Capitolo Decimo

Per Bellatrix le vacanze natalizie erano iniziate nel peggiore dei modi. Non appena aveva messo piede nell'enorme residenza dov'era cresciuta, uno stuolo di elfi domestici era accorso per darle il benvenuto. Tutti si erano profondamente inchinati al suo cospetto, sfiorando la terra con il viso. Poi si erano affrettati a prendere i bagagli e velocemente si erano dileguati. In pochi secondi, Bellatrix si era trovata sola nell'enorme atrio ma poi, proprio quando si stava affrettando su per le scale, per rimandare l'incontro con i genitori il più possibile, sua madre era sbucata improvvisamente dalla porta che dava sulla Sala dei Ricevimenti.

"Oh! Bellatrix, cara, finalmente sei tornata! Non vedevo l'ora che fossi qui per discutere con te i dettagli della festa di fidanzamento!"

Bellatrix la fissò un secondo, allibita. Era tornata da pochi minuti e la prima cosa che sua madre aveva pensato era la festa di fidanzamento! Sospirò, e poi si voltò fronteggiandola.

"Con il vostro permesso, Signora Madre, vorrei andare a riposarmi, prima di discutere con voi di qualsiasi cosa. Il viaggio è stato molto stancante…" si sbrigò a dire Bellatrix, per rimandare la questione il più possibile.

Il sorriso sul volto della Signora Black si spense ma, conoscendo il carattere della figlia, preferì lasciarle fare ciò che voleva, ma solo per il momento. "Certo cara. Hai ragione. Vai pure…" disse con voce pacata ma, non appena la ragazza ebbe raggiunto la metà della scala di cristallo che portava al piano superiore, aggiunse a gran voce. "Tanto abbiamo tutto il resto del giorno per discuterne…"

Bellatrix si fermò, voltandosi verso la madre. Sul volto di lei vide ridipingersi un sorriso ancora più grande di quello di prima. Bellatrix si voltò, fingendo di non aver sentito, e si allontanò in silenzio.

Appena raggiunse la cima delle scale, Bellatrix camminò a lungo, oltrepassando la stanza di Narcissa, i vari guardaroba e all'improvviso, appena fu all'altezza della stanza della sorella più piccola, un tornado azzurro la investì, gettandosi fra le sue braccia.

"Bella! Bella! Finalmente sei tornata!" le urlò la sorellina, abbracciandola con impeto.

Finalmente sul viso di Bellatrix apparve un sorriso sincero. Scompigliò affettuosamente i capelli biondi della sorella più piccola e poi la sollevò tra le braccia.

"Accidenti quanto sei cresciuta, An! Fra poco non riuscirò più a tenerti!" disse Bellatrix, tenendola in braccio, poi aggiunse "Allora, piccola, come stai?" chiese, mentre con un rapido movimento del capo, allontanava una lunga ciocca di capelli corvini.

Andromeda, sempre fra le braccia della sorella maggiore, allontanò una ciocca di capelli, imitandola. Bellatrix sorrise nel vederla e anche la piccola le sorrise di rimando, prima di risponderle

"Bene, poi adesso che tu e Cissy siete tornate, anche meglio! Almeno la mamma avrà anche qualcun'altro da tormentare!" disse la bimba con la sua caratteristica sincerità disarmante.

Bellatrix rise alla battuta della sorella, anche se non era molto felice di diventare il nuovo bersaglio della madre. Ripensò, per un istante, alle parole di Sirius la notte della vigilia della partenza. "Devi portare pazienza…" si disse alla fine la ragazza, ricordando le ultime parole del cugino. Un secondo dopo, Bellatrix arrossì violentemente ricordando il passionale bacio d'arrivederci che si era scambiata con lui.

Andromeda la fissò qualche istante senza capire ma poi, senza pensare, esclamò con voce triste

"La mamma ha detto che ti sposi con Lestrange…"

Un ombra passò sul bel viso di Bellatrix mentre rispondeva amaramente "Non ho scelta…"

Andromeda notò lo sguardo triste della sorella e subito aggiunse, inconsapevole che ciò che avrebbe detto le avrebbe sollevato il morale "La mamma ha detto anche che non appena avrà finito di discutere i particolari sulla serata con te, andrà a casa della zia per invitare tutti…Magari verrà anche Sirius!"

