"Brittany, è semplicemente meravigliosa!" esclamò Rachel vedendo il capo di abbigliamento che le aveva commissionato.
"E' venuta discretamente," rispose Brittany distrattamente voltando lo sguardo verso il salotto, sperando così di evitare la filippica che stava per cominciare.
"Dovresti davvero diventare la mia sarta personale, ho un assoluto bisogno di qualcuno con le tue doti straordinarie che mi assista con il mio guardaroba."
"No, grazie, ho già un lavoro."
"Ma potrei pagarti di più!" si lamentò Rachel con aria affranta.
"Lo so, ma mi piace lavorare con Santana," replicò sollevando le spalle, "E' l'unica cosa del mio lavoro che mi fa desiderare andare in ufficio ogni mattina, e non voglio lasciarlo per qualcos'altro, non voglio stare senza di lei."
"Assumerò anche lei," insistette con testardaggine.
"Non credo che accetterebbe," rise Brittany.
"Almeno fammi un paio di pantaloni abbinati, non credo di avere niente che ci stia bene."
"Non mi va. Ho già tonnellate di lavoro e voglio passare il mio tempo libero con Santana," al momento non aveva troppe cose da fare, ma non voleva nemmeno assecondare il melodramma di Rachel più del necessario.
"Ti pagherò il doppio."
Brittany sospirò, voleva davvero continuare a preparare dei bei pranzetti per Santana, e con quei soldi avrebbe persino potuto permettersi di portarla in qualche ristorante raffinato, "Va bene," brontolò alla fine.
"Eccellente!" canticchiò Rachel prima di ritirarsi nella sua stanza.
"Dai un dito e ti prendono il braccio," commentò Mercedes dal divano quando Brittany si sedette con loro.
"Ma mi pagherà bene."
Mercedes si avvicinò al fianco di Sam mentre lui era impegnato a scorrere il menù di NetFlix, "Comunque quella donna non sa accettare un no come risposta a meno che non si passi alla violenza."
"Se sta cercando di allontanare Brittany da Santana è probabilmente quello che otterrà," commentò Sam distrattamente continuando a navigare nel menù.
"Che cosa avete scelto?" chiese Brittany.
Mercedes sospirò, "Ancora niente. Stasera tocca a Sam scegliere qualcosa fra i miei preferiti ma ci sta mettendo una vita."
"Dalle descrizioni non si riesce mai a capire di cosa parlano," rispose sottovoce leggendo la didascalia di Donne – Waiting to Exhale.
Brittany sorrise e si chiese se anche lei e Santana avrebbero potuto fare qualcosa di simile, le sarebbe piaciuto dare un'occhiata ai film preferiti della sua ragazza, "Vi dispiace se vi faccio compagnia?"
Mercedes fece una risatina, "E' casa tua, dovrei essere io a chiedertelo."
"Per me non c'è problema," rispose Sam, "Ma se sei libera perché non passi un po' di tempo con la tua dolce metà?"
Brittany abbassò lo sguardo sul pavimento per nascondere la preoccupazione nei suoi occhi, "Lavora ancora fino a tardi. Abbiamo passato parecchio tempo insieme ultimamente, quindi è rimasta un po' indietro."
Sam le lanciò un'occhiata, "Più indietro di te?"
"Già, oppure vuole prendersi una pausa da me, non lo so."
Sapeva di essere ingiusta, Santana era sempre stata gentile e affettuosa, ma dato che anche qualcun altro aveva trovato quell'informazione un po' sospetta, le sue preoccupazioni erano tornate a galla.
"Oh, piantatela. E' pazza di te, Sam ha detto di aver solo accennato alla vostra serata Dungeons and Dragons e lei ha accettato l'invito di buon grado. Io amo Sam e mi fa piacere essere coinvolta nelle sue cose di fantascienza, ma non è mai riuscito a trascinarmi al Super Games."
"Per ora!" aggiunse lui, "E vorrei sottolineare che si trattava di un gioco di ruolo da tavolo personalizzato ispirato a Dungeons and Dragons, non il gioco stesso. D&D ha delle regole e delle stat completamente divers-"
Mercedes gli mise un dito davanti alla bocca, "Piccole dosi, amore, riesco a reggere solo le piccole dosi."
