Viste le dolci richieste... E Siccome non so quando pubblicherò prossima settimana, ecco che vi lascio un nuovo capitolo prima del ponte della Liberazione!
Commenti graditi :-)
Buona Lettura xxx
Quel lunedì scorreva con grande lentezza, Jane guardava l'orologio continuamente, nonostante avessero passato metà giornata in pedinamenti e l'altra metà a chiedere mandati per intercettazioni telefoniche e ambientali.
A fine turno Jane, si alzò dalla sua sedia e si infilò la giacca mentre già stava camminando fuori dalla stanza "ragazzi me ne vado" Frankie la guardò serio "hai un impegno?" "si devo vedere Maura, ci vediamo domani!" Korsak le fece un cenno con la mano e quando fu fuori dalla vista, si alzò dalla sedia e senza dire niente, ma guardando Frankie con uno sguardo di intesa, andarono verso la stanza dove Nina stava lavorando.
Quando Nina li vide sorrise "è ora?" "si sbrighiamoci, dobbiamo passare dal Dirty Robber a prendere Angela" la donna non se lo fece ripetere due volte, chiuse il computer e si alzò svelta, seguendo i due uomini che la aspettavano alla porta.
Jane scese dalla macchina, e la chiuse con il pulsante automatico, le frecce lampeggiarono tre volte. Prese dalla tasca della giacca le chiavi di casa. Realizzò che adesso viveva lì, almeno per i prossimi mesi quella era cosa sua, era un pensiero che non aveva fatto prima. Non era un pensiero di disagio, anzi, sentiva dentro come una sensazione strana, una nuova consapevolezza di qualcosa che è, qualcosa che adesso sai essere vero, e dentro senti come un moto di lieve godimento, che non sai bene spiegare, come una goccia di felicità in una pioggia di dolore, e te la godi come un assetato che viene dissetato.
L'aria fresca della sera cominciava ad essere pungente. L'autunno era ormai arrivato, gli alberi lungo le strade erano spogli ed il sole stava oramai tramontando. Si strinse nella giacca.
Aprì la porta ed entrò in una stanza buia "ehi Maura sei a casa?" si infilò le chiavi in tasca "si Jane sono su!" sentì la voce provenire dalle scale.
Aprì la porta di camera e Maura era lì, seduta sul letto, mentre si stava mettendo le scarpe, con tacco alto, molto alto.
"sei già pronta?" "quasi, stavo provando le scarpe, poi sistemo i capelli" Maura si alzò e Jane rimase quasi senza fiato "sei bellissima" Maura si accarezzo il vestito "ti piace?" "sei bellissima" ripeté
in quell'attimo di silenzio si guardarono, Jane sentiva ancora chiara quella sensazione di consapevolezza, che da una parte la spaventava un po', ma dall'altra riusciva a godere di quella strana sensazione di gioia. E poi il sorriso di Maura.
"i tuoi vestiti sono lì!" Jane si scosse dai suoi pensieri "devo proprio?" la provocò "Jane!" si lamentò, la bruna sorrise e le diede un piccolo bacio sulla tempia "mi faccio una doccia velocissima, 5 minuti giuro" "certo vai pure"
In un quarto d'ora Jane era pronta vestita e profumata. Capelli sciolti e ricci, un lieve filo di trucco sugli occhi. Prese il cappotto e scese le scale.
Maura stava sistemando le cose in una borsa, quando vide Jane arrivare le sorrise "sei favolosa vestita così, adoro questo completo indosso a te" "grazie" disse sinceramente "ho preso tutti i fogli che ci servono" indicò la sua borsa "bene, sono pronta se sei pronta" disse Jane, Maura annuì e prese il cappotto, Jane la aiutò a metterselo.
In macchina non dissero praticamente niente, se non su quale strada era la migliore da prendere a quell'ora, si sorridevano ogni volta che si guardavano, erano chiaramente nervose, entrambe.
