Strane situazioni.
Azione e reazione: possiamo decidere l'azione, ma possiamo solo immaginare la reazione.
Con solo un leggero ritardo, Naruto ed il resto della sua squadra lasciarono il villaggio, diretti nel Paese del Ferro per incontrare Tsunade alla riunione dei Kage. Alla loro andatura, avrebbero impiegato al massimo tre giorni, a meno che qualcosa non li avesse rallentati.
Appena fuori le mura del villaggio, Mitzuru e Tsushika si erano coperte il viso con maschere simili a quella di Kakashi, e si erano anche rimesse in testa il cappuccio così da coprire i loro occhi e il naso, cosa che avrebbe lasciato scoperto solo la bocca ed il mento se non fossero stati celati dalle maschere.
Naruto le osservava incuriosito. Di certo non avevano idea di dove stavano andando con tutta quella roba a bloccargli la vista!
"Come fate a vederci bene?" Si arrese alla fine e domandò. "Voglio dire, non riesco nemmeno a vedere i vostri occhi."
"Questi cappucci furono creati più di cento anni fa da un artigiano di un piccolo villaggio nelle distese più lontane del Paese del Vento," Spiegò Tsushika. "Molti degli abitanti di questo villaggio erano ex-shinobi che ad un certo punto avevano deciso di ritirarsi dal servizio, alla ricerca di uno stile di vita più pacifico. Tuttavia, alcuni dei villaggi più vendicativi cercavano vendetta nei confronti di questi ex-shinobi, obbligandoli a coprire i loro volti per tutto il tempo, al rischio di essere altrimenti scoperti. I cappucci sono ancora un oggetto molto popolare da acquistare in questo villaggio, anche se non per quella che era un volta la loro vera funzione. Tuttora, sono molto utili per attraversare i venti pungenti del deserto, e sono usati da turisti di tutti i tipi, mercanti, ed anche shinobi. Tuttavia, ci sono voci di bande misteriose di ninja che continuano ad usare questi cappucci come simbolo del loro passato, completando le loro missioni in maniera elusiva come fantasmi."
Naruto sentì un brivido percorrergli la schiena. Lui odiava i fantasmi. Tuttavia, i cappucci sembravano abbastanza utili dato che era più che conscio di quanto potessero essere fastidiosi vento e sabbia. "Com'è che non si vede nessun ninja della sabbia indossarli?" Domandò. "Se sono così utili, perché non li rendono parte integrante del loro equipaggiamento standard?"
Mitzuru si intromise nella conversazione "Una vecchia legge della sabbia ne proibisce l'utilizzo, dato che in passato il cappuccio era utilizzato per distinguere i traditori dai leali al villaggio. Al giorno d'oggi la legge è diventata inutile, ma sembra che nessuno si sia mai preoccupato di abrogarla."
"Cavolo, immaginate quanto sarei figo con una delle mie tute se avessero un cappuccio come quello!" Naruto sbavava all'idea, immaginandosi come il misterioso ninja incappucciato, portatore di morte a tutti coloro che osavano sfidare la sua figaggine incappucciata.
Ovviamente, stava immaginando quella tuta con ampie dosi di arancione a colorarla, quindi più che sicuramente lui era l'unico a poter mettere 'arancione' e 'figo' nella stessa frase. Apparentemente, Ino stava immaginando la stessa cosa, ma per una ragione molto differente.
"Starai scherzando!" Esclamò lei. "Ti ricordi vero, che uno dei compiti principali di un ninja è di passare inosservato?"
Naruto s'imbronciò. "Oh andiamo, l'arancione è un colore poco appariscente, giusto? È uno dei più fighi, tra i colori meno appariscenti che esistano!"
"Forse quando è il bel mezzo dell'estate e stai cercando di fare un'affermazione riguardo la moda, ma non per un ninja! Ti noterebbero tutti nel giro di pochi secondi!"
"Oh, e tu allora, Miss non-indosso-praticamente-nulla-e-basta-così? Pensavo che un ninja dovesse proteggere il proprio corpo, e non mostrarlo a chiunque voglia fare il pervertito!"
Ino sembrò oltraggiata. "Non c'è niente di male nell'essere sexy, Naruto. E del resto, chi ha bisogno di un'armatura quando non si lascia mai avvicinare dal nemico? E poi parli proprio tu di 'pervertiti'..."
"Ma io diventerò Hokage un giorno!" Insisté Naruto. "Le persone devono sapere chi sono, così che io possa ispirare paura e rispetto nei loro cuori!"
E per tutta la logica contorta che Naruto doveva aver utilizzato per arrivare a quel punto, Ino dovette ammettere che aveva un qualche senso. Essere riconosciuti, specialmente quando in possesso delle abilità che Naruto aveva, poteva risparmiarti combattimenti inutili in più di un'occasione.
Fortunatamente, Naruto si era già dimenticato del loro piccolo alterco, ed era tornato a tormentare Tsushika.