Sorridendo, Brittany si rannicchiò sul divano per prepararsi a guardare quello che Sam avrebbe scelto, quando improvvisamente sentì squillare il telefono. Incuriosita, lo estrasse dalla tasca ed ebbe un tuffo al cuore quando vide il nome di Santana comparire sullo schermo.
Si alzò rapidamente dalla poltrona e corse dritta in camera sua, chiudendo la porta per avere un po' di privacy, "Pronto?"
"Ehi, ho appena finito un bel po' di lavoro e sto uscendo dall'ufficio, mi chiedevo se potessi fare un salto lì?"
"U-un salto qui?" balbettò guardandosi intorno e notando il disastro che la circondava, non aveva previsto che Santana entrasse nella sua stanza così presto, ma dato che stava per succedere di sicuro doveva fare qualcosa per migliorarne l'aspetto.
"Già, pensavo, non so, potrei prepararti la cena se vuoi."
"La cena? Per me?" chiese, e il suo cuore prese a battere forte per poi quasi fermarsi di colpo quando si ricordò in che stato versasse la cucina.
"Che ne dici di un po' di lasagne?"
"Ehm, non saprei, non ne sono mai andata matta ma sono sicura che mi faresti cambiare idea."
Ci fu una lunga pausa della quale fu solo parzialmente consapevole mentre correva su e giù per la camera raccogliendo abiti e gettandoli nell'armadio.
"Davvero?" rispose Santana con tono sorpreso.
"Ma se è quello che ti va di fare mi piaceranno di sicuro, te lo giuro!" la supplicò desiderando di aver tenuto chiusa la sua boccaccia.
"Posso fare un pasticcio di carne."
Brittany non l'aveva mai sentito nominare, ma si rifiutò di discutere anche questa proposta, "Mi sembra delizioso."
"E cosa mi dici del gelato alla vaniglia?"
"Uhm, magnifico," rispose distrattamente sedendosi sul pavimento e usando la forza delle gambe per chiudere le ante dell'armadio.
"Ti piace davvero?" dal suo tono si capiva che non era troppo convinta della sua risposta precedente.
"Non particolarmente, preferisco il sorbetto arcobaleno ma anche la vaniglia non mi dispiace, quindi se vuoi quella va benissimo," si affrettò ad aggiungere.
"Io... ehm, okay, allora sorbetto arcobaleno sia," rispose Santana sembrando completamente spiazzata, "Ci vediamo fra poco allora."
"Okay, a dopo, ciao," la salutò Brittany prima di riagganciare, precipitarsi fuori dalla camera e dirigersi in cucina.
Sam la osservò mentre si affrettava a pulire la cucina, "Devo presumere che la signorina Lopez sta per raggiungerci?" chiese facendo una risatina.
"Non è divertente, sta venendo a prepararmi la cena e questa cucina è un disastro."
Mercedes si mise a sedere composta e lanciò un'occhiataccia a Sam, "Vedi? Lei sa come trattare una signora, perché quando vengo io la cucina non è mai pulita?"
"Vieni con l'intenzione di prepararmi la cena e possiamo raggiungere un accordo," rispose Sam ridacchiando e guadagnandosi così uno schiaffo sul braccio, "Scherzavo! Stavo scherzando!"
"Cos'è tutto questo baccano, riesco a malapena a distinguere un si da un la bemolle, ho bisogno di silenzio quando faccio i miei esercizi vocali," intervenne Rachel indignata avvicinandosi dal corridoio.
"Santana sta venendo qui e Britt sta cercando di pulire un po'," spiegò Sam.
Rachel fece un sospiro e si fermò davanti al bancone che dava sul lavandino della cucina, "Brittany, tesoro, se sei così preoccupata che veda questo disastro non credi che dovresti sforzarti di tenerla in ordine?" le chiese con quel suo modo di fare condiscendente.
"Sì," borbottò Brittany, "Ma oggi toccava a te pulire la cucina."
"Non capisco come tu faccia a stabilire una cosa del genere."
"Perché è sulla tabella dei turni," intervenne Sam fra un bacio rappacificante e l'altro alla sua ragazza.
"Quale tabella dei turni?" chiese Rachel con una risata.
Brittany si accigliò e indicò il grande calendario attaccato con le calamite al frigorifero che riportava chiaramente il suo nome sulle faccende domestiche.
"Ah, è questo che significa allora. Credevo volesse dire che oggi toccava a me dire a qualcun altro di farlo."
"Ma non ha senso," si lamentò Brittany con aria minacciosa.
