Capitolo 10 – Tregua
[Regno della Morte, data terrestre 1 aprile 1997]
Era una splendida giornata di sole. In una graziosa villetta bianca con gerani alle finestre, tendine azzurre e rampicanti sulla grondaia, si stava svolgendo quella manifestazione di tolleranza, collaborazione e civiltà altrimenti detta "assemblea condominiale".
- questa situazione si è fatta insostenibile! – decretò il grassone seduto a capotavola, sbattendo un pugno sul legno
- Fame ha ragione! – assentì Guerra, aggrottando la fronte in un curioso agglomerato di rughe – non vedo perché noi dovremmo farci un metaforico culo così mentre la "signorina" del piano terra si crede tanto superiore da poter evitare di lavorare –
Un uomo alto dall'aspetto unticcio, la pelle giallastra e il naso adunco, che finora era rimasto in silenzio in un angolo (in perenne quarantena) si unì con fervore alla discussione
- il '48 me lo sono legato al dito – borbottò – avevo coltivato quei batteri con amorevole cura, per non parlare delle spese d'importazione… dove andremo a finire, senza un po' di collaborazione? Ognuno deve fare la sua parte! Non si è neanche presentata alla riunione! Ha telefonato che il suo aereo è in ritardo. Aereo! Ma vi rendete conto? Mi ha lasciato una delega –
- Ma può farlo, no? Voglio dire… – Fame soppesò le parole – Pest, tu sei l'amministratore condominiale, no? –
- Si, ma l'ultima volta ero da solo con tre deleghe! –
I cavalieri si affrettarono a cambiare argomento
- E tra l'altro, sapete che si è rifiutata di pagare le spese di manutenzione dell'ascensore? – interloquì Fame – e indovinate con che scusa? Che lei "non lo usa" – si lagn
Calò un silenzio imbarazzante
- ehm… Fam, forse non ha tutti i torti… non capisco proprio perché tu abbia voluto abitare all'ultimo piano, non lo sai che l'ascensore è omologato solo per tre persone? – suggerì Guerra
- cosa vorresti dire? – chiese il cavaliere, alzandosi in piedi di scatto. Tale movimento improvviso provocò una catena di onde anomale di grasso sul suo addome
- colleghi, per favore – li richiamò all'ordine Pestilenza. Tutti si zittirono all'istante.1 – Potremmo dedicarci a problemi più seri, per favore? –
- Giusto. Sapete, se la nostra cara collega non si decide ad applicarsi seriamente… sapete come si dice, no? "Se non esiste soluzione, nega i termini del problema!" – Guerra fece un largo sorriso e si appoggiò allo schienale, godendosi l'effetto delle sue parole sugli altri
- Cosa intendi? – indagò Pest
- Sapete, tutte questa guerre, nel mondo, mi stanno proprio riempiendo i maroni, per usare un termine tecnico –
- E con ciò? Guer, non dirmi che anche tu… insomma, il dovere prima di tutto! – sbottò Fame
- Però… Guer non ha tutti i torti… -
- Sapete, – sorrise Guerra – ho sentito di un villaggio vacanze carinissimo, a Ibiza –
Fame prese un foglio bianco dal cassetto e vi scrisse sopra:
Verbale dell'assemblea [data terrestre 1 aprile 1997]:
· Sostituiamo le grondaie vecchie
· Non sei esonerata dalle spese dell'ascensore, signorina!
· Andiamo in vacanza per qualche mese. In allegato l'indirizzo a cui saremo reperibili
[30 giugno 1997, espresso per Hogwarts2]
Draco P.O.V.
Gli ultimi mesi erano volati come in sogno. Andava tutto così bene da farmi dubitare di non essere davvero in paradiso.
Harry mi amava.
