Caleb aveva dieci anni ed aveva visto morire due persone davanti a lui. Aveva visto lo Zabrak cadere, quello che era molto magro ma aveva il pancione come se stesse male. Aveva visto la sua amica Zeltron, Tirau, che è stata sparata alla schiena. Era caduta e non si era più rialzata. Caleb aveva corso, corso più veloce che poteva, e aveva pregato la Forza di salvarlo. La Forza lo aveva guidato da uno schiavo Keshiri tremante, un uomo chiamato Dirt dai mercanti di schiavi, e sono scappati insieme. Dirt era stato davvero strano ed a Caleb ci erano voluti alcuni giorni nell'iperspazio per capire che Dirt era cieco. Era anche molto malato, e aggrappato alla vita quando arrivarono al Tempio. Tutto quello che Caleb voleva, era salvare il suo nuovo amico, ma l'uomo era morto pochi giorni dopo aver acquistato la libertà. Maestra Che disse che lui aveva solo ventisette anni, ma probabilmente era stato malato tutta la vita.
Dopo quello, Caleb smise di provarci. Non voleva più parlare con i suoi compagni di classe, oppure con gli altri. Si nascondeva. Urlava contro i guaritori, li aggrediva con le male parole che aveva imparato dai Chiss. C'era stato uno dei Chiss in cella con lui, un uomo che aveva perso gran parte del suo nome perché era nato con la Forza. Diceva di chiamarsi Braka ora e gli altri Chiss lo trattavano peggio di come trattavano gli altri. Ma a differenza di Dirt, Braka aveva un qualche valore per i Chiss. Lo avrebbero tenuto in vita, ma avevano lasciato morire una delle persone più gentili che Caleb abbia mai conosciuto. Aveva sentito Maestra Luminara dire che Dirt sarebbe potuto sopravvivere con una semplice vaccinazione quando era piccolo e riposo e cibo adeguato quando si ammalava.
Ma ora era morto e Caleb non poteva nemmeno vedere il suo fantasma di Forza. Dovunque era, Caleb sperava che Dirt fosse felice e non tossisse tutto il tempo.
Tutto faceva male. Non era stato torturato come gli altri, ma era stato preso a calci e pugni. Loro lo toccavano in posti, che a Caleb non piacevano. Pensò allo Zabrak malato, quello che percepiva come il fuoco ed il ghiaccio attraverso la Forza, si preoccupò per lui. Qualche volta, se Caleb ci provava abbastanza duramente, poteva percepire il loro dolore e la loro sofferenza. Aveva provato a sottrargliela, ma era così tanta, e dopo che ci provava gli sembrava di affogare nel Lato Oscuro. Caleb non sapeva che cosa fare. Perché i Jedi non avevano aiutato quelle persone come avevano aiutato lui? Caleb non era nato schiavo, ma era stato abbandonato a morire all'angolo di una strada. Lui non era come gli altri apprendisti che visitavano i parenti quando era possibile. Lui era tutto solo al mondo.
Caleb si rannicchiò sul letto e non voleva guardare Anakin Skywalker negli occhi. Non era sicuro di sapere da quanto tempo era ritornato al Tempio, sapeva soltanto che era passato molto tempo ed ancora faceva male la perdita di Dirt. Era per questo che i Jedi non dovevano formare degli attaccamenti? L'altra persona alla fine doveva sempre morire? Tirau diceva che loro facevano cose orribili alle ragazze più grandi e con gli strani Twilek e Zabrak. Loro portavano gli Zabrak dagli Zyggerian. Uno di loro, un timido Zabrak di nome Feral, diceva che gli allevatori non prendevano quelli con la Forza. Loro erano fortunati, diceva Feral, che li volevano i Chiss invece di buttare semplicemente i loro corpi in una nave da carico per nutrire maiali, o qualcosa del genere...