"Sono d'accordo, è per questo che non l'ho mai seguito. Non importa, non l'avrò fatto nei miei giorni prestabiliti ma ho lavato i piatti più di una volta quindi non c'è problema."
"Tipo due volte da quando sei qui," sbuffò Sam con una risatina, "E a quanto pare pensi che pulire la cucina significhi solo lavare i piatti."
"Beh, e che altro dovrebbe significare?"
"Significa pulire la cucina. Cioè farla apparire pulita invece che incasinata ma con un lavandino in ordine."
"Beh, e perché nessuno me l'ha detto? Credevo che fosse una cosa da persone comuni lasciare la casa sempre un po' in disordine. Penso che renda le cose più autentiche ed affascinanti."
"Te l'abbiamo detto, solo che tu non ascolti," replicò Brittany sottovoce riponendo i piatti puliti nelle credenze.
Rachel gonfiò le guance con aria di chi ha appena subito un affronto, "Io ascolto sempre!"
"Non è vero, oltre alla mia convinzione personale della tua incapacità di ascoltare, ho sentito Sam e Brittany dirtelo almeno in tre diverse occasioni," intervenne Mercedes.
L'atteggiamento di Rachel si sgonfiò immediatamente, "Oh, beh, chiedo scusa non lo sapevo. Ti do una mano allora," disse iniziando a riordinare il bancone.
Dato che Rachel era impegnata con la cucina, Brittany si recò in salotto a raccogliere tutti i giornali e le riviste.
Sam si alzò in piedi e le si avvicinò in modo che potesse sentirlo solo lei, "Vuoi che io e Mercedes ci spostiamo in camera?" le chiese indicando la sua ragazza.
"Ehm..." rispose Brittany diventando tutta rossa.
"Ah, hai bisogno di uno chaperone, eh?" le chiese sottovoce.
"No!" rispose immediatamente, per poi aggiungere poco dopo con aria contrita, "Forse..."
"Non c'è problema," la rassicurò lui tornando sul divano.
Brittany si sentì in colpa per aver chiesto loro di restare e fare da intermediari, ma voleva davvero evitare incidenti come l'ultima volta. Si vergognava di essere così nervosa all'idea di portare la loro relazione ad un livello successivo, e se c'erano altri nei paraggi quella sensazione poteva essere evitata almeno per un altro giorno. E per quanto fosse spiacevole e inutile evitare situazioni intime con la donna con cui voleva disperatamente entrare in intimità, pensò che sarebbe stato ancora peggio dirle che aveva crisi di panico riguardo alla sua inadeguatezza fra le lenzuola.
Quel solo pensiero la fece rabbrividire.
"Sam, sembra che oggi tocchi a te pulire le aree comuni," disse Rachel fiaccamente mentre osservava il calendario più da vicino.
"Lo farò più tardi," rispose lui sedendosi sul divano e continuando a cercare un potenziale film.
"E gliela fai passare liscia così?" sbuffò Rachel rivolgendosi alla donna al suo fianco.
"Rachel, cercare di costringere un uomo a pulire in casa sua è un viaggio lungo e doloroso, e io sono qui solo per godermi un film col mio ragazzo."
"Non c'è problema," disse Brittany continuando a riordinare qualsiasi cosa sembrasse fuori posto.
Rachel aggrottò le sopracciglia, "Beh, e come farà ad imparare se non glielo insegni adesso?"
"Non parlare di me come se non fossi qui," sospirò Sam.
"Ho detto in casa sua, se vivessimo insieme casa nostra sarebbe immacolata perché è così che la lascerebbe," ripose semplicemente Mercedes, "Giusto?" aggiunse voltandosi verso di lui.
"Sissignora," rispose sorridendo felicemente e Brittany capì che stava sorridendo al pensiero che un giorno avrebbero vissuto insieme.
Si domandò per un momento come sarebbe stato vivere con Santana, pensiero che le riempì il petto di gioia, che fu interrotta quando si ricordò di non avere la minima possibilità di sopravvivere a quell'eventualità se avesse continuato ad evitare di stare sola con lei.
Facendo uscire un sospiro profondo, andò a pulire anche il bagno, non che fosse particolarmente sporco dato che l'aveva pulito solo pochi giorni prima, ma se Santana ne avesse avuto bisogno avrebbe dovuto brillare.
