Una dura realtà

Oscar e André attraversarono a cavallo gran parte del villaggio, lo sguardo di entrambi era rabbuiato dallo scenario che si presentava: le strade erano delle fangose latrine, dove albergavano cimici e pidocchi, i bambini si aggiravano scalzi con indosso abiti sudici e stracciati, il tutto contornato da un tanfo indicibile.
I volti dei due giovani erano cupi e rattristati. Gli abitanti del luogo osservavano con curiosità i due che forestieri. Oscar e Andrè lasciarono i borghi per proseguire nelle vie principali lasciandosi alle spalle marciume e povertà.

"Andrè, Arras è la vergogna della famiglia Jarjeyes. Mio padre non si è mai interessato dei contadini, si è solo preoccupato di trarre profitto da questo luogo e nient'altro!" "Profitto che divideva con la corona!"
"Si certo, lo so che buona parte del proventi finisce nelle mani della nobiltà e del clero, comunque il restante andava nelle tasche di mio padre! ...Dobbiamo fare assolutamente qualcosa, adesso siamo noi i responsabili di questo posto, non voglio vedere mai più ciò che ho visto oggi!"
"I tuoi propositi sono buoni ma da dove cominciamo! Qui è tutto da ricostruire, non è per niente facile. Tu sei un Comandante dell'esercito ed io mi sono sempre occupato di cavalli." "Non sarà facile, lo so! ... Per questo prima, ti ho detto che la tua collaborazione è indispensabile, da sola non potrei mai farcela. Appena lasceremo l'esercito, ci occuperemo come risollevare le sorti di Arras. Intanto domani dovrai occuparti della bonifica delle strade, sarà la prima cosa che faremo."

Si aggirarono per il paese, lo scenario cambiava di poco, c'era qualche locanda, un modestissimo negozio di sartoria, delle botteghe di artigiani dove gli operai lavoravano il ferro. Oscar si soffermò a guardare i fabbri, quasi le pareva vedere Re Luigi fabbricare le sue serrature.

"Se solo si fosse occupato dei suoi sudditi come delle serrature, non saremo arrivati a tutto questo."

I suoi pensieri furono distolti dalla voce di Andrè: "Oscar, cosa ne dici di prendere qualcosa da mangiare?!"
"Si certo Andrè, però dopo lasciamo questo posto, per oggi ne ho avuto abbastanza, magari troviamo un posto in aperta campagna, che ne dici?"
"Per me va bene. Oscar guarda, alla nostra sinistra c'è un fornaio, entriamo."

Davanti la vetrina della bottega, c'era un giovane che bramava alla vista del pane, scena che non sfuggì a entrambi.

Buongiorno!"
Buongiorno a Voi Mounsuer, in cosa posso esserVi utile?!"
André rispose: "Prima di servirci, portate del pane al ragazzo là fuori!"
"Come desiderate ..."
"Un momento! Per favore dategli queste monete!"
" Si certo .. certo Mousuer."

L'uomo incredulo da tale richiesta, confezionò dei sacchetti di pane e consegnandoli al ragazzo, disse: "Tieni Gilbert, porta questo a casa!"
" COSA?!" .. Grazie! Ma perché me li donate?
"Quel signore che è appena entrato nel mio negozio, mi ha detto di darti non solo il pane ma anche queste monete! Ecco ... prendi."
" Delle monete? Ma io ..."
"Non preoccuparti Gilbert, adesso torna a casa, su presto!"
Il ragazzo commosso strinse il denaro e mormorò: "Ringraziate quel Signore da parte mia!"

Dopo aver trascorso tutto il giorno fuori, Oscar e Andrè fecero ritorno a casa. Joland fece trovare la cena pronta in tavola. La donna osservò Oscar con una certa insistenza, disse:-"Madamigella, vi sentite bene?"
"Credo di si, Joland!"
"Siete rossa in viso, avete gli occhi lucidi, ho l'impressione che abbiate la febbre."
Andrè posò la mano sulla fronte, ribatté: "Joland ha ragione Oscar, hai la febbre ed è piuttosto alta! Possibile che non te ne sia resa conto?"
"In vero, ho un leggero mal di testa ma nulla di più."
Joland appoggiò la mano sulla fronte, ribatté: "Si, è vero Andrè, Madamigella ha la febbre ed è molto alta! ... Con questo caldo vi ci vuole un bagno freddo, ve lo preparo immediatamente."
La donna immediatamente riempì dei paioli d'acqua, per portarli al piano superiore.

