A questo punto, non posso fare a meno di azzardare la risposta.
Vincere o morire, si dice così se ben ricordo.
"Sei disposto a rischiare pur di stare con me, Rabastan Lestrange?" gli domando con fare convinto, ma molto malizioso, in modo da stuzzicarlo un po' e far rifiorire quel senso di rischio e di conquista che amano tanto gli uomini. Tutti gli uomini, lui non può fare certo eccezione.
Infatti non risponde subito, mi guarda lungamente gli occhi, il viso, i capelli … e rimaniamo in silenzio a soppesarci per qualche istante. Poi, avvicinandosi lentamente, mi risponde: "Sì, credo proprio di poter rischiare per te, anche se dubito otterrò molto … ma potrei rischiare anche solo per un tuo bacio."
Sorrido trionfante.
E lo bacio.
Lentamente, avvicinandomi anch'io a lui, facendolo emozionare, lasciandomi accarezzare dolcemente i capelli. Per poi sfiorare le sue labbra, ma in un modo speciale rispetto al solito. Prima dolce, sensuale, poi più ardita, appassionata.
Riesco a studiarli questi baci, forse perché provo poco trasporto. Così risultano seducenti, intrigani … irresistibili.
Socchiudo le labbra, avvicino la lingua alle sue, prima leggera, poi sento la sua, azzardata, vorace, appassionata.
Lascio fare: è la mia missione.
In oltre, penso, Rab merita un premio. E solo grazie a lui, al fatto che ha ceduto, che metà di questa missione è terminata con successo.
Lascio quindi che mi baci, e lo ricambio, per diverso tempo. Non è affatto male.
Andiamo avanti così …
Poi, come una ragazzina innocente, nel momento di fare il passo successivo, mi ritraggo. Lui mi guarda ammaliato, totalmente perso per me, ma mi dice anche: "Credo di rischiare davvero troppo, per avere in cambio tremendamente poco …"
Ci guardiamo, mi lascio toccare di più stavolta, e baciare di nuovo. Fin tanto che aggiunge "Ma ne vale la pena …"
Io gli sorrido entusiasta, forse anche un po' malvagia, so perfettamente di averlo preso in trappola, so perfettamente che lo sto ingannando.
Ma sono una strega cattiva, sono fatta così.
"Sapevo lo avresti fatto per me" rispondo "per questo ti ho portato un regalo." Rabastan mi guarda estasiato, giustamente non si aspettava nulla di simile da me. Ma io so sorprendere. A mio vantaggio, a mio modo.
Nella piccola sacca di pelle, del mio mantello nero, cerco un piccolo sacchettino di raso, viola scuro, molto intenso: glielo porgo.
Profuma molto, e Rabastan lo odora immediatamente.
"L'ho fatto io" gli dico orgogliosa e sorridente "Sono semplicemente alcune erbe … eliotropo, coriandolo, zenzero e un po' di pepe … ma le ho preparate in modo che facciano incantesimi perfetti su di te."
Lui mi guarda esterrefatto, sente che sono sincera "Per me? Le hai preparate tu, per me?"
"Certo" gli dico "sono molto brava con ogni tipo di magia sai? Ti spiego, devi tenere il sacchettino con te. Puoi odorarlo, se preferisci, quando hai bisogno di percepire l'incantesimo più forte. Capirai quando è il momento, da solo, in maniera del tutto naturale.. Se te lo dicessi ora, non sarebbe la stessa cosa." lui resta a guardarmi quasi a bocca aperta, senza dire una parola. Non deve essere abituato a ricevere molti regali.
Ma non mi resta tanto tempo da perdere in smancerie … Lo saluto veloce con un bacio e mi smaterializzo poco dopo.
Missione compiuta.
"Cosa ne pensate, ora che gli avete parlato e lo conoscete di persona, mio Signore?" chiedo al mio maestro mentre, appartata insieme a lui, osserviamo coloro che ci circondano. Soprattutto Rabastan. Ci siamo momentaneamente allontanati dagli altri presenti al raduno, mentre tutti erano intenti in riti e incantesimi, resi sempre più potenti dal sabba di Imbolc. Avevamo bisogno di parlare insieme, sono sempre orgogliosa quando lui dimostra di tener in conto i miei pareri, la mia presenza, o si consulta con me, anche solo vagamente.
Lo ammiro, lo guardo mentre mantiene il suo sguardo attento verso Rabastan, che per la prima volta si trova insieme ai mangiamorte. Hanno tutti il marchio nero coperto sotto pesanti mantelli, o anche solo da vestiti. Ma sono tutti mangiamorte, io lo so, e Rabastan pare interagire piuttosto bene.
"Non è male, diciamo che, lavorandoci … lo si può migliorare. Diventerà un bravo servitore, un buon mangiamorte." risponde restando un po' sul vago, ma capisco che ne è sufficientemente soddisfatto. Probabilmente Rabastan presto sarà uno di noi.
"Io ho già provveduto a fornirlo di una pozione di erbe utili al nostro intento, mio Signore … cioè, al vostro intento" mi guarda e fa un cenno con la testa, io continuo "con l'aggiunta segreta di sangue di drago … Aggiunge quel pizzico di lato oscuro … lo risveglia in tutti noi." dico, anch'io guardando in direzione di Rabastan.
Il mio Signore, stavolta, si volta verso di me e mi lancia un'occhiata compiaciuta "Mi stupisci Bella, stai davvero crescendo." afferma convinto.
Sorrido contenta e stranita da questo complimento inaspettato. Lui incalza "Prendi buone iniziative anche senza i miei consigli, o dettami, hai imparato molte cose di magia nera, più di quanto io stesso immaginavo per te … dovrò smettere di dirti che sei la mia ragazza, ormai sei la mia strega nera. Anche il tuo corpo … sta diventando quello di una donna. Morbido, sensuale, armonioso …"
A quel punto, a quelle parole, sento qualcosa nella mia carne prendere vita, infiammarsi di pienezza, felicità, desiderio. Non riesco a rispondere nulla, lo guardo e null'altro; solo dopo poco è lui a parlare di nuovo "Stanotte è notte di sabba, e voglio la mia strega. A mezzanotte al bosco sotto il grande noce, come è uso fare." dice guardandomi dritta negli occhi, per impartirmi il suo ordine perentorio.
Che per me ordine non è … è solo un enorme, estremo piacere …
"Certo mio Signore" rispondo, sentendomi più dolce e innocente che mai davanti a lui. Rispondendo a quelle sue particolari parole, e al modo che ha di dirle. "Io, non vedo l'ora." aggiungo adorante.
È notte di sabba, e lui avrà la sua strega. Per fare qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa lui voglia.
