NOVE

Il calore delle fiamme era lontano come il loro crepitio, riusciva a sentire il rumore distinto delle gocce d'acqua che si infrangevano sulla sua pelle. Il suo corpo aveva messo in atto una sorta di riavvio, troppa adrenalina in corpo, lo stesso corpo che però aveva continuato a perdere sangue e le due cose non si conciliavano affatto bene insieme. Quando la mente aveva compreso che lei fosse in salvo, insieme agli altri, il fisico aveva sentenziato che poteva bastare così.

Udiva anche delle voci, Robert… poi Maggie e poi lei, la sua voce leggermente appannata, più bassa delle altre ma più vicina

"Ti ho sognato, lo sai, facevamo quel ballo… non era poi così male come temevo… era splendido…"

"Qu…quale ballo?" non sapeva neanche di avere la forza di rispondere, ma evidentemente aveva ancora qualche riserva e ne fu felice

"Il ballo di Darcy ed Elizabeth… il nostro ballo…il duello"

Aprì gli occhi e la vide, era seduta con la schiena poggiata ad una parete di mattoni, si rese conto di essere nella medesima posizione, qualcuno li aveva portati fin sulla cima del faro e aveva cercato di fasciare la sua spalla. Gli sembrò dicesse frasi sconnesse, agitate, faticava a respirare e si allarmò al punto da trovare la forza di reagire, riuscì a girarsi verso di lei lasciò la stretta, in cui entrambi avevano cercato conforto e conferma, per sfiorarle il viso, con l'intenzione di provare a calmarla "Aspetta, prendi un po' d'aria fresca poi mi dici tutto, ok? respira, respira e basta, Kate…"

E lei obbedì, era così bello ascoltare la sua voce. Finalmente l'ossigeno iniziò a fare il suo lavoro e la mente si sgombrò dalla fuliggine che rimaneva invece incollata ai loro visi.

Prese la mano di Rick che era rimasta posata sulla sua spalla "ehi, ce l'hai fatta, sei riuscito a salvarci"

"non del tutto…siamo ancora quassù" alzò gli occhi verso la cupola scoperchiata incurante delle gocce di pioggia che lo colpirono, poi li spostò al di là della balaustra dove ancora ardeva qualche fiamma alimentata dalla benzina sparsa da Seamus, ritornò faticosamente con le spalle alla parete e li ancorò al suo sguardo preoccupato

"e tu avresti bisogno di un ospedale" neanche lei riusciva a staccargli gli occhi di dosso,

"se non mi muovo non sento niente…" abbozzò un sorriso e continuava a guardarla, aveva scoperto che funzionava benissimo come antidolorifico e magari avrebbe potuto anche baciarla

"non è confortante sai" non sapeva cosa le stesse capitando, ma sentiva il bisogno fisico di dargli un bacio, e poi erano già così terribilmente vicini, sarebbe bastato un piccolo spostamento in avanti, solo pochi centimetri, pochissimi a dire il vero

Quando le labbra s'incontrarono stavano entrambi ancora contando i millimetri che li separavano e così furono sorpresi e travolti da quella nuova sensazione, di pelle, sapore sconosciuto ma così familiare e piccole scariche di piacere, forse amplificate dalla situazione non esattamente pacifica, sicuramente lontana dagli scenari in cui avevano entrambi fantasticato di baciarsi l'un l'altra

"ehi siete tornati tra noi, finalmente!" la voce sollevata di Robert li riportò alla poco confortante realtà, e l'espressione vagamente imbarazzata di chi non s'era reso conto immediatamente di cosa avesse interrotto, li indusse a cercare scuse per quell'esternazione cosi… così fuori luogo

"ero, ecco… felice che fossi viva…"

"anche… io… felice sì. Signor sindaco…"

"Robert… tutto ok?"

"sono tornati, non è finita"

Non fece in tempo a terminare la frase che la voce di Jane/Viky li raggiunse fino lassù in cima

"Rick! dove sei zio Rick? ce l'hai fatta? Li hai salvati tutti? Non so come, ma non vedo cadaveri!"

