Un colpo al cuore
Capitolo 9
Dopo tre settimane Flynn venne dimesso dall'ospedale ed andarono a casa dei genitori di Sharon per la convalescenza. Il capo Taylor aveva dato la sua approvazione, la sicurezza era controllata dai due agenti, che non lasciavano mai da soli, né il capitano né il tenente.
Rusty aveva preparato per loro le borse con i vestiti e si sarebbe fermato qualche giorno dai genitori di Sharon, poi avrebbe ripreso i suoi corsi scolastici.
Sia Sharon che Andy avevano bisogno di riposo e tranquillità, anche se con loro, c'era sempre la scorta armata, che purtroppo ricordava loro, che potevano essere sempre in pericolo.
Le indagini stavano portando a nuovi indizi sulla banda, che aveva organizzato il furto. Avevano trovato il primo luogo di detenzione di Flynn e del capitano. Avevano trovato il furgone che aveva portato Flynn in ospedale e stavano cercando dai rilievi di trovare altre prove e indizi. Sapevano che li avrebbero presi, era solo questione di tempo, almeno questo era quello che continuava a dire il tenente Provenza.
Da quando Andy era stato dimesso dall'ospedale, avevano discusso su quello che era successo, la visita del sergente Eliot della Disciplinare aveva aperto nuove discussioni e i nervi erano un po' tesi. Andy e Sharon speravano che cambiando aria avrebbero migliorato la guarigione e calmato le tensioni. Il capitano aveva chiesto a Provenza copia dei verbali relativi al loro sequestro e li aveva letti attentamente: era decisa a prendere tutta la banda, ma soprattutto l'uomo vestito di blu. Voleva capire perché l'aveva lasciata vivere e perché aveva accompagnato Andy in ospedale invece di uccidere entrambi, qualcosa non tornava, ma lei non riusciva a trovare le risposte a tutte queste domande.
Dopo aver parcheggiato la macchina, Rusty prese le borse, salutò i genitori di Sharon e portò dentro i bagagli. I genitori di Sharon li aspettavano sulla veranda. Sharon aveva accennato loro che ci sarebbe stata la scorta di una macchina con due agenti. Parcheggiarono davanti alla casa e poi fecero un controllo della zona. I genitori di Sharon avevano accettato ben volentieri di accogliere sia lei che Andy nella loro casa e speravano di aiutarli a superare questo momento difficile.
Sharon non era entrata nei dettagli su quello che era loro successo, ma i suoi genitori l'aveva vista provata e per questo erano preoccupati per entrambi, era la prima volta che loro figlia chiedeva un favore, oltretutto in circostanze pericolose. Sharon e Andy salutarono Marion e Philip, poi entrarono in casa.
Sharon aggiornò i suoi genitori sulla situazione, che non era delle più felici. Sia lei che Andy per la stampa e per tutti quanti era morti, durante un sequestro. Andy non poteva vedere sua figlia Nicole, solo Rusty aveva avuto il permesso di poter stare con loro. Sharon aveva avvisato sia Ricky che Emily e anche loro non potevano né chiamarli, né andare a trovarli. Sotto scorta stavano aspettando che le indagini si concludessero e che la banda che li aveva sequestrati fosse catturata. Provenza aveva detto loro che erano vicini alla conclusione del caso, era solo questione di tempo.
Andy era particolarmente silenzioso, entrato in casa si era seduto sul divano. Philip andò in soggiorno e si sedette difronte a Andy.
"Come stai Andy? Questa volta te le sei rotte davvero le costole?"
"Sì, Philip." Rispose quasi sottovoce.
"Io mi sono fratturato le costole giocando a football, ma avevo vent'anni."
"I vent'anni li ho passati da un po', però speravo di reagire meglio." Silenzio.
"E' stata dura vero?" Chiese Philip.
"Questa volta sì." Disse con il volto triste.
"Andy se ne vuoi parlare…"
"Grazie Philip. Ma ora no."
"Quando vuoi, non c'è fretta. Ti fanno male, vero?"
"Sì, mi fanno male."
"Ti lascio tranquillo. Senti Andy, ricordati che siamo una famiglia. Se hai bisogno di qualsiasi cosa, basta che lo dici, siamo qui."
"Grazie Philip, lo apprezzo molto." Disse Andy abbozzando un mezzo sorriso.
"Ok, a dopo." Philip lasciò Andy da solo, capiva che aveva bisogno del suo tempo e andò da Sharon che stava parlando con sua madre. Dopo aver sistemati i ragazzi della scorta, Sharon tornò in soggiorno dove c'era Andy seduto sul divano. Lei si sedette accanto a lui.
"Come ti senti Andy?" Silenzio.
"Non lo so."
"Guarirai presto, vedrai."
"Non sono le mie costole il problema Sharon. Noi continuiamo a discutere e a litigare. Cosa ci è successo?"
"Sei ancora in convalescenza, cerca di stare tranquillo e vedrai, riusciremo a superare anche questa difficile situazione, ne sono sicura."
"Spero che essere qui ci aiuti a ritrovare la nostra serenità, perché è come se si fosse rotto qualcosa."
