Author's note: Ecco a voi un nuovo capitolo! Spero vi piaccia (:
Qualche informazione prima che iniziate a leggere:
-Posterò contemporaneamente sia la versione italiana che inglese, di questa storia! (So, if you're not italian but you would like to read this story, go check in my profile and you'll find there the english version!)
-Il titolo della storia, "Anything but Ordinary" l'ho preso dall'omonima canzone di Avril Lavigne. Il testo è citato all'interno del primo capitolo e molte frasi verranno utilizzate come nomi dei capitoli. Se non l'avete mai ascoltata, andate a cercarla su youtube: io la adoro e poi è la cosa che ha ispirato questa storia!
-Ovviamente (e purtroppo!) Dean Ambrose o qualsiasi altra Superstar WWE che verrà nominata all'interno della storia non appartengono a me, ma a loro stessi! Solo la protagonista, Lydia, è di mia invenzione e quindi ne detengo i diritti. Sono miei anche altri personaggi secondari, ma capirete da voi chi essi siano. E, ovviamente, l'intera storia, che è frutto della mia fantasia!
-Presenti linguaggio forte, violenza e scene di sesso.
-Questa storia si svolge dopo l'ultimo tour europeo a Novembre, precisamente qualche giorno prima di Surivor Series 2013.
-Userò indifferentemente i nomi Dean e Jon per riferirmi ad Ambrose; la differenza è nel punto di vista: quando è di Dean, mi riferirò a lui come Jon, e quando è di Lydia, mi riferirò a lui come Dean, giusto per spiegarvi perché uso entrambi i nomi!
-Se qualcuno è curioso di sapere come io immagino Lydia, la vedo come Holland Roden.
Ed è tutto: buona lettura!


10. So knock me off my feet

Nessuno dei primi incontri che aveva avuto con i tre membri dello Shield era stato come lei li aveva sempre immaginati. Non che lo ricordasse, questo è chiaro, ma era sicura che, come tutte le normali fans, aveva sognato di catturare la loro attenzione ad uno show, oppure ad uno di quei meetings che facevano per foto o autografi… o magari di essere così fortunata da riuscire ad incontrarli in un bar.

Beh, con Dean Ambrose era quasi successo, peccato che lei fosse ubriacata, drogata e non lo avesse nemmeno riconosciuto. E poi, comunque, da quello che riusciva a ricordare, il suo primo incontro con lui era avvenuto in quel vicolo buio, quando l'aveva salvata dall'essere stuprata nel bel mezzo di una strada deserta. E, di certo, nessuno se lo sarebbe mai immaginato come primo incontro.

Seth Rollins poi, che lei aveva sempre ritenuto essere il cucciolo del gruppo, lo aveva incontrato nella cucina di Dean Ambrose e, nonostante le molte fantasie erotiche che una fan potrebbe fare con un'immagine del genere, neanche quello era stato come se lo era sempre sognato: lui si era comportato come uno stronzo insensibile, giusto per citare le sue parole. Si era aspettata che Seth fosse il più gentile e dolce dei tre dello Shield, ma la prima impressione che le aveva fatto era stata solo quella di farla sentire terribilmente a disagio. Fortunatamente, nonostante l'inizio non fosse stato di certo dei migliori, alla fine Seth si era rivelato essere un bravo ragazzo e lei ci si era subito trovata in sintonia.

Ma, nonostante tutto, l'incontro che più l'aveva sorpresa era stato quello con Roman Reigns.

Lo avevano incontrato quella mattina in palestra e, non appena lui l'aveva vista, le aveva rivolto un sorriso dolcissimo – che le aveva fatto tremare le gambe e l'aveva fatta arrossire fino alla punta dei capelli, tanto per il mal celato divertimento di Seth e Dean – e poi, quando lei gli aveva timidamente porto una mano e si era presentata, lui non solo gliela aveva stretta, ma poi se l'era trascinata addosso e l'aveva stretta in un abbraccio affettuoso, che l'aveva fatta sentire ancora più in imbarazzo.

"Baby girl, per qualsiasi cosa, sappi che puoi contare su di me." le aveva detto, regalandole uno dei suoi profondi sguardi rassicuranti che, oltre a farle frullare il cuore nel petto, l'aveva immediatamente fatta sentire al sicuro.

Ed era così che, fuori da ogni fantasia, Lydia aveva conosciuto i membri dello Shield che, oltre ogni sperabile immaginazione, le avevano offerto il loro aiuto.

