DIECI

Non se l'era sognato, aveva risposto al bacio e, se non era uscito del tutto fuori di testa, era stato anche un lungo, appassionato bacio e poi? Cosa le era successo? Era rimasto seduto al tavolo, non l'aveva seguita, presa per un braccio, tirata verso di sé e baciata di nuovo, no, quello si legge nei romanzi rosa, con lei che magari chiede anche scusa, arrendevole, ma quella era la vita vera, e aveva a che fare con una donna forte a volte al limite della caparbietà, le piaceva anche per questo anche se a volte lo spiazzava, come in quel caso.

Dopo i suoi due matrimoni miseramente falliti non aveva mai più preso in considerazione un'opzione numero tre, si era convinto di non essere fatto per storie importanti e durature e non ne aveva cercate, sembrava tutto più semplice in quel modo. Eppure, da quando la detective era apparse al party del suo ultimo libro di Derrik Storm, era cambiato qualcosa, che lui aveva subito etichettato come 'nuova fonte di ispirazione', una definizione comoda e sicura, la cui veridicità era durata lo spazio di quel primo avvincente caso, poi aveva continuato a raccontarsela così, per giustificare la voglia di essere al distretto ogni mattina, negli ultimi mesi anche se non c'erano omicidi nuovi su cui indagare. Certo magari le scartoffie le evitava con accurati giri di parole o la scusante di andare a preparare il caffè per tutti, per lui l'importante era essere lì, a fianco a lei.

Lui era affascinato dai misteri e ne aveva uno tutto suo da cercare di risolvere, quella donna, apparentemente gelida e tagliente, soprattutto con lui, ogni tanto aveva tradito quella corazza, magari senza accorgersene, lui l'aveva vista vibrare con lo sguardo pieno di compassione per una vittima, aveva colto impercettibili movimenti del suo corpo che denunciavano un universo di emozioni accuratamente tenute sotto chiave. Gli era bastato quello e aveva iniziato a perdersi dietro a lei, al punto di fare di tutto pur di vederla sorridere, dalla battuta scema, a scoprire che fosse l'assassino della madre.

Era andato oltre in quel caso, l'aveva ferita perché aveva fatto di testa sua e contro la sua volontà che aveva espresso chiaramente, ma lui era fatto così, quando vedeva una persona cara soffrire doveva agire per far sì che non succedesse. Una persona 'cara', altroché, lui si era innamorato, perso.

Decise di raggiungerla al distretto, voleva almeno sapere perché, o scusarsi perché forse era stato troppo avventato, aveva frainteso… aveva pensato mille volte di fare quel pazzo ed altrettante volte si era ritratto per paura di rovinare quel poco che c'era, negli ultimi giorni gli era sembrato che anche lei si fosse mossa nella sua stessa direzione, o forse, no, era solo molto provata da quello che le stava accadendo.

Dovette fermarsi sul marciapiede difronte, c'era di nuovo la folla di giornalisti assiepati davanti all'entrata. Desistette, non voleva certo creare altri problemi.

Esposito e Ryan l'avevano vista tornare con il fiato corto, ancor meno distesa di come l'avevano lasciata, si erano scambiati un'occhiata ma non avevano fatto battute. Passarono subito al sodo, "abbiamo scovato i rapporti del suicidio di quella ragazza, si chiamava Emily Nolan, secondo anno di botanica, la dipingevano tutti come una persona molto sensibile, amava le piante e la poesia…"

"ok, non è una cosa rara, ma per noi assume un significato importante direi…"

"avevamo pensato potesse trattarsi della prima vittima del serial killer…ma…"

"non è così, ha lasciato un biglietto scritto di suo pugno e sull'arnese che ha usato per tagliarsi le vene c'erano solo le sue impronte"

"il biglietto? Lo abbiamo?"