"Andy io ti amo, questo lo sai." Disse lei fissandolo negli occhi.
"Certo, lo so e ti amo anch'io … resta qui vicino a me." Lei lo abbracciò e lui la strinse a sé.
Intanto in veranda, Rusty, dietro insistenza di Philip e Marion stava raccontando loro che Sharon e Andy erano in un momento difficile e continuavano a discutere su quello che era loro capitato. Aveva raccontato loro che anche durante il viaggio in macchina, non avevano fatto altro che discutere, sembrava che non riuscissero più a trovare la loro sintonia.
Marion e Philip avevano aiutato i ragazzi della scorta a sistemarsi e cercavano di rendere la loro presenza il più cordiale possibile, Rusty aveva detto loro che Andy era teso per la presenza della scorta e anche Sharon, pur non mostrandolo, era preoccupata, perchè non voleva mettere in pericolo i suoi genitori.
Marion aveva preparato la cena e terminato di cenare, Sharon e Andy andarono in soggiorno.
Andy non era stato di molte parole durante la cena e neanche Sharon. Solo Rusty aveva raccontato del College e delle prossime attività che avrebbe svolto nel semestre successivo. Philip e Rusty erano andati in veranda a giocare a scacchi e Marion era in cucina che parlava con i due agenti della scorta, che stavano terminando di cenare.
"Ho detto qualcosa che non ti è piaciuto?" Chiese lui.
"Senti Andy non mi va di discutere adesso, a parte che hai detto due parole a malapena. Sei ancora in convalescenza, ne parleremo più avanti."
"Invece ne parliamo ora. Cosa non ti va giù?" Silenzio. "Avanti Sharon tira fuori questa cosa! E' già da un po' che la rimuggini, vero?"
"Ok, se proprio lo vuoi sapere, sì, è vero, ci sono un paio di cose che non mi vanno bene!"
"Da quando hai letto i rapporti che ti ha dato Provenza e i verbali del sergente Eliot sei diventata un po' troppo nervosa capitano?!"
"Se proprio lo vuoi sapere, tenente, sì, è vero, ci sono dei punti poco chiari e questo lo sai anche tu!"
"No, non lo so. Non ho letto i rapporti." Silenzio.
"Dovevi lasciare che prendessero solo me." Disse lei.
"Di cosa stai parlando? Perché continui a tirare fuori questo discorso, ne abbiamo parlato anche in macchina."
"Perché quando ci hanno tamponato non hai lasciato che prendessero solo me?"
"Cosa stai dicendo? Non avevo alternative, cosa dovevo fare, lasciare che ti portassero via e poi rimanere con il cuore a pezzi come l'ultima volta?"
"Quello non c'entra. Mi pare che ci fossimo già chiariti."
"Certo, per te è semplice dire: - "Ci siamo già chiariti." - Non volevo che ti portassero ancora via da me, cosa c'è di male?"
"Ti avevo detto di essere prudente perché erano degli uomini pericolosi e tu cosa fai? Ti metti davanti a me, per non lasciarmi andare. Avevano le pistole puntate su di te Andy, te ne rendi conto? Avevo detto niente eroi nella mia squadra!"
"Non volevo che ti portassero via!"
"Ho dovuto ordinarti di farti da parte, Andy! Maledizione!" Disse lei alzando la voce.
"Volevo proteggerti!"
"Capisci che ti potevano uccidere? Loro volevano solo me, perché ti sei messo in pericolo!?"
"Perché ci tengo a te Sharon e non voglio che nessuno ti possa fare del male!" Disse lui alzando la voce.
"Sì ma così ci hai esposti entrambi, da sola avrei potuto gestire la cosa diversamente!" Rispose lei alzando la voce.
"Che cosa? Di cosa stiamo parlando!?" Alzò anche lui la voce.
"Sono un ufficiale di polizia, mi so difendere Andy!" Urlò lei.
"Lo so benissimo. Continui a ripeterlo, sei un ufficiale di polizia e ti sai difendere e allora? Io voglio difenderti!"
"Andy potevano ucciderti e io non avrei potuto fare nulla. Da sola avrei potuto prendere più tempo e dare l'opportunità alla squadra di trovarmi!"
"Nessuno aveva idea di dove fossi Sharon, potevano uccidere anche te e la squadra poteva trovarti il giorno dopo, morta!"
"Questo non lo puoi sapere!"
"No, non lo sapevo neanche quando mi hanno portato via! Ho passato la notte sperando che quell'uomo non ti uccidesse! Mi sono dovuto fidare delle parole di quel bastardo!" Urlò lui. Silenzio.
"Cosa ti dà tanto fastidio? Sì, sono preoccupato per te? Qual è il problema, oppure è un problema per te?" Mormorò lui.
"Smettila Andy!"
"Di cosa hai paura Sharon? Perché questa è la vera domanda!" Silenzio. Lei si allontanò da lui.
"Senti lasciamo stare, ho bisogno di un po' d'aria!" Disse lui uscendo e sbattendo la porta.
"Andy aspetta ..." Mormorò lei guardandolo andare via.
Continua …
