Era poco dopo mezzogiorno quando Heles parcheggiò l'auto nel viale dei genitori di Milena.
-Hai detto loro che sarei venuta anch'io?- chiese Heles preoccupata. Si sentiva così a disagio. Non vedeva i genitori di Milena da tantissimo tempo. E il fatto che sapeva benissimo che non approvavano la sua amicizia con la figlia, non la aiutava per niente.
-Rilassati Heles, loro non sanno niente. Però se continui a essere così tesa, intuiranno che c'è qualcosa. - scherzò Milena.
-Dici sul serio?- chiese Heles. Era così confusa, non riusciva a capire se Milena stava scherzando oppure no.
-Certo non potranno mai immaginare cosa hai fatto alla loro figlia l'altra notte.- disse Milena ridendo.
-Non prendermi in giro- disse offesa.
Milena allora le afferrò la mano, intrecciò le dita alle sue e disse: -Andrà tutto bene, Heles. E se la cosa dovesse essere troppo pesante per te, ti autorizzo ad andare via. Sai, le porte non sono chiuse a chiave- scherzò Milena.
Heles sorrise alla sua battuta. Aveva sempre quest'effetto su di lei. Sapeva sempre come calmarla. Avrebbe voluto tanto baciarla, ma la paura che qualcuno le avrebbe viste la fermò.
Scesero dall'auto e bussarono alla porta. Furono aperte dalla madre di Milena. Dallo stupore del suo viso, Heles capì che non le aveva detto della sua presenza.
-Ciao tesoro ti vedo benissimo. Sei bellissima oggi- disse la madre di Milena.
-Sono finalmente felice- disse Milena lanciando uno sguardo complice a Heles.
La madre di Milena si fece da parte e le due entrarono.
-Sono felice di rivederti. Come stai?-
-Bene, grazie. Ho saputo che è stata poco bene. Mi dispiace. Spero che ora stia un po' meglio- disse Heles.
La madre di Milena era una donna gentile e dolce. Anche se non condivideva la scelta di Milena di andare a vivere con Heles, si era sempre comportata educatamente nei suoi confronti.
-Dov'è Toy?- chiese la madre.
-E' dovuto partire per lavoro. Torna tra una settimana.- rispose Milena. La madre era sempre contenta quando Toy andava a trovarla. Forse vedeva in lui il figlio maschio che non aveva avuto.
Ora però dovrai abituarti ad avere un'altra femmina come figlia pensò Milena e la cosa la fece sorridere.
-Accomodatevi pure in salotto, io vado in cucina a finire le ultime cose-
-Quando ci raggiunge papà?- le chiese Milena
-Sta per arrivare- rispose la madre.
Heles e Milena si sedettero sul divano. Heles si guardava intorno. Non era cambiato molto dall'ultima volta che era stata in quella casa. Ad eccezione per alcune foto.
-Questo divano è così comodo- disse Heles
-Dovremmo comprarlo anche noi. Sai per i nostri esercizi- disse Milena mettendo maggior enfasi sulla parola "esercizi".
-Hai una mente malata, lo sai?Ci sono tante foto qui. Una con lui non c'e?-
-Non ho mai voluto farla- rispose Milena
-Ho voglia di baciarti- le sussurrò Heles all'orecchio.
-Alzati, vieni con me- le disse Milena alzandosi dal divano.
Milena la portò nella sua vecchia stanza. Era perfettamente come l'aveva lasciata. Su uno scaffale c'erano ancora le sue foto di quando frequentava il liceo.
Heles la guardava mentre sfiorava con le dita il suo violino. Aveva sempre amato sentirla suonare. Ora però non lo suonava più.
-Da quanto tempo non suoni?-
-Da quanto sei andata via- lei era abituata a suonarlo per lei.
-Suonami qualcosa- disse Heles
-Non so se posso farlo-
-Certo che puoi. Tu sei legata a questo violino-
Milena dopo un attimo di esitazione incominciò a suonare. Mentre suonava, chiuse gli occhi e il suono del violino le fece ricordare tutti i bei momenti trascorsi con Heles. Prima di Toy, prima della malattia della madre. Quando smise di suonare Milena la guardò negli occhi e le disse-rivoglio quei momenti, Heles. Quando eravamo solo tu e io-
Heles si avvicinò le accarezzò il viso e le disse -tornerà tutto come prima. Te lo prometto- e la baciò. Fu un bacio ricco di passione. Una passione che colpì entrambe come un tornado.
-Heles smettiamola- gemette Milena – se continuiamo così, non rispondo più di me-.
-Andiamocene. Ricordi, mi hai detto che potevo andare se fosse troppo pesante. Beh è pesante per me staccarmi da te-
-Possiamo sempre chiudere a chiave. Credo che sia da qualche parte qui dentro.-
-E cosa diremo ai tuoi se ci sentono?-
Furono interrotte da un lieve bussare alla porta. Heles si staccò subito da Milena che disse -entra è aperto-.