Misero la macchina al parcheggio sotterraneo del municipio, poi presero l'ascensore che le avrebbe riportate in superficie, Maura si voltò un attimo a guardare Jane "che c'è?" chiese la bruna " quando metti i tacchi sei estremamente alta" "già" rise "e sexy" Jane alzò le sopracciglia in sorpresa "è un dato di fatto Jane, credevo tu lo sapessi" disse Maura seriamente "non me lo ha mai detto nessuno a dire il vero" Maura sorrise "sono felice di essere stata la prima"
il classico suono acustico dell'ascensore anticipò l'apertura delle porte, aiutando Jane a superare il suo rossore, uscirono, schivando altri che entravano. Jane prese per mano Maura, senza pensare, nei corridoi c'era folla, fu un gesto istintivo che Maura accolse con naturalezza.
"l'ufficio è laggiù in fondo" avvertì Jane, Maura alzò lo sguardo e vide alcune coppie in fila ad attendere. Una ragazza aveva un bell'abito da sposa, un bouquet e alcuni amici e familiari intorno, ed un pancia che ormai palesava il suo stato di gravidanza. Sembrava felice.
Maura estrasse i fogli già compilati e li diede a Jane "li porto subito all'addetto e sento che tempi di attesa abbiamo" "ti aspetto qui" Jane si diresse verso l'addetto del municipio, Maura continuò a guardarsi un po' intorno, in un minuto Jane era di ritorno "dovremmo fare presto, un paio di coppie e poi noi, intanto sediamoci li, va bene?" Maura si girò verso due sedie vuote e le raggiunse sedendosi, poi si avvicinò a Jane e le parlò a bassa voce "sono felice di aver deciso per questi abiti" "io temevo che fossero un po' troppo, visto il luogo e poi è lunedì!" "non mi sarei sentita a mio agio se non avessi avuto un abbigliamento adeguato" Jane le sorrise dolcemente "volevi un abito come quello di quella ragazza?" "oh no! Per quanto sia carino e le doni molto, non mi sarebbe sembrato l'abito adatto" "ma è un abito da sposa?!" "si ma qui non si fanno esattamente grandi cerimonie" "giusta osservazione" risero un po' tra loro.
Una coppia uscì abbracciata, Jane non voleva giudicare, ma a guardarli non sembravano esattamente nel pieno delle loro facoltà, Maura le si avvicinò ancora per parlarle "non amo giudicare, ma direi che erano drogati" "dottoressa Isles questo è un tirare ad indovinare!" scherzò Jane "oh no detective, la loro andatura, il modo in cui ridevano e i loro occhi rossi erano un chiaro sintomo di alterazione chimica da farmaci" "oh forze erano solo felici" "questo può essere una parte degli effetti chimici delle sostanze prese" Jane rise e le baciò la testa "si nostri figli saranno fregati!" Maura alzò la testa e guardò Jane "intendevo ipoteticamente se avessimo, nel senso così per dire, non che intendessi..." Maura le mise il dito indice sulle labbra "va bene Jane, ho capito" e poi le diede un bacio sulla guancia, morbido, caldo, Jane fece scivolare il braccio che aveva sulla spalliera della sedia di Maura e la strinse in un piccolo abbraccio.
"ti devo confidare una cosa" disse Maura con tono insicuro "che succede?" il medico tirò fuori dalla borsa un sacchettino color cammello, legato con un fiocco da un nastro di tessuto dello stesso colore "cosa è?" chiese Jane stranita "le ho prese per noi! Si aspetteranno che le indossiamo, all'ospedale dico" Jane prese il sacchettino e lo aprì, le fedi d'oro brillavano tra le sue mani "se non vuoi non le usiamo oggi, voglio dire..." Jane ne prese una "sono incise Maura!" "si il mio orafo ha insistito, ha messo la data di oggi 8-10-2015 ed il nome, lo so che è esagerato, ma non ha sentito ragioni" Jane era senza parole, fissava le fedi e non capiva cosa provava "oddio mi dispiace Jane, non vogliono essere più di quel che sono... cioè non cambia quello che stiamo facendo.." Jane mise una mano sul braccio di Maura "lo so ok, è che sono bellissime e non ne avevamo parlato!" "lo so ma... lo so che è sciocco" "non è sciocco, inaspettato, non sciocco" "non dobbiamo usarle se non vogliamo" "ti saranno costate una fortuna" "no, sono due fedi classiche in oro giallo" "sono bellissime" "sono eccessive per l'occasione" scosse un po' la testa "sono perfette per l'occasione invece!"