Avevo finito quel maledetto lavoro per Mercy, e al tempo stesso ero riuscito a modificare il passato a mio favore; quasi sedici anni fa, Bellatrix Lestrange e suo marito erano stati condannati al Bacio del Dissennatore, con tutte le conseguenze del caso. Ciò significa che le vittime che avrebbero fatto in seguito non sono mai morte. Questo ha anche cambiato i ricordi e le conoscenze di tutti, perché dei fatti che non sono avvenuti non possono certo venire ricordati. Le uniche persone che sanno la verità sono Harry e il preside, in quanto erano gli unici a sapere la verità sul mio conto, e questo li ha resi in un certo senso "immuni".
La porta scorrevole dello scompartimento si aprì con un colpo secco, distogliendomi dai miei pensieri. Sorrisi al ragazzo sulla soglia, invitandolo ad entrare.
- ciao, Harry –
- ciao tesoro. Per fortuna sei solo –
- da quando mi chiami "tesoro"? – feci una smorfia – è un po' imbarazzante –
Harry si sedette al mio fianco e mi baciò brevemente sulla guancia
- ti da fastidio? – chiese con aria complice
- niente di te mi da fastidio, lo sai –
Gli passai un braccio dietro le spalle e lui si appoggiò a me
- sono contento di vederti –
- anch'io Harry, ma… che cos'hai, si può sapere? –
- che cos'ho? In che senso? –
- è da quando sono tornato che ti comporti in modo… strano, non so, diverso –
- tipo? –
- beh, sei più… appiccicoso. In senso buono, ovviamente –
- ed è un male? –
- ma cosa dici? – sollevò la testa quel tanto che bastava per baciarmi sulle labbra
- è un reato che cerchi di passare più tempo possibile con il ragazzo che amo? – disse in tono provocatorio – Lo sai, da quando ho rischiato di perderti, ho capito davvero quando sei importante per me. Ho capito che meriti tutto l'affetto che posso darti, e anche di più… -
Sorrisi e con le braccia andai a cingergli la vita, costringendolo a sedersi sulle mie ginocchia. Harry appoggiò la schiena al finestrino e prese ad accarezzarmi i capelli.
- non peso troppo? –
- non importa – risposi, appoggiando la testa al suo torace – mi piace stare così –
Lo abbracciai più forte, come a sottolineare le mie parole. Alzai lo sguardo, incrociando i suoi occhi verde smeraldo che mi guardavano con amore. Sorrisi mio malgrado, perdendomi nel suo caldo abbraccio
- che cosa c'è? – Harry, divertito
- niente… è che mi piace guardarti dal basso… mi fai sentire, come... protetto –
Per un attimo un'ombra di esitazione attraversò il volto del mio amore, poi con voce tremante chiese:
- Draco… è un po' che te lo volevo chiedere… insomma, non posso più stare con questo dubbio. Tu sei felice con me? –
Harry P.O.V.
Draco mi guardò interdetto per un attimo
- Felice?? Harry, tu sei tutta la mia vita. Sono davvero felice solo quando sto con te. Ti amo –
- Lo so, Draco. Non sto dubitando del tuo amore, figurati. È solo che io… sento di aver fatto degli errori. E non mi riferisco solo a quando ti ho accusato di essere un Mangiamorte. Ho proprio sbagliato approccio, nella nostra relazione… -
- Cosa vuoi dire? –
Trassi un profondo respiro, e, vincendo l'imbarazzo, risposi
- Io… sono stato un egoista, Draco, non ti ho mai dato nulla, ho solo preso tutto quello che volevo senza preoccuparmi di te… pensando che tu… non so… che ti bastasse… –
- Stare con te? – sorrise, lasciandomi di sasso
Inevitabilmente, sentii rimbombare nella testa la frase accusatoria della Morte: "Certo, il solo fatto di poterti stare accanto avrebbe dovuto illuminare la sua vita, no? Il suo problema è che ti amava troppo..."
