"Dovrei farti arrestare per violazione di domicilio…" disse Regina con le mani sui fianchi guardandola di traverso. "Ah, dimenticavo, lo sceriffo sei tu…" aggiunse con ironia.
Emma si girò verso di lei, tenendo ancora in mano uno dei suoi libri.
"Credevo fossi a casa a divertirti con il tuo ladro." rispose acida.
Regina le lanciò un occhiataccia per poi risponderle a tono.
"E io credevo che se proprio avessi voluto infastidire qualcuno saresti andata dal tuo pirata, invece di intrufolarti nelle case altrui."
"Il pirata non mi interessa."
"E da quando?" chiese la mora, sorpresa.
"Non mi è mai interessato di lui."
"La salvatrice sta diventando proprio oscura." commentò il sindaco.
Emma le indirizzò uno sguardo indecifrabile prima di risponderle.
" Sono successe molte cose."
"Che ovviamente ci hai fatto dimenticare."
"Si."
Regina sospirò, rischiando seriamente di perdere la pazienza.
"Hai informato il tuo amante che non state più insieme?" le chiese fingendo che la cosa non le interessasse.
"E tu hai informato il tuo?" rispose sprezzante l'Oscuro, eludendo la sua domanda.
La mora la guardò confusa.
"Come fai a saperlo?" chiese avvicinandosi di un passo a lei. " Ci hai spiati di nuovo?"
Emma rimase un attimo frastornata dalla notizia.
"L'hai lasciato?" chiese sorpresa, e per un attimo sembrò che fosse tornata semplicemente Emma.
"Si." sussurrò la donna, distratta dal cambiamento della salvatrice.
"Non credevo che l'avresti fatto." rispose lei, tornando fredda e distaccata, come poco prima.
Regina non riuscì a nascondere la delusione nelle sue parole.
"Come sai che volevo farlo?" chiese dopo qualche secondo.
"Storia lunga…." commentò con noncuranza la bionda.
"Ne abbiamo parlato a Camelot?" chiese la mora stringendo un po' gli occhi, come se sforzandosi avrebbe potuto vedere la risposta negli occhi della donna di fronte a lei.
"Forse…"
"Odio i giochetti lo sai…" disse irritata Regina.
Emma sorrise e si avvicinò a lei.
"Era solo questione di tempo, sei troppo intelligente per stare con un idiota del genere." spiegò.
"Disse la figlia dei due idioti." commentò l'altra.
"Lo sai anche tu che non è alla tua altezza, e ha avuto anche il coraggio di tradirti."
"Non ne voglio parlare." Rispose cupamente la mora.
" Lo so."
Emma la guardò intensamente negli occhi per poi avvicinarsi maggiormente a lei, costringendola ad arretrare, fino a che Regina non si trovò con le spalle al muro.
"Credi di intimidirmi?" chiese la mora, mascherando la tensione con un sorriso.
La bionda sorrise a sua volta, accarezzandole la guancia e facendola così sobbalzare.
"Si."
"Non mi fai paura, ho già dovuto affrontare un oscuro."
"Ma non me."
"Ti ho già combattuta."
"E hai perso."
"Chi ti dice che io abbia perso?" chiese sprezzante Regina.
"Ho spezzato la tua maledizione…" replicò Emma, inarcando le sopracciglia.
"Forse era quello che mi serviva, adesso ho di nuovo mio figlio e…"
"E…?"
" Niente." rispose la mora alzando le spalle "Non cerco più la vendetta, solo…"
"Il tuo lieto fine." concluse per lei Emma.
Regina la guardò negli occhi, per poi cercare di fare breccia nella sua umanità, la stessa che aveva intravisto nei suoi occhi un attimo prima. "Si lo stesso che avresti tu, se la smettessi di giocare a fare la cattiva e ti facessi aiutare."
"Chi ti dice che io no abbia già il mio lieto fine?" le rispose sorridendo l'Oscuro.
"E quale sarebbe? Essere l'oscuro e stare sola per tutta la vita?"
"Credi che non possa avere nessuno?" chiese Emma con un accennò di rabbia nella voce.
"Certo che puoi!" esclamò la mora per poi addolcire il tono della voce. "Ma non puoi passare tutta la vita a combattere contro la sete di potere, non sarai mai felice cosi e finirai per distruggere con le tue mani ciò che ami."
Il viso di Emma si contrasse a quelle parole, la verità che bruciava nel suo cuore avvolto dalle tenebre.
Regina, notando la sua titubanza continuo.
" Tu non vuoi perdere Henry , i tuoi genitori e…" si bloccò di colpò, rendendosi conto di quello che stava per dire.
L'Oscuro colse al volò l'occasione e chiese: " E chi?"
"La città…" balbettò la mora, abbassando lo sguardo.
"Bugiarda!" esclamò la bionda. "Non stavi per dire quello e lo sai." Emma le sollevò il viso con le dita costringendola a guardala negli occhi. "Sai una cosa che non è cambiata è il mio superpotere: io so sempre quando menti." concluse, avvicinando il viso al suo.
Regina deglutì. Il respiro di Emma, bollente sul suo viso la mandava in confusione, facendole il battere il cuore come non mai.
"Emma …" sussurrò con voce roca.
"Rispondimi." ordinò imperiosa la bionda, facendo accelerare ancora di più il suo cuore.
Passò un attimo che parve infinito prima che Regina rispondesse.
"Me."
Emma si avvicinò ancora di più, quasi a volerla baciare, ma all'ultimo secondo deviò e accostò le labbra al suo orecchio destro.
"Lo so." la sentì sorridere in un sussurrò sulla sua pelle prima che si dissolvesse nella nuvola nera della sua magia, lasciando Regina esterrefatta, poggiata al muro.