Jane prese la mano di Maura e le baciò il dorso, si sorrisero.
"eccole lì" la voce era inconfondibile, Jane non si girò, guardò Maura seria quasi minacciosa "sei stata tu?" Maura non capiva "a fare cosa!" "gliel'hai detto tu?"
"muovetevi" ancora la voce riecheggiava nel corridoio, Maura fece capolino per vedere oltre Jane, sgranò gli occhi e poi guardò Jane "giuro no!"
"abbiamo fatto in tempo vero?" ora la voce era proprio difronte a loro, con tutta la carne le ossa ed un vestito blu, e dietro il resto del gruppo. Jane alzò lo sguardo "mamma ma che ci fai qui?" "ma che domanda è?" le future spose si alzarono "come hai fatto a saperlo?" Angela era visibilmente in difficoltà "mamma?" "potrei accidentalmente aver visto i figli compilati che avevate lasciato in giro" "non ci posso credere!" "Jane non ti arrabbiare, non è grave" disse Maura dolcemente "non è grave che mia madre rufoli nelle nostre cose? Nella tua borsa?" "non ho rufolato, era in vista!" Jane stava per replicare ma Frankie intervenne "dai Jane smettila, lo sia che è giusto così!" Angela prese le becche della giacca di Jane "non avrai pensato veramente che non sarei stata presente al matrimonio di -si girò verso Maura- delle mie figlie!?" "ma siamo qui per una formalità lo sai questo!" Angela la strattonò un po', non con rabbia, ma più come per tirarla nella realtà "ci lasciate un attimo?" il gruppo si guardò, Maura fece una carezza sul braccio a Jane e si allontanò di poco dalle donne "questo è il vostro matrimonio, siete vestite per l'occasione, avete le fedi... vero?- Jane annuì intimorita come una bambina- ci saranno le foto e la famiglia deve essere presente! Come hai potuto pensare di escluderci! Non importa quello che dite, un domani mi ringrazierete per questi ricordi!" "mamma è un finto matrimonio" Jane prese le mani di sua madre che non lasciò la presa "col cavolo che è finto, guarda come ti sei vestita" "è Maura, lo sai che ci tiene!" "lo vedo come la guardi" "mamma ti prego" "potessi ti trascinerei via di qui a forza, non voglio vederti soffrire Jane!" "smettetela di dire tutti così, perché dovrei soffrire" Angela ghignò "ho imparato a rispettare le tue scelte e lo farò anche questa volta, e sarà accanto a te se per qualche motivo avrai bisogno che ti aiuti a raccogliere i cocci, ma non prendermi in giro" "non lo faccio Ma, lei ha bisogno di me ed io voglio esserci completamente" "quello che fai per lei... non lo fai per nessun altro, lo sai?" "lo so mamma, lo so bene" Angela guardò sua figlia negli occhi e annuì, non era tutto quello che aveva da dire, ma era tutto quello che per adesso bastava, baciò sua figlia sulla guancia, Jane fece una smorfia, la porta si aprì, toccava a loro, Maura si avvicinò per chiamarle "bene allora, auguri ragazze!" "grazie Angela" disse Maura toccandole le mani strette nel colletto di Jane e lentamente lasciò la presa
"Rizzoli e Isles?" Angela si voltò velocemente "si eccoci!" spinse tutti all'interno, Jane si voltò attonita verso Maura "mi dispiace!" " e di cosa?" chiese Maura mentre sistemava con premura il colletto un po' stropicciato "che la nostra famiglia sia presente al nostro matrimonio? Credo che faccia piacere ad entrambe sapere che comunque sono sempre al nostro fianco" Jane sorrise ed annuì, un piccolo bacio sulla guancia di Maura e presesi per mano entrarono nella stanza rivestita in legno antico.
