Capitolo 9
Nicole non voleva disturbare il padre mentre era con Sharon, ma era tardi. Ted aveva chiamato, doveva tornare a casa, i bambini avevano bisogno di lei. Così bussò alla porta.
"Scusa papà, non volevo disturbarvi …" disse timidamente.
Sharon arrossì dimenticandosi della sua mano in quella di Andy…. Nicole la notò e fece finta di nulla.
"Piccola tu non disturbi mai entra" disse Andy guardandola con tenerezza
Chiuse la porta alle spalle "Papà devo andare, i bambini…"
"Certo non preoccuparti, io sto bene… l'erba cattiva non muore mai" disse ridendo, ma questo gli procurò una fitta di dolore e la smorfia che fece non passò inosservata alle due donne.
"Vado allora… credo però che non sentirai troppo la mia mancanza…" sorrise alludendo alla presenza di Sharon
Subito entrambi si ricordarono delle loro mani intrecciate e le sciolsero immediatamente.
Nicole sorrise guardandoli, salutò il padre promettendogli che sarebbe tornata la mattina del giorno dopo ed uscì.
"Andy, devo andare, chissà cosa staranno pensando la fuori, è troppo tempo che sono qui…. Ma noi due dobbiamo parlare" disse con dolcezza.
"Si Sharon… ero confuso quando sei partita, ma ora dopo questo ho capito che…"
"Andy - lo fermò lei – non ora, non qui, abbiamo tempo"
Lui la guardò "Vuoi un appuntamento?" sorrise
Lei rise "Tu che ne dici" perché riusciva sempre a farla sentire bene….
"Dico che sia fantastico – disse fissandola in quegli occhi verde giada che ora brillavano ancora di più – vuoi uscire con me capitano?"
"Si tenete e questa volta è un appuntamento vero!"
Andy sorrise, adorava questa donna.
Come sharon lasciò la stanza si rese conto di essere molto stanco, chiuse gli occhi e si appisolò.
Il capitano raggiunse gli altri ed incurante degli sguardi di Provenza gli aggiornò sulle condizioni di Andy; poi con i ragazzi lasciò l'ospedale.
Quando, poco dopo, Provenza andò dall'amico lo trovò addormento, prese una sedia e gli si mise accanto. Che giorni che avevano passato, era troppo vecchio per reggere queste emozioni…..
Andy si svegliò e si accorse della sua presenza "Louie, va a casa, sei stanco, io sto bene ci vediamo domani"
Provenza lo guardò ed anche se si era ripromesso di aspettare non seppe trattenersi "Cosa c'è tra te e il capitano. So delle cene, so che usciti insieme in altre occasioni, ma al diavolo – disse – c'è di più … sei innamorato di lei vero.. "
Andy fu colto alla sprovvista ma decise che la miglior difesa fosse la sincerità e poi era così stanco… "Se me lo avessi chiesto qualche giorno fa ti avrei detto che eravamo solo amici, ma avrei mentito non solo a te ma anche a me stesso. Si, sono innamorato di lei, mi sento come un adolescente alla sua prima cotta, non posso stare senza vederla, senza sentirla, senza… so che non approvi tutto questo" disse con stanchezza.
"Approvare - urlò Provenza e poi si ricordò che era in un Ospedale – ma cosa cavolo ti passa in quella testa, ti ricordo che lei è il capitano e che è una donna sposata"
"Si ma ha chiesto il divorzio" non disse all'amico che avevano un appuntamento… un vero appuntamento.
"Questo non toglie che lei sia il tuo superiore e lo sai che le relazioni tra colleghi portano solo guai … ti ricordi di Gabriel"
Andy sbuffò, perché il suo collega doveva sempre rovinare tutto "Ascolta Louie, non credere che non ci abbia pensato, c'ho riflettuto molto, ma dopo quello che è successo ho capito che la vita è troppo breve, che tutto può cambiare in un attimo, non voglio rinunciare a lei…"
Provenza lo guardò "Il capitano è stato qui con te per un bel po', e lei…."
"Louie sono cose private.."
"Da quando io e te abbiamo cose private. Lei la pensa come te o almeno uno di voi due non ha perso la ragione…" chiese preoccupato.
Andy capì che la conversazione si stava spingendo troppo oltre e decise di metterle un freno non volendo che Sharon potesse sentirsene imbarazzata.