"Allora perché indossate anche le maschere?" Domandò incuriosito.
"Le nostre identità devono rimanere un segreto. Meglio coprire interamente i nostri volti anziché sperare di non incrociare nessuno lungo la strada."
"Ma pensavo che il vostro ricordo fosse stato sigillato dalle menti di tutti. Sapete, on dovrebbe bastare quello?"
"Quello è stato fatto solo nel nostro villaggio, Naruto," S'intromise Ino. "Il resto del mondo può quasi sicuramente riconoscere chi loro siano, e se si dovesse realizzare che sono sparite per così tanti anni e ora all'improvviso stanno per incontrare l'Hokage, è fuori da ogni dubbio che alzerebbero più di campanello d'allarme."
Tsushika fu ammirata dalla mente veloce della ragazza. "Esatto. Avevamo, e abbiamo ancora credo, una reputazione notevole anche fuori dal Paese del Fuoco, al punto che prima di iniziare la nostra missione dovemmo simulare le nostre morti. Sarebbe un problema se qualcuno dovesse riconoscerci e cominciare a fare domande sulla nostra identità, specialmente dato che siamo sulla via per incontrare l'Hokage, ed in viaggio con l'eroe della guerra."
Era abbastanza per tenere occupata la mente di Naruto, e così per un po' furono fatti dono del silenzio mentre si allontanavano sempre più dal villaggio.
Una volta messa una distanza considerevole tra sé ed il villaggio, cominciarono a viaggiare nella forma di un diamante o rettangolo. Ino era al centro-davanti, mentre Tsushika e Mitzuru la seguivano ai lati e Naruto era in coda, con la funzione di guardia arretrata. Dopo un po di incitamenti, Naruto chiuse finalmente la bocca per sicurezza, e poterono continuare a viaggiare in silenzio. Ino controllava ripetutamente l'ambiente circostante con le proprie abilità sensoriali alla ricerca di presenze sconosciute, ma nella foresta non c'era nulla a parte gli animali che la abitavano.
Dopo una buona porzione di viaggio, il gruppo arrivò in un piccolo villaggio spesso usato come meta di sosta per riposare lungo la strada, e decisero di fermarsi per un po' per riprendersi e far rilassare le gambe. Una taverna in particolare attirò l'attenzione di Naruto, dato che profumi invitanti sembravano uscire da lì e infilarsi direttamente nelle narici del ninja biondo.
Trasse un profondo respiro sperimentale. Che cos'è? Potrebbe essere? Annusò nuovamente l'aria. Sì... sì, potrebbe essere solo quello!
Oh, giorno felice! C'era del ramen in quel posto!
E fu così che il loro pranzo fu deciso immediatamente, a prescindere da cosa potesse volere chiunque altro. Naruto lì trascinò praticamente dentro, sistemandosi al primo tavolo libero che riuscì a trovare. Una cameriera arrivò un paio di minuti più tardi a prendere la loro ordinazione, e senza battere ciglio, Naruto ordinò quattro scodelle di ramen in una sola volta.
"Oh, vuoi offrire il pranzo alle tue ospiti?" La cameriera domandò con un sorriso. Che gentile da parte di questo giovanotto!
"A dire il vero, quelle scodelle sono per me. Tutte."
Il sorriso della donna scomparve.
Tsushika e Mitzuru ordinarono dei piatti di carne e verdure, Ino chiese una piccola porzione di insalata così da non rompere la sua dieta, e una cameriera piuttosto agitata si affretto a portare il loro ordine in cucina. Quando ritornò alcuni minuti più tardi, Naruto non si preoccupò nemmeno di aspettare che servisse ad ognuno il proprio cibo prima di cominciare a trangugiare la sua mastodontica porzione.
"Hai le stesse buone maniere di Akamaru, lo sai vero?" Ino si lamentò, cercando di fare finta di non conoscerlo mentre con cautela iniziava a mangiare il proprio pasto.
Naruto alzò la testa dalla scodella per risponderle, ma notò che Tsushika rideva quietamente tra sé e sé. Lo faceva spesso, e Naruto aveva cominciato a notarlo.
"Hey, pwerché scioorridi tuttho il ciempo?" Domandò con la bocca piena.
Tsushika rise di nuovo. "Mi ricordi così tanto Kushina, Naruto. Lei mangiava con lo stesso gusto con cui lo fai tu! Aveva anche la sua sfrenata passione per il ramen, sappilo!"
Gli occhi di Naruto si illuminarono d'orgoglio. "Davvero?!" Domandò, ingoiando il cibo. "Qual'era la sua varietà preferita?"
"Miso e maiale, a tonnellate! Quando aprì, Ichiraku avrebbe potuto lavorare anche solo con lei come cliente! C'era da meravigliarsi che tua madre riuscisse a rimanere così snella e in forma!"