Lucièn disse: "Aspetta Joland ti aiuto."
"Su vieni Oscar, tirati su! ... Su, forza appoggiati a me."
"Ce la faccio da sola Andrè … sta tranquillo ... "
Tiratasi su, sentì le gambe piegarsi e la testa girare, Andrè la sollevò, la prese tra le braccia e la portò in camera. Dopo di che l'aiutò a spogliarsi e la immerse nella vasca.

"André, vglio uscire dalla vasca, ti prego, ho freddo, non resisto più ..."
"Aspetta Oscar, prendo l'asciugamano, ti aiuto ad asciugarti! ... Tirati su, ecco ... così! ...Oscar stai tremando, aspetta che ti aiuto ad infilati la camicia da notte! ... Ecco da brava così!"
"andrè, voglio mettermi a letto, non riesco a più a stare in piedi ..."
"Dai Oscar, ancora qualche passo ... ci sei!... Aspetto che ti copro con il lenzuolo."
"Joland entrò nella stanza con un catino e delle pezzuole in mano, disse: " Andrè adesso le faccio gli impacchi sulla fronte."
"Non preoccuparti, ad Oscar ci penso io, puoi andare Joland!"
"André davvero vuoi pensarci tu?"
"Si, certo Joland, va pure."
"Come vuoi André! Per qualsiasi cosa che hai bisogno, chiamami."
"Grazie Joland!"
"Andrè, di sicuro, Madamigella ha sudato e ha preso un malanno. Vado a preparare un infuso per aiutare a scendere la febbre."
"Grazie Joland!"

Era notte fonda, Andrè rimase al suo capezzale per tutto il tempo, finalmente la temperatura scese, lei aprì gli occhi.
"Come ti senti Oscar?"
"Andre! ... Sei qui accanto a me!"
"Certo, dove vuoi che stia! ... Allora, dimmi, come ti senti?"
Molto meglio … ma sono molto stanca e mi fa male la testa."
"Cosa fai!? Sta giù devi riposare."

"Si ... sono stanca, ho bisogno di dormire ..."

Andrè la vegliò per tutta la notte. Stanco, si addormentò accanto a lei.
Albeggiava. I primi raggi del sole illuminarono la stanza, Andrè si svegliò di soprassalto, era al suo fianco, vide Oscar dormire profondamente. Le passò la mano sulla fronte per sincerarsi che la temperatura fosse scesa.

Sussurrò: "Finalmente Amore mio non hai più la febbre! ... Dormi ... Quanto sei bella Oscar ..."
André si riaddormentò, posandole una mano tra i capelli.
Ormai Il sole era già alto quando Oscar si svegliò tutta sudata, si tirò su, avvertendo un forte senso di nausea.
" Cosa mi succede, ho una forte sensazione di nausea!"
Si voltò, al suo fianco vide Andrè dormire profondamente. Aveva addosso ancora gli abiti del giorno prima, sul comodino c'era un catino con una pezzuola immersa nell'acqua e accanto al letto una sedia. Capì che Andrè si era occupato di lei per tutta la notte.
Sorrise. Guardava il suo André con amore, si accovacciò a lui, lo sentì mugugnare, Oscar gli posò un lieve bacio sul petto.
"Oscar … ti sei svegliata!? Come ti senti?"
"Molto meglio André! ... Ma ho bisogno di un bagno e poi ti confesso che ho davvero tanta fame!"
"Ma senti! Di solito sono sempre io che mi sveglio affamato e non tu! ... Aspetta, ti porto immediatamente la colazione e ti faccio preparare un bagno! .. Adesso arrivo."
Le passò ancora una volta la mano sulla fronte per sincerarsi che stesse bene, si mise le scarpe e scese in cucina.

"Buongiorno Joland, è pronta la colazione?"
"Oh buongiorno a te Andrè! .. Si, è nel vassoio. Volevo portarvela ma temevo che dormiste ancora. Madamigella Oscar ha ancora la febbre?"
"No, grazie a Dio è scesa!... Porto su la colazione, Oscar si è svegliata affamata."
"E' un buon segno Andrè! Ieri era davvero molto caldo e poi c'è stata quella brezza fresca a calar del sole, sicuramente è stata la causa del malore."
"Può darsi che sia stato così! ... Per favore Joland, preparale un bagno."
"Si certo Andrè, lo faccio subito."

Andrè percorse la scalinata, infine il corridoio che portava alla loro stanza.
Un colpo di tosse e ancora un altro e un altro ancora.
"Oscar … Cosa ti succede?"
"Nulla, nulla Andrè, va tutto bene è solo un po' di tosse."
"Deve vederti un medico."
"E' tutto passato ormai, non ho niente!"

"Ne sei sicura?"
"Si, certo! Su, facciamo colazione, non capisco cosa mi prende ma ho davvero tanta fame!"

