettissimi ladri e fargliela pagare. Quel simbolo inciso su quella clip di rame l'ho già visto, ma non ricordo dove. Tuttavia…conosco un tizio che potrebbe saper riconoscere questo segno

che tizio?

fidati…è un ragazzo a posto…anche se sicuramente ci sa ancora fare con queste cose losche rispose Misai con un ghigno.

ok ma…che diciamo agli altri?

di al timoniere di fare rotta verso la sede principale della "Sun Trasporti"

stai dicendo…alla gigantesca villa ai confini di Lei Colmosna?

esatto Bayam…andiamo da Vogo!

Jirga Para Lhao, quartiere di Lei Colmosna, villa di Vogo.

Il sole era ormai tramontato da poco per cedere il posto al crepuscolo quando le persone di una delle parti più benestanti di Lei Colmosna avevano iniziato ad alzare lo sguardo verso l'alto, increduli che una cosa del genere potesse trovarsi in quella parte di Jirga Para Lhao.

Una bambina scappò dalla morsa del braccio della madre.

mamma, mamma! Guarda! È gigantesca!

si lo so, è enorme…adesso andiamo o farai tardi!

ma voglio vederla più da vicino!

no! là dentro è pieno di sporco e i minatori non sono certo persone simpatiche

ma uffa!

Intanto, i due lavoratori che stavano scendendo in fretta e furia proprio in quel momento, si guardarono perplessi al suono di quelle parole.

molto probabilmente non hanno mai visto una nave da miniera da queste parti. Di solito in questa zona ci passano solamente navette più piccole che portano i prodotti dal villaggio Banga all'azienda di Vogo. Forse sono sorpresi sussurrò Bayam all'amico.

come osa dire che siamo antipatici e scontrosi?! Se tutta Jirga Para Lhao rimane sospesa nel vuoto senza cadere è solo grazie ai motori antigravità che vengono alimentati coi minerali che NOI estraiamo! Dovrei dirgliene quattro a quella signora…forse non ha ben chiaro l'importanza del villaggio Banga

Misai…per favore non farlo. Ricordiamoci che siamo qui per un altro motivo

si…forse hai ragione

Ai due, dal momento che avevano attraccato esattamente accanto alla loro destinazione, bastarono pochi passi per ritrovarsi davanti al cancello dietro al quale iniziava la grande piazza che delimitava l'ingresso della villa di Vogo.

l'inferriata era aperta e dietro di essa si potevano scorgere la fontana con le due enormi vasche mentre l'ingresso faceva capolino qualche decina di metri dietro gli schizzi d'acqua.

"da quando si sono aperti i rapporti con Hekseville e si sono create delle nuove rotte comerciali quella vecchia canaglia è diventata ancora più ricca di quanto non lo era prima. Beh…perlomeno adesso il suo lavoro non è più sporco come prima…almeno si spera", pensò il giovane capo dei minatori.

Misai non vedeva di buon occhio Vogo, anche perché in passato non era mai stato una persona con metodi molto onesti e ne aveva fatte di cotte e di crude anche al villaggio Banga, una volta cercando addirittura di impossessarsene.

Tuttavia, col tempo (anche grazie a Kat che gli dette una lezione) quello strano commerciante era iniziato lentamente a cambiare, fino a diventare l'onesto lavoratore che adesso tutti conoscevano.

Del resto, non c'è bisogno di fare dei lavori sporchi per guadagnare soldi extra quando si ha tra le mani le più importanti rotte commerciali di tutta Hekseville e Jirga Para Lhao.

Malgrado ciò, il ragazzo non era ancora riuscito a dare il cento per cento della propria fiducia a quell'uomo.

Attraversarono lo spiazzo, mentre guardavano incuriositi gli allenamenti che stavano effettuando gli allievi di Fi, fratello minore adottivo di Vogo.

chissà se avremo l'occasione di incontrare il famoso Fi, co-proprietario della Sun Trasporti riprese a parlare Bayam.

non credo, se fosse stato qui sarebbe sicuramente stato con i suoi allievi…e poi perché hai tanta voglia di incontrarlo?

beh, è un guerriero che si è fatto un nome con la sua abilità nelle arti marziali e la sua scuola di combattimento è una delle più famose di tutta Lei Colmosna. Un momento…tu lo hai già incontrato se non ricordo

si, l'ho incontrato rispose Misai sbuffando.

e com'è?

nulla di che. In ogni caso…non eri tu che dicevi che dovevamo concentrarci sul nostro obiettivo?! Ti ricordo che metà del nostro carico di un'intera giornata è stato rubato!

sì, è vero…scusa

Arrivarono finalmente all'ingresso principale e due guardie talmente muscolose da sembrare armadi si intromisero tra loro e il portone.

lor signori desiderano entrare? iniziò una delle due.

Misai li guardò con l'aria scocciata.

no, sono venuto per vedere gli intarsi delle maniglie…è ovvio che voglio entrare! disse sotto lo sguardo preoccupato di Bayam, il quale non amava certo i metodi inutilmente aggressivi.

La sentinella tuttavia non sembrò prendersela, si limitò piuttosto a guardare il collega per poi girarsi nuovamente verso i due visitatori.

dovete dire chi siete, dichiarare le vostre intenzioni e attendere il permesso del signor Vogo dichiarò con tono serio.

sentite, non credo di essere dell'umore giusto…perché non vi limitate a dire a Vogo che un vecchio amico è venuto a trovarlo?

signore, devo chiederle di allontanarsi dall'ingresso

state scherzando vero? Io non mi muovo di qui!

Bayam guardò la scena e si avvicinò all'amico.

Misai, non facciamo cavolate! Aspettiamo un attimo
non abbiamo tempo per queste idiozie e metodi cortesi! Qualche bastardo ci ha derubato!