Poche parole vennero dette dal messo del municipio, che stava di fronte a loro "avete delle promesse da scambiarvi?" Jane scosse la testa, anche volendo adesso, con tutti dietro di lei, proprio non poteva farlo; si passò alle promesse di rito e risposero semplicemente "SI" poi lo scambio degli anelli con le mani appena tremanti e Angela che piangeva seduta su delle piccole panche di legno, insieme agli altri, mentre Nina faceva le foto. Jane sorrise al pensiero di come Angela l'avesse convinta.
"i vostri testimoni?" chiese l'uomo di fronte a loro, le donne rimasero per un attimo immobili, a chiedersi cosa fare, Korsak si alzò insieme a Tommy che sussurrò a Jane "ho vinto contro Frankie il posto da testimone" e fece l'occhiolino, Jane si voltò a guardare Frankie che le sorrise un po' dispiaciuto.
Korsak e Tommy firmarono le carte, poi Jane e Maura. Nina scattò una foto ciascuno. Tutti sorrisero mentre firmavano. L'uomo diede loro il certificato di matrimonio timbrato di fresco. Jane lo prese e Maura lo ripose nella borsa.
Tutto durò al massimo quindici minuti, e adesso erano una coppia sposata, moglie e moglie, coniugate, legalmente unite, due donne oneste e poi Jane smise di ascoltare Frankie e tutta la sua lista di sinonimi, che però fece ridere tutti.
"no no no! Ora aspettate, usciamo noi e poi voi, così facciamo una bella foto" Jane neanche protestò, sorrise e smise di camminare, mentre la donna vestita da sposa e visibilmente incinta stava facendo il suo ingresso nella stanza.
Jane si girò verso Maura, l'espressione felice "siamo sposate!" "si sembrerebbe così!" vennero investite dalla folla di amici e parenti dei futuri sposi, che le costrinse ad avvicinarsi, per non essere travolte.
Jane strinse Maura a se e la baciò. Un bacio piccolo, dolce e morbido, ma anche intimo e riservato, come se la gente che passava intorno a loro fosse una coltre che le copriva dal resto del mondo.
"Jane" disse Maura teneramente a bassa voce e arrossendo, proprio come la prima volta che era stata baciata da Jane, e come allora la bruna le diede una carezza "scusa, ma volevo fare le cose per bene, dopo il matrimonio il bacio è d'obbligo no!" era lo stesso tono dolce usato dopo il loro primo bacio. E come allora Jane ebbe un gesto istintivo, come se fosse la cosa più giusta e naturale che si potesse fare. Maura si accarezzò le labbra. Le piaceva come Jane la baciava.
Tenendosi per mano finalmente uscirono dalla stanza, il gruppo le applaudì, Nina fece loro un'altra foto, poi un futuro sposo in attesa, gentilmente ne fece loro una di gruppo.
"venite andiamo al locale a festeggiare!" disse Korsak sorridente "oh no grazie ma abbiamo già dei piani, non ci aspettavamo di avervi qui" "e non potete cambiarli?" chiese Angela indispettita "Ma ti prego!" "siamo venuti tutti qui per voi, mangiamo qualcosa insieme" "dai zia insieme" saltellò TJ intorno alle due donne, Lydia cercò di tenerlo buono "davvero abbiamo prenotato non è cattiveria" Angela stava per dare in escandescenza quando Maura intervenne "Angela ho un'idea -propose- andiamo tutti a bere qualcosa insieme, e poi noi proseguiamo come avevamo stabilito" Jane la guardò desolata "è presto per la nostra cena, beviamoci qualcosa tutti insieme, un aperitivo, come fanno in europa!" Korsak proseguì "ho le migliori noccioline e degli stuzzichini nuovi da provare!" disse sorridendo speranzoso "ok ok, andiamo a berci qualcosa" Angela esultò, Tj che ormai era un ometto di 5 anni, saltò in collo a Jane felice di passare un po' più di tempo con la sua zia preferita. Jane rise, era felice quando Tj era affettuoso.
Uscirono tutti insieme dal municipio.