Non appena la voce infantile aveva pronunciato il nome di lui, lei aveva rivisto il bel viso del cugino, i capelli corvini e l'espressione che assumevano gli occhi di lui quando mormorava "sei bellissima…" mentre facevano l'amore. Bellatrix arrossì ancora e Andromeda sorrise vedendola imbarazzata, poi si dimenò e disse

"Adesso fammi scendere! Sono stufa di stare in braccio, non ho più due anni!" disse la bimba con aria divertita.

"Va bene, piccola peste!" disse Bellatrix rimettendola a terra, sorridendole. "Grazie per essere venuta a darmi il benvenuto!"

Andromeda approfittò del fatto che la sorella fosse ancora piegata per darle un bacio sulla guancia "Di niente, figurati!" gli occhioni della bimba avevano uno sguardo divertito mentre, prima di fuggire via a gran velocità, mormorava "Cerca di convincere la mamma e la zia a far venire anche Sirius al fidanzamento, è da tanto che non lo vedo!"

Bellatrix la guardò correre nella sua stanza e, più tranquilla, urlò come risposta "Non preoccuparti, verrà di sicuro!" poi continuò ad attraversare il corridoio, alla fine del quale, si trovava la sua stanza. Aprì la porta ed entrò, sprofondando subito sul grande letto a baldacchino. Gettò un'occhiata distratta ai bauli, pensando che più tardi li avrebbe disfatti, e lasciò correre la mente fino a Sirius. Rimase a lungo nei suoi pensieri finchè, rendendosi conto che prima avrebbe organizzato la festa prima avrebbe anche potuto rivedere il cugino, si decise ad alzarsi e a raggiungere la madre nel soggiorno.

La signora Black la aspettava bevendo un tè da una tazza di porcellana, su cui era impresso il simbolo dei Black. Possibile che questa donna continui a perdere il suo tempo a rivaleggiare con la sorella per ottenere più cimeli di famiglia possibile, si chiese Bellatrix annoiata. Si sedette di fianco a lei e, fingendo interesse, si intrattenne con la madre discutendo tutti i particolari dell'evento, da come preferiva decorare la casa, a cosa desiderava come cena di fidanzamento. La Signora Black, costantemente sorridente, immaginandosi già la figlia con la fede al dito, non faceva altro che ciarlare. Prima chiedeva a Bellatrix il parere su una cosa e poi, non appena lei glielo dava, subito aveva da ridire, cercando di farle cambiare idea. Bellatrix in cuor suo non sapeva per quale stupido motivo la madre volesse darle l'impressione di poter scegliere qualcosa quando, di fatto, modificando ogni sua piccola richiesta, prendeva lei tutte le decisioni.

"E' come la questione del marito" sbottò irritata Bellatrix mentre tornava nella sua camera, dopo tre ore passate a discutere senza aver ottenuto niente "lei decide, ma vuole dare l'impressione che sia io a farlo…sembra che voglia capire fino a che punto sono disposta a subire senza reagire…Dannazione!" e con violenza prese i vari libri dal baule e li gettò per terra. Fece lo stesso con la divisa e i vestiti, buttando alla rinfusa nella stanza tutto ciò che si trovava nel suo bagaglio. Ma, quando giungendo sul fondo vide una piccola collana, il suo viso si intenerì, si accasciò al suolo e la prese, osservandola.

"Devi portare pazienza…"

La voce di Sirius risuonò ancora nella sua mente mentre lei, seduta al suolo, rimirava il simbolo dell'amore di lui. La strinse con dolcezza fra le dita per qualche secondo e poi se la mise al collo, preoccupandosi di celarla bene sotto ai vestiti.

Da quel momento, quando nei lunghi giorni successivi la madre la tormentava ed esasperava con domande inerenti alla festa, Bellatrix allungava una mano verso il collo e, fingendo di toccarsi le ciocche di capelli che ricadevano, la sfiorava ricordandosi di colui che l'aveva creata e dell'obiettivo che li accomunava.

Bellatrix sopportò la madre per quelli che le sembrarono lunghi ed interminabili giorni, intrattenendosi con An il maggior tempo possibile. Un giorno, mentre sedevano come al solito a discutere in salotto, sua madre ad un certo punto disse

"Beh…adesso cosa ci manca ancora da discutere?" chiese, sapendo già benissimo cosa mancava.