I due guardiani avevano già iniziato ad avanzare verso i due minatori per iniziare a buttarli fuori con metodi meno gentili quando però una voce interruppe tutta la scena.

fermi tutti! Garantisco io per queste due persone. Uno di loro è una vecchia conoscenza

signor Fi, bentornato signore!

grazie ragazzi, tornate pure al lavoro tranquilli, penserò io a portarli da Vogo

signor sì, signore

Fi si voltò verso Misai per poi donargli un sorriso.

Misai, amico mio, cosa ti porta da queste parti? Vedo che le tue buone maniere non si sono perse nel tempo

quel tipo mi stava tra i piedi. In ogni caso lui è Bayam, da quel che dice è un tuo grande fan…

davvero? Mi fa molto piacere. È un onore conoscerti disse il giovane al minatore, il quale rispose con una stretta di mano condita da un comportamento isterico tipico dei fan sfegatati di una celebrità.

molto bene, penso che adesso possiamo andare. A mio fratello farà piacere vedervi entrambi.

Si avviarono sopra i tappeti viola del lungo corridoio dove alle pareti erano attaccati numerosi quadri raffiguranti quelli che dovevano essere i membri passati della famiglia di Vogo, cosa che faceva capire che la "Sun trasporti" doveva esistere ormai da parecchio tempo.

Malgrado Fi fosse una persona piuttosto silenziosa, decise di iniziare nuovamente la conversazione durante la camminata.

a proposito (e se posso chiedere), quale buon vento vi porta qui?
magari fosse un buon vento rispose Misai sbuffando.

è successo qualcosa di grave?

diciamo che ci hanno derubato

sul serio?

si, ci hanno preso una miriade di minerali

hanno derubato una nave da carico dei Banga? E perché mai?

non lo sappiamo. I ladri hanno fatto tutto in poco tempo e sono spariti sotto i nostri occhi

accidenti…non capisco perché dovrebbero farlo…in un certo senso l'incolumità di tutta Jirga Para Lhao dipende soprattutto da quello che andate ad estrarre nei siti minerari. In ogni caso perché siete qui? Spero non pensiate che Vogo sia coinvolto in questa faccenda. Lo sapete…ormai ha cambiato pagina…

tranquillo, non lo pensiamo. Siamo qui perché abbiamo trovato una spilla con un logo inciso sopra e crediamo che il simbolo possa essere il marchio di una banda di commercianti clandestini o qualche proprietario di un'azienda o industria senza scrupoli. In pratica roba della quale il buon vecchio Vogo dovrebbe intendersi, onesto o meno che sia

in effetti il suo lavoro e il suo passato dalla dubbia morale lo ha portato in molti posti e gli ha fatto conoscere tante persone raccomandabili e non. Tra i due è sempre stato quello con un talento innato negli affari di questo tipo…peccato che fino a un po' di tempo fa usava i suoi talenti per lavori sporchi

spero solo che ci possa aiutare, la situazione è piuttosto grave dalle nostre parti

non preoccupatevi, sono sicuro che mio fratello saprà rispondere alle vostre domande

Arrivarono finalmente alla fine del corridoio dove videro una porta formata da due ante di legno ben intagliate: erano finalmente giunti all'ufficio di Vogo.

"pfff…sembra che stiamo per entrare nella sala di un re…nemmeno i vecchi senatori che governavano Jirga Para Lhao prima della ribellione e della ripresa della città da parte della tribù dei Lhao si davano tante arie" pensò Misai mentre cercava di nascondere un ghigno beffardo sulla sua bocca.

Fi bussò all porta e, dopo qualche attimo, si udì una voce di ritorno.

chi è?
fratello, ci sono delle visite da parte di vecchi amici

ovvero?

Misai e il suo collega

Misai? Da queste parti? Beh…facciamoli entrare

Entrarono tutti e tre nella stanza, la quale però sembrava più una stanza di un collezionista d'arte piuttosto che un ufficio.

Si potevano vedere foto ovunque dalle quali si poteva osservare tutte le persone incontrate da Vogo e tutti i posti visitati da quest'ultimo, mentre l'intero ambiente era tempestato da oggetti di valore che il proprietario della Sun trasporti aveva collezionato in svariati anni di lavori (sporchi e non).

L'uomo d'affari tolse rapidamente i piedi dal tavolo, fece un mezzo giro sulla sedia girevole e si alzò in piedi per poi finalmente andare a salutare i due visitatori.

Misai, non credevo che ti avrei visto dalle mie parti

già, nemmeno io…

tu invece devi essere Bayam giusto? Se non mi sbaglio abbiamo già avuto modo di incontrarci durante il lavoro disse Vogo guardando l'altro.

si esatto. Devo ammettere che lei ha memoria

suvvia, dammi del tu. In ogni caso devo ammettere che tendo a ricordarmi chiunque abbia degli affari co me rispose l'uomo sorridendo.

Misai interruppe bruscamente i saluti e i convenevoli per arrivare dritto al sodo.

Senti Vogo, abbiamo bisogno del tuo aiuto

L'altro lo guardò un po' confuso: in effetti gli pareva molto strano che una persona come Misai arrivasse addirittura ad andare direttamente alla sede centrale della Sun Trasporti a chiedere un favore di qualsiasi genere.

si, dimmi…cosa posso fare per te?

oggi siamo stati derubati: ci hanno preso metà del nostro carico giornaliero

cooosa?! Ma è un disastro! Questo porterà dei guai sia al villaggio Banga che a me! rispose l'altro mettendosi le mani tra i capelli.

lo sappiamo, ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto

cosa posso fare per voi? Gestisco le rotte commerciali e lavoro sulle navi da carico per i trasporti…non sono un poliziotto

sappiamo anche questo, ma per quanto tu dica di non essere uno sbirro c'è una cosa che dovresti saper fiutare meglio di qualsiasi detective

di che si tratta?