La famiglia è una cosa sacra, fondamentale per tutti, ma lo è ancora di più se ci si sceglie come era capitato a loro. Si c'erano legami di sangue, ma Maura, Korsak, Nina e Frost e Susie, anche se non erano più con loro, erano una famiglia e non importava se per loro facevi una scelta affrettata o sbagliata, te lo dicevano ma ti sostenevano comunque, ed insieme a te gioivano e piangevano, camminavano e ti rialzavano se cadevi nel tuo cammino. Una vera famiglia. Forse più vera perché non è che ti sopporti, ma ti scegli tutti i giorni.
Vennero preparati degli aperitivi, noccioline e salatini di tutti i tipi, portati al tavolo dalle cameriere che si congratulavano con le spose. Vennero offerti da Korsak come regalo di nozze, grandi risate e brindisi e scherzi leggeri.
Jane dopo più di un'ora disse che era tempo per loro di andare. Si scambiarono grandi abbracci e poi le due donne uscirono tenendosi ancora per mano.
Il gruppo si sedette a finire le loro bevute "sono così belle insieme" disse Lydia "se solo se ne rendessero conto" Lydia sembrava non capire "Jane lo sa!" disse Tommy "no non lo sa ancora bene" disse Angela preoccupata "si sono cacciate in un grande guaio... temo" "il loro rapporto è speciale, ne verranno a capo" disse Nina sempre positiva "speriamo perché mi preoccupo che ne usciranno con le ossa rotte entrambe" aggiunse Frankie "se Maura muore le ossa rotte le avrà solo Jane" disse Lydia, tutti la guardarono. Non importava se l'avesse detto per stupidità o ingenuità, era vero e nessuno aveva avuto il coraggio di dirlo ad alta voce "si anche non sposate, Jane, ne uscirebbe distrutta" concluse Korsak.
Il gruppo rattristito si alzò e ognuno prese la strada verso casa.
Bloccate nel traffico, le due donne ascoltavano la musica alla radio, Jane però sbuffava e guardava l'ora "tranquilla faremo in tempo" "si? e come? mancano dieci minuti e siamo ancora a cinque chilometri e non ci muoviamo di un centimetro?" "potremmo cercare parcheggio e fare una passeggiata!" "scherzi? Con i tacchi che mi hai fatto mettere?" Maura rise, Jane la guardò e poi rise con lei "posso chiamare e dire che faremo un po' tardi" "ecco che ci muoviamo un po'-si voltò verso di lei- si forse è meglio no?" Maura prese il telefono ed avvertì il ristorante. Arrivarono con soli quindici minuti di ritardo e lasciati i cappotti all'ingesso, vennero portate ad un tavolo al centro della sala. La serata fu deliziosa. Piatti prelibati, vino costoso delle grandi occasioni e dolce e prosecco per concludere e brindare.
Poi ecco il giorno dell'intervento, che arrivò in un lampo. Jane spense la sveglia nella camera degli ospiti, aveva dormito poco, ma l'agitazione che sentiva la rendeva innaturalmente attiva per quell'ora. Quando scese in cucina, già sistemata e vestita, Maura era in attesa di lei, preparandole il caffè.
"buongiorno Maura!" "buongiorno Jane!" Maura le diede la sua tazza di caffè.
Maura era vestita impeccabilmente, come sempre, ma non aveva trucco sul viso o smalto sulle unghie "sei.. sei pronta?" "si da una mezzora a dire il vero" "capisco! Non non ti trucchi?" chiese quasi timidamente "non posso, in sala operatoria si va struccati e senza smalto sulle unghie è per igiene e per le sostanze chimiche che sono nei solventi e rigorosamente digiune" "oh non lo sapevo, del trucco intendo" Maura fece un piccolo sorriso tirato, Jane lo ricambiò "solo con certe operazioni...sono orrenda senza trucco!" "oh no, sei bellissima sempre, solo non ci avevo pensato ed ero sorpresa!" le si avvicinò, quel piccolo bacio sulla testa riscaldò entrambe e riuscì a far sentire Maura un po' più sicura.
La tazza venne messa nel lavandino, ed in un attimo erano fuori casa.
Arrivarono in ospedale, che il sole non era ancora fuori dall'orizzonte, venne assegnata loro la camera, Maura si mise il camice operatorio che un'infermiera le aveva dato, mentre Jane sistemava gli indumenti che Maura si era portata per i giorni di degenza. Tutto in rigoroso silenzio.
