Capitolo 10

- Stai bene?
Mi chiese Lexa avvicinandosi.
Le accarezzai un braccio per rassicurarla ma si scostò bruscamente. Un gesto che mi lasciò un attimo interdetta.
Notai che stava guardando qualcosa dietro di me, per poi abbassare lo sguardo incontrando il mio. Nei suoi occhi lessi un silente "scusami".
- È tutto ok.
Dissi con un sorriso.
Accennò un assenso con il capo per poi incamminarsi appresso Indra e Nyko. Quest'ultimo spronava la Regina dell'Ice Nation a muoversi.
La vidi afferrare il suo secondo costringendola a rallentare il passo. Le sussurrò qualcosa all'orecchio. Il viso di Indra sembrò furente.
- Come stai?
Mia madre era giunta al mio fianco distraendomi.
- Un lieve mal di testa ma tutto ok.
Mi guardò. Uno sguardo che sembrava dire un sacco di cose.
Celava preoccupazione.
- Sono solo preoccupata.
Le sorrisi.
- Lo so.
Dissi mostrandomi comprensiva. Nascosi dentro di me, il timore di un pericolo nei paraggi.
Davanti a noi s'intravedeva Camp Jaha.
Lexa ordinò a tutti di fermarsi.
- Qui, le nostre strade si dividono.
Il tono dell'Heda era duro.
- Dove andate Heda?
Chiese Kane confuso.
- Urge un incontro con i Generali dei Clan rimanenti.
- Vengo con te.
M'intromisi.
- Voi, Popolo del Cielo, fate parte di un'alleanza non della Coalizione.
Lo sguardo duro mentre mi rispose.
- Non vorrai lasciarla fuori da tutto. In fondo abbiamo tentato di uccidere anche lei, chi ti dice che qualcuno non ci riproverà quando tu sarai lontana?
La Regina dell'Ice Nation terminò con una risata.
L'odio negli occhi di Lexa era penetrante.
La vidi distrarsi, guardando nuovamente dietro di me.
- Indra e voi, venite con me.
Disse poi rivolgendosi anche a me, Kane e mia madre.
La seguimmo senza obiettare, lontano da orecchi indiscreti.
- Alta la guardia nel campo. Siate vigili e pronti a colpire sino al nostro ritorno. Ora andate. Lei verrà con me.
Ordini che non ammettevano repliche.
Mia madre tacque inghiottendo un boccone assai amaro, ma obbedì.
Appena si allontanarono assieme a Octavia, l'Heda si voltò verso il suo secondo.
- Indra, voglio che tu vada ad avvisare la Congregazione. Raggiungeteci prima possibile. E tu…
Lexa mi afferrò per le spalle. La presa salda come a imprimervi il suo disappunto per la situazione.
- …cerco di proteggerti ma non lo comprendi. Detesto questa tua impulsività.
Non mi aveva mai parlato così duramente.
- Mi preoccupo per te. Voglio solo aiutare, entro le mie possibilità.
Le dissi con sincerità.
- Non riesco a proteggere nessuno, se ho il terrore costante che ti facciano del male.
- So difendermi da sola.
- No Clarke, non contro di lei. Qualcosa deve ancora accadere, sto attendendo solo il "quando".
Poggiai le mie mani sulle sue braccia.
- Lexa, sarò pronta. Porterò Bellamy con me. Armi e munizioni. Non ti lascerò sola.
L'Heda sospirò.
- Non l'avrò mai vinta con te, vero Sky Girl?
Sorrisi, scuotendo il capo mimando un "No".
Sembrò rassegnarsi alla mia testardaggine.
- Va a chiamarlo. Porta più munizioni che puoi. Indra, attendi al cancello e poi scortala da me.
Il suo secondo chinò il capo e insieme ci congedammo.
- Muovetevi, andiamo!
Sentii tutta la sua rabbia in quell'ordine.