Le orecchie di Ino si drizzarono. C'era forse un segreto nel mangiare il ramen di cui lei non era a conoscenza? Dopo tutto, Naruto non sembrava prendere mai peso, giusto?
Naruto sembrò diventare sempre più felice. "Davvero? Miso e Maiale è anche la mia combinazione preferita! Immagino che ci scorra nel sangue!" Annunciò passandosi il pollice sotto il naso, illuminandosi d'orgoglio.
"Se solo lo facessero anche le buone maniere..." Ino osservò. Naruto la guardò di traverso, ma lei sembrava non prestargli attenzione, troppo concentrata nello scoprire tutto ciò che poteva riguardo a questa misteriosa dieta del ramen.
"Tsushika, hai qualche foto della mamma di Naruto che puoi mostrarci? Sono curiosa di vedere che aspetto avesse." Invadente avrebbe descritto meglio come si sentiva, ma quando mai era stata fermata da una cosa simile?
"Certamente!" Rispose Tsushika. "Ho portato con me molte foto perché mi tenessero compagnia durante la mia assenza."
Naruto era estasiato. Tsunade lo aveva informato a malincuore che nessuna foto di Kushina e Minato era sopravvissuta all'invasione di Pein, ma ora certamente non era più così.
Tsushika estrasse da una tasca un piccolo libro rilegato in pelle, e cominciò a scorrerne le pagine, prima di girarlo perché Naruto e Ino potessero vederlo. "Questa fu scattata quando io fui promossa a jōnin."
Nonostante la sua età, la foto era in perfette condizioni. La mamma di Naruto guardava l'obbiettivo con un grande sorriso felice, mentre abbracciava strettamente Tsushika con il braccio sinistro, la quale stava mostrando orgogliosa il suo nuovo gilet da jōnin ed aveva lo stesso sorriso felice di sua sorella maggiore.
Naruto fissava meravigliato la faccia di sua mamma. Apprezzava davvero l'opportunità di vedere sua madre, ed Ino si ritrovò genuinamente stupita a sua volta.
"È bellissima!" Esclamò. "Sembra che sia stata scattata solo ieri, da quando voi due siete belle!" Hey, l'adulazione non ha mai fatto male a nessuno, giusto? Del resto, Tsushika sembrava apprezzare molto le attenzioni.
"Ohh smettila, dai!" Rispose la donna dai capelli rossi, arrossendo vistosamente. "Avevo solo 15 anni quando questa foto è stata scattata, e Kushina ne aveva 23."
"Pensi... pensi che potrei avere una copia di questa foto quando torneremo al villaggio?" Naruto chiese speranzoso. "È una foto con mia madre, dopotutto."
Tsushika sorrise calorosamente. "Certamente, Naruto, sarei felice di mostrarti tutte le fotografie con la sorellona-" Fu bloccata dal finire la frase da una rapida gomitata nel ventre da parte di Mitzuru. Persa nei ricordi, Tsushika si era riferita a Kushina come sua sorella, e se Naruto aveva prestato attenzione, avrebbe potuto fare la ovvia connessione lui stesso.
"Sorellona?" Ripeté Naruto, comprendendo lentamente l'informazione. L'ombra del sospetto cominciò ad aleggiare su di lui, ed Ino dovette inventarsi qualcosa in fretta.
"Sì, un soprannome! Tu chiami la signorina Tsunade 'nonna', e Tsushika chiamava Kushina 'sorellona'! È solo un nomignolo, giusto?"
"Quelle due si comportavano sempre come sorelle!" Aggiunse Mitzuru, sperando che Naruto ci credesse.
C'era forse qualche dubbio che non lo facesse?
"E se ti piace quella foto," Disse Tsushika, sperando si proseguire prima che fosse troppo tardi, "lascia che ti mostri quest'altra! Fu scattata la notte prima che partissimo per la nostra missione, prima che lasciassimo il villaggio per tutto questo tempo."
Nella fotografia, da sinistra a destra, c'erano Minato, Kushina, Tsushika e Shiku. Tutti indossavano degli yukata dai colori sgargianti per quello che sembrava essere un festival dietro e tutto intorno a loro. Minato ne indossava uno giallo con fiamme rosse, Kushina ne aveva uno rosso con spirali bianche, Tsushika bianco con spirali rosse, l'esatto opposto rispetto a Kushina, ed infine, Shiku indossava uno yukata di un colore blu scuro con delle saette azzurro chiaro ad adornare i bordi e le maniche.
Naruto si innamorò di questa foto ancora di più. Vedere i suoi genitori così felici e spensierati con i sorrisi sul viso portò un'immensa gioia nel suo cuore. Anche se era solo una fotografia, si sentì vicino ai suoi genitori come non mai. Ma poi, qualcosa sullo sfondo nella foto catturò la sua attenzione, ed il suo volto si trasformò per lo stupore.
