Regina richiuse la porta, si poggiò ad essa e si portò una mano sul ventre pronunciato.
"Ho fatto un bel guaio, piccola." disse per poi andare a stendersi sul divano.
Malefica si sedette sul letto espirando lentamente per restare calma, o almeno provarci. Si portò le dita alle tempie e massaggiò in lenti circoli, usando tutta la sua forza di volontà per non trasformarsi in un drago e distruggere l'intera città con il suo fuoco. Le ci volle più di un'ora per calmarsi. Alla fine si decise a riscendere le scale. Ad istinto capì che Regina era in salotto. Prese un respiro profondo, l'ennesimo, ed entrò nella stanza. Regina si era addormentata, una mano sulla pancia, delle lacrime ancora visibili sulle guance. La vide, stesa lì sul divano, il viso bagnato di lacrime. Si sedette accanto a lei e le accarezzò il viso.
Regina aprì lentamente gli occhi.
"Mal?" si alzò e la guardò. "Sei ancora qui?"
La strega sorrise.
"Ovviamente, mia cara."
"Credevo fossi già andata via." replicò sedendosi sul divano
La bionda aggrottò la fronte.
"Se pensi che una ragazzina con gli occhi da cucciolo abbandonato sia abbastanza per farmi scappare non mi conosci affatto, Regina!" esclamò.
Regina spalancò gli occhi.
"Ho visto il tuo sguardo, dopo l'incantesimo." disse la donna "Non volevo farti del male."
Mal abbassò lo sguardo e diede una scrollata di spalle. Lo rialzò poco dopo e le rivolse un sorriso un po' teso.
"Non sarebbe la prima volta che io e te soffriamo per amore, non trovi? Magari è il nostro destino..."
"Mi stai dicendo che hai intenzione di restare? Anche se la bambina è di Emma?"
Mal trattenne a stento un sospiro. La guardò in silenzio per qualche istante prima di risponderle.
"Ti sto dicendo che io resterò, se tu lo vorrai. La bambina non è solo di Emma, è anche e soprattutto tua. Ed è questo quello che conta."
Gli occhi di Regina si riempirono di lacrime.
"Mi dispiace Mal, davvero. Speravo davvero che fosse tua... Sarebbe stato meglio per tutti..."
La tristezza si impossessò del suo sguardo per qualche istante.
"Non importa, davvero. Pensa solo a stare bene ora." disse, chinandosi poi per baciarla.
Regina ricambiò il bacio, commossa.
"Sarà nostra, può esserlo..."
Mal trattenne a stento una risata amara.
"No, Regina. Sarà tua e della Salvatrice. Ma resterò comunque al tuo fianco."
Regina annuì.
"Odio il fatto che sia sua. Doveva essere nostra, il nostro nuovo inizio."
"Regina smettila." la interruppe, irritata. "Non è così, punto. Non possiamo farci niente."
La mora si zittì.
"Mi dispiace." si allontanò leggermente da lei. "Io andrò di sopra a riposare." disse alzandosi. "Non sei costretta a rimanere." continuò per poi andare di sopra. Malefica sbuffò.
"Sul serio Regina, fai la permalosa?" Aggrottò la fronte. "Io cosa dovrei fare, allora? E non rispondermi "fai quello che vuoi"."
Regina si bloccò a metà scala.
"Cosa vuoi che ti dica Mal? Sei arrabbiata, furiosa lo percepisco e lo capisco. E non ti sto chiedendo di rimanere adesso che sai la verità, perché è doloroso per te, per entrambe. E so che odi Emma ma adesso che sa la verità sarà ancora più presente così come i due idioti. Quindi visto che tu non hai nessun obbligo... Puoi andare via."
"Regina, io non sono stupida. So benissimo che Emma starà qui praticamente ogni giorno, e non posso neanche obiettare, perché è giusto che sia così. Io non ho avuto la possibilità di farlo con Lilith, e lei non l'ha fatto con Henry. È giusto che cresca sua figlia insieme a te. Ma non ho intenzione di rinunciare a te per questo."
Regina strabuzzò gli occhi a quelle parole.
"Anch'io vorrei che restassi. Emma è solo la madre della bambina... Noi possiamo stare insieme."
Il viso della bionda si distese in un sorriso mite.
"Regina, Emma non è solo la madre della bambina, perché non lo sarebbe se non fosse anche il tuo Vero Amore, per quanto assurdo possa essere..."
Il viso della mora si incupì.