Di tutte le cose che sapeva cucinare, il pasticcio di carne era forse quella che le piaceva di meno, oltre che una pessima scelta per mostrare le proprie doti culinarie. Santana non sapeva come mai l'avesse proposto, tutto ciò che ricordava era che fosse rimasta spiazzata dal fatto che Brittany non avesse gli stessi gusti di Felicia, e quindi aveva proposto la prima cosa che le era venuta in mente. Anche se Felicia le aveva spiegato più volte che avevano gusti diversi, era comunque una cosa snervante a cui assistere.
Le aveva fatto quella domanda sul gelato per vedere se almeno quello fosse uguale per entrambe, ma non era così e per quel motivo aveva dovuto fare visita a tre diversi negozi di alimentari fino a che non aveva trovato il sorbetto arcobaleno. Poco male però, avrebbe comunque dovuto fermarsi almeno una seconda volta dato che in auto aveva solo gli ingredienti per le lasagne, e ricordava ben poco di quello che le sarebbe servito per il cambio di menù.
Quindi si era aggirata al Da Ralph per circa mezzora con il telefono in mano per cercare la ricetta e gli ingredienti necessari, cosa che la fece ritardare più del previsto. Riuscì comunque a raggiungere l'appartamento di Brittany prima che fosse troppo tardi, il tutto mentre era impegnata a memorizzare la ricetta per non mostrarsi alle prime armi.
L'idea era scaturita dal pensiero che Brittany le aveva cucinato il pranzo in più di un'occasione e la prima volta che lo aveva fatto lei era stato per Felicia. Ora il piano le sembrava sciocco dato che non aveva la più pallida idea di cosa piacesse a Brittany e che non fosse stata nemmeno invitata. Ma quando bussò alla porta e questa si aprì mostrando la sua ragazza con l'espressione di chi aveva appena ricevuto il regalo migliore del mondo, sapeva che qualsiasi cosa sarebbe successa il piano non sarebbe stato poi così male.
Brittany la guardò con quel suo sorriso acceso e vibrante e in qualche angolo spontaneo e incontrollato della sua mente scaturì il pensiero Anch'io adoro quando sorridi...
Ma non era qualcosa che doveva pensare, quindi lo ricacciò indietro ed entrò in casa.
Di tutte le volte in cui era stata lì, questa di certo era quella in cui l'aveva trovata più pulita. Anche il tavolo della sala da pranzo, di solito occupato da un computer, ora era completamente sgombro. Si meravigliò della sua trasformazione, e addentrandosi i suoi occhi si accorsero della familiare presenza di Mercedes e Sam seduti sul divano. Accennarono entrambi un breve saluto per poi riportare l'attenzione sullo schermo e, per l'ennesima volta, Santana fu colpita da un'ondata inquietante e surreale alla vista di quei due insieme.
Una sensazione intensificata quando venne avvicinata da Rachel Berry, la quale aveva evidentemente l'abitudine di invadere lo spazio personale altrui e metterli a disagio.
"Buonasera, Santana, ci tengo a farti sapere che il tuo arrivo ha provocato un po' trambusto, in senso buono ovviamente," spiegò facendo una risatina che nessuno ricambiò. Santana stava cercando di mettere un po' di spazio fra loro e Brittany le stava lanciando occhiate di fuoco, "Spero che tu venga a trovarci più spesso, magari potremo persino ottenere una spolverata ai mobili."
"Rachel, ti prego vattene," le disse Brittany con voce così bassa che sembrò praticamente un sospiro.
"Oh, non indugerò ulteriormente ma vorrei chiederti, Santana, in quanto donna di status più elevato forse potrai aiutarmi a risolvere un piccolo malinteso. Quando si dice 'pulire la cucina' si intendono i piatti, giusto?"
Santana la fissò con aria confusa, "No, significa pulirla tutta quanta, piatti compresi."
Rachel si accigliò, "Mmh, quindi o mi sbaglio io o dovrei chiedere a qualcuno di rango più elevato. Sono certa di non essere la sola a-"
"Grazie, Rachel, ciao!" intervenne Brittany spingendo la donna verso la sua camera.
Con aria completamente scandalizzata, Rachel aprì la bocca per commentare ma grazie al cielo Mercedes, che aveva assistito alla scena, era giunta a recuperare la sua amica, "Scusala, ha un caso cronico di afta epizootica," spiegò la donna portandola via.