Misai tirò fuori la spilla dalla sua tasca per poi mostrarla a Vogo.

subito dopo il furto io e il mio compare abbiamo trovato questo…se non mi sbaglio è il tuo campo. Speravamo potessi dirci se sai riconoscere questo marchio in modo da poterci dire chi è stato a rubare i nostri minerali

questo è offensivo! Sono cambiato da allora

rilassati Vogo, non dico che stai facendo il tuo lavoro in maniera disonesta…sto solo dicendo che, dal momento che un tempo facevi dei lavoretti non sempre puliti, magari sei in grado di riconoscere il marchio inciso su questa spilla. E poi…mica deve essere per forza il simbolo di una banda criminale, giusto? concluse Misai con uno sguardo giocoso.

mmm…va bene fammi dare un'occhiata

Il giovane ragazzo dei Banga dette l'oggetto in questione all'uomo, il quale passò alcuni secondi rigirandoselo tra le mani per poi posare infine la sua attenzione sull'incisione che raffigurava un gabbiano che teneva in bocca una moneta.

interessante. Questo gingillo l'ho già visto…mi sembra strano che lo abbiate trovato sul posto dove vi hanno derubato

sapevo che eri in grado di aiutarci! Allora…di che si tratta? E perché dovrebbe essere strano?

perché avevi ragione. Non si tratta del marchio di una banda criminale

sul serio?!

proprio così: questo altro non è che il marchio della "Sparrow"

hai detto Sparrow?

proprio così: la Sparrow è un ente che gestisce delle piccole rotte commerciali interne ad Hekseville

che tipo di rotte?

armamenti

com'è che non ne ho mai sentito parlare? Di solito i commercianti pettegolano sui colleghi…

è una gestrice molto piccola che è stata fondata da poco. Non mi stupisce che tu non l'abbia mai sentita nominare. Però devo ammettere che quelli lavorano davvero sodo: ormai stanno gestendo buona parte del trasporto delle armi e spesso si ritrovano a gestire i magazzini destinati allo stoccaggio dell'armamento dell'esercito di Hekseville. Le loro navi da carico sono poche e piccole ma ogni volta che sono andato ad Hekseville per degli affari le ho viste scorrazzare avanti e indietro in maniera incessante. Quelli faranno carriera…te lo dice un esperto

maledetti bastardi! Come mai avrebbero dovuto derubarci?

non lo so. Però dobbiamo stare attenti: un furto come quello che avete subito voi oggi è una faccenda decisamente grave. In ogni caso, per vostra fortuna, la Sun trasporti è ben informata sia sugli affari che girano a Jirga Para Lhao che ad Hekseville. Uno come me non si lascia mai scappare l'occasione di conoscere la concorrenza

taglia corto, che vuoi dire?

voglio dire che conosco i proprietari della Sparrow e che posso organizzare un incontro se vuoi

Davvero?

ovviamente disse Vogo trionfante

non avrei mai pensato di dirlo ma…Vogo sei il nostro salvatore! Ti ringrazio di cuore!

non ringraziarmi. Anni fa ho fatto delle cose molto brutte alla vostra gente e questo è il minimo che possa fare per rimediare un po'. Domani presentatevi davanti all'ingresso di questa villa alle tre di pomeriggio, poi vi porterò da loro. È tutto ragazzi, adesso scusate ma avrei delle cose da sbrigare, quindi non vi dispiace se vi saluto adesso vero?

tranquillo Vogo, ci vediamo domani

I tre si salutarono per poi tornare ognuno per la propria strada.

Sulla nave, Misai continuava ad essere pensieroso e aveva iniziato nuovamente a camminare avanti e indietro sul ponte della nave.

Misai, tutto ok? chiese Bayam preoccupato.

non so Bayam, più penso a questa storia e meno ci capisco: come mai un gestore delle tratte commerciali belliche di Hekseville dovrebbe derubare il nostro carico? Non ha senso

hai ragione. Ora però cerchiamo di non disperarci troppo: vedrai che domani potremo andare a chiarire direttamente alla sparrow. Magari con l'aiuto di Vogo riusciremo a riprenderci ciò che è nostro

sempre così positivo eh?

sempre…

mmm…se non ti dispiace io vado a fare un pisolino. Questa giornata mi sta distruggendo

tu che riposi? Che ti succede Misai? rispose l'amico scherzando.

ma vaff… piuttosto: mi serve qualcuno che domani prenda il mio posto per dirigere i lavori durante la mia assenza, puoi pensarci tu?

io? Non so se sono in grado Misai…

si che lo sei, ormai lavori al mio fianco da molto tempo

d'accordo. Ma non diciamo niente a Lisa e agli altri?

questa è diventata anche una questione personale, vorrei poter fare per un attimo di testa mia, però non temere: appena sarò tornato dalla Sun trasporti con qualche informazione in più racconteremo tutto a Lisa e al resto del villaggio Banga. Domani dì agli altri che non ci sono potuto essere a causa di questioni personali…quando mi vedranno mi sarò già inventato una buona scusa

magari posso dire che sei andato a chiedere a Kat un'uscita intima tra voi due, rispose l'altro facendo l'occhiolino.

sei fortunato che non ci sia nessuno in giro a sentire e che domani mi fai questo favore altrimenti ti avrei riempito di legnate e fatto fare il doppio del lavoro!

La porta che divideva il ponte principale dal corridoio che portava ai dormitori si chiuse con un tonfo, sotto lo sguardo divertito di Bayam, Il quale riusciva sempre a vedere il lato positivo delle cose in qualunque situazione.

Jirga Para Lhao, Sede della Sun Trasporti, il giorno dopo…

molto bene Misai, Allora si parte! Timoniere: portaci alla sede della Sparrow

Vogo aveva accolto Misai presentandosi davanti all'ingresso della Sun trasporti con una piccola aeronave che conteneva giusto cinque posti, che però sembrava essere allo stesso tempo un mezzo dall'aspetto piuttosto lussuoso.

"pff, passo gran parte del mio tempo sulle rumorose navi da carico del villaggio Banga…non c'era bisogno di disturbarsi tanto per fare un'inutile bella figura, anche perché stiamo andando laggiù con delle accuse molto gravi: è inutile fare un bell'ingresso se poi ti metti a discutere" pensò Misai mentre si accomodava sul comodo sedile del velivolo.