"Non mi importa di cosa dice una stupida pozione. Io e lei non siamo niente. Sì, sarebbe potuto esserci qualcosa forse…Ma è sparito con lei quel giorno."
Malefica si avvicinò a lei e le prese il viso tra le mani.
"Vorrei che fosse così." mormorò prima di baciarla. "Promettimi solo che non farai nulla alle mie spalle."
Regina ricambiò il suo bacio.
"Non voglio lei." sussurrò tra le lacrime
Mal le asciugò, amareggiata.
"Il tuo cuore dice altro, mia cara..."
"Non importa cosa dicono il mio cuore o la pozione, io ho scelto te. Voglio stare con te. Vorrà significare qualcosa!"
Mal sorrise.
"Sì. Che hai un pessimo gusto..." rise la bionda.
Regina rise con lei finché una domanda non punzecchiò un angolo della sua mente.
"Mal perché lo fai?" le chiese poi seria
La donna la guardò negli occhi, il sorriso che ancora aleggiava sul volto.
"Perché sei come una droga per me, Regina. Non posso fare a meno di te, anche se fai male."
"Mal..." sospirò "Mi fa male sapere che ti faccio stare male. Tu sei importante per me. lo sei sempre stata."
Malefica rise serenamente.
"Non abbastanza, però. Non ero più importante del sortilegio, della vendetta, non lo sono di Emma." Si strinse nelle spalle, ancora sorridendo. "Va bene, Regina, davvero. Siamo amiche. Amanti. Confidenti. Va bene così."
"Ero accecata in quel periodo lo sai bene, nessuno avrebbe potuto impedirmi di lanciare la maledizione, nemmeno Emma..." le spiegò. "Noi siamo tanto... So che non sei il mio vero amore ma possiamo comunque renderci felici...costruire un futuro insieme."
Mal la guardò negli occhi.
"Non sto dicendo che non possiamo essere felici. Solo che Emma sarà sempre un gradino più in alto di me."
Regina scosse la testa.
"Mi avrai sempre." disse per poi baciarla.
Mal ripose al bacio con passione. Regina sorrise e la portò di sopra.
"Vuoi riposare accanto a me?"
La donna le sorrise.
"Ma certo."
Si sdraiò sul letto e dopo pochi minuti era già addomentata.
Malefica si sdraiò accanto a lei e le accarezzò i capelli. La osservò dormire per un po', finché anche le sue palpebre si fecero pesanti.
La mattina dopo, Emma bussò alla porta di Regina alle nove in punto. Aveva un libro in mano, strano a dirsi, e una busta con la colazione per tre. Henry era già a scuola da un'ora.
Regina si alzò malvolentieri dalla poltrona a dondolo e scese le scale. Aprì la porta.
"Perchè la cosa non mi sorprende?" chiese facendosi da parte per far entrare la bionda.
Emma rise.
"Se vuoi me ne vado. Sono passata solo a portarvi la colazione e questo." rispose mentre entrava e le porgeva il libro: Nomi per bambine.
"Che c'è nella busta?" chiese la mora sentendo lo stomaco brontolare.
Emma si tenne il libro e la superò per andare in cucina e posare la busta sul ripiano dell'isola.
"Ciambelle con la glassa al cioccolato consigliate da Henry, pancakes e muffin ai mirtilli, oltre al caffé decaffeinato per te e uno normale per Malefica, Lily mi ha detto che le piace nero, come a te. Il mio è un cappuccino." elencò mentre tirava tutto fuori dal sacchetto. Si voltò a guardarla poi. "Tutto ancora caldo."
"Hai portato la colazione per me e Mal?" chiese sorpresa prendendo una ciambella al cioccolato. Si leccò le labbra prima di darle un morso. Socchiuse gli occhi mugugnando di piacere.
Emma si strinse nelle spalle.
"Sì, te l'ho detto: vengo in pace." replicò, guardandola, stupita dalla scelta. Malefica entrò in quel momento in cucina, uno sguardo carico di sospetto puntato sulla Salvatrice.
"Quando hai contattato mia figlia?" le chiese. Emma le sorrise.
"Buongiorno a te..." replicò, sarcastica. "Ehm, ieri sera. Ho il suo numero, le ho mandato un messaggio. E potresti anche ringraziarmi." aggiunse con un pizzico di ostilità. Malefica la fulminò con lo sguardo, poi fece un evidente sforzo per sorriderle.
"Hai ragione." si forzò a dire. "Grazie per la colazione. E..." osservò il libro che Emma teneva in mano. "... sul serio? Un libro dei nomi?" chiese, scettica.