Lydia era ora seduta su di una pila di steps poggiati al muro della palestra e osservava quei tre ragazzi fare il loro rituale allenamento pre pay-per-view.

C'era Roman Reigns, che dal vivo era ancora più bello e imponente, con i suoi lunghissimi capelli corvini, la pelle ambrata e quei grandi occhi blu. Inaspettatamente, era la dolcezza fatta persona e, di tanto in tanto, si girava a lanciarle qualche sorriso rassicurante, come se volesse sincerarsi che Lydia stesse bene.

"Baby girl, per qualsiasi cosa, sappi che puoi contare su di me."

Poi c'era Seth Rollins, che dal vivo tanto cucciolo non era. Aveva un fisico muscoloso, ben evidente sotto la maglia che ora, a causa del sudore, gli aderiva al busto come una seconda pelle, e quei capelli bi-colore erano ora arruffati, regalandogli un'aria sbarazzina. Ma ciò che veramente la colpiva, erano i suoi occhi, così scuri e profondi che, per qualche strana ragione, le mettevano sempre lo stomaco in subbuglio ogni volta che si fissavano su di lei. Non sapeva definire il rapporto – se di rapporto già poteva parlarsi – che aveva cominciato ad instaurare con lui: non erano di certo partiti con il piede giusto, però, una volta che lei aveva chiarito il suo punto, Seth si era ammorbidito nei suoi confronti e lei si sentiva a suo agio accanto a lui.

"Beh, comunque… io ti credo. E voglio che tu sappia che, per qualsiasi cosa, puoi contare su di me."

E, infine, c'era Dean. Oh Dio, Dean. Tutta la situazione con lui ancora più complicata.

Capiva perché Seth e Roman avessero deciso di aiutarla – era stato proprio perché Ambrose per primo li aveva posti di fronte alla questione e loro erano stati ben felici di dare una mano ad un amico. Ma perché Dean lo aveva fatto? Quali erano i motivi che lo avevano spinto ad offrirle il suo aiuto, ad ospitarla a casa sua, a prendersi cura di lei?

"Sei un mio problema ora, ricordi? Ed io mi prendo sempre cura dei miei problemi."

Lydia girò il viso e puntò gli occhi su Dean Ambrose, ora impegnato a fare una serie infinita di flessione con una facilità impressionante: con i capelli totalmente scombinati, che gli ricadevano sulla fronte in ciocche disordinate color del miele, gli occhi blu concentrati, i muscoli delle braccia contratti nello sforzo e il corpo teso… era dannatamente sexy.

Sì, Dean Ambrose era decisamente il più sexy dei tre membri dello Shield. Forse non era il più bello, ma aveva quel qualcosa che faceva sentire Lydia strana ed eccitata ogni volta che lui la guardava.

Aveva proprio una bella cotta per lui. Questo era un male, un male enorme.

Lo sguardo di Dean si sollevò e in un istante si legò a quello di lei. Lydia deglutì e arrossì, girando il capo dall'altra parte con un gesto troppo repentino, perché lui non capisse.

Jon sogghignò e si rimise in piedi, pulendosi le mani l'una contro l'altra.

Lydia rimase ostinatamente a fissare un punto alla sua sinistra, con innaturale interesse, fin quando una voce, la sua voce, non la fece sobbalzare.

« E' ora, little fighter

Lydia si voltò: Dean era lì, in piedi, di fronte a lei, e la stava fissando con un sorrisino divertito sulle labbra.

Dio… quelle labbra sono perfette.

« E'… è ora?» balbettò lei, sbattendo le palpebre.

« Vediamo se meriti il soprannome che ti ho dato o meno.»

Lydia spalancò gli occhi, mentre Dean faceva un cenno verso il ring al centro della palestra, nel quale Seth e Roman erano già entrati.

« Che?!» se ne uscì, con una vocina acuta, tornando a guardare Dean « Credevo… credevo che steste scherzando, ieri!» esclamò, scuotendo la testa.

Dean sogghignò e incrociò le braccia al petto.

« E allora perché ti avremmo portata qui con noi?» le domandò, spalancando piano gli occhi e sollevando entrambe le sopracciglia « Solo per farti godere la vista di noi tre che ci alleniamo? Il che so che è nei tuoi più intimi sogni, ma…»

« Hey!» lo riprese lei arrossendo; balzò in piedi e gli diede una leggera spinta su di una spalla, che risultò più come un debole schiaffo, visto che lui non si mosse affatto « Io non stavo affatto…!»