Per un attimo però, si rese conto di essere contento di poter passare un giorno più tranquillo senza dover andare a trivellare qualche minerale gravitazionale in qualche strana dimensione, trascorrendo piuttosto qualche minuto a godersi il panorama di Lei Colmosna in tutta il suo splendore durante i minuti di viaggio.

"forse dovrei uscire di più, magari potrei uscire c…"

La voce di Vogo interruppe i suoi pensieri.

sai Misai, era un po' che non tornavo ad Hekseville, soprattutto ad Auldnoir. In effetti la tua visita mi ha giovato molto, non mi farà male tornare laggiù a respirare un po' di aria fresca. Tu sei mai stato ad Auldnoir?

no, non ci sono mai stato

adesso la vedrai, ma ti consiglio di tornarci per esplorarla un po' più a fondo: è un luogo davvero carino e tranquillo, tutta un'altra storia rispetto al caotico mercato centrale di Lei Colmosna…magari quando avrai tempo libero dal lavoro perché non chiedi a qualcuno del posto di farti da guida? Fidati, ne vale la pena

A quelle parole Misai divenne così rosso che pareva si fosse incendiato, poi si voltò leggermente guardando da un'altra parte.

L'altro lo guardò un po' confuso.

Ehi Misai, va tutto bene

si…sto bene

pensavo fossi abituato a volare rispose Vogo ridendo.

Intanto, la conversazione aveva fatto passare il tempo più velocemente, facendo si che i due non si resero neanche conto che il guidatore della navetta aveva fatto atterrare il mezzo esattamente davanti ad un piccolo edificio.

ah eccoci qua, riprese Vogo.

dunque è questa la sede della Sparrow…

esattamente. Devo ammettere che i tipi che la possiedono (e che l'hanno fondata), sono piuttosto strani

in che senso?

non saprei…il loro modo di parlare è…particolare: non si addice molto a dei rozzi proprietari di una piccola rotta commerciale. E poi ci sanno davvero fare

paura della concorrenza?

ha ha, buona questa!

I due entrarono all'interno del piccolo palazzetto per poi trovarsi davanti ad una scrivania dietro la quale lavorava una giovane ragazza dai capelli castani.

Questa li guardò abbassandosi gli occhiali.

salve signori, cosa posso fare per voi?
Vogo fece un passo avanti e si schiarì la gola.

abbiamo fissato un incontro con i proprietari della Sparrow

mi faccia controllare un secondo. Si…eccolo qua. Lei deve essere Vogo giusto?
esattamente

molto bene. lor signori vi attendono nella sala riunioni numero cinque

grazie mille

Non ci misero molto ad arrivare alla sala che era stata detta loro, anche perché la sede aveva solo quattro piani e con pochissime stanze per ognuno.

Bussarono finalmente alla porta della stanza numero cinque.

avanti

Misai e Vogo entrarono per poi ritrovarsi davanti una stanzetta con al centro un piccolo tavolo attorno al quale ci sarebbero stati al massimo cinque o sei posti.

I due tizi si alzarono lentamente dalle loro sedie per salutare in modo molto cordiale i nuovi arrivati.

benvenuti signori, siamo onorati di ricevervi oggi

il piacere è nostro risposero i due all'unisono.

signori, il mio compare qui avrebbe alcune domande da fare

ascoltiamo
Misai fece un passo avanti e con aria scocciata tirò fuori la spilla col loro marchio. Intanto però iniziò a provare una strana sensazione.

"un momento, il volto del tizio sulla destra mi sembra familiare" pensò.

signori, ieri ho ritrovato nella stiva della mia nave da carico questa spilla col vostro marchio sopra e metà del carico che stavamo trasportando è sparito. Voglio delle spiegazioni

lei è il lavoratore del villaggio Banga giusto?

si, come lo sapete?

è molto semplice: ieri abbiamo regolarmente estratto esattamente metà del vostro carico per portarlo nei nostri depositi risposero cambiando discorso.

Misai li guardò stupiti.

"un momento, quello è il tizio che un po' di tempo fa era venuto al villaggio a farmi un sacco di domande! Che sia maledetto!"

cosa intendete con "regolarmente"?! ci avete derubato! Ridateci ciò che è nostro! Quel minerale è di vitale importanza per il villaggio Banga e per tutta Jirga Para Lhao!

la tua richiesta non può essere soddisfatta. Vedete, noi agiamo secondo un contratto stipulato col nostro sindaco

il sindaco di Hekseville? Non credo proprio che permetterebbe un'azione simile nei confronti dei Banga disse Vogo entrando nel discorso.

I misteriosi uomini si guardarono e iniziarono a parlare sottovoce tra loro, dopodiché uno dei due se ne andò in un'altra stanza per poi tornare dopo due minuti con un foglio.

ecco qui: questo è il contratto firmato dal sindaco in persona che ci autorizza a prelevare metà del carico di minerali giornaliero dalle vostre stive e/o magazzini

Misai sgranò gli occhi.

metà del carico ogni giorno e da tutte le navi?! Ma è una follia! Se fosse vero saremmo stati avvisati di un contratto così importante! Siete solo dei ladri!

la invitiamo a guardare meglio il documento

Il ragazzo abbassò lo sguardo per osservare la manifattura del contratto scritto, per poi notare la firma del sindaco di Hekseville a fondo pagina.

"non mi convince" pensò il capo dei minatori con lo sguardo scettico.

se ancora non crede alle nostre parole la invitiamo a parlarne col sindaco di Hekseville, fino a quel momento le cose non cambieranno

siete tutti matti! Quel minerale rappresenta la nostra linfa vitale! Volete far scoppiare una guerra tra Hekseville e Jirga Para Lhao?

assolutamente no. noi abbiamo solo stipulato un contratto in modo da rifornirci del materiale che vogliamo studiare. Vogliate scusarci, ma adesso abbiamo delle faccende molto importanti da sbrigare. Vi auguriamo una buona giornata

Senza tante cerimonie, i due uomini si alzarono dalle loro sedie per poi avviarsi verso l'uscita e sparire sotto gli occhi increduli di Vogo e Misai, ormai rimasti soli nella stanza.

