Anima pura, anima oscura: Severus
Mi sento diviso, diviso in due, la mia anima ha due facce, quella bianca e pura e quella nera e oscura, come una scacchiera.
Mi piacciono… gli scacchi magici: un gioco che richiede intelligenza, tattica, calma e pazienza. Molta pratica.
Il gioco degli scacchi è come me. Io mi reputo intelligente, paziente, perseverante, logico, freddo e capace.
Mi devo sempre impegnare molto per ottenere questi risultati, come a scuola.
Studiavo moltissimo, ero ligio. Volitivo, interessato.
Sapevo dove avrei voluto arrivare e, fin da ragazzino, sapevo che avrei dovuto sudare ogni obiettivo raggiunto, ogni vittoria ottenuta. La vita, a me, non avrebbe mai regalato niente.
Non come agli altri, che avevano tutto e si permettevano di chiamarmi "sfigato" o "mocciosus"… ma non mi sarebbe importato, se solo avessi potuto avere lei…
Io sono diviso, fra l'Oscuro Signore e Silente.
Intelligente come l'Oscuro Signore; metodico, calmo, affidabile come Silente.
Sono diviso, tra i mangiamorte e l'Ordine dalla Fenice.
Oscuro, spietato come i mangiamorte; capace di amare, soffierie, proteggere come quelli dell'Ordine.
È ben chiaro che all'Ordine non mi ritengono affidabile, o mi ritengono un incapace, e chiaro anche come io non mi trovi grandemente a mio agio con loro (Black, Lupin… tanto per citare dei nomi poco simpatici. L'antipatia è reciproca, d'accordo, ma loro non sanno… non hanno neanche ancora capito, stupidi menomati mentali ed emozionali, che non era tutta questione di inutili giochetti fra studenti? Che l'odio, andava ben oltre ciò, e aveva motivazioni vitali? L'amore…).
Curioso che, anche fra i mangiamorte, non ci sia fiducia in me: Bellatrix (per intuito femminile, o per quell'amore viscerale che ha per il Signore Oscuro, cosa che mi fa sorridere… lei innamorata… di lui poi…) ha capito tutto, non mi crede fedele alla causa e me lo rinfaccia ogni attimo in cui la vedo.
Pensandoci non è curioso, nessuno può avere fiducia in me, io sono diviso, ho due facce, due facce della stessa medaglia.
Io ho fiducia in me?
No… se devo essere sincero, la risposta che do a me stesso è no.
Ma Silente si fida di me, e io porto avanti quest'impresa.
Per Silente? No.
Per la causa? Non mi importa affatto.
Per Potter? Lo disprezzo! Ragazzino incapace di soffierie, di vedere cosa c'è al di là del suo naso.
Come suo padre.
Per me? No.
Per lei.
Lei…
Pian piano, il quartier generale dei mangiamorte, sta diventando villa Malfoy.
Io non sono ancora ampiamente messo al corrente degli ultimi piani, ancora l'Oscuro Signore mi sottopone ad improvvisi e invasivi legilimens. Farvi fronte, mi provoca tuttora fortissimi disagi, soprattutto mal di testa.
Ma devo resistere, è potentissimo sì, ma io sono davvero molto abile. Molto abile… e forse posso riuscire a tenergli testa.
E lo farò, così che possa arrivare a fidarsi di me.
Di una persona di cui non c' è da fidarsi.
Altra ironia… dovrebbe ascoltare chi palesemente lo ama (Bellatrix glielo ripete fino alla nausea generale, di non fidarsi di me), ma lui è troppo impegnato a convincersi che l'amore non esiste, che solo lui ha tutte le ragioni, che può fare tutto da solo. Sì, è troppo impegnato in tutto ciò, per rendersi conto che lei ha intuito la verità.
La verità, la mia, è che l'amore esiste, e che, se lui non si può fidare di me, è proprio perché ha ucciso il mio amore, la mia luce, la mia vita.
Strano che si impegni così fortemente a convincersi che i sentimenti non sono reali, che lui possa fare tutto da solo, che lui abbia tutte le risposte a tutto e non sbagli mai… tutto questo suo accanirsi a convincersi di ciò, in fondo, dimostra ampiamente che non ne è affatto sicuro, dentro se stesso.
Ovviamente, mi guardo bene dal fargli presente questa cosa.
Io, dall'alto del mio essere distaccato, ironico, freddo ed estremamente intelligente, li osservo tutti, al quartier generale… li studio deliberatamente.
Lucius intento a ricercare il posto di mangiamorte affidabile che si è platealmente giocato con il suo tradimento, Rodolphus al quale, con ogni probabilità, non importa più un accidente della causa del suo signore (che, per altro, gli porta via l'unica persona di cui a lui importa davvero qualcosa), ma deve restare; per orgoglio e per paura; poi c' è Bellatrix… lei è pura passione ed amore per l'Oscuro Signore e poco altro. Ma io la capisco in un certo senso… so bene che significa vivere in nome di un amore sconfinato e indomabile.
Poi c' è lui, l'Oscuro Signore, impegnato a fare di tutto, pur di non pensare di avere paura, di sentirsi fragile e indifeso, di avere bisogno d'amore.
Come tutti noi: i bambini abbandonati.
Non so cosa pensare, li disprezzo tutti e li capisco, allo stesso tempo.
Tra tutti loro, però, c' è una persona… diversa, speciale… forse.
Narcissa, la madre di Draco.
Draco: lo studente che, in fondo, preferisco; sua madre: la persona, in mezzo a tutto quel marasma di gente, che in fondo, preferisco.
È diversa Narcissa, lievemente diversa, solo poco, ma pur sempre diversa.
Ha paura, ma la sa guardare in faccia, si sente a disagio, ma è capace di ammetterlo, ha mille dubbi e li sta di certo analizzando.
Lei sta cambiando impercettibilmente, ma io, che osservo tutto, me ne accorgo. Posso, devo, starle vicino perchè è confusa, avrebbe di certo bisogno di un po' di appoggio e conforto sincero. Sì, anch'io ne avrei bisogno.
Ma io ho Silente: una guida, un appoggio, un uomo meraviglioso. Un amico.
Lui mi indica cosa fare, io eseguo al meglio che posso.
Per amore.
Di lei.
La mia Lily.