"È solo una mia impressione..." Iniziò, "O quella è Mitzuru mano nella mano con il maestro Kakashi, lì nel retro?"
Mitzuru gli strappò via istantaneamente la foto di mano, arrossendo vistosamente. "Ovviamente no! Devi farti dare una controllata alla vista!"
Naruto sorrise sornione. "Bugiarda. Quelli eravate tu e il maestro Kakashi, e lo sai! Cavolo, non sapevo che il maestro Kakashi avesse la ragazza. Non vedo l'ora di dirlo a Sakura-chan!"
Tsushika cominciò a ridere, ma Mitzuru sembrava tutto fuorché divertita. "È s-successo m-molto tempo fa! Non avevo nessuno con cui andare, così lui si è offerto di accompagnarmi, n-niente di più! Non sono affari vostri, comunque! Adesso, mangiate prima che si freddi!" Mitzuru cominciò a spazzolare il resto del suo pranzo ad una velocità sorprendente, ma servì solo a far ridere Tsushika, ed ora anche Ino e Naruto, ancora di più, il tutto imbarazzando l'Uchiha sempre più.
Dopo aver pagato per il pranzo e riordinato le proprie cose, i quattro si rimisero in cammino. Con lo stomaco pieno, poterono accelerare il passo, cosa che rese gli attacchi da parte dei banditi una cosa ancora più difficile. Ci avrebbero impiegato altri due giorni per raggiungere la loro destinazione se avessero avuto la certezza di poter continuare a quel ritmo.
Ma intorno alle sette di sera, Ino alzò un braccio, era il segnale che aveva sentito qualcosa nelle vicinanze. Normalmente, risultava essere solo qualche animale, ma questa volta, si trattava di un gruppo numeroso, ed Ino preferì usare cautela.
Notò un uccello appollaiato su un albero proprio sopra di loro, e dopo aver dato istruzioni a Tsushika perché si occupasse del suo corpo mentre lei era assente, con velocità trasferì la sua coscienza nel corpo dell'uccello, e spiccò il volo in direzione delle presenze.
Atterrò su un ramo scoperto in cima ad uno degli alberi più alti, e fu sorpresa nel vedere ciò che aveva davanti agli occhi. Un gruppo di più di venti persone era appostato ad entrambi i lati della strada, la quale era stata bloccata con l'enorme tronco di un albero. Quasi certamente si trattava di banditi, i quali cercavano di approfittarsi dei viaggiatori bloccati dall'ostacolo.
Ino prese il volo e ritornò a riferire agli altri, atterrando nelle vicinanze prima di fare ritorno nel proprio corpo.
"Ebbene? Cosa hai visto?" Tsushika domandò con tono sommesso.
"Banditi, circa venti," Rispose Ino. "Dai loro abiti, si direbbe siano originari del Paese della Brina."
"Sono molto lontani da casa," Commentò Mitzuru.
"A dire il vero, non è così inusuale," Ino informò lei e Tsushika. "Durante la guerra, il Paese della Brina e quello delle Sorgenti Termali sono stati il campo di battaglia degli eserciti nemici, e molti dei banditi hanno lasciato le loro case per evitare di fermare qualche convoglio di shinobi per sbaglio. Speravamo che tornassero alle loro case una volta finiti i combattimenti, ma molti sembrano essersi fermati qui, con la scusa di volersi prendere le 'riparazioni di guerra.'". Ino disse con rabbia; chiaramente la cosa non le piaceva. "Come se la guerra fosse stata colpa nostra..."
"Quindi cosa facciamo?" Chiese Naruto, diventando impaziente. "Possiamo andare lì e prenderli a calci, o cosa?"
"Non penso che nessun ninja fuggiasco di alto livello si raggrupperebbe in maniera tanto disorganizzata, quindi ci sono buone probabilità che si tratti solo di un gruppo di banditi."
Naruto poté sentire la preoccupazione nella sua voce. "Ma...?"
"Ma, il maestro Kakashi ci ha ordinato di evitare tutti i combattimenti non necessari. Allo stesso tempo, lasciarli stare potrebbe essere molto pericoloso per altri viaggiatori che percorrono questa strada. Sono leggermente combattuta..."
"Non c'è bisogno di preoccuparsi," La rassicurò Mitzuru. "So io cosa fare, seguitemi e basta."
Sembrava sicura di sé, e Tsushika non sembrava minimamente preoccupata, così Ino decise di lasciare che per questa volta fosse Mitzuru ad occuparsi della questione. Continuarono per la loro strada come avrebbero fatto dei normali viaggiatori, e proprio come si aspettavano, quasi tutti i banditi si palesarono ai lati dell'albero caduto, non appena il gruppo fu abbastanza vicino.
Uno di loro, un grande uomo corpulento sulla quarantina, si fece avanti. Aveva la testa non ben rasata, mentre il suo mento era coperto da spessi peli ispidi. Molteplici cicatrici si incrociavano sul suo petto, e questo, messo insieme al sorrisetto compiaciuto di cui faceva bella mostra, rendeva chiaro che costui si presentava come il leader di quella piccola banda di predoni.