Misai, adesso cosa farai?

non posso fare molto, devo andare subito ad avvisare Lisa e gli altri. Sicuramente chiederanno un incontro col sindaco di Hekseville per chiarire la questione

se è vero quello che hanno detto questi due scoppierà un casino tra le due comunità. Gli affari andranno davvero male quando gli abitanti di Jirga Para Lhao scopriranno che quelli di Hekseville stanno rubando ciò che permette alle loro case di galleggiare nel vuoto

stiamo a vedere…
dai, ti riaccompagno alla tua nave da carico: penso che avrai un sacco di cose da raccontare al villaggio Banga…

PARTE DUE: DELIRIUM

Auldnoir, notte fonda, casa tubo.

"Sachya, tu ci hai abbandonato per Raven"

"no! io non…io non capisco!"

"hai abbandonato la tua infanzia…hai abbandonato la stessa Sachya"

"io non so di che parli! BASTA!"

Raven aprì gli occhi svegliandosi di soprassalto nel letto.

"un incubo, lo stesso incubo che ho fatto un anno fa…che diavolo significa?"

Un anno prima, nello stesso posto, la ragazza aveva già sognato uno strano ragazzo dalla folta capigliatura nera che la chiamava con un nome che non le apparteneva, affermando che aveva abbandonato lui e altre persone, principalmente bambini.

Ancora una volta lo aveva sognato e, ancora una volta, si era risvegliata coi lacrimoni che le scivolavano via dalle guance.

Si girò di lato ed osservò Katche dormiva beatamente nel sonno.

"a volte mi chiedo come sarei se anche io fossi solare come lei" pensò mentre sorrideva.

"beh, tanto non credo riuscirò ad addormentarmi di nuovo".

Scivolò silenziosamente fuori dalle coperte e si vestì cercando di fare meno rumore possibile: almeno Kat aveva il diritto di riposare in santa pace.

Appena ebbe finito si prese uno snack e iniziò a sgranocchiarlo mentre continuava a pensare al sogno che aveva appena fatto.

"Zaza, Sachya…chi sono queste persone? come mai mi sembrano così familiari ed estranee allo stesso tempo? ogni volta che faccio quel sogno mi sento così triste…"

Guardò nuovamente l'amica per poi alzarsi in piedi.

"penso che farò un'altra delle mie giratine notturne, non credo che la signorina qui presente se ne accorgerà".

Fece un cenno a Xii ed entrambi uscirono dalla casa tubo.

Il corpo di Raven si illuminò di blu e lei si alzò in volo avvicinandosi al celo stellato che ricopriva come un manto tutta Auldnoir.

Nello stesso momento, da qualche parte...

In quella notte particolarmente silenziosa qualcuno stava all'interno di un magazzino abbandonato nascosto da qualche parte nell'impianto fognario di Hekseville.

Erano almeno le due di notte e la figura era seduta davanti ad una vecchia scrivania su una sedia di legno ormai marcito quasi del tutto a maneggiare degli strani oggetti.

Gli unici rumori che si potevano udire erano quelli degli oggetti armeggiati sul tavolo e il fragore del silenzio.

Nemmeno il respiro dell'individuo si faceva sentire.

Era lì, che cercava di riflettere a pieno sulla situazione nella quale si trovava, oltre a verificare che le sue condizioni fossero ottimali.

"ancora una decina di fiale, autonomia consentita: un mese a partire da stanotte"

La persona ormai diventata leggenda tra i pochi individui che sapevano della sua esistenza era come al solito a calcolare come essere il più efficiente possibile nel suo lavoro.

Tuttavia, malgrado avesse una mente più simile ad una macchina che a un essere umano, era arrivato ad un punto morto senza che potesse evitarlo: per quanto avesse provato, riprodurre il liquido contenuto in quei piccoli contenitori non era stato possibile e adesso stava per finire le scorte di fluido.

"la scienziata che lavora nel centro di ricerche per i materiali chimici ad Auldnoir sta facendo un ottimo lavoro, tuttavia non riesce a capire da cosa sia composto il siero. Dal momento che è presente il nuovo imprevisto della sua necessità di un lasso di tempo maggiore per ricreare il liquido l'unica soluzione fattibile è evitare di prendere il fluido nella frequenza che mi è stata ordinata da sempre. Avrei dovuto iniettarmi la dose tre giorni fa, di conseguenza ho saltato una singola assunzione. Status fisico: ottimale, status mentale: sufficientemente buono"

Malgrado fosse una spietata macchina di morte, per la prima volta da quando era ad Hekseville si trovava in una situazione nuova: stava per arrivare una difficoltà vera e propria e non poteva farci niente.

Prese in mano una fiala e la rigirò tra le dita mentre la osservava: cosa sarebbe accaduto quando il siero sarebbe finito? Per quanto tempo non poteva assumerlo?

Questi erano dei quesiti ai quali non poteva rispondere, anche perché non erano mai arrivate informazioni alle sue orecchie che precisassero le modalità nelle quali il liquido agiva sul suo corpo: l'unica cosa che sapeva era che doveva assumerla a tutti i costi e in maniera costante.

Sapeva benissimo l'effetto della sostanza che faceva regolarmente scorrere nelle sue vene, ma non capiva se fosse possibile non assumerlo per un tot. di tempo senza subirne le conseguenze.

"non sono più nella situazione che precede il mio risveglio ad Hekseville…è dunque possibile agire al di là degli schemi allo scopo di portare a termine i propri incarichi?"

In ogni caso non era il momento di mettersi ad occuparsi di quelle questioni: aveva avuto un incarico estremamente importante e avrebbe dovuto svolgerlo entro la fine della nottata.

Preparò l'equipaggiamento del quale aveva bisogno, si diresse verso l'uscita del suo nascondiglio e andò verso l'uscita per poi mettersi in marcia verso la sua destinazione.

