GIORNO 8

"Aspetta, dove dici di essere stata?

Con chi ci sei stata?

Dove dici che stai andando?

Con chi ci stai andando?"*

Jane si sveglia completamente sudata nel suo letto, il cellulare sta vibrando sul comodino e dannazione, la luce del sole che entra dalla finestra la sta accecando. Allunga una mano verso il cellulare e lo prende rispondendo.

J: "Rizzoli?!"

C: "Jane, ho ricevuto il tuo messaggio. Sarò in città per qualche giorno, vediamoci stasera al Dirty Robber."

J: "Va bene." si alza andando in bagno.

C: "Ti offro una birra."

J: "Okay." apre l'acqua della doccia ed inizia a spogliarsi. "A stasera."

C: "A stasera."


"Ma quando l'ho guardata

Ho pensato soltanto a te,

Se solo ci fosse una prova

Potrei usarla per dimostrare che è vero."**

Maura è sdraiata a fissare la dottoressa King che sta dormendo beata su un fianco accanto a lei. Entrambe sono vestire, la sera prima Maura voleva solo stare fra le braccia di una persona, sentirne il calore, il profumo rilassante. Non hanno fatto l'amore, non avrebbero potuto, non dopo le parole di alza lentamente per non svegliare la bionda australiana e scende per prepararsi un caffè e dare da mangiare a Bass. Quando ha finito di preparare la colazione, sente alcuni passi scendere le scale ed alza lo sguardo.

A.K: "Buongiorno." sorride dolcemente avvicinandosi a Maura e dandole un bacio lieve sulla testa.

M: "Ciao Alyssa." sorride debolmente.

A.K: "Ascolta, credo sia arrivato il momento di parlare." la guarda seriamente.

M: "Credo anch'io." si siede lasciandosi quasi cadere sullo sgabello posto davanti al bancone. "Non riesco a portare avanti questa storia, non riesco a proseguire questo rapporto. Mi dispiace."

A.K: "L'ho capito sai?" si siede accanto a lei mettendole una mano sulla gamba. "Hai bisogno di stare per conto tuo, di riordinare le idee e io ti darò tutto lo spazio di cui hai bisogno."

M: "Grazie, lo apprezzo molto." sorride.

A.K: "Per questo ho deciso di dare le mie dimissioni dal dipartimento di polizia."

M: "Cosa?!" alza lo sguardo stupita. "Sei sicura?"

A.K: "Non lo faccio perchè sono innamorata di te o chissà cosa, ma tu e Jane..." scuote la testa "avete bisogno l'una dell'altra e una terza persona sarebbe d'intralcio, sopratutto se ha avuto un certo tipo di rapporto con una delle due. Non credi?"

M: "Si, hai ragione." sospira. "Però stai rinunciando ad un posto di lavoro per me, non ci conosciamo poi così bene ed è un gesto importante."

A.K: "Prima di ricevere una proposta qui a Boston, ne ho avute altre due, magari una delle due ha ancora bisogno di me. Non ti preoccupare."

M: "Grazie Alyssa." l'abbraccia. "E posso chiederti un favore?"

A.K: "Dimmi tutto."

M: "Non parlare a Jane di questa storia, non voglio che sappia quello che provo."


K: "Jane cercavo proprio te."

J: "C'è qualche problema?"

K: "No, volevo solamente informarti del fatto che la dottoressa King ha dato le dimissioni questa mattina, Cavanaugh mi ha detto di avvertirti."

J: "Oh, si sa il motivo?" si toglie la giacca appoggiandola alla sedia prima di sedersi.

K: "Altre offerte di lavoro con ruoli principali a quanto pare." beve un sorso di caffè "Certa gente non si accontenta di fare l'assistente."

F: "Tipo come te?" sorride entrando nell'ufficio.

K: "Ti ricordo che io sono un tuo superiore, sono sergente!"

F: "Hai ragione." alza le mani in segno di resa e poi si siede. "Certo che quella King non era niente male."

J: "Purtroppo non ti avrebbe filato di striscio."

F: "Perchè?" la guarda.

J: "Esce con Maura, o usciva, non so se continueranno a vedersi quando si trasferirà."

K: "Dici sul serio?" spalanca gli occhi.

J: "Oh si!" finisce il suo caffè buttando poi il bicchiere vuoto nel cestino.


