A questo punto toccava a Robb parlare. Sapeva tenere un breve discorso ai suoi alfieri sul campo di battaglia ma era a disagio in una grande sala. In piú, essendo un settentrionale aveva –e lo sapeva- ben poco ascendente sui meridionali. Per fortuna suo suocero Walder, esperto di intrighi, gli aveva dato dei consigli su quali note toccare.

"Onorevoli Signori,

io sono del Nord e non ho legami, presunti o di sangue, con re Roberto. Tutto quello che ho da offrirvi è la mia spada e l'onore degli Stark: voi sapete quanto vale. Quando Tywin Lannister ha invaso le Terre dei fiumi, io ho raccolto i miei alfieri e l'ho battuto. Quando uno qualunque di voi sarà minacciato, io marcerò prontamente e lo salverò dai suoi nemici. Spero che questi siano d'ora in poi tempi di pace; ma se ci saranno guerre, coi Dothraki, cogli Uomini d'acciaio, con i Bruti, ebbene io sarò pronto."

Robb non voleva tenere una lunga concione, anche perché non aveva molti argomenti da addurre. Walder Frey gli aveva detto: "fa' sembrare conveniente ai Signori del Continente votarti; di' che li aiuterai in guerra. Fa' appello al tuo onore, che vale quanto l'oro lannisteriano." Effettivamente questi erano consigli utili. Alla fine il Giovane lupo fu soddisfatto del risultato.

La sala risuonò delle urla dei settentrionali, che urlavano "Re del Nord!" e dei signori della Terra dei fiumi che urlavano di rimando "Re del Tridente!". Ad un certo punto i settentrionali urlarono tutti insieme un "NooOOOOOOOord" con una "o" così potente che la sala sembrò crollare.

Quando alla fine si furono calmati, dopo numerosi richiami all'ordine da parte dei consiglieri, fu il turno di Myrcella Baratheon.

"Onorevoli Signori… molto onorevoli Signori dei Sette regni qui radunati… in assemblea… voglio porvi solamente due domande." disse la fanciulla, rivolgendosi direttamente ai presenti "La prima, avete voi giurato fedeltà a re Roberto… Roberto Baratheon, primo del suo nome?"

I lords dell'Ovest e di Dorne risposero "Sì, sì!" senza urlare, rispondendo semplicemente. Anche altri Signori risposero semplicemente "Sì." Perfino Robb Stark annuì. Alla fine cenni di assenso provennero da tutta la platea.

"Bene, ora… quanti dei presenti assomigliano di piú alla loro madre che al loro padre?"

Molti dei presenti si guardarono fra di loro, confusi. Myrcella si sedette, senz'altro dire. Non ci furono acclamazioni né applausi.

Il discorso piú breve di tutti, anzi nemmeno un discorso, eppure quello che ha fatto piú effetto, pensò Robb. L'idea sicuramente viene da zio Tyrion.

Finalmente i Signori di Dorne e dell'Ovest si misero ad urlare "Myrcella Baratheon! Urrà per Myrcella Baratheon!" ma un gruppetto alle loro spalle fece loro il verso urlando "Sì, giusto! Un urrà per Myrcella Hill!" e fecero il coro "Hill! Hill! Hill!", ridendo.

Ancora ci furono acclamazioni per Myrcella. Lord Erroll di Haystack Hall notò che i Lannister erano la famiglia che piú di tutte si comportava regalmente, visto che avevano seguito l'uso incestuoso dei Targaryen. Quando alcuni settentrionali lo sentirono, cominciarono ad urlare "Incesto! Incesto! La Casa reale insozzata!" Ben presto si sentirono espressioni scurrili, indegne di veri lords, e dalle male parole si passò agli sputi. Un paio di dornesi si gettarono letteralmente addosso a dei Signori dell'Altipiano, ma vennero bloccati dai vassalli della Corona che stavano nel mezzo: lord Brune di Concamarrone dovette placcare lord Dayne di Starfall, che rovinò addosso al povero vecchio lord Rosby di Rosby. Quelli che riuscirono a passare oltre furono respinti a suon di schiaffoni e ditate negl'occhî.

Alla fine il Tribuno dichiarò sospesa la seduta in mezzo al gracidio delle pernacchie ed i lords iniziarono ad uscire facendosi gestacci come neanche gli scaricatori di Porto Bianco. Metà dei convenuti era stata paragonata a qualche animale da cortile e l'onore di quasi tutte le madri messo in dubbio.

Per oggi nessun morto, pensò il Giovane lupo. È ancora andata bene. Per fortuna la città è piena di meretrici, speriamo che 'sti scalmanati si sfoghino con loro. Lord Vaith delle Dune Rosse, che aveva ricevuto un calcio da Randyll Tarly, fu l'ultimo ad uscire, piegato in due e tenendosi il pacco colle mani, bestemmiando gli dèi, sia gli antichi che i nuovi.

Nel corso della giornata ci furono ancora dei tafferugli e ci scappò pure un morto.

Venuta la sera, Robb si mise a cena con sua madre quando chiese di essere ricevuto Ser Davos. Egli riferì che c'era stata una riunione all'Arengo: il Tribuno del Popolo voleva vietare la vendita di alcolici ma i consoli della corporazione dei tavernieri s'erano opposti.

"Bisognerebbe allora spostare fuori città il luogo delle riunioni dell'Acclamazione," commentò lady Catelyn.

"Ci stavo giusto pensando. Lord Renly propone di costruire un anfiteatro di legno nel campo dei tornei, ma all'aperto l'acustica andrebbe a farsi benedire. Io penso che sarebbe meglio il Grande Tempio di Baelor. La santità del luogo tratterrebbe i piú scalmanati."

"No, no, come i signori ne uscirebbero fuori scoppierebbero risse nei vicoli. Dobbiamo tenerli fuori dalla città. Facciamo come ha detto Renly."

"Dovremo rimandare le riunioni di qualche giorno, finché non avranno costruite le strutture."

"Avete idea di quanto tempo ci andrebbe?"

"Se fossero i palchi per una giostra, pochi giorni, ma qui bisogna studiare una disposizione particolare. Non so quanto tempo possa prendere, direi due settimane, suppergiù."

A questo punto prese la parola Robb. "Perdonatemi, ma ho sentito dire che qui ad Approdo del Re c'è un locale fuori dalle mura, dove si può riunire un gran numero di persone per assistere a spettacoli e che soddisferebbe i requisiti che…"

Ser Davos sgranò gli occhî. "Il Mulino Rosso dite? Certo, sarebbe perfetto ma…"

"Ma?"

"È un postaccio malfamato, frequentato dalla feccia della città… camalli, delinquenti, marinaî e… ehm, donne dalla morale molto elastica…"

"Suvvia, ser Davos, voi non siete nato al vicolo delle pulci?"

"Ma… è che… in quel posto avvengono rappresentazioni oscene, con danzatrici di Essos, non esattamente vestite, lo dico per sentito dire, eh, non ci ho mai messo piede io…"

"Il fatto gli è che piú rimandiamo le sessioni, piú la tensione aumenterà. Potremmo riunirci lì un paio di volte, in attesa che costruiscano quei palchi che dite voi."

Ser Davos sospirò. "Datemi almeno un giorno o due di tempo, giusto per far sparire le scenografie falliche e le scritte oscene."

Quando ser Davos uscì, Robb si rivolse sottovoce a Catelyn: "Madre, è vero che un locale del genere esiste anche a Porto Bianco?"