« Sì, sì: come vuoi.» tagliò corto lui « Ora, sali su quel ring e vediamo che sai fare.»

Lydia scosse la testa, testarda.

« Non ci penso proprio!»

« Dai, sweetheart, ci andremo piano con te!» urlò Seth dal ring.

S-sweetheart?!

Ancora, Lydia scosse ostinatamente la testa.

Dean fece un passo in avanti e si chinò, torreggiando su di lei con sguardo serio, che le fece salire un brivido lungo tutta la colonna vertebrale.

« O muovi quelle tue belle gambine fino al ring oppure ti ci porto io di peso: a te la scelta, little fighter.» le mormorò in un orecchio, passandosi la lingua sulle labbra.

Lydia scosse ancora la testa e fece per indietreggiare, ma Dean l'afferrò per un braccio e se la portò addosso.

« Quella non era un'opzione contemplata. Ma grazie per aver lasciato a me la scelta.» disse, con uno strano divertimento nella voce.

Prima che lei potesse anche solo provare a protestare, Dean si piegò in avanti e la prese di slancio, caricandosela in spalla.

«Hey, no! Che fai?! Lasciami andare!» esclamò lei, agitandosi, ma la sua presa era così salda che non sarebbe riuscita a liberarsi neanche sfruttando tutte le sue forze.

Dean la trasportò fino al ring e la fece scendere dalla sua spalla, ma solo per metterle le mani sui fianchi e sollevarla di peso, per farla salire sull'apron – e, in quel momento, con suo enorme imbarazzo, Lydia si sentì molto Summer Rae.

Seth si era seduto sulla corda centrale, per aprirgliele e farla passare, un sorriso divertito sulle labbra e un braccio teso ad indicare il ring.

« Non avresti dovuto aiutarmi, tu?» lo accusò Lydia, stringendo gli occhi, mentre con un sospiro rassegnato si piegava ed entrava all'interno del ring.

Seth non rispose, si limitò a ridacchiare silenziosamente.

Ed eccola lì: sopra un ring da wrestling per la prima volta in tutta la sua vita, in compagnia di tutti e tre i membri dello Shield, ognuno ad un angolo.

Lydia non era mai salita su un ring prima di allora… o, almeno così credeva, in fondo non riusciva a ricordarlo. Tuttavia, il pavimento morbido sotto di lei, la sensazione delle corde ruvide sotto le dita, le emozioni contrastanti che provava, non le portarono alla mente alcun flashback doloroso, quindi presunse che fosse effettivamente la prima volta.

Prese un profondo respiro, il cuore aveva cominciato a batterle forte per l'agitazione e c'era un nodo che le chiudeva la gola.

« Allora… che cosa dovrei fare?» domandò, lanciando un'occhiata preoccupata a tutti e tre.

Loro si scambiarono uno sguardo, poi il primo ad avanzare verso il centro del ring fu Seth.

«Prova ad attaccarmi, sweetheart. Vediamo che sai fare.»

Lydia spalancò gli occhi e deglutì, ma poi si avvicinò a lui, senza avere la minima idea di come attaccarlo.

Ma perché mai non aveva tenuto chiusa la bocca, invece di fare supposizione su un suo possibile background nelle arti marziali?

Seth rimase fermo ad aspettarla, senza nemmeno dare cenno di volersi mettere in guardia, cosa che invece lei fece quasi automaticamente: sollevò le braccia all'altezza del viso, i gomiti ben stretti per difendere il petto, la gamba davanti appena piegata, quella dietro ben piantata al terreno per mantenere l'equilibrio.

«Guardala.» disse Dean, facendo un cenno col capo verso di lei, probabilmente rivolto a Roman, che ora stava osservando la scena con un certo interesse.

In effetti, la ragazza aveva assunto proprio una buona posizione di guardia.

«Avanti!» esclamò Seth, invitandola ad attaccare.

Che Dio me la mandi buona…

Lydia fece uno scatto in avanti e caricò un gancio, cercando di colpire Seth dritto sulla mascella. Il suo pugno colpì qualcosa, ma non era affatto il volto di Rollins, bensì la sua mano, che era corsa velocemente a fermare quella di lei, le dita che facilmente intrappolarono tutto il piccolo pugno.

«Bel tentativo, sweetheart.» le disse, con un sorriso «Niente male come gancio, davvero.»