"Io scendo giù da lei"

"Sei pazzo Rick? ti ammazza" Robert fermò il suo tentativo di alzarsi mettendogli una mano sulla spalla

"No, io… posso darvi tempo di uscire di qui…" usò il braccio teso dell'amico per fare leva e sollevarsi, poi cercò di nuovo il muro per puntellarsi in attesa che la testa smettesse di girare. La vertigine si arrestò quando avvertì il corpo di Kate a contatto con il suo, il braccio lungo la schiena, lo stava aiutando a rimanere in piedi ma lo sguardo anticipava ciò che pensava di quell'idea "È folle, Castle…"

"No è sensato – la guardò e poi cercò lo sguardo di tutti gli altri - c'è una piccola scala a pioli di ferro qui fuori, che dalla lanterna scende dritta fino a terra, è stretta e sarà ancora più scivolosa con quest'acqua, servono braccia e gambe sane, io comunque non ce la farei a scendere da lì, ma voi sì"

"ma tu come fai a sapere che c'è questa scala? io non l'ho vista" Bill iniziò a cercare il passaggio girando attorno alla lanterna

"memoria visiva…" Rick rispose all'avvocato ma guardò Beckett abbozzando un sorriso, memore di tante schermaglie sulle sue ipotetiche capacità investigative

"E poi?" chiese Robert incrociando le braccia davanti a sé, scettico e preoccupato

"Poi… confido nel detective Beckett, li prenderai alle spalle…" si girò nuovamente verso di lei stavolta in cerca della sua determinazione ma la trovò ancora dubbiosa e sicuramente in cerca di qualche piano alternativo a quel suicidio

"Con cosa Castle?"

"Lì ci sono degli attrezzi per far funzionare la lanterna… troverai sicuramente qualcosa"

"Zio Riick!"

"Ok?" li guardò uno ad uno, terminando con lei, aveva bisogno che lei credesse in lui e nella sua idea, attese quasi senza fiato fino a quando non lo vide finalmente quello sguardo deciso e poi un breve unico "Ok" prima di separarsi da quell'abbraccio mascherato da sostegno reciproco e prendere due direzioni opposte, lui verso il basso, lei e gli altri fuori. Non si dissero altro, sapevano, speravano di ritrovarsi vivi quando sarebbe spuntata l'alba, mancava poco

Castle diede inizio allo spettacolo, aveva un'arma, la sua parlantina e sperò che funzionasse per più tempo possibile. Tempo… doveva solo guadagnare tempo…

"Eccomi Jane, sono qui!" si sporse dalla balaustra cercandola tra i focolai ancora attivi e la vide, al centro del faro, non c'era Seamus con lei o almeno non era visibile e questo era un problema "ho fatto quello che era giusto, come ho fatto con tutti quelli vivi rimasti nella tua casa! con te!"

"non chiamarmi così! Io sono Viky e non ti credo!"

"mi dispiace Jane, ma è la verità" lui invece si ostinava a chiamarla con il suo vero nome, il nome della bimba che aveva tenuto tra le braccia tanti anni prima, iniziò a scendere lentamente, non avrebbe potuto essere più veloce neanche se avesse voluto, ma quella lentezza obbligata giocava a favore dei suoi amici. Tempo.

"hai ancora una chance Jane, lasciaci andare non macchiarti di altri omicidi tu non sei come tuo padre"

"e tu cosa ne sai Rick? ormai è troppo tardi per me!"

Quell'ultima frase gridata nel cono del faro lo colpì, c'era ancora una speranza, aveva dei rimpianti, da qualche parte dentro di lei, forse, c'era ancora quella bambina dallo sguardo intelligente e pieno di speranza che gli aveva gettato le mani al collo mentre la portava via dall'incendio e non lo aveva più lasciato, per ore. Ebbe un'intuizione, sperò di avere ragione, era quasi arrivato a metà della scalinata mancava poco e sarebbero stati una di fronte all'altro, avrebbe potuto già sparargli ma non lo aveva fatto e questo doveva significare qualcosa.

"ti ucciderò Rick e avrò la mia vendetta"

"sei sicura Jane? Io invece credo che non mi ucciderai, come non hai ucciso Clarence e neanche Coleman, non sei stata tu è stato Seamus, vero?"