"Quello che pensa non lo - disse ora mentendo un po' - non ne abbiamo parlato, ora scusami sono veramente stanco, ho bisogno di dormire".
Provenza grugnì sospettando che ci fosse di più, ma non potendo non notare che l'amico era veramente esausto, lasciò la stanza.
Quando Sharon ed i ragazzi tornarono al condominio, Thomas la stava aspettando
"Perché non mi hai svegliato sorellina"
"Avevo già una scorta" disse indicando i tre ragazzi.
Rusty sorrise pensando alle sue di scorte….
"Come sta" chiese il fratello
"Bene un po' provato, lo tengono in osservazione fino a domani. Poi un po' di riposo a casa ed una scrivania per qualche settimana"
La parte della scrivania era quella che preferiva così avrebbe potuto controllarlo, ma non lo disse al fratello.
Emily intanto si era allontanata in cucina e stava aggiornando i nonni sugli avvenimenti delle ultime ore.
"Tesoro – chiese Marion – come sta la mamma"
"Credo bene, sai che lei non parla molto di se. Da quello che abbiamo potuto capire dai suoi colleghi sono intervenuti appena in tempo, non sono riusciti nemmeno ad informarla che si stavano muovendo e …"
"Continua cara c'è anche il nonno qui con me, ti ho messa in viva voce"
"Siamo andati in Ospedale, era ferito ma non in modo grave pare. Qui c'era anche la figlia, si chiama Nicole. Lei e la mamma pare si conoscano bene, la donna quando l'ha vista si è gettata tra le sue braccia".
Il colonnello guardò perplesso la moglie. Avevano pensato che Sharon volesse il divorzio per poter adottare Rusty, ma questo cambiava un po' le cose.
"Poi ha chiesto alla mamma se voleva vedere il padre e così lei è andata da lui….. ci è rimasta per un bel po'. Quando è uscita sembrava più serena, aveva una strana luce negli occhi, secondo me …."
"Emily Raydor non essere impudente" disse sua nonna.
"Scusa nonna, ora è di la con lo zio"
"Cerca di convincerla a tornare qui ancora per qualche giorno" le disse il colonnello.
"Va bene nonno ci proverò, ora vi lascio non vorrei che la mamma …"
"Si piccola grazie a presto un bacio" ed i nonni chiusero la telefonata.
I due anziani genitori si guardarono sperando che finalmente per la loro figlia più giovane ci fosse un po' di pace.
"Emily dove sei stata" chiese Sharon quando la ragazza tornò in sala.
"In cucina, avevo sete"
"Mi sembrava parlassi con qualcuno"
"Uhm un amico. Che ne dici mamma, ora che è tutto risolto, di tornare per qualche giorno al mare".
L'idea l'attraeva, ma non voleva proprio ora lasciare Andy "Vedremo, per il momento devo vedere cosa succede con l'indagine degli Affari Interni e poi devo chiedere al capo se posso assentarmi…"
"Pensi ci saranno problemi" chiese Ricky
"Uhm – ora capì perché in passato i colleghi avevano odiato la sua presenza – il detective Sanchez sarà già stato interrogato e penso che per un certo periodo dovrà stare alla scrivania, ma voglio essere sicura che non ci saranno sorprese"
"Ma non ha fatto nulla di male, ha salvato la vita del collega" replicò Emily
"Lo so – disse con un lieve tremore nella voce pensando ad Andy – ma sono le regole".
Rusty restò per tutto il tempo in silenzio. Osservava Sharon, sapeva che era successo qualcosa tra lei e Flynn, la conosceva fin troppo bene. Sapeva però che lei gliene avrebbe parlato solo quando lo avrebbe ritenuto necessario ed ora non lo era.
Thomas non vedeva l'ora di conoscere questo tenente che era riuscito ad arrivare al cuore della sorella.
Provenza tornò nella sala omicidi per essere aggiornato sull'indagine degli Affari Interni.
Tao, prima gli chiese notizie di Flynn e poi lo informo…. Una settimana di scrivania e colloqui con lo psicologo per Sanchez, per Amy solo lo psicologo.
Tutto come previsto… erano proprio prevedibili quelli degli Affari Interni.
La giornata era stata lunga ma ringraziando Dio si era conclusa nel migliore dei modi ed ora si sperava in una tregua….
Continua
(a presto attendo riscontri…..)