Regina guardò Mal mentre continuava a mangiare.
"Le ho detto che potevamo scegliere un nome che piacesse ad entrambe." disse facendo apparire un piatto con la magia per mangiare un pancake. "Non sapevi nulla di tua figlia ed Emma?" chiese la mora con un pizzico di irritazione nella voce. Emma alternò lo sguardo tra Regina e Malefica, vagamente disturbata dalla quantità di dolci che la mora stava mangiando.
"Whoa, hey, aspetta, non c'è niente da sapere! Le ho solo chiesto come ti piace il caffé!"
Malefica inarcò un sopracciglio.
"Lo spero bene..."
"Emma sanno tutti che avete avuto una storia." concluse il sindaco bevendo il suo decaffeinato.
La Salvatrice spalancò gli occhi.
"Ma di che diavolo stai parlando?!" esclamò.
"Vi ho viste a New York..." rispose semplicemente il sindaco finendo il caffè. "Avevo il sospetto che fossi bisessuale e lei mi ha dato la conferma..."
Emma inarcò le sopracciglia e la guardò malissimo.
"Oh certo, lei te l'ha confermato, non il fatto che abbiamo fatto l'amore!" sbottò. Malefica si agitò, nervosa.
Regina strabuzzò gli occhi e la fulminò.
"Dicevo prima di quello, idiota."
Emma spalancò gli occhi, la fronte aggrottata.
"Io e Lily non abbiamo mai avuto un rapporto, Regina!"
"Non sono affari miei con chi dividi il letto Miss Swan." rispose Regina
"Hai tirato fuori tu il discorso!"
"Per spiegare a Mal i tuoi rapporti con sua figlia... Magari adesso che il pirata è andato via riprenderete la vostra storia." una punta di rabbia accompagnò la frase.
"Ma non c'è nessuna storia!" quasi urlò la bionda. Malefica intervenne, irritata.
"Smettetela, tutte e due! Regina, Lily me l'avrebbe detto se ci fosse stato qualcosa tra lei ed Emma. Infatti mi ha detto che lei provava qualcosa per Emma, da piccola, una cotta, niente di più, ma non c'è mai stato niente, per fortuna." aggiunse con un'occhiata di fuoco alla Salvatrice. "E tu, non urlarle contro o giuro che ti azzanno alla gola."
Regina aprì ma poi richiude la bocca, infastidita.
"Io la terrei lontana da tua figlia visto la sua innata propensione alla fuga." disse per poi afferrare il libro dei nomi. "C'e qualche nome che ti piace?" aggiunse dopo come se la frase precedente non avesse nessun significato particolare.
Emma la guardò come se Regina le avesse appena dato una pugnalata, e Mal ridacchiò, divertita.
"Regina! Pensavo avessimo chiarito..." esclamò la Salvatrice.
Regina non la degnò di uno sguardo mentre continuava a sfogliare il libro. "Questi nomi sono orrendi."
Lo sceriffo scosse la testa, incredula.
"Cristo, Regina, non vorrai restare arrabbiata con me per i prossimi ventotto anni?" sbottò.
"Anche cento. E non sono arrabbiata, mettevo solo in guardia Mal, sai non vorrei avere un piccolo drago fuori controllo in città."
Questa volta Emma la guardò come se fosse un'idiota.
"Regina, non faccio figli con ogni persona con cui vado a letto..."
"Quindi sono speciale? Mi hai volontariamente messa incinta? Non credo proprio... E comunque parlavo di Lily."
"Volontariamente direi di no, non credevo neanche che fosse possibile, ma sì Regina, cazzo, sei speciale!" le urlò contro, ignorando così la minaccia di Malefica. Con gli occhi pieni di lacrime, svuotata dal breve ma intenso sfogo, Emma superò Mal di corsa e uscì in fretta dalla casa.
Regina sospirò.
"Ho esagerato lo so." disse prima che Mal aprisse bocca. Afferrò il telefono e chiamò Emma.
La bionda rimase in silenzio, un sorrisetto sul viso. Attese paziente lo sviluppo della chiamata, ma Emma non rispose.
"Perchè è sempre così prevedibile." digitò un breve messaggio. "Tua figlia sta nascendo se la cosa può interessarti." inviò. Poi si rivolse a Mal. "Perchè sorridi?"
Il drago scrollò le spalle, ricordando il movimento delle sue ali.