Bellatrix non ci pensò nemmeno un attimo. Sapeva che sua madre stava come al solito perdendo tempo, quindi si limitò a rispondere "Non saprei…" cercando di celare la noia.

"Ma certo! Gli invitati!" esclamò la madre, mettendoci più entusiasmo del dovuto "Oltre alle più importanti famiglie, i vari esponenti del Ministero, gli amici di famiglia, i parenti vari, vorresti invitare qualche tuo amico della scuola?" chiese, sapendo benissimo che la figlia non aveva legato con nessuno a Hogwarts.

Bellatrix si irritò, conscia che la madre, conoscendo il suo carattere che la portava a relazionarsi pochissimo con gli altri, stesse cercando, senza motivo apparente, di umiliarla. Per un attimo pensò che fosse crudele perché, anche se nessun altro lo avrebbe saputo, si stava divertendo a prendersi gioco di lei. Mentre pensava questo, sua madre, non avendo risposta alcuna, continuò, un sorriso disegnato sulle labbra

"Allora, cara…nessuno?"

Bellatrix divenne rossa in viso, portò la mano al collo sfiorando la collana ma, quando stava per risponderle di no, pensò a Sirius e successivamente le vennero in mente, come se fosse stato un lampo, gli amici di lui.

"James!" esclamò a gran voce.

La madre la guardò allibita. Non si aspettava una risposta del genere e pensando di aver capito male chiese

"Come, cara?"

Bellatrix ripeté con voce ancora più convinta "James, James Potter!". Aveva pronunciato il nome di James perché sapeva che Sirius sarebbe stato più tranquillo a fianco di un amico. Essendo James di famiglia purosangue, sua madre avrebbe avuto meno possibilità di negarle il consenso. Avrebbe voluto far venire anche Remus e Peter ma, sapendo che sua madre, come il resto della famiglia, vedeva di malocchio l'avere rapporti con persone che loro consideravano "non degne", ebbe paura che, associando il loro nome a quello di James, decidesse di non invitarlo.

"James Potter…" mormorò la Signora Black come se stesse parlando fra sé "Potter…non sapevo che conoscessi il figlio dei Potter…"

"Siamo diventati amici quest'anno…" rispose lei, cercando di sembrare il più convincente possibile

Sua madre mormorò fra sé per qualche istante ma poi concluse "…va beh..credo di potertelo concedere…i Potter sono un antica famiglia di purosangue e, anche se a volte hanno delle strane idee riguardo ai mezzosangue, penso che potrebbero offendersi se, sapendo del rapporto d'amicizia che c'è fra te e James, tu non lo invitassi….uhm….va bene, cara, non credo che ci saranno problemi, James può venire…" disse aggiungendo il nome alla lista degli invitati.

"Grazie" mormorò Bellatrix, cercando di mascherare la sua contentezza, mentre si immaginava la faccia che avrebbe fatto Sirius quando l'avrebbe saputo.

Le due donne passarono ancora qualche ora a discutere di particolari insignificanti finchè la madre decise, dopo aver preparato tutti gli inviti, di portare la figlia con sé ad annunciare il lieto evento alla sorella.

Bellatrix la sentì mormorare distintamente "Il diadema della bisnonna…" prima che la madre si smaterializzasse.

Dopo la visita, Bellatrix tornò a casa felice per averlo rivisto e si cullò nel ricordo dei pochi istanti passati insieme nel salottino, dimenticandosi della festa di fidanzamento.

Infine la sera di Capodanno giunse. Sirius, vestito con lo smoking, si presentò a casa degli zii assieme al resto della sua famiglia, anche se, dato che lui li seguiva a debita distanza, non sembrava che fossero arrivati insieme. Sirius li vide entrare e gettare i soprabiti in testa a un paio di elfi domestici. Decise che era meglio fare finta di niente e, mentre loro si univano agli invitati nella Sala dei Ricevimenti, rimase nell'atrio, dando le spalle alla scala di cristallo.

All'improvviso sentì tirare la giacca, si voltò e vide due occhioni che lo fissavano.

"Sirius! Che bello vederti!" disse An continuando a tirargli la giacca.