"Scusate signorine, ma recentemente è stato stabilito un dazio su questa strada, e temo che sia tempo di riscuotere. Consegnateci tutti gli oggetti di valore che possedete, e potremmo anche lasciarvi vivere." Lui ed i suoi compagni scoppiarono a ridere, completamente ignari di chi avessero appena fermato lungo la strada. Naruto scoppiò quasi a ridere con loro, la situazione gli risultava decisamente divertente.
Mitzuru fece un passo avanti senza dire una parola, prendendo la propria borsa da viaggio. I banditi ebbero l'impressione di star per ricevere ciò che volevano, ma lei all'improvviso abbassò il proprio cappuccio, rivelando il proprio Sharingan puntato su di loro. Tutti i banditi si bloccarono immediatamente, e le loro risate cessarono.
"La natura della gentilezza non si estende a feccia e comuni teppisti," Disse con disprezzo, fissandoli. Il gelo nella sua voce rese Naruto e Ino felice di essere da questo lato del confronto.
All'improvviso, il capo dei banditi, così come tutti i suoi uomini, lasciarono cadere le loro armi a terra. Si voltarono e andarono dal grosso albero che bloccava la strada a Mitzuru e gli altri. I loro muscoli si gonfiarono, e tutti insieme alzarono il grande tronco, e lentamente lo spostarono su un lato della strada, ripulendola.
Ino era meravigliata. "Mitzuru, hai-"
"Dopo aver liberato la strada, andranno direttamente al Villaggio della Foglia dove si consegneranno al primo Shinobi che incontreranno." Lo sharingan di Mitzuru scomparve mentre i banditi si incamminarono a passo spedito lungo la strada. "Lì, confesseranno i loro crimini, e solo allora il Genjutsu scomparirà."
Naruto fischiò per la meraviglia. "Wow, quello è stato veramente figo! La tua abilità tornerà sicuramente utile in futuro, garantito!"
"Avrei preferito ucciderli," Mitzuru rispose con freddezza. "La spazzatura che si approfitta dei deboli e innocenti non dovrebbe poter passare il resto della propria vita in prigione. Se Kakashi non ci avesse chiesto di evitare spargimenti di sangue inutili, avrei ordinato loro di uccidersi a vicenda per risparmiarci la seccatura."
'Devo ricordarmi di non scherzare più sul fatto che lei sia la ragazza del maestro Kakashi...' Naruto pensò tra sé e sé, asciugandosi una goccia di sudore dalla tempia. 'Perché le donne devono essere così spaventose?'
Al Villaggio della Foglia, Toraku si era svegliato presto per fare una visita allo stesso campo d'addestramento dove aveva avuto il suo piccolo 'incontro' con Naruto la notte precedente. Una cosa aveva tenuto la sua mente occupata per tutta la notte, e sperava di trovare un qualsiasi indizio che lo potesse aiutare a capire come Naruto era stato in grado di combinare il chakra elementale con la perfetta rotazione del Rasengan. Come aveva fatto Naruto ad avere successo dove lui stesso aveva fallito più e più volte? Aveva visto Naruto utilizzare la tecnica con l'aiuto di due cloni, ma Toraku era sicuro di poter perfezionare la tecnica con uno solo.
Evocando un numero abbastanza grande per iniziare, Toraku divise immediatamente i suoi cloni in coppie, cercando di formare il Rasengan aggiungendovi il chakra elementale.
Il tempo volò, ed anche se era già mezzogiorno, e la radura era ormai piena di crateri e spaccature nel terreno, Toraku aveva fatto a malapena qualche progresso. Decise di usare allora ancora più cloni per aiutarlo, ma presto si rese conto che l'impresa era molto più difficile di quanto pensasse, e dopo un'ora si accasciò a terra senza fiato.
Forse una breve pausa sarebbe stata d'aiuto.
"Buon giorno!" Kakashi lo salutò, apparendo all'improvviso e torreggiando su di lui. Toraku strillò sorpreso, e subito dopo si lamentò per il dolore che sentì ai fianchi.
"Che-cosa-vuoi?" Toraku domandò tra un respiro e l'altro, cercando di calmare i propri nervi.
"Ero curioso," Rispose Kakashi. "Come hai imparato questa particolare tecnica di allenamento? Non penso che Naruto abbia avuto il tempo di parlartene la notte scorsa, vero?"
Toraku scosse il capo. "Utilizzo questo metodo sin da quando ho imparato a fare il mio primo clone. Le tigri mi hanno insegnato che se usi le copie, puoi-"
"Sono già a conoscenza dei benefici di questo allenamento," Kakashi lo interruppe. "Il punto è che credevo di aver scoperto io stesso questa 'scappatoia', tuttavia immagino sia comprensibile che qualcuno che ha passato quasi tutta la sua vita ad allenarsi fosse costretto a escogitare una maniera più efficiente per farlo." disse quasi calciando il terreno con rassegnazione, il suo orgoglio punto leggermente.