Brittany stava arrossendo e sembrava parecchio a disagio, per un attimo Santana si preoccupò che quel momento potesse provocare l'uscita di Felicia, ma poi la vide deglutire a fatica e guidarla verso la cucina.
"Non capisco perché n-non se ne stia mai zitta," commentò Brittany con quel tono debole che usa quando è in imbarazzo.
"Chiaramente per attirare l'attenzione, ma credo che le sia andata male perché sono qui solo per vedere te," rispose Santana cercando di alleggerire la tensione e tranquillizzarla.
Le sue parole ebbero l'effetto desiderato, quel sorriso illuminante fece ritorno, e per qualche ragione il solo vederla sorridere felice provocò in Santana l'impulso di baciarla. E dato che Brittany era la sua ragazza, non trovò alcuna ragione per non farlo, così lo fece: si avvicinò e la baciò delicatamente. Sfortunatamente finì troppo presto perché sempre da quell'angolo della sua mente spuntò fuori il pensiero, Adoro anche baciarla.
Brittany sembrò disorientata da quell'improvviso gesto affettuoso e si allontanò altrettanto velocemente, ma poi si riprese e l'aiutò a tirare fuori la spesa.
Santana si mise al lavoro in un rassicurante silenzio, con Brittany al suo fianco che osservava ogni sua mossa come se fosse uno chef rinomato in tutto il mondo. Era ovvio che le doti di Brittany fossero molto superiori, eppure continuava a osservarla con completa riverenza e, per quando il pasticcio fu in forno, Brittany era quasi riuscita a convincerla a farsi un programma di cucina tutto suo.
"Okay, deve cuocere per un po', fino a quando la parte sopra diventa scura, poi è pronto."
Brittany annuì e la guidò verso il salotto dove l'altra coppia aveva appena finito di vedere il film e stava iniziando a congedarsi.
"Mi piace guardarti cucinare, ti muovi così armoniosamente," commentò Brittany quando si sedettero sul divano.
Santana fece una risatina, "Devo ammettere che non me l'ha mai detto nessuno."
"Allora nessuno ti ha mai guardata abbastanza da vicino."
Si sentì arrossire di fronte alla sicurezza di quel commento, veniva sempre presa alla sprovvista quando Brittany diceva queste cose con tono così deciso e sicuro.
"Non era niente di eccezionale."
"Lo era perché lo sei tu."
Ed eccole di nuovo, quelle parole pronunciate con nient'altro che la più limpida rassicurazione che fossero vere. La rendeva nervosa perché quei complimenti nei suoi confronti e nei confronti delle sue doti culinarie le stavano facendo battere il cuore ad un ritmo irregolare.
"Beh, è stato bello, ci vediamo," intervenne Mercedes sollevando Santana dall'onere di capire come rispondere.
"Ci vediamo, ehm, signora Jones?" la salutò Santana non sapendo se si dovesse essere formali con una superstar.
L'altra si mise a ridere e si diresse verso la porta con Sam al seguito, "Solo Mercedes, nemmeno mia madre la chiamano signora Jones."
"Ciao, Mercedes," la salutò Brittany allegramente.
"Ciao, Britt, passate una bella serata signore," disse lanciando loro un'occhiolino prima di salutare Sam con un bacio e andarsene.
Onestamente fu un po' strano quando Sam ritornò e si sedette dalla parte opposta del divano iniziando a giocare ad un videogame. Si trovava nella classica posizione da terzo incomodo, ma a Brittany sembrava non dare fastidio e onestamente nemmeno a lei. Nonostante le piacesse restare da sola con lei, alla fine era sempre costretta a farsi una doccia fredda. Per una sera era piacevole non dover avere a che fare con la pressione del sesso, seppure non potesse far finta di non volere che accadesse.
E se inizi ad andare a letto con lei cosa succederà? Che ne sarà del tuo brillante piano di fuga? La rimproverò la sua mente.
Ad ogni modo, quando ci pensò capì di esserci già dentro fino al collo, a prescindere da quello che provava per Brittany, si sarebbe trattato di una rottura vera e propria ed avrebbe finito per ferirla.
Ma più passa il tempo più sarà doloroso...
Lo sapeva. Aveva sempre saputo che non avrebbe potuto far finta di niente. Ma quando si voltò verso di lei e vide quegli occhi brillare di pura adorazione, e la galassia di lentiggini sul suo viso e quel sorriso... non era solo il desiderio di non ferirla che teneva legata Santana, voleva restare. Non era pronta a lasciarla andare, ma a costo di sembrare egoista non era sicura di potersi impegnare completamente con qualcuno malato così gravemente.