Un piccolo viavai di infermieri impediva alle ragazze di lasciarsi andare alla preoccupazione, o almeno in parte. Fogli da firmare, accesso venoso da inserire, controlli medici di base e poi l'attesa.
Maura era seduta sul letto, gambe nude e bianche, piedi freddi. Jane si sedette sulla sedia verde che mise difronte al letto dove era Maura, le prese i piedi e cominciò a scaldarli strofinandoli con le sue mani calde "hai i piedi ghiacciati" "credo sia la tensione, qui c'è un caldo incredibile e non è un bene per il proliferarsi dei batteri" "ma è bene per te che sei coperta solo da quel telino, altrimenti avresti gelato tutto non solo i piedi" Maura annuì sorridendo "io sarò qui fuori tutto il tempo ok?" "grazie" "appena finita l'operazione, quando sarai nel post operatorio verrò da te, ho già chiesto all'infermiera e le ho avvertite del nostro matrimonio" "cosa hanno detto?" Jane sorrise "ci hanno fatto gli auguri!" "sono state gentili" Jane annuì mentre ancora toccava i piedi di Maura "andrà tutto bene Maur" la bionda prese le mani di Jane e le strinse, poi le accarezzò il viso "grazie" "tieni duro ok? L'atteggiamento positivo è fondamentale..." il dito si posò sulle labbra tremanti di Jane "torno da te, te lo prometto" Jane annuì, si alzò e la strinse forte "devi!"
Un lieve bussare alla porta che si aprì, subito dopo. Era il momento di andare, una lettiga la stava aspettando.
Jane andò in sala d'aspetto, caffè e cellulare in mano, avvertì tutti che Maura era stata chiamata, Korsak fu il primo a risponderle, informandola che tutti i fogli erano stati inoltrati e che dal giorno successivo era ufficialmente in aspettativa per assistenza medica di un familiare. Jane sospirò, almeno questo era sistemato.
Dopo poco più di un'ora di attesa arrivò Angela "tesoro novità?" "mamma" si abbracciarono "no è presto credo, immagino ci vorranno ancora un paio di ore e non so neanche quando è iniziata l'operazione, so che Jenna, la dottoressa Robbins, dovrebbe essere presente, spero che mi venga a dare qualche notizia" "la sua ginecologa?" Jane annuì.
Angela cominciò ad elencare i vari parenti ed amici e i loro possibili orari di visita, Jane la lasciò parlare, aveva bisogno di qualcuno che le tenesse la mente occupata con chiacchiere inutili "ok mamma, ma non credo che oggi potranno vederla" "perché? Io voglio vederla!" "dopo l'operazione verrà messa in una zona per essere monitorata, forse in serata se tutto va bene la sposteranno in camera, ma più probabile nella mattinata di domani, non è che si preoccupano di noi che vogliamo starle accanto!" "è assurdo" "già" "ma tu puoi?" Jane sorrise "certo è mia moglie, appena esce dalla sala operatoria mi chiamano" "oh bene" Angela le prese la mano in conforto.