-Tesoro è pronto, tuo padre ci sta aspettando-.
-Arriviamo- disse Milena
Prima di andare a pranzo Milena afferrò Heles per il braccio e la baciò poi le sussurrò: -Sei pronta?-.
-Andiamo- rispose Heles

Il padre di Milena era un uomo tutto d'un pezzo. Non vedeva la figlia da più di due settimane e non la salutò nemmeno con un abbraccio. Heles a volte non capiva perché Milena si sentisse così legata a quell'uomo.
L'aria durante il pranzo era molto pesante. Per uno strano motivo Heles si sentiva sotto esame. La tensione si poteva tagliare con il coltello. Anche se nessuno aveva detto ancora niente, entrambe sapevano che presto sarebbe successo qualcosa.
-Allora dov'è il tuo fidanzato?- chiese il padre all'improvviso.
-Non è il mio fidanzato- rispose seccata Milena.
-Solo perché non hai un anello al dito, non significa che tu non sia fidanzata con lui. - continuò il padre senza guardarla negli occhi.
-Sembra tanto che tu lo ami molto più di me- mormorò Milena d'istinto.
Uno sguardo al volto del padre e Milena subito capì di aver sbagliato. Heles invece sembrava orgogliosa dell'atteggiamento di Milena.
-Come osi parlarmi così? E' lei che t'influenza? Toy lo sa che ti lasci influenzare da questa donna?- Il tono del padre di Milena non lasciava spazio all'immaginazione. Non approvava la presenza di Heles nella vita della figlia.
-Non parlare di lei con quel tono. E ricordati che lei è qui davanti a te; quindi, abbi un po' di rispetto- esitò Milena.
-Se vuoi proprio saperla tutta il tuo adorato Toy mi lascia tutti giorni a casa con questa donna. A lui non interessa se io ….- ma uno sguardo di Heles la fece bloccare. Presa dall'ira stava per spifferare tutto ai genitori, con il pericolo di far avere un infarto alla povera madre.
-Se tu cosa?- chiese il padre. Non avendo nessuna risposta il suo viso impallidì di scatto, come se avesse appena avuto una brutta notizia.-Stai dicendo che tu e lei ….-
Ecco la situazione era sfuggita di mano. Heles aveva temuto proprio questo. L'unica cosa che poteva fare ora, per riparare a quella situazione, era mentire. Come se nulla fosse, Heles alzò lo sguardo dal piatto e disse –Credo che sia meglio finirla qui. Signore, con tutto il rispetto, credo che lei stia fraintendendo le parole di sua figlia. Fra me e lei, le posso assicurare, non c'è niente. Io non vado a letto con sua figlia. Penso che quello che volesse dirle Milena è che deve far scendere Toy dal piedistallo. In fondo lui non è suo figlio.- Milena era sbalordita dal sangue freddo di Heles. Quando aveva iniziato a parlare, aveva temuto per la sicurezza del padre. Invece Heles aveva parlato con calma e l'aveva difesa.
-Ora se volete scusarmi, io sono stufa di stare qui a farmi insultare.- così dicendo si alzò e rivolgendosi a Milena disse –Io vado, tu resta se vuoi. Vengo a prenderti più tardi. E' stato un piacere rivederla signora.-
-Heles, aspetta!- disse Milena alzandosi e raggiungendola fuori.
-Heles, fermati!-
-Torna dentro Milena. E' la tua famiglia. Il fatto che non accettano me, non vuol dire che tu debba rinunciare a loro. - le disse Heles senza guardarla negli occhi.
-Sei tu la mia famiglia.- sussurrò Milena –Sei tu quella che riesce sempre a capirmi. Io non sto parlando così perché ora andiamo a letto insieme. Credimi Heles è sempre stato così. Da quando ci siamo incontrate sei tu la persona più importante della mia vita-.
-E tu sei la mia famiglia- disse Heles e la strinse forte a sé – L'unica che io abbia mai avuto-
Le due rimasero abbracciate per un po', senza preoccuparsi degli altri poi Heles le sussurrò nei capelli.
-Torna dentro e cerca di sistemare le cose con tuo padre. Io vengo a prenderti più tardi. –
Milena era sorpresa dall'atteggiamento di Heles. Sapeva che, anche se non condivideva il comportamento del padre, lei gli voleva comunque bene. Lei era sicura che Heles aveva scelto di andare via per darle la possibilità di far pace con i genitori. E questo fatto le fece capire che Heles teneva davvero a lei.
Sentiva il suo cuore colmo di amore e in qualche modo doveva farglielo capire. Doveva fargli capire che apprezzava quello che stava facendo. Apprezzava che nonostante tutto, continuava a spingerla a chiarire con il padre. Senza pensarci si alzò in punta di piedi e appoggiò le labbra su quelle di lei.
-Ti amo- disse sottovoce prima di tornare in casa.

Grazie per le vostre recensioni.
Spero che questo capitolo vi piaccia
A presto