"Oh, niente d'importante. Credo solo che mi stia abituando alla routine: Emma entra, iniziate a litigare, Emma esce. È... rilassante, per certi versi. Soprattutto l'ultima parte." la prese in giro bonariamente.
"Rilassante? Ti preferivo quando volevi ucciderla, era più divertente." commentò alzandosi dalla sedia. "Credo che andò in ufficio."
Malefica scoppiò a ridere.
"Non credo proprio. Devi stare a riposo, ricordi?"
Mentre finiva la frase, Emma apparve accanto a loro, gli occhi spalancati. Guardò Regina, poi Mal, poi di nuovo Regina.
"Ma..." mormorò, confusa.
"Prevedibile." disse solamente Regina. "Credi davvero che ti avrei mandato un sms per dirti che stava nascendo la bambina? Pensi che durante le contrazioni io abbia il tempo di scriverti?" la prese in giro la mora.
Emma rimase ancora ferma a fissarla con gli occhi spalancati, poi esplose.
"Tu sei un'imbecille!" le urlò contro "Mi fai correre qui per niente invece che rispettare il fatto che voglio stare per cinque minuti da sola! Come ti permetti di fare una cosa del genere!? Mi prendi per il culo! Non te ne frega niente di me, di quello che provo!"
Mal si scansò. Emma vibrava di energia, sembrava davvero una bomba pronta ad esplodere, come testimoniavano le luci intermittenti della cucina. Una si fulminò.
"Emma..." la chiamò, piano.
"Come hai detto?" Regina le si avvicinò minacciosa. "Tu prova ancora a insultarmi e giuro che ti strappo il cuore dal petto e lo distruggo. E non provare a parlare di sentimenti con me. L'egoista tra di noi sei tu... E adesso sparisci visto che vuoi stare sola." le gridò, il viso rosso per lo sforzo.
"Regina non agitarti..." provò ad intervenire Mal, ma Emma le parlò sopra.
"Io ho sbagliato una volta e ti ho chiesto scusa mille volte! Ho lasciato Hook, sono tornata qui, sto facendo finta che vada tutto bene pur di farti stare tranquilla e tu mi tratti come un rifiuto!" continuò ad urlare la bionda, le lacrime che scorrevano impetuose sul suo viso. Le luci della casa si accendevano e spegnevano sempre più velocemente. Alcune esplosero, lontane da loro, per fortuna. "Sono stanca di essere trattata così! Mi hanno trattata così tutta la vita!"
Regina non le rispose, capendo finalmente quanto Emma stesse soffrendo. Fece un respiro profondo, la rabbia svanì di colpo, così come era apparsa.
"Hai ragione." ammise infine. "Tutti sbagliamo, tu mi hai chiesto scusa e io... ho fatto solo finta di accettarlo in questi mesi. Tu hai sofferto tanto, soprattutto a causa mia... Quindi sono io che dovrei scusarmi con te. Mi dispiace." disse guardandola negli occhi. "Non meriti di essere trattata così. Non sei un rifiuto..." disse poco prima di sparire in una nuvola viola.
Emma si azzittì, esterrefatta. Non si aspettava di certo che Regina la stesse ascoltando. Quando sparì, spalancò gli occhi.
"No Regina!" esclamò all'unisono con Malefica. Si scambiarono uno sguardo, e la rabbia negli occhi del drago fece tremare la Salvatrice.
"Contenta?"
"Io... credevo mi avrebbe urlato contro come al solito..." balbettò Emma, scioccata. Malefica sbuffò.
"Lascia stare. Logan!" urlò. La bestiola arrivò zampettando, felice, ma Emma posò una mano sul braccio di Mal, stupendola.
"Non c'è bisogno, so io dov'è... ma non penso sarebbe una buona idea se la raggiungessi io." La guardò negli occhi. "Vai tu. È alla cripta."
Mal le rivolse uno sguardo tra il sospettoso e il geloso.
"La conosci bene, non è così?"
Emma esitò, ma alla fine annuì, ritirando la mano.
"Vai ora, potrebbe essere in pericolo..."
Mal la guardò ancora per un istante, poi sparì. Emma abbassò lo sguardo su Logan, che la guardava con la tozza testa inclinata da un lato.
"Vuoi una ciambella?"
Regina apparve nella sua cripta. Le lacrime a rigarle il viso, si lasciò scivolare per terra. Era stanca di tutto. Voleva solo stare da sola. Alla fine le lacrime smisero di cadere, ma lei era rimase nella stessa posizione. Per terra.