Erano passate tre settimane da quando erano arrivati ad Arras, le giornate trascorrevano tranquille. Gli abitanti del villaggio non parlavano d'altro della nuova padrona che si stava occupando del risanamento del villaggio.

Ormai l'estate era arrivata, la natura intorno era rigogliosa, le lunghe distese dei campi erano ricoperti dai fiori. Sdraiati sull'erba, alle loro spalle c'era un imponente albero secolare.

"Andrè vorrei tanto rimanere qui per sempre lontana da tutto e da tutti ma so che non è possibile! ... A parigi ci attendono un mucchio di problemi ..."
"Hai ragione … ma ora non pensiamoci! ... Su vieni qui, abbracciami!"
"Occhi negli occhi, un bacio ancora un'altro ...
Oscar sfiorava con le dita il viso del suo Andrè.
" Ti amo Andrè ... ti amo tanto!"

"Uno scambio di sguardi, momenti di tenerezza, carezze e ancora baci ...
"Oscar, sai cosa facciamo?"
"Dimmi Andre, cosa ti piacerebbe fare?!"
"Andiamo alla locanda di Pierre, beviamo una birra e magari mangiamo qualcosa."
"Umm .. Buona idea, mi piace."
" Ma prima, mia adorata Oscar, desidero che mi dia ancora un bacio ..."
"Un bacio soltanto!"
"Cominciamo da uno, poi si vedrà ..."
Oscar era stretta tra le sue braccia, quando all' improvviso avvertì una stretta al petto seguito da un bruciore, indietreggiò, lo spinse con vigore, cominciò a tossire.
"Oscar..ancora la tosse ...cosa ti sta succedendo?"

Tosse, tosse e ancora tosse. Si piegò sulle ginocchia portandosi le mani alla bocca.

"Oscar ma …"

"Niente, non è niente, Andrè ..."

Lo sguardo si spalancò quando vide la mano sporca di sangue, si mise di schiena, si ripulì velocemente con il fazzoletto rimettendolo in tasca.
"Oscar, mi preoccupi, ti sento troppo spesso tossire, che cos'hai?"
"Nulla Andrè ... non è nulla!"
"Nulla dici?! Sei sicura di stare bene?"
"Si,si, sto bene Andrè, per favore sono stanca vorrei tornare a casa." "Oscar ..."
"Oscar ..." " Andrè, non fare quella faccia! .. Su dai, ho fame." ."

"Oscar sei pallida ..."
"Andiamo Andrè ... Ti ho detto che ho fame!"
"E va bene andiamo alla locanda!"
"Buona sera Pierre."
"Buona sera ragazzi, che bella sorpresa vedervi nella mia locanda!"
"Grazie Pierre, portaci qualcosa da mangiare e due boccali di birra per favore."
"Subito Andrè."

La locanda non era molto affollata, un paio di avventori appena li videro entrare, mormorarono: "Si, si, è proprio lei, la figlia del padrone!"

"George, il padrone non è più il padrone, cioè voglio dire che adesso è lei la padrona, al villaggio non si parla d'altro." – Chiosò a voce bassa il secondo.
" Si, lo so Michel, l'ho vista l'altro giorno con la squadra operaia che ha eseguito i lavori ed era insieme a quel giovane, che è con lei. Quel ragazzo è stato tutto il tempo a controllare i lavori, affinché tutto fosse svolto alla perfezione ..."
"Però che stravaganza questi nobili, il vecchio padrone ha tirato su una figlia femmina come se fosse un maschio!"
"Stravagante o no, l'importante che la nuova padrona abbia un po' di buon cuore!".
" Speriamo bene!"
Uno dei due alzò il boccale, seguito dal compare che era seduto accanto disse a gran voce: "Diamo il benvenuto alla nuova padrona di Arras e anche a te ragazzo! Grazie."– .
Andrè e Oscar si voltarono verso i due, Oscar annuì ma con un sorriso e un cenno della testa ringraziò i due.
L'oste arrivò con ii boccali di birra e disse: "Madamigella, dopo quanto avete fatto per questa gente, siete diventata davvero popolare ad Arras. I contadini sono ben felici di avervi come nuova padrona, tutti sperano che le cose migliorino."
"Pierre, Andrè ed io per quanto ci sarà possibile, cercheremo di fare del nostro meglio!"
"Grazie madamigella, Vi siamo davvero grati! ...Madamigella, cosa c'è di vero circa le voci che provengono da Parigi? Dicono che non siano affatto buone!"