Lydia, quasi avendo improvvisamente guadagnato un po' di fiducia nelle sue capacità, cercò di colpirlo con la mano libera ma, ancora una volta, Seth fu molto più veloce di lei e le afferrò anche l'altra mano. Ogni suo successivo tentativo di liberarsi fu inutile: Seth era decisamente più forte di lei e non fece alcun sforzo a piegarle le braccia – senza tuttavia farle mai alcun male – e costringerla ad abbassarle fino a che non era incollate contro il suo stesso corpo.

Lydia alzò lo sguardo, fino a che i suoi occhi non incontrarono quelli scuri e profondi di Seth e il suo cuore mancò un colpo: erano improvvisamente troppo vicini.

Si dimenò, a disagio, e Seth sembrò capire il suo nervosismo, perché la liberò ed indietreggiò, sollevando le mani in segno di resa e tornando a poggiare la schiena contro l'angolo del ring.

«Secondo me, c'è qualcosa nel tuo background.» disse, con un sorriso soddisfatto «Ma hai troppa paura di scoprirlo, per impegnarti.»

Lydia gli lanciò uno sguardo strano, poi sentì dei passi avvicinarsi alle sue spalle, così si voltò fino a trovarsi il petto di Roman a pochi centimetri da lei.

«E' il mio turno ora, baby girl. Ci andrò piano, promesso.»

Lydia fece un passo indietro, sopraffatta già dalla sua imponente vicinanza, ma lui fece scattare un braccio in avanti e l'afferrò per un polso.

«Proviamo a vedere qualche mossa di autodifesa di base. Prova a liberarti.» disse Roman, stringendole il polso tra le dita.

Lydia prese un respiro profondo, poi provò a tirare e a dimenarsi, ma lui rimase immobile, come se lei non si stesse nemmeno muovendo.

«Non… non ci riesco.» mormorò dopo vari tentativi: cominciava a farle male il braccio, a forza di tirare.

«E' perché non stai usando la testa, little fighter.» commentò Dean, con aria annoiata.

Lydia si voltò a lanciargli un'occhiataccia.

«Io ve lo avevo detto che questa era un'idea stupida!» si lamentò, sentendosi frustrata.

Per un momento, quando aveva cercato di colpire Seth, si era sentita come in grado di farcela… quasi che fosse veramente possibile che lei avesse un qualche background nelle arti marziali. Ma ora, non riusciva nemmeno a liberarsi da una stupida presa al polso: come poteva anche solo pensare di saper combattere?

«Ma tu non ti stai neanche impegnando, Lys.» rispose Dean, staccando le spalle dall'angolo del ring e avvicinandosi a lei «Forse, hai bisogno di qualche incentivo.» mormorò, e l'occhiata densa che le riservò la fece immediatamente andare nel panico.

Roman le lasciò andare il polso, ma quasi preferì che non lo avesse mai fatto: quando si voltò per guardarlo, anche lui aveva sul viso un'espressione strana, come se fosse improvvisamente entrato nel personaggio.

Deglutendo, Lydia fece un passo all'indietro, ma dovette fermarsi ben presto quando le sue spalle si scontrarono con qualcosa di duro. Si voltò di scatto, solo per trovarsi di nuovo a pochi centimetri da Seth, che aveva sul viso la medesima espressione seria degli altri.

«S-Seth…?» mormorò «R-Roman?»

Erano tutti e tre in modalità SHIELD e quelle occhiate penetranti che le stavano rivolgendo la stavano sinceramente spaventando.

Qualcuno le infilò una mano nei capelli e la costrinse a voltarsi: Dean Ambrose torreggiava ora su di lei, un ghigno malsano a piegare le sue labbra perfette, il volto inclinato verso una spalla.

«D-Dean…?»

«Stai tremando, little fighter.» mormorò, con tono assorto «Non preoccuparti…» si chinò, premendo il naso tra i suoi capelli «Ci andrò piano con te.» le sussurrò all'orecchio.

Lydia deglutì, il cuore che le batteva così forte nel petto che era sicura che anche lui potesse sentirlo benissimo. Sentì la sua mano lasciare la presa sui capelli e le sue dita tracciare una linea dal collo, fin sulla spalla, per poi arrivare al braccio, che afferrò delicatamente, sollevandolo fin quando lei non fu costretta a poggiare la mano sulla sua spalla. Dean si chinò ancora di più verso di lei, una mano che ancora la tratteneva per il gomito, l'altra che scese a poggiarsi sulla sua schiena. Avanzando di un passo e intrecciato la sua gamba con quella di lei, la fece lentamente cadere verso il pavimento, proiettandola al suolo con un gesto misurato, stando attento a non farla sbattere, ma facendola adagiare delicatamente.

