"E' venerdì, e come tutti i venerdì si andrà a pranzo da Molly. Quindi niente scuse".
"Io non vengo" ribattè Harry.
"Ho già perso due pranzi dai Weasley. Ogg che Ron è fuori città, ho assolutamente intenzione di andare. Le scelte sono due: Accompagnarmi dai Weasley, goderti un buon pranzo in famiglia, oppure restare qui tutto solo e sfamarti con i miseri avanzi del cinese di ieri sera!" spiegò con calma Draco.
"Draco Malfoy! Sei scorretto!" rispose un indispettito Potter, "e tu un testardo immaturo". Harry si bloccò, fissò fermo e deciso Draco, incrociò le braccia e sentenzio: "Vengo".
Alla Tana.
Molly lo abbracciò e lo baciò, Arthur aveva gli occhi lucidi dalla commozione. Hermione non riusciva a credere ai suoi occhi.Molte parole e gesti giacevano inespressi nell'animo di ognuno, ma era lo stomaco a comandare in quel momento.
Una volta seduti tutti a tavola il discorso incominciò. Fu molly la prima a prendere la parola: "Draco oramai sei uno di famiglia, tu sai quanto io ti sia grata: hai salvato charlie, aiutato Fred e George, Neville, è merito tuo se Bill è rimasto qui in Inghilterra, vicino a me, ed infine Ron. Ma oggi mi hai reso una delle persone più felici a questo mondo. Hai riportato Harry tra di noi. Sei stato un angelo per noi, disceso dal cielo. Non potrò mai smettere di ringraziarti".
"Harry ci sei mancato" continuò Arthur "so che alcuni dei miei figli ti hanno già rivisto, ma sappi che io e Molly eravamo davvero in pensiero per te, sei come un figlio per noi".
"Grazie signor Weasley" incominciò Harry "Arthur" lo corresse Molly. "Sì, Arthur, anche voi mi siete mancati, siete l'unica famiglia che abbia mai avuto, ed ho sbagliato molte cose nella mia vita. Ho mancato verso molte persone, chiedo scusa di ciò, me ne rammarico profondamente, e me ne pento. Anche per me Draco è stato un miracolo. Non me lo merito. Come non merito il vostro affetto".
"Harry sai qual'è il tuo più grande difetto?" chiese serio George. "No, illuminaci" rispose sarcatico Draco al posto di uno sbalordito Potter. "La modestia" ribatté Fred "Non si è mai reso conto di quanto fosse potente. Di quanto tutti noi abbiamo contribuito alla riuscita dell'ordine, ma di quanto tu sopratutti gli altri bbia affiancato Silente nella disfatta di Voldemort".
"Credo di aver dato tutto e non aver ricevuto nulla in cambio" rispose amareggiato il ragazzo che visse. "Non dire così, tutto il mondo magico e non solo ti deve molto, ti sei impegnato per il bene di tutti" lo incoraggiò Molly. "A volte fin troppo!". "Charlie!" gridò irato Neville prima di arrossire e abbassare lo sguardo.
Charlie sbattè le posate sul tavolo e uscì di casa sbattendo la porta.
Molly voleva seguirlo, ma Arthur la blocco, trattenendola per il braccio: "Credo che sia solo spaventato" esclamò Percy fra lo stupore di tutti. "Non capisco, cosa vuoi saperne tu? Non ci sei mai, sempre troppo impegnato col tuo lavoro. Tu non sai cosa sia stato per Charlie vivere negli ultimi anni, a te non interessa di nessuno di noi" rispose Ginny riversando tutta la sua rabbia e rancore sul fratello, ministro della magia.
"Calmi, ora abbiamo solo bisogno di respirare e di chiarire le cose" incominciò Draco. "Ginny so che sei arrabbiata, furiosa potrei dire, ma Percy ha ragione, Charlieha paura, ed è una cosa molto importante, che non dobbiamo ignorare, ma ora ha anche bisogno di sbollire la rabbia".