Un ora più tardi, ospedale di Vendecentre…

L'individuo era riuscito ad arrivare sul tetto dell'edificio e la luce lunare si rifletteva sul suo casco facendo sì che la maschera bianca fosse l'unica cosa visibile che risplendeva nell'oscurità.

Malgrado fossero le quattro e mezzo del mattino poteva ancora vedere le luci di alcune camere dell'ospedale ancora accese.

"rischio di essere individuati: medio"

Avanzò lentamente verso un pannello che conduceva al condotto di areazione mentre nella testa si ripeteva coloro che sicuramente non avrebbero potuto vedere l'alba del giorno dopo: un uomo di mezza età della camera 341 del quinto piano e la bambina della camera 68 del primo piano.

Erano persone che in qualche modo dovevano sicuramente risultare scomode per l'esistenza di qualcun altro, ma a Diva non interessava: un bersaglio era un bersaglio.

Si introdusse nel tunnel e, con movimenti inquietanti che parevano a rallentatore, arrivò all'apertura del condotto in corrispondenza della stanza dove un signore che avrà avuto sì e no una sessantina d'anni riposava nel proprio letto.

Diva si fermò ad osservare il suo obbiettivo attraverso le piccole fessure della botola.

"la luce è spenta e il bersaglio sta dormendo, segno che la sua salute non è compromessa in modo serio. In ogni caso sarà meglio non fare rumore: nei corridoi le attività sono in pieno corso e non posso muovermi nell'ospedale attraverso di essi. Dalle informazioni che ho preso gli infermieri passano vicino a questa camera una volta ogni mezz'ora a partire da mezzanotte per fare un controllo aggiuntivo oltre a qello che compiono già i macchinari collegati ai pazienti. Ora sono le 04:20…dieci minuti basteranno".

Tolse delicatamente il coperchio che tappava l'apertura del condotto e con grande maestria scivolò all'interno della sala attraverso una corda ben saldata al condotto che avrebbe riutilizzato come uscita.

Si avvicinò al suo obbiettivo mentre una strana sensazione iniziò a invadere lentamente il suo corpo.

Il sicario non ci fece molto caso e intanto estrasse una siringa dalla veste che faceva da sempre parte del suo equipaggiamento.

Osservò per gli ultimi due secondi l'uomo disteso nel letto per poi passare improvvisamente all'azione.

Infilò nella carne dello sfortunato un ago così fine che questo non se ne accorse nemmeno.

Diva spinse delicatamente lo stantuffo e uno strano liquido biancastro pervase il corpo della vittima.

"questo è il suo ultimo minuto di vita. Dovrebbe morire a momenti"

L'uomo che stava ancora dormendo serenamente, inconsapevole del fatto che quelli sarebbero stati i suoi ultimi momenti.

L'uccisore sentì arrivare di nuovo la strana sensazione che aveva sentito qualche attimo prima, stavolta un po' più forte.

Osservava l'altro mentre respirava nel sonno in maniera sempre più lenta, fino a quando non esalò un ultimo e più prolungato respiro prima che il suo corpo si fermasse dolcemente.

"ecco…ancora una volta ho portato a termine un incarico, un'altra persona è stata uccisa per mano mia e nessuno ha potuto fare niente. Almeno quando lo ritroveranno sembrerà che stia dormendo…"

"un momento…che importanza ha? Questo non rientra nelle mie mansioni: l'uccisione tramite veleno ha fatto si che guadagnassi tempo. nel caso dovessero entrare nella sua stanza ci metteranno più tempo a capire che è morto a causa dell'assenza di tracce di sangue. Non mi deve importare chi fosse e chi faceva. Passiamo piuttosto al prossimo obbiettivo"

Il sicario salì di nuovo al condotto d'areazione attraverso la corda e in brevissimo tempo si era già allontanato dalla stanza senza lasciare alcuna traccia.

Si spostò all'interno del passaggio in lungo, in lago e in basso: si era appositamente studiato tutto lo schema dei condotti attraverso i progetti dell'ospedale, ottenuti compiendo azioni delle quali molte persone non sarebbero state fiere.

Passò altri venti minuti in mezzo a quelle condutture claustrofobiche per arrivare nell'altra stanza dove stava dormendo l'altro obbiettivo: una bambina di sei ani figlia di una giornalista che aveva compiuto delle azioni scomode nei confronti di un uomo d'affari senza scrupoli che, dopo aver riflettuto sul fatto che la donna era diventata troppo scomoda e pericolosa, aveva deciso di compiere un'azione disperata per provare a salvare il suo impero monetario ingaggiando Diva, in modo da distruggere la psiche della signora attraverso l'omicidio della figlia.

Riutilizzò lo stesso metodo utilizzato poco prima per avvicinarsi alla fanciulla, senza tuttavia prendere nuovamente la siringa dal suo apposito scompartimento: il suo cliente aveva esplicitamente detto che la vittima sarebbe dovuta morire in maniera violenta in modo da rendere ancora più forte e tremendo l'impatto sul genitore. L'uomo d'affari aveva anche pagato un supplemento per far sì che questa suo desiderio aggiuntivo fosse stato esaudito.

Il killer estrasse un coltello dalla sua fondina e camminò silenziosamente fino a ritrovarsi il volto della bimba a pochi centimetri.

Per un attimo si fermò, in balia di un momento di esitazione: stava davvero per farlo? Avrebbe davvero ucciso una bambina di sei anni a causa della richiesta di un uomo che neanche la conosceva? La logica non era più così ovvia…

In quell'attimo, tutti quei pensieri erano volati all'interno della mente pragmatica di quell'essere umano che per qualche strano motivo, aveva per la prima volta dei dubbi su quello che riusciva meglio a fare: uccidere.

Quel tipo di domande non erano mai giunte alla sua testa: una vita come quella delle persone che vedeva durante le sue missioni, qualcos'altro oltre a questo. Malgrado ciò le questioni che si sollevavano erano così tante e in così poco tempo che apparvero come un insieme di sensazioni confuse, simile a un fantasma che appare in maniera poco chiara subito prima di svanire.