«D-Dean, che stai…?» balbettò lei.

Lui le mostrò uno di quei suoi sorrisini storti e si inginocchiò su di lei, intrappolandola sotto di sé.

Lydia lo fissò con occhi spalancati: sentiva le guance andarle a fuoco e il cuore battere così forte nel petto che, per un istante, temette che quello avrebbe sfondato la gabbia toracica e sarebbe scappato lontano. Dean era ora inginocchiato accanto lei, le sue mani che le inchiodavano i polsi al tappeto, il viso così vicino che i suoi capelli le solleticavano la fronte.

«Ti conviene fare qualcosa, little fighter. Qualsiasi cosa, prima che la faccia io…» mormorò e il suo sguardo indugiò sulle labbra di lei per più di qualche istante.

Lydia quasi singhiozzò nel disperato tentativo di tornare a respirare in modo normale, poi strinse gli occhi e cercò di pensare il più in fretta possibile ad un modo per liberarsi.

Certo, avere Dean Ambrose così, sopra di lei, non è che le ispirasse molto il desiderio di liberarsi.

Dio, era una stupida fan.

Una stupida fan con una stupida cotta per uno stupido wrestler.

A quel pensiero, qualcosa scattò nella sua mente. Non sapeva che cosa fosse stato, sapeva solo che doveva liberarsi e dimostrare a lui e a tutti gli altri che lei non era debole, che lei poteva farcela.

"Non ho bisogno di te! Non ho bisogno di nessuno, io! Ce la faccio da sola!" una voce gridò nella sua mente.

Aspetta… era la sua voce, quella!

Un altro… ricordo.

Lydia spalancò gli occhi, improvvisamente consapevole di qualcosa che nemmeno lei sapeva ben definire.

Sapeva solo di potercela fare.

Il suo corpo si mosse da solo: Dean la stava trattenendo per i polsi, quindi non aveva la possibilità di muovere le braccia, ma niente le impediva di usare le gambe. Le sollevò entrambe, fino a raggiungere il collo di Dean ed intrappolarlo con una tagliola tra le sue ginocchia, spingendo per costringerlo ad indietreggiare. Non sapeva se fosse stata lei a riuscire a spostarlo o se fosse stato lui a muoversi, semplicemente perché colto di sorpresa, ma le lasciò andare i polsi e lei fu libera di fare una capriola all'indietro e rimettersi in piedi. Acquistò immediatamente una posizione di guardia e fronteggiò con sguardo fiero e determinato tutti e tre i membri dello Shield.

Seth aveva gli occhi spalancati in un'espressione sorpresa; Roman aveva un piccolo sorrisino divertito e compiaciuto sulle labbra; Dean, che si rialzò lentamente, massaggiandosi il collo, le riservò uno sguardo incuriosito.

«Come hai fatto?» domandò Seth, assottigliando lo sguardo.

«Non ne ho idea.» rispose Lydia, leggermente affannata.

«C'è qualcosa sotto quel corpicino minuto, baby girl, questo è evidente.» disse Roman, incrociando le braccia al petto.

Lydia annuì.

«Attaccatemi.» disse.

Dean sollevò un sopracciglio.

«Sicura?»

Lydia annuì di nuovo, risoluta.

«Vediamo cosa riesco a fare.» rispose decisa, risaldando i pugni e guardandoli con attenzione.

Loro tre si scambiarono un'occhiata d'intesa, poi annuirono e la circondarono, girandole intorno con passi lenti e studiati. Lydia deglutì, girando su se stessa per riuscire a tenerli d'occhio tutti quanti.

Il primo ad attaccare fu Roman, questa volta: era alle sue spalle e l'afferrò, circondandole la vita con le braccia e sollevandola di peso senza alcuno sforzo. Lydia agitò le gambe, ma non in modo confusionario, cominciò piuttosto a muoverle come se stesse pedalando una bicicletta immaginaria. Roman perse l'equilibrio e fu costretto a chinarsi in avanti e Lydia ne approfittò per poggiare di nuovo i piedi per terra. Piantò bene le gambe, poi caricò un pugno e colpì con le nocche le mani del samoano, ora intrecciate sul suo stomaco. Senza dargli il tempo di realizzare, si voltò e cercò di colpirlo con una gomitata in pieno viso: Roman però fu più veloce e indietreggiò, rilasciando la presa sulla sua vita.

