10 ADDISON

Mark era ormai partito per Seattle, Alice era tornata a casa da me, ma vedevo che aveva qualcosa che non andava. Le misurai la temperatura e aveva la febbre a 38°C. la misi nel suo letto e le preparai un po' di latte caldo con del cioccolato come piaceva a lei. Mi sedetti accanto a lei e mi chiese di leggerle una favola. Andai vicino la sua scrivania e scelsi di leggerle il "piccolo principe" di "Antoine Di Sant-Exupèry".

"Un tempo lontano quando avevo 6anni…" iniziai a leggere.

Mi stava ad ascoltare in silenzio. La storia del piccolo principe terminò e lei si addormentò. Approfittai del suo riposino per continuare a leggere il romanzo che avevo iniziato da tempo. La giornata passò davanti la televisione a guardare vari cartoni animati con Alice. Era ormai sera e mia figlia si addormentò. Il telefono iniziò a squillare e scesi nel salotto per rispondere per non farla svegliare.

"Pronto." Risposi alzando la cornetta.

"Sorellina!" esclamò mio fratello Giuseppe dall'altro lato.

"Fratellone come va?"

"Bene, e mia nipote?"

"Grazie Giu anche io sto bene, comunque Alice si è appena addormentata che ha l'influenza."

"Povera piccola."

"Eh sì, la mia di nipote?"

"Sta bene, è a Roma che ha dei corsi all'università."

"Mia cognata?"

"Fai il terzo grado? Comunque sta preparando il pranzo."

"Io per stasera ordino una pizza, forse, non è che ho tanta fame."

"Derek?"

"Non c'è." Risposi vaga.

Continuammo a parlare a telefono del più e del meno, era tempo che non lo sentivo. Chiusi la chiamata con Giuseppe e andai a letto. L'indomani venne Carolyn a vedere come stava la nipotina, e la piccola rimase molto contenta di quella visita. Non fu l'unica visita della mattina, perché in tarda mattinata arrivò anche Derek. Appena entrò gli dissi dov'era Alice e andai a prepararmi una tisana balsamica. Ero seduta sul divano a bere la mia tisana quando lui scese.

"Addison come stai?" domandò sedendosi accanto a me.

Rimasi con lo sguardo basso e non lo risposi, e il silenzio iniziò a regnare in quella stanza. Iniziai a domandarmi se dovevo dirgli che ero stata a letto con Mark o meno. Optai per la cosa giusta da fare.

"Sono stata al letto con un altro." Dissi.

Iniziò a urlare contro di me, ma sinceramente non davo ascolto a quello che diceva, non poteva permettersi di urlarmi contro poiché lui fu il primo a tradirmi.

"Ora posso parlare o ti manca molto!? Bene… te ne sei andato, non ti sei fatto più sentire, mi hai fatto credere che in tutto questo tempo mi hai presa solo in giro e ora ti eri del tutto stufato. Sono persino arrivata a credere che tra te e Meredith non fosse mai finita… e forse… inutile nascondere l'evidenza, diciamocela tutta, mi hai tradita anche tu, mi hai tradita prima che io tradissi te quindi, se proprio dobbiamo dirla tutta: non sei nella posizione di chi può permettersi queste scenate." Dissi calma.

Fece un respiro profondo ed esordì:

"Mark ti ha mandato la foto?"

"No, Mark mi ha portato la foto." Risposi.

"Mark è stato qui?" domandò fissandomi.

"Sì." Risposi con arroganza.

"Dopo la foto non avete perso tempo? Sei stata con lui?"

"Dopo la foto gli ho detto che poteva anche andarsene e ho portato Alice da tua mamma. Avevo bisogno di riempirmi d'alcool e dopo aver fatto il pieno ho chiamato Mark e c'ho fatto sesso." Spiegai.

Lui non rispose alcuna parola, io mi limitavo ad aspettare qualche sua reazione.

"Ti chiedo scusa." Disse.

"Mi chiedi scusa e scusa poi non è, ma trovi sempre il modo per farmi essere una puttana adultera. È tua la colpa o forse non lo è ma il dubbio basta a farmi ritrovare quella voglia di urlare, e tutto il resto è piccolo come uno spillo impercettibile." Risposi.

"Potrei recuperare?"

"A cosa?"

"Derek con te è sempre la stessa storia… ho smesso di star male. Anche se ti amo e non lo nascondo cerco di essere meno interessata a te, al tuo comportamento e tutto ciò che ti circonda. Vuoi tornare? Torna ma non per me ma per Alice, vuoi andare dalla dodicenne? Vai la porta sai dov'è. Se ti aspetti che piangerò per te o che t'imploro per restare ti sbagli." Continuai senza guardarlo, perché se avrei incrociato il suo sguardo non avrei mantenuto quella fermezza e quel tono distaccato.

"Quindi con te non ho più possibilità?" domandò.

"Addison guardami." M'implorò.

Non volevo voltarmi verso di lui, ma prima di rivolgergli lo sguardo feci un bel respiro profondo e lentamente mi girai.

"Non te ne importa niente di me ma hai gli occhi lucidi." Puntualizzò.

"Son piccoli dettagli." Incalzai.

"Sono dettagli che fanno capire."

"Cosa? Che ti amo te l'ho appena detto." Risposi alzando la voce.

"Io sono stata al letto con Mark una volta sola, tu? Quante volte sei stato con la dodicenne? Un mese intero e la colpa a chi ricade a me! Ovviamente." Continuai aggredendolo.

"Ho una voglia di tirarti un pugno ma cosa ci risolvo? Niente, tanto poi da puttana passo anche per quella che mena all'unico uomo che abbia mai amato."

Continuai a urlagli contro, sfogandomi che non mi accorsi neanche di Alice che mi guardava dalle scale con il suo peluche fra le mani. Derek senza dire alcuna parola andò via, e io non feci una mossa per fermarlo.