Ecco a voi la parte seconda del nostro capitolo riguardante la cena da Constance! Speriamo vi piaccia :)


La cena inizia e le portate sono molto buone, Jane apprezza e cerca di fare due chiacchiere con i ragazzi che la circondano perché Constance la sta guardando e guarda anche Maura.

Le due donne parlano per tutta la cena con gli ospiti e quando finalmente finiscono Maura approfitta della pausa tra il dolce e il caffé per uscire un po' sul terrazzo insieme a Jane.

"Mi dispiace.." la guarda, "Se vuoi possiamo andare, non voglio costringerti a stare qui ancora." "Maura non preoccuparti," Jane le accarezza un braccio, "mi basta stare con te, non faccio troppo caso al resto!" le sorride.

"Sei un tesoro. Però vorrei davvero andare a casa, sono stanca di parlare con queste persone.. Ti dispiace?"

"No, se non hai voglia possiamo andare."

Maura rientra nella sala e prende un secondo in disparte sua madre.

"Mamma, mi dispiace molto ma oggi ho avuto una giornata pesante e sono un po' stanca.. Ti dispiace se ci congediamo?"

"Tesoro puoi attendere un istante?" Constance la guarda e poi fa segno ad un uomo di avvicinarsi e lui si avvicina sorridendo. "Ti vorrei presentare Bradley. Bradley questa è mia figlia Maura."

L'uomo le prende la mano baciandone il dorso. "Piacere di conoscerti."

"È figlio di alcuni miei amici di New York," sorride Constance, "avete tante cose in comune, anche lui ha studiato medicina."

"Esatto, campo della chirurgia estetica." sorride Bradley.

"Um, piacere mio," sorride cortesemente Maura. "Sono desolata di doverti salutare così in fretta, ma purtroppo sto andando!"

"Mi hai appena incontrato e già vuoi lasciarmi così?" ridacchia l'uomo.

"Maura, cosa ti costa fare due chiacchiere con lui?"* la rimprovera Constance. Jane li sta guardando a qualche passo di distanza, non sente molto quello che dicono però nota che Maura è un scocciata.

"Um.." Maura odia sembrare maleducata, ma tutti questi tentativi di sua madre di sistemarla sono insopportabili. "Mi dispiace.. E' che sono molto stanca.." sorride debolmente.

"Solo una tazza di the e due parole, niente di più, sono sicura che a Jane non dispiacerà." sorride Constance guardando il detective, che ricambia il sorriso un po' confusa.

"Posso riaccompagnarti io a casa," si offre Bradley, "sono astemio, non bevo, quindi nessun pericolo in vista!"

"E' estremamente gentile da parte tua!" Maura gli sorride anche se sta per scoppiare. "Mi scuseresti solo un istante?" La dottoressa prende il braccio di sua madre e si allontana di qualche metro con lei. "Mamma non ce la faccio più, é il quinto che mi presenti nel giro di un mese. Non ho bisogno di un uomo, sto benissimo, perché insistere?"

"Ma cara, lo faccio solo perché voglio che tu sia felice con un uomo!" Constance la guarda negli occhi seriamente. "Hai quasi 35 anni e, insomma, mi piacerebbe vedere qualcuno al tuo fianco quando vieni a trovarmi.."

"Non mi sembra di essere venuta sola oggi, mamma.."

"Lo so, ma insomma, c'è questo bel ragazzo qui stasera, è partito da New York apposta per la mia mostra, avete tante cose in comune, pensavo fosse l'occasione giusta."

Maura ricambia lo sguardo serio e prova a calmarsi. "Pensiero gentile, davvero, ma non é la persona giusta. Nè lo sono tutti gli altri che mi hai presentato, o che mi presenterai. Sai, tu non me lo chiedi, ma non ti é mai venuto in mente che magari io potessi già avere qualcuno?"

Sua madre si ferma un secondo e la guarda aggrottando la fronte. "E non ti sei degnata di presentarmelo o di darmi la notizia? Perché non sembra che tu abbia qualcuno Maura. Se questo è un modo per allontanarmi dall'idea di presentarti agli uomini, mi dispiace, ma non sta funzionando."

"Ma io sono stanca dei tuoi tentativi di sistemarmi pur di fare una bella figura con i tuoi colleghi, che io abbia qualcuno o meno! Sono il medico legale capo del Commonwealth del Massachusetts, non dà già abbastanza sfoggio come titolo?"

Maura fissa sua madre con sguardo ferito, e Constance sospira. "Maura, ma certo, io sono orgogliosa di te e anche tuo padre lo è, solo che vorrei vederti con un uomo al tuo livello, uno che ti merita."

"Non voglio un uomo!" sbotta. "Possibile che tu non lo capisca?!"

La dottoressa gira i tacchi e si dirige verso il corridoio e quando raggiunge il bagno chiude la porta dietro di lei con un colpo secco e ci si appoggia contro.

Jane la guarda allontanarsi velocemente e, preoccupata, va da Constance. "Che è successo?"

