River fissò per qualche altro istante la creatura al di là del vetro rinforzato della cella.

Ricordava perfettamente l'ultima volta che aveva incontrato gli Angeli Piangenti.

Il suo polso, al ricordo, iniziò a formicolare fastidiosamente.

Brevi immagini di sua madre e di suo padre nel cimitero di New York - e del Dottore in lacrime - le lampeggiarono davanti agli occhi, mentre il suo cuore veniva colpito da una fitta che aveva sperato di non sentire mai più.

«Non avrei mai creduto di avere la sfortuna di incontrare nuovamente uno di voi...» mormorò, ben sapendo che l'Angelo era in ascolto.

Anche volendolo, non avrebbe potuto fare altro che ascoltarla, finché anche solo uno di loro lo fissava.

River studiò attentamente ogni dettaglio che riusciva a scorgere della creatura.

«Interessante. A giudicare dalle tue caratteristiche fisiche, direi che sei… ben nutrito. E, mi duole non poco ammetterlo, anche in ottimo stato. Nessun segno di catene o costrizioni di alcun genere…» mormorò.

Si fece attenta, analizzando mentalmente quanto appena scoperto.

La mancanza di ferite non faceva che avvalorare la sua ipotesi riguardo al fatto che l'Angelo si fosse volontariamente fatto catturare.

Quello che davvero la incuriosiva, però, era che l'aspetto sano dell'Angelo.

Era evidente che doveva essersi nutrito da poco tempo...

Ma come poteva essere possibile?

Non c'erano sparizioni da tre settimane, stando a quanto diceva Jack…

Qualcosa manteneva in forze la creatura.

Ma cosa?

[*]

«Ammetto che quando ho saputo che la professoressa Song era tua moglie, sono rimasta alquanto sorpresa. Non avrei mai pensato che qualcuno come te fosse interessato ad avere questo genere di relazione con un'umana» ammise Gwen, sinceramente.

«Sul serio? E perché mai?» domandò il Dottore, distogliendo finalmente lo sguardo dal monitor, ormai certo che River fosse uscita dall'area contenimento.

«Beh… Nonostante gli anni che passano, il tuo aspetto non cambia, in linea di massima. E con le dovute precauzioni, vivrai probabilmente per sempre».

Il Dottore rivide la sua tomba su Trenzalore.

«Infatti» si sforzò di dire.

«Ma River non è umana. Non completamente, almeno» spiegò.

Gwen guardò River Song rientrare nell'ufficio circolare.

«A me non sembra un'aliena» disse.

«Io ti sembro un alieno?» chiese il Dottore, interessato.

La donna scoccò un'occhiata all'abbigliamento del Dottore.

«Più di quanto credi».

Il Gallifreyano preferì non rispondere.

«River ha in parte il DNA dei Signori del Tempo. Il che la rende a conti fatti un'esponente della mia specie. Beh, più o meno. A dire la verità non sono esattamente sicuro di questo. Insomma, solo mio padre è Gallifreyano, eppure io sono un Signore del Tempo a tutti gli effetti. Non so se l'avere entrambi i genitori terrestri può in qualche modo influenzare o alterare la percezione…» disse, perplesso.

«Dolcezza, temo tu stia di nuovo parlando a vanvera».

I due alzarono gli occhi su River, che si era avvicinata senza che loro se ne accorgessero.

«Che posso dire? Sembra capitarmi di continuo» si scusò il Dottore, scrollando le spalle noncurante.

[*]

«Il tuo esame ha portato a qualche risultato?» chiese Jack Harkness, una volta tornato all'interno della sede operativa del Torchwood.

Fortunatamente l'avvistamento che l'aveva fatto decidere di intervenire era stato solamente dettato da un'ormai crescente isteria di massa, piuttosto che da un pericolo reale.

«A dire la verità sì» replicò River.

«Da quanto ne so, nessuno è stato attaccato da Angelo, in queste tre settimane. Tre settimane in cui la creatura rinchiusa nella cella sotto di noi non ha potuto in alcun modo cibarsi di energia temporale o di radiazioni» continuò.

«Infatti» confermò Gwen.

«Allora come spiegate il suo aspetto?» li incitò River.

Vide Jack e Gwen scambiarsi occhiate perplesse.

«Te ne sei accorta anche tu, allora» mormorò il Dottore.

River gli lanciò un'occhiata critica.

«Difficile non notarlo» replicò.

«Si può sapere di che diavolo state parlando?» esclamò Gwen, impaziente.

Quei due la facevano impazzire.

Occhiatine, frasi lasciate in sospeso, parole in lingue sconosciute…

E la persistente sensazione che stessero prendendo tutta quella faccenda meno seriamente di quanto invece avrebbero dovuto fare.

Come se si divertissero.

Inoltre, continuava a non sopportare il modo in cui entrambi si rivolgevano a lei - usando il tono di chi si trova a dover spiegare qualcosa a un bambino estremamente stupido.

«L'Angelo che avete in custodia sembra avere la possibilità di nutrirsi abbastanza spesso da riuscire a mantenersi pienamente in forze» disse il Dottore, tranquillo.

Jack fissò l'amico.

«Qualche idea di come sia possibile?» chiese.

«Non ancora» replicò River, sedendosi lentamente a una delle scrivanie, esausta.

Detestava ammetterlo, ma l'incontro con l'Angelo l'aveva scossa.

«Allora sarebbe meglio iniziare subito ad indagare. Prima riusciamo ad essere un passo avanti a quella cosa, meglio sarà per tutti quanti» continuò l'uomo, spiccio.

«Ritengo invece che un po' di riposo non possa che giovarci. Sicuramente ci aiuterà a trovare una risposta a queste nostre perplessità» replicò il Dottore, che non aveva perso di vista per un solo istante la moglie.

«Ma…» protestò Jack.

«Non dimenticare che sono io il dottore, qui» lo interruppe il Gallifreyano, posando una mano sulla spalla di River in un gesto protettivo.

Gwen si sentì gelare improvvisamente.

Il Dottore aveva parlato con un tono tranquillo, quasi scherzoso.

Eppure lei era sicura di aver percepito qualcos'altro, nella sua voce.

Come una nota autoritaria e decisa.

Il tipo di nota che, potendo avere una forma propria, avrebbe avuto sicuramente quella di un grosso cartello con scritto "ALT" a caratteri cubitali.

Gwen non sapeva il perché, ma tutt'a un tratto non se la sentiva di ignorare quell'avvertimento...

E lanciando un'occhiata di soppiatto a Jack, capì che anche lui doveva aver pensato la stessa identica cosa.

«Sì… Forse hai ragione» mormorò quest'ultimo.

Il Dottore annuì, soddisfatto.

«Tu sei sicuro che le celle siano davvero resistenti, e che non siano controllate in qualche modo dal sistema elettrico, Jack?» chiese.

«Assolutamente. E' impossibile accedere a qualsiasi cosa all'esterno della cella. Per chiunque vi sia rinchiuso».

«Ottimo. Domani mattina io e River ci rimetteremo immediatamente al lavoro».