L'unica cosa che sapeva era che non voleva pensarci adesso. Non voleva preoccuparsi della possibilità di un futuro doloroso, per quanto fosse immaturo. E quando Brittany si mise a ridere del fatto che Sam avesse mancato un bersaglio, capì anche che non le sarebbe dispiaciuto affatto sentire quel suono per sempre.
"Brittany, se hai un minuto, ho un'intervista fra qualche giorno e non so davvero cosa indossare!" la chiamò Rachel dalla sua stanza.
Sul viso di Brittany si dipinse un'espressione incredula, "Sono con Santana adesso. E perché non vieni qui se hai bisogno di parlarmi?"
"So che sei con Santana, cara, la mia memoria funziona bene, ma ho davvero bisogno di scegliere qualcosa entro sera e mandare la foto al mio agente per approvazione! Se qui non ho niente di appropriato potrei aver bisogno che tu vada a casa mia a prendermi qualcosa!" continuò a gridare Rachel dalla sua camera.
Quando Brittany si voltò verso Sam con aria confusa, lui sorrise, "Mercedes le ha detto di andare in camera sua e restarci. Non credo che Rachel sappia che se n'è andata, oppure sarebbe già qui a infastidirti."
"Ti aiuterò dopo!" le rispose Brittany.
"Non è giusto! Io ti ho aiutata subito quando eri nel bel mezzo di una crisi di nervi da abbigliamento pre-appuntamento!"
"Non era una crisi di nervi!" Volendo chiaramente mettere fine agli sproloqui di Rachel, si voltò verso Santana con aria contrita, "Torno subito," disse prima di alzarsi dal divano e avviarsi velocemente in corridoio.
Quando Santana si ritrovò da sola con Sam, desiderò potersi accontentare di guardarlo giocare in silenzio, ma il suo cervello era occupato a lavorare per mettere insieme i pezzi del puzzle che lui potesse avere. Eppure questo la metteva in guardia sul fatto che ogni risposta che avesse avuto l'avrebbe senza dubbio costretta a prendere una decisione su Felicia e Brittany.
Consapevole del fatto che fosse un po' strano parlare al migliore amico di Brittany di lei, cercò di esordire con un argomento neutrale.
"Posso chiederti come hai conosciuto Mercedes?" gli chiese domandandosi se potesse sentirla dato che sembrava piuttosto concentrato.
"Ogni tanto Rachel organizza feste enormi a casa sua, per far vedere ai suoi amici che è ancora viva, credo. Invita me e Brittany ma di solito ci vado solo io, ad ogni modo l'ho conosciuta ad una di queste feste."
"Voi due dovete essere andati subito d'accordo."
"No, all'inizio credeva che fossi un perfetto idiota, ma l'ho seguita tutta sera e alla fine, con un po' di imitazioni e di aneddoti esilaranti, mi ha trovato abbastanza affascinante da darmi il suo numero."
Santana fece una risatina, "E' così che si conquista una celebrità? Magari avessi saputo che era così facile."
Santana lo fissò incredula per un attimo, ma a quanto pare lui diceva sul serio, "Uscite mai, ehm, da qui?"
Lui scosse il capo, "Non molto. I tabloid andrebbero a nozze con la notizia di lei che frequenta qualche sempliciotto. A lei non darebbe fastidio e nemmeno a me, ma siamo entrambi amanti della privacy quindi non ci facciamo vedere troppo in giro. Quello e anche, sai, l'AND di Rachel ci impedisce di fare qualcosa che attiri l'attenzione qui."
Santana aggrottò le sopracciglia, "Avrei davvero dovuto leggere quella cosa."
"Non importa, ti avrebbe comunque costretta a firmarla in un modo o nell'altro."
Lo osservò giocare per qualche minuto per poi trovare il coraggio di parlare di nuovo, "Spero che non ti dispiaccia se te lo chiedo, cioè, non vorrei sembrarti strana chiedendoti cose che potrei chiedere a Brittany, ma... mi stavo domandando, sai come sono i suoi genitori?"
Lui le fece un sorriso, "Perché? Hai intenzione di conoscerli?"