"ce lo stanno faxando ora…"

"ah, Lanie ha avuto i dati degli altri due uomini, tutto confermato, avvelenati e morti nelle stesse ore delle loro compagne"

Kate rimase in silenzio, osservava le lavagne, ora affollate di fotografie delle vittime che si erano moltiplicate

Ecco il biglietto, Beckett e ce anche dell'altro… aveva partecipato al vostro stesso concorso su Shakespeare… ma era stata esclusa… insieme al biglietto d'addio ha lasciato la lettera con cui la mettevano fuori

Lo prese, lo lesse, lo rilesse ancora, forse avevano trovato l'origine di tutta quella storia

Tutta la mia vita, era lì e voi l'avete distrutta. Io avevo colto l'essenza e voi non avete capito. Chi mi ha preceduta ha voluto la mia morte. Io sono come Ophelia, vittima degli eventi.

"Nel rapporto la descrivono come una persona molto fragile, troppo sensibile, incapace di gestire i fallimenti"

"Lei è la chiave di tutto, qualcuno la sta vendicando in qualche modo, notizie su un eventuale relazione?"

"siamo riusciti a trovare il nome del ragazzo che frequentava allora, stiamo cercando di contattarlo, studiava ingegneria e poi qui c'è una lista dei colleghi con cui studiava più spesso o collaborava in laboratorio, viene tutto dai rapporti di allora"

"ok grazie, abbiamo un bel po' di lavoro da fare…"

"magari Castle potrebbe aiutarci, lo chiamo…"

"no! – lo disse con troppa foga, cercò di recuperare – non è il caso, aveva altri impegni questo pomeriggio, lo aggiornerò io quando si sarà liberato" lontano, doveva tenerlo lontano, le sembrava che tutto il mondo sapesse che aveva perso la testa e il cuore per lui. Cercò di riprendere il filo dell'indagine, scorse la lista dei colleghi d'università e un nome attirò la sua attenzione

"Jason Daniel Wolf"

Corse alla lavagna, cercò il nome con cui avevano registrato il ragazzo sospetto che avevano interrogato e poi dovuto rilasciare, non era nel database federale, non aveva documenti, ma aveva detto di chiamarsi J.D. solo J.D.

"Esposito, forse ho qualcosa, dobbiamo trovare una foto di quest'uomo Jason Daniel Wolf"

Attese trepidante che il computer desse il suo responso, e quando finalmente i pixel generarono l'immagine di una patente della California vecchia di dieci anni, rimase immobile ad osservare i lineamenti, più giovani, dell'uomo che li aveva tenuti in scacco in sala interrogatori solo otto giorni prima.

"è lui, J.D. il libro di Baudelaire… la trappola… lui sembrava conoscere tante cose di me… e anche di Castle… oddio no"

Si precipitò al telefono, scappare via da quel bacio non era servito a nulla, perché non aveva subito collegato le cose! Aveva giocato al gatto e al topo con loro, stava solo aspettando il momento giusto per chiudere la sua vendetta

"Beckett, cosa c'è?"

"Castle, non risponde… potrebbe essere in pericolo ecco…"

"scusa non ti seguo… è andato ad indagare per conto suo per caso?"

"no, no J.D. scommetto che se cercate tra le carte del suicidio della Nolan salterà fuori che è stato lui a trovarla…"

"sì, è vero stavo per dirtelo… disse ai poliziotti che era innamorato di lei, alla follia ma…"

"ma mai corrisposto… dai Castle rispondi ti prego! Niente."

"mandiamo una volante? Ma che succede?

