Corsi giù da Maura per comunicarle i nuovi sviluppi del caso. Mi aspettava con aria trionfante: aveva esaminato i risultati di DNA.

- Jane ti stavo aspettando. Ho delle novità. – mi disse.

- Anche io ho delle novità. Ho interrogato i due uomini e dopo averli incriminati per possesso e spaccio di droga gli ho chiesto anche delle due vittime e mi hanno detto di averli visti nei pressi del porto in compagnia di… -

- … una donna. – aveva terminato lei la frase al mio posto. Eravamo giunte alla stessa conclusione. Lavorare con lei era un vero piacere.

- Complimenti Dottoressa. – le dissi sorridendo. – Ora però vorrei sapere come hai fatto a scoprirlo. –

- Semplice Detective. Sia sul bambino che sull'uomo sono stati trovati frammenti di pelle provenienti tutti dalla stessa persona. Il computer ci ha poi confermato che si tratta di DNA femminile. – quando mi dava informazioni scientifiche riguardanti i casi era impossibile fermarla.

- Grazie Dottoressa. Hai controllato se nell'archivio abbiamo un riscontro? –

- No Jane, non abbiamo nessun riscontro. Sai se abbiamo delle telecamere nei pressi del porto? –

- Si, le stanno già controllando. Appena scoprono qualcosa mi avvertiranno. – le risposi sorridendo.

- Ehi Detective, stasera allora vieni a cena da me o no? – la mia risposta non si fece attendere.

- Certo Dottoressa. Porto della birra? – non l'avessi mai detto!

- Birra? Jane non cambierai mai! La birra fa male, dovresti bere del buon vino rosso. – la guardai malissimo e salutandola con la mano me ne tornai nel mio ufficio.

Sapevo perfettamente che non se l'era presa ma mi piaceva farla incazzare un pochino, il suo viso diventava ancora più dolce. Appena mi sedetti alla scrivania aprì il computer per trascrivere gli ultimi sviluppi sul caso derivanti dall'autopsia, poi mi alzai e andai verso la mia lavagna trasparente sulla quale appuntavo ogni singolo indizio riguardante il caso. Infatti, avevo già messo le foto delle vittime, delle vittime dei casi irrisolti, le foto di tutte le ferite e gli alibi di ogni persona interrogata con i rispettivi nomi. Ora scrissi la parola "DONNA" con sopra un grande punto interrogativo. Avevo bisogno di quel nome. Il mio intuito mi diceva che se la trovavo potevo risolvere molti omicidi e difficilmente con l'intuito sbaglio. Nella pausa pranzo chiesi alla mia collaboratrice Katherine di portarmi i video delle telecamere di sicurezza perché volevo occuparmene personalmente. Guardai il giorno dell'omicidio del bambino e dell'uomo.

Le ore trascorsero velocemente. Non so per quante volte mi ero guardata e riguardata il video, so solo che si era fatta l'ora di andare a casa per prepararmi per la cena a casa di Maura. Uscì dalla centrale salutando Korsak e Katherine.