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Andammo a casa da Bizzy per sistemarmi il trucco e riuscimmo di nuovo.

"Lucy voglio vedere Mary!" esclamai mentre camminavamo.

"Va bene!"

Arrivammo sotto casa della nostra amica e lo stomaco mi si chiuse e un'onda di tristezza mi avvolse.

Lucy bussò energicamente alla porta e dopo alcuni secondi venne ad aprire Annie la mamma della nostra amica.

"Addison!" esclamò sorpresa.

"Annie." Dissi salutandola con i soliti due baci sulle guance.

"Mary è al letto?" domandò Lucy.

"Sì, andate!"

"Ciao Mary, indovina chi è tornata?" disse Lucy entrando nella stanza della nostra amica.

"La cometa!" esclamò con voce dolorante.

Ero distante di qualche passo dalla stanza di Mary ma non me la sentivo di vederla in un letto dolorante. Mi feci coraggio ed entrai fingendo un sorriso.

"Adesso cometa mi chiamate?" domandai entrando.

"Addison che piacere!" esclamò accennando un sorriso.

Era inutile chiederle come stava perché si vedeva lontano un km che non stava bene.

Mi sedetti ai piedi del letto e cercai di immagazzinare aria e di non far uscire le lacrime che in quel momento non servivano.

Ormai non aveva più i suoi lunghi capelli biondi ricci, il viso pallido e anche le labbra ormai avevano perso colorito.

"Come mai da queste parti?" domandò.

"Ah già, come mai?" fece eco Lucy.

Abbassai lo sguardo e iniziai a raccontarle perché ero lì.

"Hai deciso di venire dalle tue vecchie amiche pur di non vedere il tuo amore?" domandò Mary sgranando gli occhi.

"Il mio amore? Non so se definirlo così."

"Ragazze caffè?" domandò Annie entrando nella stanza.

"Sì grazie!" risposi.

"Il solito." Rispose Lucy.

"Mamma per me il succo di frutta!" rispose Mary.

Continuammo per tutto il pomeriggio a parlare e ridere ricordando i vecchi tempi.

Uscii un attimo dalla stanza di Mary e andai a parlare con Annie.

"Annie posso chiederti di Mary?" domandai sedendomi accanto a lei.

"Sei un chirurgo se ti faccio leggere tutti i referti forse è meglio!" rispose alzandosi.

Andò a prendere una cartellina rossa e me la porse.

L'aprii e iniziai a leggere tutti i referti.

Aveva un tumore benigno del 2° stadio a entrambe alle mammelle.

"I dottori dicono di fare prima alcuni cicli di chemio per farlo ridurre e poi intervengono." Mi spiegò Annie.

"La chemio la sta distruggendo." Puntualizzai.

"Quanti cicli ha già fatto?" continuai.

" 6"

"6?" domandai incredula.

Mi sembravano un po' troppi per un tumore di una grandezza di 1,5 cm almeno da come stava scritto sui vari referti.

"Addison, tu di cosa ti occupi?" domandò Annie.

"Sono specializzata in ginecologia e ostetricia e in chirurgia neonatale." Risposi mettendo apposto i vari fogli nella cartellina rossa.

"Potresti operarla tu al seno?"

"Sarei troppo coinvolta, ma se siete disponibili a venire a New York lì conosco dei bravi oncologi e chirurghi."

"Mi fido di te, e se lì a N. Y. Sono bravi verremo."

"Ok! Potrei portarmi i referti a casa faccio delle chiamate e domani te le restituisco."

"Certo."

Infilai la cartellina nella borsa e tornai dalle mie amiche.

Trascorremmo il resto della serata a ridere di gusto.

Tornai a casa e chiamai Naomi.

"Scusa se ti chiamo con qualche ora di ritardo ma sono stata con le mie amiche d'infanzia, una di loro ha un tumore del 2° stadio a entrambe le mammelle." Spiegai appena Naomi rispose.

"Non ti preoccupare. Derek mi ha chiesto di te!"

"Annie la mamma di Mary mi ha detto se operavo io al seno della mia amica. Secondo me hanno fatto troppi cicli di chemio e ora il suo organismo sarà indebolito chissà se sopporterà l'operazione e il viaggio!" continuai a parlare di Mary.

"Quanti cicli hanno fatto?" domandò.

"6, ma per una grandezza di 1,5 cm!" risposi.

"Il suo corpo ha ancora qualche forza, minima ma ce l'ha!"

Passai il resto della serata a parlare con Naomi.

"Addison cosa dico a Derek?"

"Che non sai dove sono!"

"Ok! Domani ti faccio avere i numeri che mi hai chiesto!" disse chiudendo la chiamata.