«Accidenti, si gela» sibilò Jack Harkness, stringendosi nella braccia.
«Non avevi freddo, prima» replicò il Dottore, perplesso.
«Prima avevo un meraviglioso cappotto che mi aiutava a non sentirlo, nel caso non l'avessi notato» ribatté Jack, piccato.
Il Gallifreyano studiò l'amico, rendendosi conto solo in quel momento che non indossava più il suo lungo cappotto scuro.
Si guardò intorno, confuso.
«Dopo "l'esecuzione" era diventato inutilizzabile. Ho dovuto abbandonarlo nel granaio» disse Jack, sospirando.
«Oh» replicò semplicemente il Dottore.
Poi fece spallucce.
«Sul TARDIS dovrebbe essercene qualcuno della tua taglia».
Jack parve ricordarsi improvvisamente di qualcosa.
«A proposito, Dottore… Perché ce ne stiamo nascosti in questa baracca, invece che al calduccio, sulla tua nave?»
«Perché non la porto mai in mezzo a una battaglia volontariamente».
«Su Trenzalore l'hai fatto» gli fece notare l'uomo.
Il Gallifreyano s'imbronciò.
«Sono dettagli» sbottò, prima di mettersi a studiare nuovamente la sonda di Jack.
Quest'ultimo si sfregò le braccia, cercando di scaldarsi almeno un po'.
Andò avanti per qualche minuto, fingendo di tossire ogni volta un po' più forte.
Alla fine il Dottore alzò gli occhi al cielo, togliendosi la redingote scura e lanciandola all'amico.
Jack la infilò rapidamente, con un sorrisetto trionfante.
«Non credevo bastasse piagnucolare un po' per farti spogliare…» buttò lì.
Il Gallifreyano finse di non aver sentito.
L'altro uomo studiò il proprio riflesso in un vecchio specchio vicino.
«Hmm… Sinceramente non è il mio stile…» mormorò, critico.
«Posso sempre riprendermela» replicò il Dottore, secco.
Jack scrollò le spalle.
«No, no… Vedrò di farmela andare bene fino a quando non avrò un nuovo cappotto».
Continuò a fissarsi, corrucciato.
«Però con una giacca simile ci vorrebbero perlomeno dei pantaloni scuri. Come quelli che porti tu, ad esempio» disse, in tono innocente.
Il Dottore emise uno sbuffo esasperato.
«Continuo a domandarmi per quale motivo accetto sempre di affiancarti…» borbottò.
«Perché non riesci a fare a meno di me, Dottore».
Il Gallifreyano lasciò perdere la sonda, voltandosi verso l'amico.
«Ma tu riesci a flirtare con chiunque?! Dico sul serio, Jack. Sei impressionante!».
Jack ammiccò.
«Faccio del mio meglio».
Il Dottore rimase basito per qualche secondo.
«Bah! Sono convinto persino che se qui non ci fossi io, saresti anche capace di flirtare con la tua stessa immagine riflessa» sbottò alla fine.
Jack tornò a fissarsi nello specchio.
«Beh, mi si potrebbe dare torto, se lo facessi? Insomma…».
Accennò allo specchio con aria divertita.
Il ritorno improvviso di River e di Siria li riportò bruscamente alla realtà.
«Portiamo una buona e una cattiva notizia. Quella buona è che - fortunatamente - le nostre teorie si sono dimostrate esatte, e solo le sentinelle sono equipaggiate con tecnologia Dalek. La cattiva notizia, invece, è che abbiamo all'incirca quindici minuti prima che ci trovino. Hanno scoperto che il tuo cadavere – unito a uno dei loro fucili – è sparito, e ora stanno perquisendo ogni…».
River alzò gli occhi sui due uomini, notando immediatamente che Jack indossava la redingote del Dottore.
«Scusate, per caso abbiamo interrotto qualcosa?» domandò interessata, indicandoli alternativamente.