"Vorrei che fossi qui papà." sussurrò "Io sto rovinando di nuovo la mia vita, e farò lo stesso con questa bambina... Forse dovrei solo... farla crescere ad Emma..."
Mal apparve davanti a lei. Si accovacciò per guardarla negli occhi.
"Posso restare qui con te?" le chiese, la voce bassa, dolce.
La mora annuì senza parlare.
Malefica si spostò per sedersi accanto a lei, allungando le lunghe gambe e incrociando le caviglie, la schiena contro il muro.
"Vuoi parlarne?"
"Di cosa?" sussurrò "Di come rovino la vita di tutti? Di come io non faccia altro che far soffrire le persone?"
La bionda sbuffò.
"Ma smettila! Prima lo facevi, ed era molto più divertente che stare qui ad ascoltare le lagne di una ragazzina o, peggio, quelle di Snow! Prima di tutto, è stata lei a farti soffrire, quindi si merita ogni insulto, anche se non lo accetta. Secondo, mi pare che tu ti stia facendo in quattro per questa città, non stai rovinando la vita di nessuno, purtroppo..."
Regina rimase in silenzio.
"Non mi sento più me stessa." ammise. "Forse dovrei solo andarmene. Henry ha sempre preferito Emma... Non c'è niente che mi tenga qui..."
Malefica spalancò gli occhi.
"Ricordati che sono gli ormoni a parlare, e che tu non lasceresti mai tuo figlio, che ti adora tra parentesi, nelle mani di una completa idiota."
"È scappato fino a Boston per trovarla quando aveva dieci anni, cosa ti fa pensare che mi voglia nella sua vita? E questa bambina mi odierà quanto lui..."
Malefica le lanciò un'occhiataccia.
"Prima di tutto, Henry non è più un bambino e ora ragiona con la sua testa, per fortuna, e sa benissimo quanto lo ami, secondo questa bambina è tua figlia, ti adorerà come fa ogni figlia con sua madre. Persino tu sei riuscita a volere bene a Cora, direi che sei decisamente meglio di lei come madre!"
"Davvero? Non ho forse mentito a mio figlio? Gli ho fatto credere di essere pazzo e l'ho mandato in terapia che diavolo ci sarebbe di migliore?"
"Tu ami tuo figlio, e non hai fatto tutto questo solo per avere più potere. L'hai fatto perché avevi paura di perderlo. Questa è la differenza."
"Non cambia molto il motivo per cui l'ho fatto... Ci penso a lasciare Storybrooke...attraversare il confine, dimenticare tutto..."
Malefica la guardò male.
"Perdere tua figlia, tuo figlio, il tuo vero amore, la mia illustre compagnia, la bava di Logan, l'acconciatura perfetta, la magia, la tonnellata di vestiti che hai..."
"Non sarei più la regina cattiva..."
"Non saresti più te stessa. Perdendo la memoria, il tuo passato, perderesti tutto ciò che ti ha reso quella che sei ora. E sarebbe orribile. Per di più, quella sarebbe solo la via più comoda, una scappatoia. E, che io sappia, Regina Mills non scappa mai. Mi sbaglio?"
"Infatti sono qui. Continuo a rovinare la mia vita e quella degli altri." disse cercando di alzarsi. "Sono diventata enorme."
Malefica si alzò e le porse una mano per aiutarla ad alzarsi.
"Sei bellissima. E non stai rovinando la vita di nessuno, anzi, ne stai creando una."
Regina afferrò la sua mano e si alzò, si portò una mano sulla schiena dolorante.
"Ho bisogno di fare una passeggiata."
Mal le sorrise.
"Andiamo. Un po' di aria fresca non ti farà male."
Uscì dalla cripta, i passi lenti, si incamminò verso la città senza dire una parola.
Mal la seguì in silenzio.
Camminò per mezz'ora, la schiena le faceva male così come i piedi, ma continuò a camminare come se fosse l'unica cosa che potesse fare.
Malefica le lanciò uno sguardo allarmato.
"Stai bene?"
"Sì." rispose quasi in un sussurro
"Perché non sembra che tu stia bene..." azzardò la bionda continuando a seguirla.
"Torniamo a casa...Ma prima puoi assicurarti che Emma sia andata via?"
Mal annuì, poi le rivolse un sorriso malvagio.
"Posso assicurarmi che non torni mai più se vuoi..." provò a scherzare.
"Lo farà anche dal regno dei morti pur di torturarmi."
Il drago aggrottò la fronte.