Toraku lo osservò con curiosità. Questo era l'uomo che aveva insegnato a Naruto in passato, giusto? "Sei Kakashi, sì? Cosa posso fare per te?"
Kakashi sorrise da sotto la maschera, portando una mano al borsello per gli attrezzi che portava legato in vita. "Sono qui per consegnarti il tuo primo coprifronte ufficiale della Foglia. Inoltre devo anche compilare la tua scheda, cosa che richiede dati di base quali punti di forza e debolezze, ed anche la tua affinità elementale. Ma da ciò che ho potuto osservare, sembri essere del tipo del vento, proprio come Naruto."
Porse il coprifronte a Toraku perché lo prendesse. Quest'ultimo lo accettò con gentilezza, e rimase immobile a fissare la placca di metallo nel palmo della sua mano. Apparteneva ad un villaggio ora, con persone che poteva considerare suoi pari. Sorrise, e fino a quando non avrebbe deciso dove metterlo, lo ritirò in tasca.
Kakashi, ora aveva tirato fuori un foglietto di carta, offrendolo a Toraku. "Questo dovrebbe mostrarci qual'è la tua affinità tra i cinque elementi. È sufficiente che impasti una leggera quantità di chakra in questo pezzetto di carta, e il resto verrà da sé."
Toraku rise, con una strana espressione in volto; era la stessa faccia che aveva fatto Shiku poco prima quando Kakashi gli aveva chiesto quale fosse l'affinità elementale di suo figlio. Stando alle parole di Shiku, Kakashi avrebbe 'preferito scoprirlo da solo'.
Toraku fece come richiesto, e lasciò che un po' del proprio chakra scorresse dalla punta delle proprie dita. La carta cominciò a pervadersi di una luce brillante, prima di dividersi in due, una metà si infiammò, mentre l'altra si increspò accartocciandosi su sé stessa.
Kakashi guardò Toraku, e Toraku lo fissò di rimando. Mentre il jōnin di Konoha cercava di capire cosa diavolo era appena successo, all'improvviso si ricordò una conversazione avuta con il suo maestro molto tempo addietro.
"Maestro Minato, posso farle una domanda sul chakra?" Domandò un giovane Kakashi.
Minato Namikaze, che all'epoca era solo il maestro di Kakashi ed il Lampo Giallo di Konoha, chiuse il libro che stava leggendo all'ombra di un albero, nel campo di addestramento numero otto.
"Certamente Kakashi." Rispose Minato, sorridendo al suo studente. "Chiedi pure, e io farò del mio meglio per rispondere."
"Il vostro chakra e quello di vostro fratello sono di un colore differente rispetto a quello di tutti gli altri," Kakashi disse senza giri di parole. "Anche osservandolo con lo sharingan, posso dire che non si tratta di nessuno degli elementi di base. Avete forse un kekkei gankai di cui nessuno è a conoscenza?"
Minato sghignazzò. "Quindi te ne sei accorto? Acuto come sempre..."
Posò il libro per terra. "Non è un segreto che il clan Namikaze sia in possesso di un kekkei gankai; lo abbiamo già da qualche tempo."
Kakashi lo squadrò inarcando un sopracciglio. "Com'è che non lo mai visto?"
"È una cosa che non si sviluppa appieno in tutti, ma solamente in pochi individui," Spiegò Minato. "Molti membri del mio clan lo hanno risvegliato fino ad un certo livello, ma non è una cosa garantita a tutti. Ci sono alcuni che non hanno queste abilità, ma che possono avere figli che le possiedono, e vice versa. È tutto molto complicato e casuale, quindi cerco di non preoccuparmici troppo sopra."
"Quindi perché ha un colore differente dagli altri chakra?" Kakashi insistette.
"Per via delle sue proprietà, scorre più velocemente del normale, in questo modo da al suo possessore riflessi più rapidi. Si diceva che nella sua forma completa, la velocità raggiunta è praticamente istantanea, ma anche se qualcuno fosse in possesso di questa abilità, il suo corpo non sarebbe in grado di sopportare lo stress dovuto ad essa. Fu per paura di queste abilità che il nostro clan fu obbligato a lasciare la sua casa circa ottanta anni fa."
"Casa?" Ripeté Kakashi. "Dov'era casa?"
Minato sorrise, e scompigliò i capelli di Kakashi. "Magari quella è una storia per un'altra volta."
"Il mio chakra è dell'affinità della Luce," Toraku spiegò. "È una combinazione di Fuoco, Vento e Fulmine, quindi immagino di avere... quattro elementi? Non sono mai stato il migliore nel capire tutto al riguardo e nessuno ha potuto davvero darmi qualche spiegazione su questo."