E infatti svanì: quell'attimo di umanità che si era accumulato fece di nuovo spazio alla mente meccanica che distingueva Diva da tutti gli altri.

In una frazione di secondo, tappò la bocca alla bambina per evitare che urlasse e infilò violentemente la lama del suo coltello nella sua gola.

il corpo della giovane ebbe uno scossone e lei sgranò gli occhi, mettendoci alcuni momenti per realizzare la situazione nella quale si trovava.

Iniziò a scuotersi per togliersi di dosso quell'abominio che stava cercando di ucciderla mentre il sangue zampillava da tutte le parti.

Quella piangeva durante i suoi ultimi folli momenti di vita mentre guardava incredula e terrorizzata la maschera bianca e inespressiva di Diva che, se non ci fosse stata, avrebbe lasciato spazio ad uno sguardo congelante e altrettanto privo di qualsiasi emozione.

"presto tutto sarà finito" pensava l'inquietante figura.

Infatti, non ebbe il tempo di formulare quel pensiero che la fanciulla provò invano con le sue ultime forze a sopravvivere per poi girare lo sguardo verso l'alto e fermarsi di colpo.

Nessun rumore…

Nessun testimone…

Perfetto…

Ancora una volta Diva aveva compiuto la sua missione in maniera eccellente. Eppure, invece di andar via e sparire ancora una volta dalla circolazione, era ancora lì immobile ad osservare il suo ultimo capolavoro.

"ecco fatto. Anche stavolta è finita…"

"giusto…sbagliato…non so se è a causa della mancata iniezione del siero nelle mie vene a farmi pensare in questo modo…ma inizio a chiedermi la vera differenza tra i due. È giusto negare il diritto di vivere a quella bambina? La logica mi ha portato ad ucciderla a causa di un pagamento ricevuto…qualcos'altro mi dice che in quello che ho appena fatto potrebbe esserci qualcosa di sbagliato…"

"dunque, è davvero questa l'unica cosa che posso fare? Togliere la vita alle altre persone…e la mia vita? C'è solo questo per me? È davvero 'unico motivo della mia esistenza?"

In quella triste notte di omicidi e tragedie accadde l'impensabile: oltre all'incredibile fatto che Diva avesse agito al di là per i suoi schemi per necessità saltando la sua iniezione del siero in modo da risparmiarlo nel tempo, per la prima volta aveva iniziato a pensare a qualcosa che aveva a che fare con la sua stessa vita, al di là delle missioni da compiere e delle persone che doveva eliminare.

"non ho mai parlato veramente con nessuno…non ho mai costruito delle amicizie perché potevano costituire solo un pericolo...e non ho mai amato nessuno"
"amore…io non so che cos'è l'amore…la possibilità di comprenderlo mi è stata negata"

Pensava e pensava, cercando di comporre tutti quei nuovi pezzi di puzzle che stavano grandinando dentro la sua mente, fino a quando qualcosa pervase quel confuso essere umano: rabbia.

Non aveva mai provato la rabbia. Ma quella parola:" negata," aveva fatto in modo che si rendesse conto di tutte le cose che erano state private alla sua persona.

Non conosceva bene quelle suddette cose: amore, odio, rabbia, gioia, dolore e passioni…non sapeva nemmeno dare loro un nome, ma finalmente aveva capito che non aveva mai avuto occasione di conoscerle.

"la mia intera esistenza è stata buttata via in questo!" pensava Diva guardando la bambina immersa nel lago di sangue mentre la collera era diventata così tanta che adesso vedeva rosso.

La testa iniziò a pulsare e ad essere dolorante.

Il sicario si mise le mani alla testa e a lamentarsi per il dolore pazzesco producendo dei suoni mostruosi.

Si reggeva a malapena in piedi e iniziò a dondolare pericolosamente per la stanza, fino a quando non rischiò di cadere sulla porta.

Si appoggiò per non cascare alla maniglia senza riflettere finendo per aprirla.

Una volta attraversata l'uscita di quella stanza, si ritrovò urlante in una sala d'attesa sotto gli occhi increduli di un piccolo gruppetto di circa cinque-sei persone che guardavano quel terrificante individuo con gli occhi strabuzzati: erano proprio i parenti della bambina che era stata uccisa meno di cinque minuti prima.

Uno di questi riuscì a scorgere la piccola fanciulla con gli occhi ancora aperti accasciata sul lettino per poi urlare a squarciagola.

assassino! La nostra bambina! L'hai uccisa! Sei un mostro!

A quelle parole anche gli altri si esasperarono, commettendo il grave errore di aver attirato l'attenzione di Diva che stava ancora delirando in preda ad una totale confusione mentale accompagnata da dei dolori atroci.

Il sicario si voltò verso di loro con movimenti scoordinati.

LASCIATEMI IN PACE! NON VOGLIO VEDERE NESSUNO!

La sua voce distorta risuonò nella camera.

Con ancora il coltello in mano, si lanciò verso di loro con una furia ceca, accoltellando e trucidando qualunque cosa si trovasse sul suo cammino.

In quel momento non riusciva nemmeno a distinguere i singoli individui: vedeva solo rosso, ma allo stesso tempo la sua bravura nel combattimento era tale che anche inconsapevolmente era in grado di uccidere chiunque, andandosi così a creare un micidiale e terrificante mix di follia e abilità.

Infatti, bastarono pochi secondi per far ritrovare Diva in mezzo al mucchio di cadaveri di coloro che aveva ucciso in un tempo che sarebbe stato breve per chiunque.

Era completamente fuori di testa e aveva eliminato qualsiasi testimone oculare che avrebbe potuto raccontare la terribile vicenda appena svolta.

Era ancora lì a subire quell'ondata di follia che era arrivata come un fulmine a ciel sereno quando, all'improvviso, vide attraverso la finestra qualcosa che ruppe il vetro di quest'ultima per irrompere all'interno della sala d'attesa.