Erano passate tre ore ed ovviamente ancora nessuna notizia, Jane cominciava ad essere inquieta, camminava in su ed in giù nella sala d'aspetto, ogni volta che passava qualcuno si fermava e guardava speranzosa, ma non accadeva nulla. Poi ecco apparire Jenna, cuffietta sulla testa, camice operatorio e ricopertura ancora sulle scarpe "salve dottoressa allora? Tutto bene?" Jenna sorrise dolcemente, tocco il braccio di Jane indicandole di sedersi, Jane deglutì e non disse niente "Maura è ancora in sala operatoria -Jane annuì- le abbiamo rimosso senza problemi le ovaie e prima di passare all'utero, che ritenevamo la cosa più delicata, abbiamo dato un'occhiata in giro, come vi avevamo detto- Jane annuì ancora- abbiamo trovato e rimosso delle piccole masse sotto la vescica nella zona dell'appendice e l'abbiamo rimossa e un'altra all'intestino" Jane chiuse gli occhi "tutte metastasi?" "sono ad analizzare, ma si abbiamo pochi dubbi a riguardo" "è peggio del previsto?" "speravamo che fosse pulita, oltre quello che sapevamo, ma..." "c'è un altro ma?" adesso era la ginecologa ad annuire "prima di togliere la massa uterina, volevamo chiederti se togliere l'utero completamente" "come?" disse con tono un po' più alto, Angela le mise una mano sulla spalla, era lì accanto a lei silenziosa "pensiamo sia più sicuro Jane, Dean, il dottore Anderson sta ancora controllando il più possibile per non rischiare di lasciare piccole metastasi, ma riteniamo che sia più prudente togliere l'utero, la massa cancerosa, anche se piccola... pensiamo che sia nato tutto da lì!" Jane scatto in piedi fece alcuni passi frenetici poi guardò Jenna che si era alzata per andare verso Jane "questo non ce lo avete detto, nessuno ci ha detto che poteva essere l'utero..." "non ne eravamo certi, non lo siamo nemmeno ora Jane!" "ed io dovrei scegliere per Maura? -la dottoressa annuì- lo sai bene che lei non vuole, sai quante volte ha detto che voleva salvo almeno l'utero" scosse la testa disperata, affondò le dita nei capelli "Janie, sai che cosa è giusto non sempre ci piace" "mamma, Maura ha chiesto espressamente di salvare almeno parte dell'utero" "lo capisco tesoro, sono una donna anche io, ma ha già perso le ovaie ed è meglio l'utero che..." la vita, ma non lo disse.
"ok senti, non potete togliere un po' più del dovuto ma non tutto? se..." abbassò la testa "possiamo togliere metà utero, invece che solo il quarto che pensavamo, se è quello che vuoi" "voi ritenete che sia meglio tutto?" "si Jane a questo punto è più prudente, sia per il rischio operatorio, sia per il post operatorio e la terapia, l'utero non è in buone condizioni e non abbiamo più tempo"
Angela prese Jane da dietro per le spalle, per non farla sentire sola, per sorreggerla. Vedere soffrire così un figlio ti distrugge dentro.
Jane annuì e poi soffiò delicatamente fuori le parole, come se ne avesse paura "ok togliete tutto" la dottoressa Robbins, a passo svelto, se ne andò e scomparve dietro le porte che davano alle camere operatorie.
"mi odierà mamma" "oh no tesoro" e si strinsero in un grosso abbraccio, stretto. Di quelli che Jane odiava, ma non certo ora. "darà la colpa a me" "non lo farà, è un medico capirà la situazione vedrai"
Jane pianse un po' in silenzio, poi si divincolò dall'abbraccio, tirò sul con il naso e ricominciò ad attendere.
Jenna riapparse quasi due ore dopo con il dottor Anderson, Jane scatto in piedi "allora come sta? Come è andata?" l'oncologo appoggiò una mano sulla spalla di Jane "diciamo bene, ora Maura è ancora addormentata, ma si sveglierà tra breve e potrai vederla" "avete tolto tutto?" disse titubante "abbiamo dovuto, l'utero era più compromesso del previsto, non so come non avesse forti dolori" "qualche volta si lamentava e prendeva l'ibuprofene" "è stata la decisone giusta, credimi" Jane annuì al medico " e le metastasi?" "sono fiducioso di averle eliminate tutte, anche se non posso esserne certo" "quante?" "cinque in tutto" "oddio" Jane si mise le mani nei capelli "farà più chemio allora?" "non è detto, adesso proseguiamo con il piano stabilito, decideremo sulla base delle analisi, la terapia prevista è già abbastanza aggressiva, speriamo che basti" "facciamo un passo per volta Jane -disse Jenna- sarà una camminata comunque difficile, un passo per volta" "ok, ora posso vederla?" "certo ti accompagno" disse l'oncologo sorridendo lievemente.
Jane fece un cenno alla madre che annuì e, vista scomparire la figlia dietro le porte, cominciò a chiamare tutti per avvertire che Maura era uscita dalla sala operatoria.
un bacio come sapete voi a Federica, Iron Mike e Laura
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