Kakashi scosse il capo, meravigliato. "Ed io pensavo che quell'elemento fosse stato completamente cancellato. Immagino che si impari qualcosa di nuovo ogni giorno, huh?"
Il viso di Toraku si inscurì. "Ho cercato di replicare la tecnica che Naruto ha usato ieri notte, per tutta la mattina, e non ho avuto alcuna fortuna. Questa cosa della luce sembra più una maledizione che un dono, se è così difficile perfezionare una tecnica che Naruto è riuscito così facilmente a completare."
"Sono sicuro che prima o poi ci riuscirai anche tu." Kakashi omise di raccontare le difficoltà che Naruto dovette affrontare la prima volta che mise alla prova la tecnica, decidendo che Toraku sarebbe stato spronato se avesse creduto che Naruto avesse completato la tecnica senza troppi sforzi.
"Già, ma Naruto non ha dovuto passare praticamente ogni ora della sua vita, da quando ha imparato a camminare, ad allenarsi e cercare di sopravvivere..." Toraku allora borbottò qualcosa sottovoce, troppo basso perché Kakashi lo sentisse.
Kakashi si sentì leggermente frustrato da quel ragazzo. Aveva passato tutta la sua vita lontano dal villaggio, sì, ma stava supponendo che Naruto avesse avuto un'infanzia molto più semplice rispetto alla sua, e Kakashi non poteva fare a meno di voler correggere la cosa. Ma prima che potesse farlo, furono rumorosamente interrotti.
"CHE IMPRESSIONANTE SFOGGIO DI GIOVINEZZA! VEDERE UN ALTRO GIOVANE SHINOBI ALLENARSI DURAMENTE RIEMPIE IL MIO CUORE DI PASSIONE BRUCIANTE!"
Kakashi e Toraku si voltarono e videro la squadra Gai arrivare nel campo d'addestramento, senza il loro maestro. Lee precedeva i suoi due compagni, gli occhi lucidi mentre ammirava da lontano. Neji e Tenten, tuttavia, non sembravano tanto impressionati.
"Buongiorno, a voi tre," Kakashi disse accompagnandosi con un saluto della mano.
"È 'buon pomeriggio' a quest'ora, maestro Kakashi," Neji precisò, alzando il proprio sguardo per controllare il sole. "Tuttavia sì, spero che anche il vostro giorno stia andando bene."
Detto questo spostò la sua attenzione su Toraku. "Temo che dovremo interrompere il tuo allenamento. La mia squadra ed io abbiamo pianificato di utilizzare questo campo d'addestramento per il resto del pomeriggio, e nel farlo faremo molto disordine."
Toraku inarcò un sopracciglio, squadrando attentamente tutti e tre. Quello che aveva appena parlato non sembrava affatto una persona gioiosa, l'esatto opposto di quello col taglio a scodella e la tuta verde. La ragazza sembrava carina, ma c'era uno sguardo nei suoi occhi che sembrava sfidare chiunque a definirla una 'delicata donzella', o altri nomignoli simili.
"È un piacere conoscervi. Il mio nome è Toraku." Disse il Namikaze, porgendo la mano al jōnin Hyūga, il quale sembrò dapprima sorpreso, e poi imbarazzato.
"Perdona le mie maniere. Io sono Neji Hyūga, e questi sono i miei compagni di squadra, Rock Lee e Tenten."
Tenten sorrise, mentre Lee si esibì nella tipica posa di Gai, con denti brillanti, occhi scintillanti ed il pollice all'insù.
Kakashi fece un passo avanti, "Toraku è nuovo del villaggio, e non era a conoscenza del sistema usato per le aree d'addestramento. Da oggi è da considerarsi uno shinobi del villaggio, ma non ha ancora avuto il tempo di imparare ciò che c'è da imparare. Non posso pensare ad una squadra migliore di voi tre per insegnargli le basi!" C'era una luce sinistra nell'occhio di Kakashi, una luce che non passò inosservata a chi vi fosse interessato.
"Potremmo prenderci la giornata libera e mostrargli il villaggio anziché allenarci." Propose Tenten, cercando una scusa per evitare la tortura che Lee chiamava 'esercizio'.
Ma ovviamente Lee non era disposto ad assecondarla. "Lo spirito bruciante della nostra giovinezza non può essere contenuto per tutto il giorno, Tenten! Se non siamo al massimo delle nostre abilità, il maestro Gai ha ragione nel dire che non saremo in grado di sconfiggere i malvagi di questo mondo!"
Tenten sospirò. Valeva la pena fare un tentativo. Ora il nuovo arrivato avrebbe pensato che erano tutti strani.
"Per quanto sappia che tu odi accettarlo Tenten, Lee ha ragione. Saltare una sessione d'addestramento è fuori questione."