Se gli Jedi dovevano proteggere gli altri esseri viventi, perché avevano lasciato che gli Zabrak con la Forza venissero uccisi o venduti come schiavi? Perché lasciavano che gli allevatori ferissero gli Zabrak? Perché non fermavano la schiavitù, se sapevano benissimo che era illegale? Caleb non sapeva il perché, e si vergognava di essere un Jedi. Lui avrebbe dovuto aiutarli, ma non poteva. Lui era solo un semplice apprendista dal Clan Katarn. Non poteva fermare i mercanti di schiavi per quanto ci poteva provare!
"Li percepisci anche tu?" Il Prescelto si sedette sul letto, tremando come una foglia. Caleb pianse e cercò di allontanarsi da lui. Lui era d'accordo con Fenus su questo il Prescelto faceva paura, e doveva restare con Maestro Qui-Gon e gli altri, così da poter fare cose più importanti. "So che li senti. E devi! Tutto il tempo, sento urla e penso di impazzire. Tutto il tempo, dannazione!" Lui si curvò in avanti, e così fece anche Caleb. Un lamento attraversò la Forza, come se un genitore avesse perso il suo bambino. Skywalker alzò lo sguardo. I suoi occhi azzurri erano spalancati. Questo Dirt lo aveva chiamato shock, e aveva detto che si doveva abbracciare l'altra persona che lo stava avendo, per farla sentire meglio. Quindi Caleb abbracciò Skywalker ed il ragazzo tremò tra le sue braccia.
"Sono molto tristi." La sua voce era rauca per via del disuso, ma a Caleb non importava. Voltò la testa, asciugandosi le lacrime. "Mi manca Dirt. Non ha fatto del male a nessuno!"
"Mi manca mia madre." Skywalker disse sottovoce. Era di alcuni anni più grande di Caleb, aveva circa quattordici anni, ed incrociò le gambe. Caleb si appoggiò a lui. Non sapeva cosa dire. "L'ho detto a Maestro Yoda. Ha detto che questo 'punto oscuro' era lì già da alcuni anni ed il tuo Keshiri gli ha detto dove si trovava. Ma non sapevano se i mercanti di schiavi-"
"Dirt era uno schiavo!" Gridò Caleb. Afferrò le coperte, tremante. "Lo Zabrak era uno schiavo!"
"Zabrak?"
"Lo Zabrak che sembrava come il fuoco ed il ghiaccio." Bisbigliò Caleb. Gesticolò attorno al suo addome. "Era molto grosso lì, come se avesse il cancro, e non poteva camminare. Un Togruta lo trasportava."
Skywalker annuì. "Se aveva un cancro allo stomaco così grave, probabilmente sarà già morto." Guardò in alto stringendo anche lui la coperta con la mano. Caleb lo osservò. Non sapeva se questo era un bene o no. Voleva soltanto indietro Dirt. "Ed i Keshiri erano schiavi Sith. Maestro Windu lo ha detto. Ha detto che il Keshiri probabilmente stava mentendo e che avrebbe provocato la morte di tutti i Jedi che lo avrebbero ascoltato."
Caleb scosse la testa. "Ha detto che era stato comprato molti anni fa..."
"Io ti credo." Bisbigliò Anakin. Prese la mano del ragazzino nella sua. "Io ti credo, anche se gli altri invece no. E chi sa? Magari potresti rivedere Dirt quando andrai nell'Illum per il cristallo della tua spada."
Caleb annuì, più per far stare zitto Anakin che altro. Avvolse le braccia attorno alle gambe e cercò di rannicchiarsi. Non credeva che i Jedi riuscissero a comprendere. Il punto oscuro era causato dalla schiavitù. Non c'era un'altra possibile spiegazione. Caleb sperava soltanto di poter tornare indietro nel tempo per salvare Dirt dalla morte.
Ragaaaaa ho finalmente trovato un po di tempo per tradurre... yeeee. Non uccidete per l'attesa... la scuola chiamava. Ho passato delle settimane infernali tra interrogazioni, compiti in classe ed un cugino che non sapevo nemmeno di avere che si è presentato qualche giorno fa a casa nostra... dettagli.
Allora commentate, fatemi sapere cosa ne pensate della storia e della traduzione!
Che la Forza sia con voi.
LUCKY.