Nuovamente, il Dottore emise uno sbuffo esasperato.
«Jack aveva freddo, e così…» iniziò.
«…E così hai pensato bene di dargli la tua giacca, anziché prenderne in prestito una da uno degli armadi presenti in questa stanza. Mi domando che avresti fatto se ti avesse detto di avere i pantaloni bruciati o stracciati…» ghignò la donna.
Jack la imitò.
«Avevo giusto deciso di farlo…» ammise.
Il Gallifreyano decise di tornare a concentrarsi sulla sonda, ed andò in un angolo - borbottando frasi non udibili, in un tono stizzito.
Siria, intanto, era rimasta tranquilla vicino alla porta, ad osservare una scena a lei decisamente familiare.
Non vi faceva quasi più caso, ormai.
Sapeva, infatti, che nell'universo intero non esistevano due persone più disposte al flirt di Jack e di sua mamma.
Anche suo padre, a volte, dava dimostrazione di possedere una buona capacità in questo genere di cose, ma non riusciva mai ad eguagliarli.
Riunire tutti e tre in un unico luogo significava, quindi, inesorabilmente diventare spettatori di simili situazioni.
«Come la mamma stava dicendo, abbiamo poco meno di dieci minuti, prima che i Sontaran ci trovino. Faremmo quindi meglio a trovare un nuovo posto dove nasconderci e a studiare un buon modo per riunirli tutti in un unico luogo, così da consegnarli alla polizia intergalattica» disse la bambina, in tono pratico.
Dopo un inizio un po' troppo esuberante, aveva finalmente capito come comportarsi in quel genere di viaggi: utilizzando al meglio la sua non comune intelligenza, e mettendo la sua voglia di giocare e di divertirsi al secondo posto - in attesa di un momento migliore.
Jack Harkness lanciò un'occhiata al Dottore.
«Ho la sensazione che questo significhi che noi due siamo stati messi da parte» disse.
«Benvenuto nel club. Presto faremo anche delle magliette» replicò questi tranquillamente, senza alzare gli occhi da quanto stava facendo.
Jack si rivolse poi a Siria, stringendole la mano.
«Così si fa, baby Dottoressa! Dimostra a noi vecchietti come si comporta un vero leader!» esclamò allegramente.
Siria sorrise raggiante ed orgogliosa.
Allora ce l'aveva fatta!
Se era riuscita a convincere Jack Harkness della sua bravura sul campo, quanto ci sarebbe voluto prima che i suoi genitori la lasciassero scegliere tra la Terra e il TARDIS?
Mentre il Capitano Harkness si congratulava con la bambina, intanto, River si avvicinò al Dottore.
«E' bello vedere che Siria e Jack vanno d'accordo, non trovi?» gli chiese.
Il Dottore fece spallucce.
«E' impossibile non andare d'accordo con nostra figlia, River. Inoltre, sospetto che non esista nessuno di così predisposto a "fare amicizia" come Jack» borbottò.
Scoccò un'occhiataccia all'amico.
«Anche se spero per lui che si limiti solo a questo, con Siria» mormorò, una punta di fastidio nella voce.
River rise, decidendo di cambiare argomento.
«Sembri molto tranquillo, nonostante il fatto che da un momento all'altro un gruppo di Sontaran inferociti potrebbe irrompere qui, con l'intento di ucciderci tutti».
Nuovamente, il Dottore fece spallucce.
«Sono solo dei tuberi troppo cresciuti. Ad ogni modo…».
Estrasse da una tasca dei pantaloni un piccolo oggetto ovale, mostrandolo alla donna.
«Un filtro di percezione» notò questa, in tono ammirato.
«Basterà che io lo metta proprio davanti alla porta, e i nostri "inseguitori" crederanno di trovarsi davanti a un mucchio di macerie» disse, tranquillo.
River sorrise.
«Sono impressionata, Dolcezza».
L'uomo le ammiccò.
«Ti ho detto di essere diventato bravo, no?».