"Draco a ragione." Disse Harry "Penso che dobbiamo restare uniti e non iniziare a litigare fra di noi. Credo che Draco dovrebbe andare a parlare con Charlie, e riportarlo qui fra di noi!"
Pensavo che portare Harry dai Weasley fosse una buona idea, oltretutto senza Ron presente, non ci sarebbero dovuti essere ostacoli. Non avrebbero dovuto litigare. Loro sono l'unica vera famiglia che io conosca e ho lottato così tanto per mantere unita questa famiglia, sempre. Sotto il solito albero in cui sa bambino andava a rifugiarsi, è lì che si trova, lo so.
"Charlie" disse Draco, "Vattene, sopratutto se sei qui per dirmi che ho esagerato, che non si meritava quello che ho detto, poi chissà cosa ho detto, non voglio sentirti pronunciare quelle parole. Tu non puoi, poi perchè lui, perchè non io? Dove ho sbagliato? Non potevi essere felice con me? Lo sai che lui ti sta usando, quando Percy si renderà conto dell'errore che ha fatto allontanadolo lo riprenderà e lui ti lascerà, sarai abbandonato. Lui ti ferirà come ha sempre fatto, come è successo con Ron". Gridò il cercatore dei Cannons. "Io capisco perchè tu sia spaventato, ma non è così che andranno le cose, e anche se avessi ragione, sarà valsa la pena" ribattè speranzoso Draco.
"Hai fatto due errori questa volta. Il primo ti sei innamorato di lui. La prima regola, te la ricordi ancora? Secondo non hai mai capito quanto io ti ami" stava pinagendo, le lacrime scendevano copiose sul volto di Charlie. "Non... non" balbettava. Draco aprì le braccia, in cui il weasely si gettò affondando il viso nell'incavo del collo del biondo. "Mi spiace, non lo sapevo" continuava a sussurrare Draco. Charlie non riuscì a resistere alle carezze dell'amico, alla vicinanza dei loro due corpi e lo baciò.
Harry affacciato alla finestra vide tutto, ma appena il bacio terminò la sua attenzione fu richiamata da Hermione. "volevo parlare con te" incominciò la Granger, Potter si sedette nella poltrona accanto a cui lei aveva preso posto. "Ho parlato con il minstro della magia americano, gli ho raccontato di te, mi è sembrato molto interessato. Ha parlato di offrirti un lavoro, vorrebbe incontrarti. Fra una settimana. Ti comunicherò dove e quando" concluse la ragazza, il suo tono era molto contrariato, non aveva mai visto Draco felice ed Harry così sereno.
"non puoi" una voce dall'ingresso della stanza intervenne. "Percy" esclamò sorpreso Harry "Non puoi andartene. Non puoi trasferirti in america. Sei nato qui, hai lottato per questo paese ed ora non puoi abbandonare tutto. Ti offro anche io un colloquio, fra una settimana" concluse il ministro della magia inglese. Harry era incredulo, ma contentissimo, accettò entrambi i colloqui, ma non riusciva a smettere di pensare a draco che baciava un altro. Ed in quel momento la porta si aprì e charlie fece il suo ingresso gridando: "Harry, Draco ti aspetta in macchina" per poi dirigersi in cucina.
"Bene credo di dover andare. Grazie mille Arthur, Molly, sono stato benissimo" tra baci ed abbracci riuscì con molta difficoltà a liberarsi e a uscire.
Raggiunta una volta la macchina calò un silenzio imbarazzante. Arrivarono a casa che ora mai il sole era calato, non si erano rivolti la parola, ognuno perso nei proprio pensieri, ma ognuno in ricerca dell'altro, si accostarono a letto e lì Draco strinse a se Harry "Scusami per oggi, scusami per tutto, non avrei mai dovuto coninvolgerti in tutto questo" e poi lo baciò.
Draco stava piangendo, Harry poteva sentire la pelle bagnata del biondo ragazzo. Non capiva quelle parole, riusciva solo a pensare a quel bacio di cui era stato testimone. Continuarono ad accarezzarsi gentilmente in silenzio fino a quando il sonno non li colse.