Raven stava passando da Vendecentre durante la sua passeggiata notturna, ed era passata proprio vicino all'ospedale quando aveva sentito delle urla seguite da dei suoni disumani.

Questo l'aveva spinta a entrare per intervenire su qualsiasi eventuale minaccia, per poi rimanere pietrificata alla vista di quello che aveva trovato: davanti a lei c'era Diva, con i vestiti inondati di sangue in mezzo ad un cumulo di cadaveri squarciati.

La shifter a malapena riuscì a parlare.

N-no! maledetto bastardo!

L'unica altra figura rimasta viva in quel carnaio si girò verso di lei tra un lamento e l'altro.

RAVEN! la chiamò con tono minaccioso mentre rimetteva a posto la lama che aveva appena utilizzato.

Lei non fece in tempo a riprendersi dallo spavento scaturito da quei suoni orribili che intravide la bambina uccisa, per poi rimanere sconvolta.

Tutto quello che aveva a cuore, gli sforzi con la sua migliore amica per tenere la loro amata città al sicuro e tutti i suoi ideali sembrava fossero stati spezzati ulteriormente da quell'azione brutale.

FIGLIO DI PUTTANA! PAGHERAI PER QUELLO CHE HAI FATTO UNA VOLTA PER TUTTE!

Diva si fermò di colpo.

VUOI DIVA? VIENI A PRENDERMI!

Raven non se lo fece ripetere due volte: una luce intensissima di color blu avvolse il suo corpo e lei caricò un calcio gravitazionale nella sua direzione con tutte le forze che riusciva ad incanalare.

Il sicario schivò facilmente il colpo che era riuscito a sfondare il muro alle sue spalle per poi riestrarre il coltello dalla sua fondina.

La ragazza dai capelli neri e rossi usci velocemente dal cratere che lei stessa aveva formato per poi avventarsi sull'avversario: poche volte aveva combattuto con così tanta ferocia.

Diva riuscì a parare tutti i pugni e i calci di Raven, per poi bloccare il suo braccio in una morsa e atterrarla, facendole battere la testa per terra.

Lei urlò per l dolore ma si riprese subito e generò un campo di stasi che utilizzò per spingere via da lei tutto ciò che aveva intorno.

L'altro soggetto fece un piccolo volo a causa dell'ultima mossa della sua avversaria, ma riuscì comunque ad atterrare in piedi e a riposizionarsi. Subito dopo, prese delle delle piccole sferette dalla sua veste e le lanciò ai piedi della shifter, la quale non ebbe tempo di capire cosa fossero che queste esplosero, lasciando spazio ad una densa nube nera.

"bastardo, non vuole che lo veda" pensò lei.

Avanti, fatti vedere maledetto verme disse Raven fuori di sé.

Eccomi…

La ragazza si girò bruscamente verso la voce distorta alle sue spalle per poi vedere in modo sfocato la maschera di Diva davanti ai propri occhi.

Urlò per poi caricare l'energia di Xii per creare delle sfere blu che iniziò a far vorticare intorno a sé in modo da tenere lontano quel mostro.

Diva si tuffò all'indietro per evitare il contatto con quei globi azzurri per estrarre la pistola a tranquillanti allo stesso tempo e sparare un dardo nella direzione della sua avversaria.

Raven aveva già immaginato cosa voleva fare e si abbassò di colpo, sentendo però qualcosa cadere a terra dietro di lei.

Quando vide che le sue palle di energia erano sparite si girò e vide il suo corvo stramazzato.

NO! XII!

Ringhiò e si avventò verso l'altra persona, facendo finire entrambi per rotolare a terra per alcuni metri.

Tuttavia, Diva riuscì ad avere la meglio finendo sopra di lei: una mano col coltello puntato sulla gola della giovane, l'altra con la pistola puntata in mezzo al petto, esattamente al centro del suo tatuaggio.

Lei rimase immobile mentre osservava la persona che avrebbe potuto porre fine anche alla sua vita.

Per quanto però si stesse aspettando il peggio, entrambi erano ancora nella stessa posizione senza che nulla stesse accadendo.

Intanto, la mente macchinosa del soggetto che aveva intrappolato la shifter si stava stabilizzando, tornando allo stato precedente a quello di pura follia omicida che si era manifestato fino a qualche attimo prima.

"cosa è successo? Ho ucciso tutte quelle persone e adesso stavo per uccidere anche una delle guardiane della città…"

Intanto che pensava queste cose e la sua psiche si tranquillizzava, non riuscì a non notare che stava iniziando a guardare per un tempo interminabile gli occhi blu intenso della ragazza, la quale ricambiava con uno sguardo confuso, interrogatorio e furioso allo stesso tempo.

Per qualche strano motivo non era a suo agio in quella situazione: era come indossare un vestito particolarmente scomodo.

"devo riprendere immediatamente il siero e annotare l'accaduto: stanotte ci sono stati molti imprevisti e devo ricordare a modo le conseguenze della NON assunzione del siero in modo che non ricapitino certi eventi. e poi adesso devo andare via…presto questo posto sarà invaso da un sacco di gente"

Improvvisamente, Diva colpì Raven col calcio della pistola in modo da farla svenire.

"non so perché, ma non credo che la ucciderò…per oggi di sprechi ne ho visti abbastanza. E poi…è anche grazie a loro che la gente può continuare in modo ingenuo a dormire sonni tranquilli"

Afferrò il corpo della shifter e il corvo e se lo caricò sulla spalla, per poi saltare dalla finestra e usare il suo rampino per muoversi da un palazzo all'altro: ancora una volta nessuno avrebbe mai trovato il leggendario sicario.

Non ci mise molto ad arrivare alla casa tubo.

Kat dormiva ancora nel letto quando qualcuno entrò in casa sua per appoggiare il corpo svenuto della sua amica proprio accanto a lei.

La figura guardò ancora una volta Raven per qualche secondo per poi sparire nel buio della notte.

Continua…