Appena arrivati a Camp Jaha, un soldato terrestre si avvicinò a Indra informandola su qualche avvenimento.
Ciò che disse era nella loro lingua, perciò non capii.
Indra lo congedò con ordini precisi dati dall'Heda.
Quello fu facile da comprendere, perché riconobbi il titolo di Lexa.
Prima che riprendessimo a camminare, mi parai davanti ad Indra.
- Dimmi che succede.
La mia era una supplica silente e speravo lo capisse.
La donna mi fissò e, seppur tentennante, decise di darmi spiegazioni.
- L'Heda ha notato alcuni uomini della Regina, spiare i nostri movimenti…dalla cattura della loro Leader a quando ci siamo congedate. Il terrestre con cui parlavo, ha confermato ancora la presenza dell'esercito Ice Nation accampato con gli uomini degli altri Clan.
- A che gioco sta giocando quella donna?
Domandai serrando la mascella per trattenere la rabbia.
- Non lo so. L'Heda ha dato ordine di prepararsi ad un eventuale attacco. Teme che colpiscano la sede dell'incontro per liberare la Regina.
- Farà avvicinare gli eserciti alla sede?
- La sede è già molto vicina agli eserciti. Per questo ha preferito allontanarsi da qui, aveva bisogno di una mano dall'esterno, senza destare troppi sospetti o causare perdite tra il tuo popolo.
- Se saranno attaccati, come faranno ad avvisare gli eserciti senza che i guerrieri dell'Ice Nation li attacchino per primi? Avere il cosiddetto "effetto sorpresa" sarebbe vantaggioso.
- Per questo useremo il corno.
Alzai un sopracciglio perplessa.
- Il corno?
- Ogni suono ha un significato e, ogni Clan ne possiede uno particolare che lo distingue dagli altri. Soffiando nel corno si ordinerà l'attacco.
- La somma di più suoni compone ordini precisi e informazioni.
Indra confermò la mia intuizione con un cenno del capo.
- Ora dobbiamo sbrigarci. Trova il tuo amico e andiamocene.

Camminavamo fra gli alberi e la fitta vegetazione.
Seguivamo Indra, cercando di non perderla mai di vista, nonostante il buio pesto rischiarato solo dalla timida luce della luna.
La sede, dove si sarebbe svolto l'incontro, era circondata da guerrieri.
Potevamo vederla in lontananza.
- Undici Guerrieri per ogni Clan, suddivisi in altrettanti gruppi di sorveglianza.
Bisbigliò Lexa arrivandoci alle spalle.
Sorrisi nel vederla.
- I gruppi sono misti, cosìcché, ciascun guerriero presente in esso rappresenti uno dei Clan.
Le fiaccole illuminavano i soldati, in quella notte così buia.
Bellamy era affascinato quanto me da ciò che stava vedendo.
Erano rimasti solamente in dieci i Generali e Capi dei Clan, ma dovevano apparire a occhio esterno ancora undici.
Io e Bellamy eravamo immobili al fianco di Lexa.
- Ora, prestate attenzione alle mie parole.
La sua voce flebile. Lo sguardo duro.
- Dovrete essere dei fantasmi silenziosi.
Si voltò andando verso una parete rocciosa, scostandone l'edera che la ricopriva.
- Questo cunicolo porta alla sede. Percorretelo tutto. In lontananza potrete scorgere un cancello di ferro.
Non dovete mai e dico mai farvi vedere o sentire. MAI! Chiaro?
Accennammo un assenso con il capo.
- Scivolate lungo le mura. Riparatevi dietro le colonne che si trovano a ridosso di esso. Da lì potrete assistere. Non fate nulla di avventato. Nel caso avessimo bisogno del vostro aiuto, colpite ma senza esporvi troppo. Se la situazione volgesse al peggio, ripercorrete la galleria e tornate a Camp Jaha, in silenzio come siete arrivati.
- Ma Lexa…
Tentai. Lei mi zittì con un cenno.
In quel momento ci fissò attentamente.
- Non voglio eroi. Ora andate.
Quella sua freddezza era come un pugno nello stomaco, ma la comprendevo totalmente.
Bellamy mi precedette ed io lo seguii ma, prima che mi voltassi per salutarla, Lexa mi fermò.
Mi tirò a sé afferrandomi il polso.
I suoi occhi incatenati ai miei. Non c'erano bisogno di parole in quell'istante.
Un nodo mi salì in gola mentre mi accarezzò il viso per poi baciarmi.
Quel bacio così dolce e intenso sapeva d'addio.