GIORNO 9

J: "Maura mi senti?" le stringe la mano delicatamente "Sono qui, sono io, Jane."

M: "J-Jane.." apre piano gli occhi.

J: "Si, sono qui stai tranquilla." le sposta i capelli dalla fronte.

M: "Cosa mi è successo? Dove sono?"

J: "Sei in ospedale. Eravamo in macchina insieme, stavamo andando a casa tua, stavamo discutendo e hai perso il controllo."

M: "Mi dispiace." inizia a piangere.

J: "Non piangere ti prego, è tutto okay." si abbassa su di lei e le da un bacio fra i capelli. "Io sto bene, tu grazie a Dio stai bene."

M: "Sono una stupida, mi sono comportata da stronza e.."

J: "Shhhh riposati ora." le sistema il lenzuolo e si siede accanto a lei tenendole sempre la mano finchè non si addormenta.


Dopo circa un'ora in ospedale arriva Constance, avvisata da Jane precedentemente al cellulare.

C: "Come sta la mia bambina?" entra e subito va da Maura accarezzandole il viso.

J: "E' stabile, ma devono tenerla qui per degli accertamenti."

C: " Grazie per avermi chiamata." le sorride dolcemente.

J: "Nessun problema." si alza "Vi lascio sole."

C: "Jane aspetta!" la guarda "Di cosa stavate discutendo in macchina?"

J: "Venga, le offro un caffè e le spiego tutto."

Le due donne scendono nella caffetteria dell'ospedale e dopo aver preso due belle tazze fumanti di caffè, si siedono ad un tavolino una di fronte all'altra.

J: "Stavamo discutendo sulla mia partenza, di nuovo sul fatto che non le ho detto nulla e ho aspettato troppo e che non l'ho neanche consultata sulla decisione finale. Era furiosa, mi ha detto che sono egoista e poi alla fine si è distratta troppo e siamo finite fuori strada."

C: "Tu stai bene?" le guarda l'occhio nero e i punti sul sopracciglio sinistro.

J: "Si, sto bene, sono un po' debole e stanca, ma va tutto bene."

C: "Allora andrai via definitivamente?"

J: "Si, ho anche lasciato il mio fidanzato e voglio iniziare una vita tutta nuova la."

C: "Una vita tutta nuovo non vuol dire escludere mia figlia." la guarda.

J: "Lo so, ma è stato pesante tutto questo discorso."

C: "Capisco." si alza mettendo nel contenitore la tazza vuota "Vado da lei, a dopo." sorride e si allontana.

Jane lascia l'ospedale, convinta che Maura sia in buone mani e facendo attenzione ai punti che ha sul sopracciglio e a quelli sulla fronte che le avevano messo sempre in ospedale quella mattina che era caduta correndo, si fa una doccia e si cambia, mangia qualcosa e poi verso le sei del mattino torna in ospedale.

J: "Mamma?! Che ci fai qui?"

A: "Constance mi ha chiamata, per fortuna che l'ha fatto lei, tu non l'avresti mai fatto disgraziata!"

J: "E' successo tutto all'improvviso mamma, non fare così!"

A: "Comunque... ora la sta aiutando a mangiare per poi prendere le medicine."

J: "Aspetterò qui." si siedono insieme in sala d'attesa.


M: "Odio il cibo dell'ospedale, per niente raffinato."

C: "Quando starai meglio ti porterò nel tuo ristorante preferito." sorride imboccandola.

M: "Grazie mamma" mastica e poi beve un sorso d'acqua "Io la amo." abbassa lo sguardo.

C: "Lo so tesoro." sorride dolcemente accarezzandole il braccio.

M: "Ma, se ami qualcuno, devi lasciarlo andare se è felice no?!" gli occhi le diventano lucidi.

C: "Maura, ora devi solo pensare a rimetterti, con Jane parlerai con calma, questa volta senza discutere."

M: "Non ho tanto tempo, partirà fra qualche giorno."

C: "Lo troverete il tempo, ne avete sempre l'una per l'altra."

M: "Lo spero." prende le due pastiglie di fronte a lei e le butta giu' con l'acqua.

J: "Permesso?" bussa timidamente.

C: "Entra cara." si alza prendendo il vassoio "Io porto questo all'infermiera." sorride ed esce.

J: "Come ti senti?" si siede sul letto con lei.

M: "Come una che si è schiantata."

J: "Non fa un piega!" ridacchia e la guarda "Ieri prima che iniziassimo a discutere, mi hai detto che pensavi a me al bancone, ma spero non in modo negativo come hai dimostrato."

M: "No," le prende la mano "pensavo ai momenti che abbiamo passato insieme e ho deciso comunque di lasciare a te ogni scelta, se sei felice di andare via, lo sono per te." la guarda e vorrebbe tanto dirle del pensiero che ha avuto ieri sera in macchina mentre andavano a casa, prima di discutere, il pensiero di fare l'amore con lei e non lasciarla andare via.

J: "Grazie Maur." le da un bacio sulla guancia e poi l'avvolge con il braccio, mentre la dottoressa si appoggia al suo petto e si addormenta.


Finalmente le due possono riposare dopo tutto lo stress che le ha colpite. Constance e Angela sono entrate ad un certo punto, ma poi vedendole hanno deciso di lasciarle dormire e sono tornate a casa, pensando che insieme non c'è pericolo che si sentano sole.

Dopo qualche ora, Maura apre gli occhi e vede Jane addormentata vicino a lei. La guarda e sorride, si abbassa sul suo collo e inala il suo profumo, poi le stampa un bacio leggero sulla pelle. La detective apre gli occhi e abbassa lo sguardo, incrociando quello di Maura, le due si fissano e poi le loro labbra si avvicinano e si appoggiano una sopra l'altra. Dopo qualche istante si separano e stanno in silenzio.

M: "Questo non cambierà niente, devi partire lo sai vero?"

J: "Lo so, ma ti prometto che un giorno tornerò."