"Davvero cara, una parola e la divoro." disse, seria ora.
"Poi dovresti mangiare anche Snow e Charming ovviamente... E te lo farei anche fare se non fossi sicura che questo ucciderebbe mio figlio."
Mal le indicò il pancione.
"Tanto ne stai per sfornare un'altra, di figlia. E stavolta è tua." disse sorridendo giocosamente.
Regina le lanciò un occhiataccia.
"Il fatto che non sia mio biologicamente non significa che non sia mio figlio, l'ho cresciuto da quando è nato e non mi importa di quello che mi hanno sempre detto: lui è mio."
Malefica inclinò la testa di lato sorridendole.
"Regina, stavo solo scherzando..."
"Lo so." Rispose con un sospiro. "Ma sono anni che tutti mi ripetono che lui non è mio figlio..."
Malefica sospirò e la strinse tra le braccia.
"Questo perché hai voluto creare una città piena zeppa di imbecilli."
Regina si strinse a lei, per quanto il pancione lo permettesse.
"Mi dispiace... è che son diventata suscettibile su questo argomento."
"Lo so, lo so... Non ti preoccupare." Mal si staccò da lei e le sorrise. I suoi occhi si illuminarono di verde acceso per un istante, e il suo sorriso si allargò. "Logan si assicurerà che Emma non sia in casa. Andiamo?"
Regina annuì e si strinse nuovamente a lei. "Si portami a casa."
Il fumo verde scuro e denso della magia di Malefica le portò a casa, mentre Emma correva lungo Main Street urlando a Logan di smetterla di cercare di mangiarle la giacca di pelle che, pur di proteggere, ormai teneva in alto sopra la testa, appallottolata tra le mani.
Regina sentì le urla di Emma.
"Che cosa hai fatto?" chiese divertita a Mal.
Il drago le rivolse un ghigno divertito.
"Niente che possa nuocerle." la rassicurò facendole l'occhiolino.
Regina rise, rise veramente, come non faceva da tempo.
"Grazie." disse poi.
Malefica sentì il cuore scaldarsi a quel suono. Si avvicinò e la baciò.
"Di nulla." mormorò poi sorridendole.
Regina la baciò sulle labbra lentamente e dolcemente. Mal chiuse gli occhi, rispondendo al bacio.
"Che ne dici di andare a cena fuori, solo noi due?"
"Trovo la tua idea a dir poco allettante..." le sorrise.
"Henry oggi rimane da Emma, quindi abbiamo la serata per noi." le sorrise. "Vado a fare una doccia e mi preparo." le rubò un bacio per poi salire di sopra.
Mal le sorrise e la guardò salire le scale.
"Se hai bisogno di aiuto chiamami."
La mora si voltò per lanciarle un sorriso per poi sparire nella sua camera.
Mal le sorrise, poi si avviò verso lo studio di Regina per versarsi da bere. Accantonò il sidro per qualcosa di più forte. Trovò del bourbon, se ne versò un bicchiere e si sedette sulla poltrona di pelle per assaporarne il gusto secco e denso. Finito il drink, si cambiò velocemente d'abito grazie alla magia. Un lungo vestito blu scuro le fasciò il corpo, i capelli si misero in ordine, il trucco si accentuò. Soddisfatta, la donna si rilassò sulla poltrona, in attesa.
Regina ci mise più del solito a prepararsi a causa della gravidanza: ogni vestito era troppo piccolo, troppo corto, troppo orribile... troppo tutto. Alla fine indossò un abito verde acqua, morbido sui fianchi, che nascondeva un po' il pancione. Un velo di trucco ed era pronta.
"Scusa ma riuscire a vestirsi è diventato così difficile." disse entrando nello studio. "Sei bellissima." continuò osservando la bionda con un sorriso
Malefica la scrutò quando fece il suo ingresso nello studio. Deglutì e si umettò le labbra. Si alzò in piedi, i tacchi alti la facevano superare la mora di parecchi centimetri, più del solito.
"Tu lo sei..." mormorò avvicinandosi a lei.
La mora arrossì leggermente.
"Forse dopo che avrò partorito." sorrise. "Vogliamo andare?" chiese dandole un veloce bacio sulle labbra.
"Sei più bella che mai." la corresse. "Ma certo, andiamo."
"Grazie." la mora afferrò la borsa e uscì di casa.
Malefica la accompagnò fuori, e le aprì lo sportello del passeggero della macchina.
Regina sorrise e salì in macchina.