"Perché non lasciate che Toraku si alleni con voi?" Domandò Kakashi. Toraku lanciò a Kakashi un'occhiata sospettosa. Stava forse cercando di lasciarlo lì con quei tre? A che scopo? "E poi loro sono amici di Naruto. Quando avete finito, possono farti fare un giro del villaggio!"
Ora la cosa suonava meglio. Se erano amici di Naruto, non potevano essere così male, no?
"A me sta bene, se per voi è lo stesso. Non mi dispiacerebbe essere scortato in giro da tre valorosi shinobi di Konoha, specialmente se uno dei quali è una bella donna. Sembra che questo villaggio abbia molta bellezza in molti dei suoi shinobi."
Tenten arrossì più per la sorpresa che per il complimento in sé. La reazione di Neji non fu così... positiva. Studiò con attenzione Toraku, cercando di capire quanto più poteva di lui.
E Lee era... bhè, Lee.
Kakashi si trattenne a fatica dal ridere sotto la maschera. "Ti riferisci ad Hinata, ieri sera, Toraku?" Domandò, facendo intenzionalmente solo il nome di Hinata.
"Vuoi dire la ragazza che ho quasi accidentalmente ucciso ieri sera?"
'Vorresti anche una pala per aiutarti con quella fossa che ti stai scavando da solo, Toraku?' Kakashi pensò tra sé, schiaffeggiandosi la fronte.
Laura omicida che si stava espandendo da Neji era quasi palpabile.
"Ma certo che puoi allenarti con noi," Disse quest'ultimo digrignando i denti. "Anzi, io insisto perché tu lo faccia. Faremo uno scontro due contro due; tu e Tenten, contro di me e Lee."
"Hey, aspetta un attimo Neji," S'intromise subito Tenten. "Non mettermi in mezzo a questa storia."
"Puoi badare a te stessa senza problemi, Tenten; non preoccuparti," Neji rispose, prima di riportare la sua attenzione su Toraku. "Voglio solo vedere ciò di cui lui è capace, tutto qui."
Toraku cominciava a sentirsi a disagio in quella situazione. Perché aveva la netta sensazione che il tipo pallido volesse ucciderlo? Perché il tizio vestito di verde sembrava così emozionato?
"Se non vi dispiace, mi piacerebbe restare e assistere," Kakashi annunciò, anche se non aveva la minima intenzione di andarsene anche se gli fosse stato chiesto di farlo. "Ho la sensazione che tutto questo sarà molto interessante."
Come se la tensione non fosse già stata abbastanza alta, Kakashi doveva proprio stuzzicare la fiducia sia di Neji, sia di Toraku.
"Mi piacerebbe davvero," Rispose Toraku, nonostante fosse esausto. Non voleva certamente sembrare debole di fronte agli amici di Naruto.
Lee batté i pugni insieme. "Grandioso! Amici miei, questo sarà uno scontro storico! Un poema di gioventù e forza!"
Tenten stava semplicemente imprecando a bassa voce, completamente incazzata.
"C'è niente che dovrei sapere riguardo alle tue abilità?" Toraku le domandò, mentre lui e Tenten camminavano verso l'altra parte della radura. "Cose come forze e debolezze?"
"Ho la sensazione che sarai molto più interessato su ciò che loro possono fare," Disse Tenten, indicando i propri compagni di squadra col pollice.
"Ne sono tentato, ma devo declinare l'offerta. Se loro non sanno nulla di me, non sarebbe giusto per me sapere ciò che loro possono fare, non credi?"
Pianificarono alcune strategie da utilizzare nello scontro e Toraku poté approfittare di un po' del tempo per recuperare le energie prima del match.
"Lee..." Neji borbottò, la sua voce un ringhio basso. "Lui è mio."
"Molto bene, Neji. Ma devo insistere perché tu ricordi i tuoi esercizi respiratori. Hinata-san si preoccupa per te."
Neji lo ignorò. Nel momento in cui Kakashi diede il segnale per iniziare, lui era già di fronte a Toraku. Era nel suo raggio d'azione. Toraku reagì con una velocità sorprendente, posizionando le mani per usare la tecnica della moltiplicazione, ma Neji era già su di lui.
"Juuken: Tecnica delle 128 chiusure!"
Era ora di mettere il nuovo arrivato in riga.
Nota dell'autore.
Anno nuovo, capitolo nuovo.
Vorrei dire che è tutto frutto di minuziosa programmazione per darvi questo capitolo proprio oggi, ma in realtà si tratta di un semplice caso.
Tuttavia, eccovi la nuova versione del capitolo. Rispetto al passato è stata aggiunta la scena dell'incontro tra il gruppo di Naruto ed i banditi, inoltre è stato aggiunto il piccolo flashback di Kakashi con Minato. Kakashi, si comporta anche in maniera leggermente diversa rispetto a Toraku, a differenza di come aveva fatto precedentemente.
Spero che questa nuova versione vi piaccia di più e che continuerete la lettura anche in questo anno nuovo.