"Non lo so, stavamo solo discutendo su una cosa e si è arrabbiata.." scrolla le spalle la donna andando verso l'uomo che è rimasto in piedi ad aspettarle. "Scusa tanto caro, mia figlia aveva bisogno di uscire."

"Nessun problema," sorride Bradley. "Intanto faccio un giro per la mostra."

jane la guarda, poco convinta. "E' sicura che non sia successo nulla?"

"Certo!" ribatte Constance, quasi offesa. "E' mia figlia la conosco."

"Vado a vedere come sta.." Il detectvie si allontana e quando arriva al bagno bussa alla porta.

"Un attimo.." Maura si stacca dalla porta e si guarda allo specchio sospirando. "Cristo.."

"Maura, sono io, Jane...tutto bene?"

Maura apre la porta e la guarda. "Vuole vedermi con un uomo al mio livello, che mi merita." sbuffa. "Non so in che altro modo spiegarle che non voglio nulla di tutto ciò.."

Jane guarda in basso facendo un bel respiro. "Ci penso io. Forza andiamo di là," le accarezza il viso e le prende la mano, lasciandola solo quando sono in prossimità della sala.

"Oh Maura tesoro, Bradley è and-"

"No Constance, a sua figlia non interessa quell'uomo," la guarda Jane, seria. "Vuole solo tornare a casa e riposare dopo tutto il lavoro che ha fatto."

"Jane, con tutto il rispetto, non ti permetto di parlare al posto di mia figlia.."

"Non vuole ascoltare lei, è per questo che parlo al posto suo."

Maura guarda Jane e sorride, poi si gira verso Constance, che la guarda confusa.

"Sinceramente preferirei che lo sentissi da me, ma per favore ascoltami sul serio questa volta." maura guarda sua madre e si schiarisca la gola. "Io ho qualcuno nella mia vita che mi rende felice, da un po' di tempo ormai, quindi ti prego di non presentarmi più nessuno perché davvero, non sono interessata." Fa un bel respiro e prende la mano di Jane. "Sto con Jane da più di tre mesi ormai."

Constance apre leggermente la bocca vagando con lo sguardo da una ragazza all'altra.

"Mi dispiace se gliel'abbiamo detto in questo modo, però Maura si sentiva soffocare, era giusto si togliesse un peso." sorride Jane guardando la sua ragazza.

"Io...non so che dire.."

"Non mi aspetto che tu la prenda bene subito.." Maura guarda sua madre mordendosi un labbro. "Ma cerca di capire, con Jane mi sento meglio che con chiunque altra persona abbia mai frequentato.. E' la mia migliore amica, non potrebbe esserci qualcuno più all'altezza di lei.."

Constance scuote la testa per cacciare via le lacrime. "Mi dispiace...io non lo sapevo.."

"Non importa, ora lo sa, le lasceremo il tempo di cui ha bisogno." dice Jane stringendo la mano di Maura, che le accarezza un braccio.

"Avrei dovuto dirtelo prima, lo so.. Ma non sapevo come fare, tu sembravi così entusiasta di presentarmi nuove persone ogni volta che mi vedevi.. Mi dispiace.."

"Torna pure a casa a riposare, parlerò io con Bradley." Con quella frase, Constance si allontana accennando un sorriso.

Maura la guarda allontanarsi e poi si gira verso Jane con le lacrime agli occhi. "Devo dedurre che non mi parlerà per un po'…"

"Andiamo via da qui va bene?" Jane la porta fino alla macchina e le prende le chiavi dalla borsetta. "Guido io," le due salgono in macchina e tornano a casa. Jane passa tutto il viaggio con una mano sulla gamba di Maura.


Arrivate a casa, Maura si cambia controvoglia e si butta sul letto, prendendosi il viso tra le mani.

"Avrei dovuto dirglielo prima.." Jane si spoglia e infila una maglia sdraiandosi vicino a lei. "Hai solo avuto bisogno del tuo tempo, come lei ha bisogno del suo," la rassicura, accarezzandole i capelli. "Andrà tutto bene, lasciale un po' di tempo e vedrai che sarà felice per te."

"Lo spero." Maura alza lo sguardo verso la sua Jane, guardandola negli occhi. "Se sentisse quello che provo per te capirebbe."

"Lo capirà amore." sorride dolcemente Jane. "Siete un po' testarde tutte due!"

"Dici?" sorride Maura. "Però sono sollevata, almeno gliel'ho detto.." "Sì, le somigli tanto. E hai fatto bene, se era quello che sentivi di fare."

Dopo qualche secondo di silenzio, Maura le prende la mano sotto le lenzuola. "Grazie di essere rimasta con me tutto il tempo."

"Non ti avrei mai lasciata sola," risponde Jane intrecciando le dita con le sue. "Non lo facevo quando eravamo semplici amiche e non lo farò sicuramente adesso."

La dottoressa sbadiglia e chiude gli occhi, appoggiandosi alla spalla di Jane. "Ti amo Jane."

"Ti amo Maura." sorride il detective, che nell'allungarsi per spegnere la luce le dà un bacio sulla fronte. "Buonanotte amore mio."