"che potrebbe essere nel mirino del serial killer… J.D. quando lo abbiamo interrogato, continuava a fare battute sul rapporto che c'era tra me e Castle, si era immaginato una relazione che non c'è, ma se lui ha deciso così…"

"oh cavolo, ok mando subito una volante, ma .. aspetta.. tu sei qui, che senso avrebbe prendere lui, senza di te, cioè intendo…"

"sì ho capito cosa intendi e hai ragione, ma pensaci, sono rimasta chiusa al distretto o sempre in compagnia di qualcuno di voi, l'unico modo che ha di attirarmi è prendere prima Castle!" aveva il terrore dipinto in volto, la fuga al ristorante non era servita a nulla, solo a far stare male entrambi

La corsa la loft le sembrò interminabile, continuava a chiamarlo al telefono che risultava spento, magari lo avrebbero trovato sotto la doccia e si sarebbero fatti quattro risate tutti insieme, forse era tutto frutto della sua paranoia che ormai la faceva da padrona, cercò di convincersi che sarebbe stato esattamente così

Stava firmando un autografo ad un simpatico ragazzo con un libro sottobraccio che l'aveva fermato sotto casa, e poi cosa era successo? Perché aveva un mal di testa incredibile e le braccia che gli facevano un male cane? Qualcuno lo stava tirando per i polsi?

Aprì gli occhi, il ragazzo era lì davanti a lui, ma non sorrideva più come prima, lo fissava come in tranche, aveva in mano una telecamera, sembrava aspettare qualcosa o qualcuno

"ehi, ma cosa succede?" la fatica che aveva impiegato a far uscire quelle parole lo aiutò a capire, era legato, aveva i polsi avvolti con delle corde fissate al soffitto di un… dove diavolo erano? Sembrava una cripta!

Un uomo stava venendo verso di lui a grandi passi, veloci, si avvicinò a lui brandendo una spada, non servì altro a Castle per capire di essere nelle mani dei serial killer. Il primo pensiero dopo aver messo a fuoco la situazione fu per Kate, avevano preso anche lei? Si guardò attorno, vide una specie di altare pieno di fiori, e un velo di organza…probabilmente aspettava lei, e lei non c'era, lei non c'era!

"Voi maledetti, con le vostre indagini, mi avete creato un sacco di problemi! Ho dovuto improvvisare, io odio improvvisare, devo seguire la trama!"

"Cosa vuoi da me J.D.?"

"Uhm, ti ricordi… lo sai cosa voglio, finire la storia, ma lei non è come le altre è dura, difficile, combatte come una leonessa! È stato magnifico vedervi quella notte a casa sua, l'abbiamo aggredita apposta, non ero sicuro fino a quel momento che voi foste uniti, ma poi sei arrivato, bravo Castle! mi hai dato quello che volevo, tra un po' inizieremo, lei non può lasciarti morire, no che non può!"

"Guarda che hai preso un grosso abbaglio amico, io e il detective Beckett non siamo neanche amici, lei mi detesta, mi sa che stavolta la vendetta ti si brucerà in mano" tentò di provocarlo, aveva notato quanto fosse innervosito dall'aver dovuto cambiare i suoi piani, e poi, rispetto alle altre vittime colte di sorpresa, lui e Kate sapevano benissimo cosa sarebbe accaduto, poteva anticiparlo, giocarci, prendere tempo

"Scommettiamo? Ora il mio discepolo ci aiuterà a chiamare l'ultima Ophelia"

Il ragazzo dell'autografo si piazzò con la piccola telecamera davanti a Castle, la spia rossa si accese, erano on line, Castle vide J.D. mettersi davanti alla telecamera, stava registrando un messaggio per Beckett

"Detective Beckett, vincitrice del Letterary Contest 1998, usurpatrice, ladra, assassina, tu sai tutto ora! Il tuo uomo…"

La voce di Castle arrivò da dietro "non sono il SUO UOMO, smettila di farti i film in testa!"

"sai perfettamente cosa succederà! Io sono Laerte, e devo vendicare la mia Ophelia, ho distillato personalmente il veleno che è sulla punta di questa spada, se non sarai qui tra un'ora, la spada affonderà" aveva poggiato la punta dell'arma sullo sterno di Castle che deglutì a vuoto, se avesse premuto anche solo un po' di più lo avrebbe ferito e il veleno sarebbe entrato… Rick si era perso la dissertazione di Lanie, ma aveva studiato i veleni abbastanza bene per i suoi romanzi, da sapere che non sarebbe stato piacevole.