Era arrivato davanti a lei ormai erano a due metri l'una dall'altro, Jane alzò il braccio puntandogli la pistola contro, lui alzò il braccio sano "di più non posso fare, fai conto che sono entrambi alzate, ok? allora Seamus dov'è?" si guardò attorno, era lui l'assassino ne era sempre più certo

"Sono qui signor Castle, mi sto godendo la scena"

Emerse dall'ombra era sempre stato lì, poggiato ad un muro, come uno spettatore… no meglio un supervisore, decideva lui cosa fare e la testa di Jane che si mosse di scatto verso di lui, con uno sguardo incerto come fosse in cerca di sostegno, ne convinse ancora di più Castle

"non trasformarla in un assassina, Seamus"

Jane spostava lo sguardo da Castle a Seamus sempre più nervosamente

"Viky, sai quello che devi fare, devi finire quello che ha iniziato tuo padre, solo così sarai degna di lui, spara Viky uccidilo! Uccidi Richard Castle!"

Aveva trovato una barra di metallo ricurva ad un'estremità nell'attrezzatura del guardiano del faro, non aveva idea a cosa servisse ma non era importante in quel momento, l'unica cosa che contava era che fosse trasportabile, l'aveva infilata dietro la schiena ed avevano iniziato la discesa tenendosi ad una certa distanza l'uno dall'altro per non intralciarsi nel caso qualcuno avesse difficoltà. Fremeva d'impazienza voleva rimettere al più presto i piedi per terra, si fidava di Rick, conosceva bene le sue abilità oratorie, ma sapeva anche che avevano a che fare con gente imprevedibile, così ad ogni gradino tratteneva il fiato per il terrore di udire uno sparo dall'altra parte del muro.

Aveva immaginato l'esito di quel week-end in molti modi, ma la realtà stavolta l'aveva colta impreparata, aveva pianificato di fargliela pagare per quella pagliacciata, poi deciso che sì forse poteva anche concedersi una serata, con lui, immaginando di trovarsi nelle campagne inglesi, e fingere di innamorarsi, fingere… e poi qualcuno aveva strappato via il fondale scenografico e li aveva fatti cadere da quel palcoscenico illusorio, giù sul terreno duro di una realtà fin troppo cruda, in cui erano stati costretti a fare i conti con i loro sentimenti proprio quando il pericolo di perdersi per sempre non era mai stato così imminente.

Atterrò sul selciato, era la prima del gruppo, non aspettò gli altri, erano già d'accordo così, corse verso l'entrata del faro, si guardò intorno in cerca di Seamus, non c'era anima viva, estrasse la barra di metallo e ne saggiò la pesantezza, una spranga contro i proiettili, forse Rick aveva riposto troppa fiducia nelle sue capacità belliche. Si avvicinò all'entrata giusto in tempo per sentire le urla di Seamus rimbombare sulle pareti del faro

"spara Viky uccidilo! Uccidi Richard Castle!"

Aveva un solo vantaggio, un grossolano errore dei due irlandesi, davano entrambi le spalle all'entrata, sapeva benissimo di non avere la possibilità di colpirli entrambi, e non poteva aspettare l'arrivo degli altri, doveva fare una scelta, sperando che Castle avesse la forza di reagire a sua volta

Rick la vide entrare, sperò di non tradirsi cercando di rimanere impassibile, la seguì mentre si avvicinava poi dovette concentrarsi su Jane che spostava continuamente il dito sul grilletto, dimostrando tutta la sua incertezza

Kate scaraventò a terra Jane, Rick si era buttato su Seamus sperando almeno di sbilanciarlo ma c'era riuscito a metà, si era ritrovato a terra, Seamus in ginocchio su di lui, la pistola puntata alla testa

Kate ebbe solo il tempo di girarsi per vedere la scena, provò a lanciarsi verso Castle, e stavolta toccò a lei dimenticarsi dell'avversaria che lasciò a terra con la pistola ancora stretta tra le mani

Atterrò a pochi centimetri da lui nel momento in cui il colpo esplose, il tempo sembrò rallentare per concedere loro il tempo di uno sguardo, poi accelerò di colpo e tutto si compì senza altri suoni che quello di un corpo che colpiva secco il pavimento

Albeggiava ormai e le prime luci entrarono nel faro illuminando la scena che Robert, Maggie e Bill si trovarono davanti

Jane in piedi con ancora la pistola puntata verso il suo avversario, che giaceva riverso in lago di sangue

Kate e Rick abbracciati, increduli, vivi