"E' così Pierre, la situazione a Parigi non è affatto facile, dobbiamo sperare che i sovrani si accordino con l'ordine del terzo stato."
" Madamigella, questo paese è diventato invivibile, la povertà è a ogni angolo di strada! ... Scusatemi, non era mia intenzione mortificarvi, tolgo il disturbo! ... Vi auguro una buona serata."
L'oste si allontanò, Andrè disse: "Oscar, bando alle preoccupazioni, ora assaggiamo queste squisitezze!"

" Si, è vero! ... Le portate hanno un aspetto davvero succulento."

"Ecco le monete Pierre!"
"Grazie André! Spero che di rivederti presto con la nostra padrona!"
" Oscar andiamo ..."

Oscar e André erano sull'uscio della porta, quando incrociarono due vecchie conoscenze: Bernard e Robespierre.

"Ciao Bernard!"
"Ciao Andrè, buona sera Oscar!"
"Da quanto tempo che non ci vediamo amico mio! Vedo che sei in compagnia del tuo amico Robespierre …"

"Vero André! E' passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo visti!"
Oscar ribatte: "Bernard come sta la mia amica Rosalié?"
"Bene, sta bene. E tu Oscar, non pensavo di vedervi qui!"
"Bernard, ti credevo impegnato nei lavori dell'assemblea."
"Infatti, siamo qui per risolvere alcune questioni, domani mattina torniamo a Parigi."
André domandò: "Bernard, siamo qui da tre settimane, cosa sta succedendo a Parigi?"
"Andrè, il re ha sciolto gli stati generali, non ha nessuna intenzione di collaborare, anzi, ha inasprito il dialogo con i rappresentanti del popolo."
Robespierre guardò Oscar e con tono severo, disse : "Colonnello, vi credevo impegnato con i vostri soldati a Parigi."
"Come ha detto André, siamo qui da tre settimane e poi la nostra presenza non è indispensabile!"
"Almeno per il momento! ... Colonnello se avvenissero dei disordini in città e vi arrivasse l'ordine di soffocare la rivolta, voi cosa fareste? Avreste il coraggio di puntare le armi contro il popolo?"
"Non vedo perché dovrebbe accadere una cosa simile!"

Bernard intervenne: "Ehi calmati Robespierre, non attaccarla in quel modo."

"Lascia stare Bernard! .. Robespierre, sinceramente non ho pensato a una simile eventualità e poi non ne vedo perché dovrebbero ricorrere a noi, visto che a Parigi sono stati impiegati altri eserciti."
Andrè disse: "Oscar lascia stare, andiamo. via"
"Si Andrè, è meglio andare! ... Buona sera Signori!"

Uscirono dalla locanda, con addosso lo sguardo malevole di Robespierre.
Pierre presente alla conversazione, si avvicinò ai due, disse:" Signor Robespierre, non so perché abbiate trattato in malo modo la padrona! Vi assicuro che non se lo merita!"
"Come sarebbe a dire, la padrona?"
"Non lo sapete! Arras non appartiene più al Generale Jarjayes ma a sua figlia, che si sta dimostrando davvero una persona generosa! ... Non avete notato il risanamento delle strade?"
"Ecco ... si ..."
"Ed è merito della padrona se ciò è avvenuto! Tutti la rispettano."
Robespierre mormorò: "Cosa hai detto Pierre!"
"Ha fatto distribuire anche il pane! Adesso vogliatemi scusare, torno al mio lavoro!."

Concluse l'uomo, lasciando i due con espressione sorpresa.

"Guarda André! E' il ragazzo che abbiamo visto fuori la panetteria ed è in compagnia di Sugean!?"
" Si, è lui, è Sugean ..."

"Andrè, madamigella Oscar!"
"Come stai Sugean?"
"Come sempre Andrè."
Oscar guardò il ragazzo, domandò: "E' questo giovane, chi è?"
"Madamigella, lo avete conosciuto tempo fa! ... E' Gilbert, mio figlio. Gli salvaste la vita quando era un bambino. Madamigella Oscar, mia moglie ed io, non Vi ringrazieremo abbastanza per quello che avete fatto!"
"Suvvia Sugean, non ho fatto niente di eccezionale!"
"Gilbert ti ricordi di Andrè e Madamigella?
"Certo che mi ricordo di loro …"
L'uomo continuò: "Madamigella, non solo io ma tutti gli abitanti di Arras, vi è immensamente riconoscente per quello che fate per noi! Siamo felici che siate la nostra padrona. Conosco il vostro buon cuore, sono fiducioso." -
" Sugean, Vi prometto che faremo del nostro meglio!"
Grazie Madamigella Oscar!" "Arrivederci Sugan." "Arrivederci!"

"Padre, sono stati loro a darmi il pane e le monete!"
" Il tempo non l'ha cambiata, è rimasta la ragazza buona e generosa di allora! Sembra incredibile che sia la figlia del generale!"