La giornata non passa troppo velocemente per Maura, che ha cercato di evitare Jane, come sempre ultimamente, ma dopo che le ha detto che partirà ha paura di avere un crollo davanti a lei e non vuole che questo accada. Purtroppo nemmeno il lavoro l'ha distratta molto dai suoi pensieri, poichè ha dovuto solo compilare dei gran fascicoli, niente corpi da esaminare, niente azione nel regno dei morti. Appena finisce tutto, passa a Susie la pila di fogli da consegnare in archivio e poi indossa il cappotto, prende la borsa e si dirige verso il Dirty Robber, per bere qualcosa e rilassarsi.

Quando arriva si siede al bancone, ordina un bicchiere di vino ed inizia a sorseggiarlo fissando il vuoto.

J: "Scusa il ritardo, ero bloccata nel traffico." scivola sulla panchina di fronte a Casey.

C: "Non ti preoccupare." sorride e fa segno di portare due birre. "Così hai deciso che fra noi è finita?" la guarda.

J: "Il fatto è che non è più tutto come prima, mi trasferisco, nuovo lavoro, nuovi amici, nuovi incarichi e in più tu sei via spesso, vai e vieni e onestamente, ho bisogno di una relazione che mi dia stabilità."

C: "Tu vuoi buttare via tutti questi anni solo perchè siamo distanti?" prende la birra che il cameriere ha messo sul tavolo e ne beve un sorso.

J: " Casey io.." avvolge le mani intorno alla bottiglia e abbassa lo sguardo. "Non ti amo più."

Casey non sa cosa dire, era così sicuro dei sentimenti di Jane, che si trova spiazzato. "C'è qualcun altro Jane?"

J: " No, o forse si, non lo so, sono così confusa." scuote la testa e prende un sorso di birra.

C: "Te ne vai da Boston per fuggire da quello che ti sta confondendo le idee vero?"

J: "Forse.." lo guarda. "Mi dispiace tanto, davvero, ma non posso mentire a te e a me stessa."

Maura che nel frattempo aveva riconosciuto la voce di Jane, non si è voltata e continuando a bere ha ascoltato tutta la conversazione, non troppo bene per via della confusione. E' dispiaciuta per Jane, non vorrebbe sentirla così, non vorrebbe sapere che soffre, ma allo stesso tempo, è felice che abbia preso questa decisione, perchè Casey non la meritava.

Dopo un pò l'uomo si alza e dopo aver lasciato un ultimo bacio fra i riccioli di Jane, se ne va lasciando dei soldi sul tavolo, mentre la detective si prende la testa fra le mani, sospirando. Quando si è un pò calmata e rilassata, si alza e vede Maura seduta al bancone di spalle, si avvicina e si siede accanto a lei.

J: "Cosa ci fai qui tutta sola?"

M: "Pensavo.." si gira guardandola.

J: "A cosa?"

M: "A te Jane, a te."

Lei è davanti a me, appoggiata ad un muro, non mi sta guardando negli occhi, li tiene chiusi, come per aspettare che io la sorprenda. Ha le braccia attorno al mio collo e io la spoglio lentamente, le tolgo la cintura e poi sbottono i pantaloni .Si morde il labbro eccitata e io non posso fare a meno di abbassare lo sguardo sulle sue labbra e sentire una sensazione d'eccitazione che cresce. Appena sono pronta, la penetro con tutto il desiderio che ho e lei apre la bocca cercando di respirare. Le bacio il collo e le do qualche colpo secco prima di andare veloce. La guardo e mi sento morire, non ho mai provato una cosa simile, nelle vene, nel cuore, nell'intimo, mi fa sentire così forte e impotente allo stesso tempo. Vorrei che questo momento non finisse mai. E' così bella, la sua mascella squadrata, il suo naso perfetto, i suoi riccioli neri come la notte. L'ho desiderata tanto e ora è mia.


* Uno dei versi della canzone "Crash" degli You Me At Six.

**Un altro verso della canzone "Crash".

Ps: Piccola curiosità - Il titolo di questa fanfiction è proprio preso da una frase della canzone Crash, precisamente dal ritornello. Gli You Me At Six sono la mia band preferita e ascoltando una volta la canzone ho trovato l'ispirazione per questa storia. Vi consiglio di andarli a sentire o almeno la canzone.