Quindi J.D. non aveva Kate, la voleva attirare lì e lui era la sua esca, provò a mandarle un messaggio

"Non lo ascoltare Beckett, non è neanche capace di mettere insieme due poesie che abbiano senso, ha fatto un miscuglio tale che la sua Emily ora si sta rivoltando nella tomba! Lasciamogli la vendetta a metà!"

"Zitto tu, anche tu non capisci! Lei era il mio fiore, e l'hanno reciso, e devono pagare!"

"Sei tu che sprechi fiato 'Laerte' dei miei stivali, lei non verrà, te l'ho detto, mi tollera a mala pena, magari gli fai anche un favore togliendomi di mezzo" sapeva benissimo che non era così, aveva capito ora perché avesse tentato di allontanarlo, ma sperava che lei non facesse la pazzia seguire le istruzioni del killer che almeno arrivasse con tutta la swat al completo

"hai un'ora per venire qui, ricordi dove ti ho sparato? Mi avevate quasi preso! Un'ora o lui verrà trafitto!"

"no! Non è…" Rick si era reso conto di non essere in quel magazzino, voleva avvertirla ma il ragazzo lo colpì per farlo stare zitto, e quella fu l'ultima immagine rasmessa

Il filmato le era arrivato quando erano sul pianerottolo del loft di Castle, aveva fermato i ragazzi, aveva guardato le immagini scorrere sul display senza riuscire a respirare, teneva il cellulare con entrambe le mani, si era dovuta appoggiare alla parete

"Rick… cosa diavolo… ti sei messo anche a provocarlo!" aveva poggiato la testa sul muro lasciando il cellulare ai suoi colleghi perché potessero vedere anche loro

"sono al magazzino, mando una squadra tattica" Esposito si era subito attivato ma Kate lo aveva bloccato

"datemi almeno mezz'ora di vantaggio, ne va della vita di Castle"

"sì ma anche della tua, magari se facciamo irruzione…"

"lo ammazzerebbe"

"non puoi andare da sola, è un suicidio"

"so il fatto mio, vi chiedo solo un vantaggio"

"ok, ma quando lo verrà a sapere Montgomery…"

"ci penseremo…"

"non sei neanche capace di legare bene la gente J.D., queste corde mi stanno distruggendo i polsi…"

"se continui a tirarle certo signor Castle…"

"però scusa io non ti capisco… tu dici che vuoi seguire la trama, e poi lasci me, che immagino debba interpretare Amleto, legato come un salame? Amleto combatte con Laerte, battiamoci no?"

Ci aveva provato, e per una frazione di secondo quell'idea doveva aver solleticato il suo rapitore che viveva in un mondo tutto suo a metà tra finzione e realtà

"non mi freghi, e poi aspettiamo lei, vedrai, verrà e sarà bellissimo vedere il sangue che sgorga dalle sue vene, potrai vederlo anche tu se il veleno non ti avrà già offuscato i sensi"

Era pazzo, completamente fuori di sé, e lui doveva trovare il modo di liberarsi prima dell'arrivo di Kate, strattonò ancora una volta le corde, stringendo gli occhi per lo sforzo, quando si rilassò trovò il ragazzo che continuava a fissarlo, stavolta non aveva la telecamera in mano ma una siringa e si stava avvicinando minacciosamente

Rick provò a scostarsi, ma il ragazzo lo colpì allo stomaco con un pugno, ottenendo che si piegasse in cerca di ossigeno, per farlo dovette protendere il collo e l'ago entrò. Mentre perdeva conoscenza sentì J.D. impartire ordini e capì che la trappola era molto più raffinata di quello che aveva creduto

"lui è fuori gioco, andiamo a prenderla e portiamola qui, la cercheranno al magazzino, ma non la troveranno, noi saremo dove tutto si compirà, il sacrificio, assisteremo al sacrificio del tutto indisturbati, sei contento Frank? Tua sorella sarà vendicata!"