Lydia non fece in tempo a gioire di quella piccola vittoria, che Seth le fu addosso: ci andò veramente piano con lei, come aveva promesso, perché non caricò tutto il suo peso su di lei – altrimenti l'avrebbe facilmente sbattuta a terra -, ma si limitò a passarle un braccio attorno al collo, in un tentativo di strangolamento.

Se avessero avuto ancora qualche dubbio circa la preparazione marziale di Lydia, a quel punto ogni dubbio poteva essere dissipato: la ragazza chiuse il mento sul petto quasi d'istinto, impedendo a Seth di chiudere la presa sul suo collo, poi caricò una gomitata e lo colpì dritto nelle costole; non gli fece male, ovviamente, perché la sua forza era comunque poca, se confrontata a quella di Rollins, ma poi Lydia fece qualcosa di inaspettato: portò entrambe le mani nell'incavo del gomito di Seth, poi si piegò bene sulle ginocchia, andò sulla punta dei piedi e si chinò in avanti. Con uno sforzo enorme, riuscì a proiettare Seth al suolo. Rollins cadde a terra e lei indietreggiò, barcollante, le guance rosse per lo sforzo, il petto che si alzava ed abbassava violentemente.

Roman fischiò e Dean ridacchiò divertito, mentre Seth si massaggiava la testa e si rimetteva in piedi, rivolgendole un'occhiata sorpresa.

Lydia mostrò un sorrisino irreverente, l'adrenalina che le scorreva nelle vene alla consapevolezza che il suo corpo riusciva a muoversi d'istinto e a ricordare nozioni di combattimento che, oramai era chiaro, aveva imparato.

Due sono fuori… ne manca uno.

Non fece in tempo neanche a finire di formulare quel pensiero, che Dean le fu di fronte in un attimo. Di nuovo, l'afferrò per i capelli, ma questa volta lei non si lasciò prendere di sorpresa: si chinò e girò sotto il braccio di Dean che, dal momento che la stava tenendo, seguì il suo movimento e ruotò, assumendo una posizione in cui era facile far entrare una leva. Lydia cercò di far scivolare le braccia attorno a quello di Dean, ma lui capì le sue intenzioni e si districò facilmente. Lydia allora cambiò obiettivo e caricò un calcio circolare alto, diretto al suo viso, ma ancora Dean non si lasciò sorprendere e il suo piede si scontrò semplicemente con la sua mano, che lui aveva prontamente sollevato.

«E' normalmente così facile farti aprire le gambe?» mormorò con un ghignetto malizioso, bagnandosi le labbra con la lingua.

Lydia spalancò gli occhi e arrossì e tutta la sua vena combattiva sparì nel giro di un solo istante.

« Tu… tu…» balbettò, saltellando su una sola gamba, visto che Dean stava ancora tenendo l'altro piede con la sua mano «E lasciami…!» cercò di liberarsi, ma finì solo col perdere l'equilibrio e finire contro il suo petto. Dean le lasciò andare la gamba, solo per stringerle entrambe le braccia attorno alla vita ed impedirle di cadere.

Quando Lydia rialzò la testa, si ritrovò ad un solo centimetro dal viso di Dean, che la osservò con una strana bramosia offuscata in quegli occhi incredibilmente blu. Dalle sue labbra, piegate ancora in quel ghigno malizioso, usciva il suo respiro, appena accelerato, che andò immediatamente a sfiorare la bocca di lei, come un bacio proibito e delicato.

Il cuore le stava esplodendo nel petto.

«Ehm ehm.» Seth si schiarì la voce, interrompendo il momento.

Lydia sobbalzò e fece un salto all'indietro, costringendo Dean a rilasciare la presa sulla sua vita. Lydia indietreggiò di un passo, il viso rosso come un pomodoro maturo, lo sguardo basso, i denti le mordevano teneramente il labbro inferiore. Si portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, sentendosi decisamente in imbarazzo.

«Direi che è chiaro che hai un background nella arti marziali, baby girl.» disse Roman, interrompendo il silenzio teso che era calato tra di loro.

Lydia si girò verso di lui, accennando ad un sorrisino.