- Si, ecco… esatto. Ma tu ti meriti molto di più di questo –
- Come sarebbe, non mi hai mai dato niente? Harry, tu non hai neanche idea di cosa hai fatto per me. Hai accettato il mio amore, quando per te non ero altro che uno sporco serpeverde, e so benissimo che non avevo fatto nulla per meritarmelo. Mi hai risollevato dall'abisso… – si appoggiò di nuovo alla mia spalla, continuando in un sussurro – Non sai cos'abbia significato per me vederti sorridere, e sapere che quel sorriso era per me… sentire i tuoi baci, e sapere che stavi baciando me… che il tuo cuore batteva per me… mi hai fatto dono della cosa più importante, hai ricambiato il mio amore! E questo, credimi, è molto più di quanto avrei mai osato chiederti. Molto più di quanto avrei mai sperato. Non sei stato egoista. Tu mi hai salvato, Harry, letteralmente. Tutto il resto non conta… mi hai concesso il tuo amore e non mi hai mai chiesto altro se non di essere ricambiato –
Un'altra frase tornò a tormentarmi: "Non è forse vero che gli hai concesso l'onore della tua gentile attenzione, solo perché ti piaceva l'idea che ti venerasse come un dio?"
Scacciai dalla mente questi pensieri, aggrappandomi disperatamente alle parole di Draco. Lui era felice con me. "Si, ma non per merito mio" disse una vocina nella mia testa3. Già, non per merito mio. Abbracciai il mio ragazzo, giurando a me stesso che niente ci avrebbe mai più divisi, e che avrei fatto del mio meglio per trattarlo come si meritava, non come un banale… giocattolo. Era una persona, e come tale meritava rispetto. Mi amava, e quindi meritava fiducia. Ma, cosa ancora più importante, anch'io l'amavo. Ed era venuto il momento di dimostrarglielo.
Draco P.O.V.
Il fischio del treno mi svegliò di colpo. Guardai nervosamente fuori dal finestrino: il sole stava già tramontando, e tra poco saremmo arrivati alla stazione di Londra.
- ohmmioddio! Harry! Harry! – lo scossi
- hmmm, che c'è? –
- svegliati! Stiamo per arrivare –
- coosa? –
Si alzò di scatto, d'un tratto perfettamente sveglio
- diamine! Dove sono i miei vestiti? –
- qui, da qualche parte… - recuperammo dal mucchio i rispettivi abiti, vestendoci in tutta fretta
- ma che razza di idea! – sbottò Harry – dimmi tu se era il momento per… -
- Ti ricordo che l'idea è stata tua! – l'interruppi
- Non è vero! Io ti stavo solo baciando, sei tu che mi sei saltato addosso! –
- Non mi sembra che tu abbia opposto molta resistenza, no? E poi, era la nostra ultima occasione… chissà per quanti giorni non potremo vederci! –
- Già, Draco… tu cosa farai adesso? Tuo padre sa del tuo "tradimento"? –
- Temo di si… mi sa che farlo fuori sarà più difficile del previsto. Comunque ho già un posto dove andare, ma è una sorpresa. –
- Tu sei sempre pieno di sorprese… per esempio, cos'è quella cosa che dovevi dirmi da tempo? –
- Quella? Te l'ho detto, è una sorpresa! Capirai tutto alla stazione. A proposito, mi presti il tuo mantello dell'invisibilità? –
Harry P.O.V.
Scesi dal treno, tirandomi dietro il mio bagaglio. Non lo vedevo, ma sapevo che Draco era appena dietro di me, coperto dal mio mantello dell'invisibilità.
Una figura in fondo al corridoio mi fece cenno di raggiungerli; riconobbi Tonks, Lupin e i genitori di Ron.
- Ciao! – li raggiunsi in fretta, salutandoli con calore
- Hey, Harry, guarda un po' chi ha insistito per venirti a prendere? – Lupin si spostò di lato, rivelando quello che, nascosto dal suo mantello, di primo acchito non avevo visto.