I suoi occhi si spalancarono a quell'idea, "Niente di così serio, ero solo curiosa. Brittany parla sempre bene di loro ma a volte un'opinione esterna può essere diversa," spiegò un po' in imbarazzo.
Era chiaro che Sam fosse sospettoso sul perché Santana dovesse mettere in discussione quello che le aveva detto Brittany, ma sembrò passarci sopra quando rispose, "Sono persone a posto. Se vuoi un'opinione brutalmente onesta, sua madre è un po'... non saprei quale aggettivo usare, rigida, direi. E' gentile e ama le sue figlie come niente al mondo, ed ha anche preso molto bene il fatto che Brittany fosse gay, ma su altre cose tende ad essere un po' spietata. In pratica è una gran donna ma a volte un po' troppo pragmatica, se capisci cosa intendo."
Non lo capiva ma non sapeva quanto potesse indagare prima che Brittany tornasse, quindi passò oltre, "E che mi dici di suo padre?"
"Oh, è fantastico, è il migliore amico di tutti, quel tipo è praticamente il signor Divertimento. Per il decimo compleanno di Brittany ha trasformato il giardino sul retro in un parco acquatico, ci inseguivamo con pistole d'acqua, c'erano degli scivoli: è stato grandioso." Raccontò con aria trasognata a quel ricordo, "E' un grande, ma..." Sam fece una pausa ed un'espressione preoccupata gli si dipinse sul viso, come se ci fosse qualcosa che non volesse dire.
L'interesse di Santana schizzò alle stelle, "Ma cosa?"
Sam mise in pausa il gioco e si grattò la testa, "Suo padre è davvero un grand'uomo, e ho sempre pensato a lui come ad uno dei miei migliori amici insieme a Britt, ma è proprio quello il problema. Era amico di tutti e Brittany... a volte non aveva bisogno di un amico, aveva bisogno di un padre, capisci?"
Santana annuì in silenzio e guardò Sam ritornare alla sua partita, il suo viso perse la smorfia preoccupata e ritornò ad essere concentrato. Appoggiandosi allo schienale del divano, pensò che tutto quadrava con quello che le aveva detto Felicia. Con una madre severa ed un padre distante, era chiaro che avrebbero potuto non accorgersi dei segnali che la figlia gli mandava come richieste di aiuto.
Il timer del forno squillò e Santana si alzò per tirare fuori il pasticcio di carne, lo posò sul bancone e rimase a fissarlo.
Non sapeva ancora cosa volesse, non aveva idea di cosa significasse avere una relazione con qualcuno con problemi mentali, non era nemmeno sicura di poter gestire le conseguenze di aver scoperto l'esistenza di Felicia.
Ma dopo aver parlato con Sam sapeva che non poteva continuare ad ignorarlo, perché come minimo erano amiche e un'amica non ignorerebbe intenzionalmente una cosa del genere. Un'amica non farebbe finta che sia tutto a posto e preparare la strada per il dolore di un cuore spezzato. Tutti sembravano non essersi accorti dei segnali, e sapeva che come amica doveva fare qualcosa. Anche se si trattava di qualcosa di sbagliato o inutile, come amica aveva il dovere di provare.
Brittany riuscì a sbucarle di fianco in cucina e sorprenderla con un bacio mentre era intenta a fissare la teglia.
"Che c'è?" le chiese preoccupata.
Santana scosse il capo e la avvicinò per darle un altro bacio e impedire al pensiero che si stava facendo strada nella sua mente di uscire. Eppure quando le sue labbra incontrarono quelle di Brittany, sbucò fuori comunque.
Vuoi aiutarla come amica, ma è molto più di questo...
Santana osservò le placide onde sotto il sole del pomeriggio mentre Felicia era seduta di fianco a lei mangiando allegramente il suo cono gelato, cosa con la quale a quanto pare le piaceva concludere i loro appuntamenti.
Quello e tonnellate di provocazioni, pensò quando notò i suoi occhi su di lei.
L'aveva portata a San Diego per cercare di allontanarsi da chiunque potesse conoscere lei, Brittany, o Felicia, così da poter passare una giornata tranquilla insieme. Come al solito l'altra donna si era presentata alla sua porta in shorts e canottiera chiedendo di fare qualcosa di divertente, quindi era meglio che il divertimento avvenisse fuori casa.