«E non sei per niente male, aggiungerei.» contemplò ancora Roman, avvicinandolesi e scombinandole i capelli con un gesto affettuoso, al quale lei si strinse timidamente in una spalla.

«Joe ha ragione.» disse Dean, con ancora quel ghigno sfrontato, una mano che corse a togliersi i capelli dalla fronte, in un gesto che Lydia trovò fastidiosamente sexy «Sei riuscita persino a mettere giù uno di noi.» ammiccò, indicando Seth, che incrociò le braccia al petto e fece una smorfia.

«Solo perché io ci sono andato piano con lei.» puntualizzò offeso.

Roman gli batté una mano sulla spalla.

«Ma certo.» disse con un sorrisetto divertito.

Seth scrollò la spalla con un gesto infastidito.

«Non trattarmi con condiscendenza!»

Lydia ridacchiò, coprendosi le labbra con la mano: era divertente vederli scherzare in quel modo, erano veramente un gruppo affiatato.

«Allora, come ti senti?» le domandò Dean, allungando una mano per sfiorarle il viso e toglierle una ciocca di capelli dalla fronte, ora appena sudata.

«Bene, credo.» rispose lei, cercando di reprimere tutte le emozioni che le si stavano ingarbugliando nello stomaco al suo tocco «E' stato… strano. Ma era come aveva detto Seth: il mio corpo si è mosso istintivamente. Anche se non riesco a ricordarlo, è qui dentro» e si indicò la testa «Quindi, c'è speranza.»

«Beh, prego sweetheart.» disse Seth, facendole un occhiolino.

Lydia gli regalò uno di quei suoi sorrisi che erano in grado di scaldargli il petto e lui si passò una mano dietro il collo, con un gesto nervoso.

Roman lo fissò con sguardo attento, ma non disse nulla.

«Quale… quale arte marziale pensate che io abbia praticato?»

Dean storse le labbra in una smorfia.

«Semplici lezioni di difesa personale femminile?» ipotizzò.

«Per me Judo: ha saputo ben proiettarmi… anche se sono stato io a lasciarglielo fare, ovviamente.» chiarì Seth.

«Ovviamente.» lo prese in giro Dean, meritandosi per questo una gomitata.

«Considerando la precisione dei suoi pugni, potrebbe anche essere una boxer.» osservò Roman, massaggiandosi la mano che lei prima aveva colpito per liberarsi dalla sua presa.

«Ju Jitsu…» mormorò improvvisamente Lydia, costringendoli a prestare lei la loro attenzione.

«Come dici, little fighter?»

«Ju Jitsu. E' questa l'arte marziale che ho particato, il Ju Jitsu.» disse, senza alcun dubbio.

Seth corrugò le sopracciglia.

«Come fai a saperlo?»

«Non lo so. So solo che è così.» rispose Lydia, stringendosi nelle spalle e voltandosi a guardare Dean «E' stato esattamente come per il mio nome… e per la suoneria del telefono. L'ho ricordato e basta.»

Dean annuì, consapevole, e le diede un buffetto su di una guancia.

«Bene.» disse, regalandole uno di quei suoi rari sorrisi che tanto le piacevano.

Inaspettatamente, Lydia si sentì sollevare da terra e prima che potesse realizzarlo Roman la stava stringendo in un abbraccio enorme.

«Sono così fiero di te, baby girl!» esclamò, facendole fare un paio di giri.

«R-Roman: non respiro!» rise lei; Roman la mise giù e lei gli mostrò un sorriso sincero «Grazie.» poi si voltò a lanciare quel sorriso anche a Dean e a Seth «Grazie a tutti quanti, per quello che state facendo. E'… incredibile e, nonostante tutto, mi sento comunque fortunata ad avervi incontrato.»

«Awww.» fece Roman, scombinandole ancora i capelli «E' adorabile, non è adorabile?» disse, prendendole il viso con una mano e stringendo appena per farle corrucciare le labbra.

Seth e Dean si scambiarono uno sguardo strano, poi scoppiarono a ridere.

Anche se, in realtà, entrambi pensavano che Lydia fosse davvero adorabile.


Nel prossimo capitolo: Dean, Seth e Roman vanno in un pub, mentre Lydia decide di rimanere a casa a guardare SmackDown, ma uno dei tre decide di tornare a casa e stare con lei. Chi sarà? Cosa succederà? Lo scoprirete nel prossimo capitolo ;)