Un grosso cane nero.
No, non è possibile.
Il cane mi guardò negli occhi, rivelando uno sguardo che aveva ben poco di animale.
Draco mi strinse la mano nella sua, come per darmi coraggio.
Draco. Ma certo. Chi altri avrebbe potuto?…
Allora, non stavo sognando. Era lui. Era davvero lui! Era vivo!
Con le lacrime agli occhi caddi in ginocchio e abbracciai il grosso cane, che mi leccò la faccia tutto contento.
- Sirius… Sirius! – sussurrai affondando il viso nel morbido pelo corvino
- Santo cielo Harry, neanche non lo vedessi d una vita! – scherzò Tonks
Sentii Draco tirarmi un lembo della camicia, e intuii che voleva parlarmi in privato
- I-io – balbettai, asciugandomi le lacrime – dovrei andare un attimo in bagno –
- Ma certo, Harry. Ti aspettiamo. I tuoi zii non sono ancora arrivati –
Mi fiondai nel bagno degli uomini e mi chiusi dentro, insieme a Draco. Non appena si tolse il mantello dell'invisibilità, gli saltai letteralmente al collo, mandandolo a sbattere contro il muro.
- Harry, calmati… - mi sussurrò dolcemente
- Draco… grazie… grazie! – cominciai a coprirlo di baci, ma dopo qualche istante mi fermò.
- Aspetta, Harry. Ho ancora una cosa per te. –
Si sciolse dal mio abbraccio ed estrasse dallo zainetto una piccola gabbia sigillata con la magia. Dentro c'era un topo che squittiva terrorizzato. Gli mancava un dito.
- come… dove lo hai preso? – chiesi, incredulo
- quando hanno attaccato la scuola. Avrebbe dovuto morire, ma poi ci ho ripensato, ho creduto che potesse ancora essere utile… –
- è fantastico! Sarà la prova dell'innocenza di Sirius! –
- ehm, Harry, a proposito di Sirius… lui non ricorda niente della sua morte, quindi ti chiederei di non parlargliene. –
- ma anche se venisse a saperlo, non ci crederebbe, no? Mi prenderebbe per matto, al massimo –
- non ne sono sicuro. Già morire è un discreto stress,… se tu glie lo ricordassi potrebbe recuperare a memoria, che si accavallerebbe ai suoi ricordi dello scorso anno, in cui "non è morto", capisci? Potrebbe impazzire sul serio. Cerca di non dirgli niente, per favore –
- stai tranquillo – promisi – non dirò una parola. –
Un istante dopo, le mie labbra erano sulle sue. Ci scambiammo un lungo e appassionato bacio.
- mio dio Draco, non posso pensare che non ti rivedrò fino a settembre – gli accarezzai una guancia, guardandolo negli occhi come se fosse l'ultima volta
- e allora non pensarlo, Harry – sorrise di rimando – non preoccuparti, non ti lascio solo… -
Quell'estate avrei dovuto passare un mese dai Dursley, prima di poter raggiungere Sirius e gli altri alla sede dell'Ordine. Quattro settimane senza Sirius, senza i miei amici. Due mesi senza Draco. Ma cosa ci troverà la gente, nelle vacanze?
già, è quello che mi chiedo anch'io…. allora, questo avrebbe dovuto essere l'epilogo, ma neanche a dirlo ho cambiato idea, la storia va avanti… dopo le MIE vacanze. Ciao a tutti/e e grazie x avermi seguito!
1 Pest faceva sempre quell'effetto, più o meno come mia madre nei momenti peggiori
2 Anche se in questo caso sarebbe "Espresso DA Hogwarts", visto che stanno tornando a casa x le vacanze
3 Ma ci tengo a specificare che non è la stessa vocine che gli metteva le pulci nell'orecchio. Solo, vorrei evitare la patetica scenetta classica dell'angioletto e il diavoletto sulla spalla