Erano state in giro per la città e per negozi, e Felicia aveva persino trovato qualche abito in grado di lasciare il suo corpo ancora più scoperto. Per tutto il tempo aveva parlato senza sosta delle cose che vedevano mentre camminavano, sembrava che dicesse qualsiasi cosa le venisse in mente ogni volta che notava qualcosa, che fosse sensato o meno.
All'inizio era stato un po' fastidioso perché Santana voleva solo chiederle di Brittany e l'altra si era rifiutata categoricamente di discuterne. Ma quando Santana si era rilassata ed aveva accettato il fatto che Felicia non era solo una macchina di risposte, aveva trovato i suoi commenti piuttosto divertenti. Era divertente quanto Brittany ma in modo più disinvolto, sembravano condividere lo stesso amore per le cose semplici e una quasi infantile meraviglia per le cose che catturavano il loro interesse.
Motivo per cui quando fecero una pausa per sedersi su una panchina che dava sull'oceano, Santana si ritrovò in un serio impaccio. Stava osservando l'acqua brillare con varie sfumature di arancione sotto la luce del sole, perché se avesse guardato Felicia, e davanti a quegli occhi chiari e limpidi avesse provato quell'inspiegabile attrazione, avrebbe capito che forse si stava innamorando anche di lei, e di certo non poteva succedere. Questa era l'altra donna, l'altra personalità di Brittany, e se avesse ricevuto l'aiuto di cui aveva bisogno Felicia sarebbe scomparsa.
Azzardando un'occhiata, si voltò verso di lei e vide che sorrideva, ma non era il suo sorriso seducente o provocante, era lo stesso dolce e appagato sorriso che usava Brittany e che le faceva stringere il cuore.
Ignara del trambusto che stava provocando, Felicia le offrì del gelato, "Ne vuoi un po'?"
"No, grazie," rispose Santana con voce debole.
"Sei sicura? E' buonissimo, assaggia," annullò la distanza fra loro e avvicinò Santana in un bacio appassionato che le fece battere forte il cuore.
Allarmata, spinse via Felicia e cercò di calmare il battito irregolare che non accennava a rallentare, e sentì bruciare gli occhi perché non voleva che le cose andassero in quel modo. Non voleva essere bloccata in questo limbo, dover capire come aiutare qualcuno con dei problemi così gravi. Voleva scappare lontano e restare allo stesso tempo. Ma mentre era troppo occupata a tergiversare, aveva permesso sia a Brittany che a Felicia di entrarle dentro, e se voleva farcela doveva iniziare a prendere delle decisioni difficili.
"Felicia," disse seriamente, "Dimmi cos'è successo."
L'altra non ebbe bisogno di ulteriori indizi per capire a cosa si riferisse, il suo sorriso scomparve e posò gli occhi sul gelato con aria triste, "Perché vuoi sempre parlare di lei?"
Santana rimase sorpresa, "Perché? Non è ovvio?"
"Ma ho già risposto ad un sacco di domande su di lei," rispose con aria sinceramente turbata," Mi porti fuori per un giorno intero e l'unica cosa che vuoi fare è parlare di Brittany. Non ti sei disturbata a farmi nemmeno una domanda su di me."
"Mi... mi dispiace," E le dispiaceva davvero, aveva dimenticato che per Felicia la sua vita era soltanto sua e non era una copia sbiadita o imperfetta di un'altra, "Non intendevo ferirti, ma... devi capire che è difficile per me. Non ho mai avuto a che fare con qualcuno con una doppia personalità. Non sto cercando di essere cattiva o negligente, ma devo assolutamente sapere di lei e sei l'unica persona a cui posso chiedere."
Felicia sospirò e strofinò i piedi sul pavimento, "Se ti dico tutto prometti di sforzarti ad apprezzarmi di più?"
Santana riuscì a nascondere dietro ad un'espressione impassibile il fatto che quella domanda le avesse provocato un acuto dolore al petto, "Non posso prometterti di non chiederti più di lei, ma ti prometto di scoprire più cose su di te. E giusto per la cronaca, Felicia, mi piaci molto."
Quegli occhi azzurri tornarono a brillare mentre allungò la mano per prendere quella di Santana, "Farò in modo che tu mantenga la parola."
Santana le strinse la mano e sorrise, "Non mi aspetto altro."
Nota dell'autrice: Proprio così, signore e signori, nel prossimo capitolo scoprirete le origini di Felicia.
Grazie per il supporto, la lettura, i commenti, e le review, mi fa sempre molto piacere sapere cosa ne pensate.