"An! Ciao! Come stai, piccola?" disse Sirius prendendola in braccia. La gettò in aria e la riprese al volo mentre lei rideva divertita.

"Sono felicissima di vederti!" disse la bimba, abbracciandolo.

Sirius sorrise e rispose "Anch'io! Sembra un secolo che non ci vediamo! L'ultima volta eri alta la metà e molto meno bella!"

Il complimento fece felice Andromeda che si sbrigò a aggiungere "Sei sempre il solito, Sirius! Mi riempi sempre di complimenti! Non per niente, sei il mio cugino preferito!"

"Grazie!" rispose lui proprio mentre la porta d'ingresso si riapriva, attirando l'attenzione dei due sull'ospite che stava entrando.

Una zazzera di capelli neri spuntava da un lungo mantello.

"James!" chiamò a gran voce Sirius, sempre tenendo in braccio Andromeda, non appena ebbe riconosciuto l'amico.

James alzò lo sguardo, un sorriso sul volto mentre, gettando il mantello fra le braccia di un elfo, si avvicinava velocemente e tirava una pacca amichevole sulla spalla di Sirius.

"Ehi, Felpato, allora come va, amico?" chiese.

"Bene…" mentì Sirius, cercando di non farlo capire ad Andromeda "E tu?"

"Non c'è male…" disse James con un gran sorriso, mentre pensava fra sé a Lily "Ma chi è questa deliziosa fanciulla?" aggiunse galante indicando la piccola nelle braccia dell'amico.

"Sono An! Piacere!" disse la bimba con disinvoltura tendendo la piccola manina inguantata verso James, che non mancò di baciarla.

"Lei è mia cugina, la sorella minore di Bella…" aggiunse Sirius, pronunciando con dolcezza il nome dell'amata.

"Capisco…" mormorò James continuando a sorridere ad An.

"Tu conosci mia sorella?" chiese la bimba, i suoi grandi occhi si sgranarono per lo stupore.

James annuì "Ci siamo conosciuti quest'anno…" rispose lui, restando nel vago.

"Ah!" mormorò all'improvviso la piccola attirando l'attenzione dei due ragazzi "Per la contentezza di vederti Sirius, avevo quasi scordato di dirti che Bella mi ha detto che vuole parlarti, prima della festa…"

Sirius la guardò un secondo poi annuì serio e, passando la bimba nelle braccia di James, disse "Capisco…sarà meglio che vada allora…" iniziando a salire la grande scala.

James e Andromeda rimasero a fissarlo salire i gradini con estrema calma e all'improvviso la bimba esclamò attirando la sua attenzione

"Sirius! Credo che finalmente anche lei voglia dirti che le piaci…!" concluse con la sincerità disarmante che la contraddistingueva.

Sirius le sorrise "Non preoccuparti, lo sapevo già da tempo!" disse presuntuoso e poi aggiunse "Non lasciare che combini troppi guai…" continuò e dopo che James ebbe annuito, si sbrigò ad aggiungere "mi raccomando,né, An?" e si allontanò ridendo.

I due rimasero a guardarlo per un po', poi An e James che, abituato agli scherzi dell'amico, non se l'era affatto presa, raggiunsero il resto degli ospiti che affollavano la Sala dei Ricevimenti.

Quando Sirius raggiunse la cima delle scale, voltò a sinistra e imboccò il lungo corridoio. Camminò a lungo, superando una serie di porte chiuse finchè, notandone una semiaperta, si avvicinò. Gettò un occhiata all'interno e riconobbe subito lo studio dello zio. Le pareti, tranne dove c'era un enorme vetrata e dove era stato costruito il camino, erano ricoperte completamente di libri dalla copertina di pelle scura.

"Arte Oscura" si disse.

Poi la vide. In piedi, di fronte alla finestra stava Bellatrix. Sembrava assorta nel rimirare il panorama, il bel corpo drappeggiato in un lungo abito blu notte sul quale risplendevano miriadi di stelle. I capelli corvini di lei ricadevano sciolti celando la schiena, lasciata abbondantemente esposta dall'abito.

Sirius deglutì e rimase qualche secondo a fissarla, prima di allungare la mano per bussare alla porta, rendendola così consapevole della sua presenza.

Continua…