Un colpo al cuore
Capitolo 10
Andy uscì di casa e si incamminò verso la strada. La loro discussione non era passata inosservata e la madre di Sharon era andata da sua figlia. Flanagan si alzò e seguì Flynn. Ormai lo aveva quasi raggiunto.
"Jonny non ho bisogno della scorta, lasciami da solo!" Urlò Andy.
"Forse lei no, ma il capitano sì. In realtà anche lei ne ha bisogno, perché lei non sta bene signore. Lei respira, cammina a fatica e muove poco la spalla, come pensa di difendersi o di difendere il capitano? Non è in grado di correre o di avere un corpo a corpo."
"Grazie per la tua opinione Jonny, non ne sentivo il bisogno!" Disse Flynn aumentando il passo, quando all'improvviso Flanagan lo raggiunse e lo buttò a terra, immobilizzandolo con il suo peso.
"Ehi ...?!" Disse Flynn sorpreso.
"Riesce a fare qualcosa signore?" Disse fissando Flynn.
"Aaaargggh… lasciami …" Flynn cercava di opporre resistenza, ma non ne aveva la forza e il suo corpo era tutto dolorante. Faceva fatica a respirare e la presa di Flanagan lo teneva bloccato. Un brivido fece tremare Flynn, ricordava quando era a terra immobile, indifeso e non riusciva a muoversi. In un attimo tornò alla sua mente e al suo corpo il momento in cui lo stavano picchiando, quella sensazione di paura, dolore, terrore lo avvolse.
"Potrei stare qui tutta la notte e lei non riuscirebbe a fermarmi." Disse Flanagan, mollò la presa e si alzò. Rimase lì a guardare Flynn, steso a terra. Faceva fatica a respirare e non opponeva più resistenza, nei suoi occhi non c'era più la voglia di resistere, ma la rabbia di quello che aveva subito.
"Vuole una mano ad alzarsi signore?" Chiese Flanagan gentilmente.
"Ce la faccio da solo … "Disse Flynn stringendo i denti, aveva un male intenso, ma il suo orgoglio gli doleva ancora di più. Flanagan lo aiutò ad alzarsi e disse: "L'aiuto signore, lei è ancora in convalescenza."
"Non voglio il tuo aiuto!" Urlò Flynn. "Stammi lontano! Non mi toccare!"
"Scusi se l'ho messa a terra, ma volevo che capisse che ora ha bisogno di aiuto e di questo non se ne deve vergognare."
"Va' al diavolo!" Disse Flynn arrabbiato, si rimise in piedi e a fatica ritornò verso la casa. Flanagan lo seguì da lontano questa volta, capiva che Flynn era più ferito nell'orgoglio che nel fisico. Arrivato a casa, salì direttamente in camera. Rusty voleva intervenire, ma Philip lo fermò, Sharon e Andy avevano bisogno di tempo e dovevano chiarirsi tra di loro.
Sharon e sua madre erano in cucina, lei le stava spiegando che questa ultima esperienza aveva segnato sia lei che Andy e avevano bisogno di tempo per realizzare quello che era successo. Quando lo sentì rientrare in casa, si congedò da sua madre e salì in camera.
Lui era davanti al letto, stava tremando. L'ansia e l'angoscia si erano impadronite del suo corpo, stava rivivendo quell'esperienza dolorosa e cercava di mantenere la calma.
Lei entrò in camera e lo vide. "Andy." Silenzio. "Andy, tutto a posto?"
"Lasciami stare Sharon …" Mormorò lui. Stava cercando di recuperare calma e lucidità.
"Andy, va tutto bene?" Disse lei avvicinandosi a lui. "Tu stai tremando, cosa ti è successo?"
"Lasciami!" Lui si allontanò da lei.
"No, non ti lascio stare! Andy guardami, cosa ti è successo?!"
"Vuoi proprio saperlo!?" Silenzio "Sono uscito per fare un giro, Jonny mi ha seguito. La mia scorta, cazzo, non mi molla un momento! Mi ha fatto capire chiaramente perché sono qui con noi. Mi ha atterrato senza problemi. Non sono riuscito ad opporre la minima resistenza! Ho fatto anche fatica a rialzarmi! Maledizione!" Urlò Andy disperato.
"Andy sei ancora in convalescenza e non dovresti sforzarti. Ti sei fatto male?"
"Non sono riuscito a fermarlo, come posso proteggerti se non riesco ad atterrare uno stronzo qualsiasi?!" Disse lui arrabbiato.
"Andy calmanti."
"No, non mi calmo! Ho iniziato a tremare come una foglia, ho avuto paura. Ho ancora addosso la paura di quell'esperienza. Sono scappato in casa, sono corso qui in camera per cercare un posto sicuro …" La voce si spezzò, lui si mise una mano davanti al volto. "Sono a pezzi e non riesco a difendere la mia famiglia…" Mormorò con le lacrime agli occhi. Lei lo abbracciò.
"Basta Andy, ti prego. Non affliggerti."
"Come posso difenderti?! Non riesco neanche a difendermi da solo! Mi ha atterrato e non ho potuto fare nulla! Maledizione!" Urlò di rabbia e frustrazione.
"Basta Andy, basta così." Mormorò lei abbracciandolo "Ci vuole tempo per guarire nell'animo e nel fisico. Dovrai fare anche la riabilitazione per la spalla. Cerca di essere paziente e stai tranquillo." Silenzio. Lui si calmò un poco, poi disse: "Sei arrabbiata?" Silenzio.
"Andy riposiamo, siamo stanchi. Parleremo domani. E no, non sono arrabbiata." Silenzio.
"Allora sei delusa."
"Non sono delusa."
"Sei delusa da me, perché non riesco a proteggerti."
"Andy cosa stai dicendo? Non sono delusa da te, anzi. Tu hai fatto tutto quello che potevi per proteggermi. Hai rischiato la tua vita. Io non …. ti hanno picchiato brutalmente …. è per colpa mia!" Disse lei con le lacrime agli occhi.
"Non è colpa tua tesoro." Lui l'abbracciò. "Scusami, sono nervoso. Tutta questa situazione ..."
"Senti abbiamo bisogno entrambi di po' di tempo per superare quello che ci è successo. Adesso andiamo a riposare." Disse lei.
"Mi aiuti a mettere il pigiama, per favore?" Disse lui.
"Certo."
"Grazie." Disse lui tristemente.
"Non c'è alcun problema Andy. Sono qui per aiutarti ben volentieri. Adesso andiamo a riposare." Lei lo aiutò a togliersi i vestiti e a mettersi il pigiama. Poi lui andò a lavarsi i denti in bagno e si mise a letto. Lei intanto si era cambiata e si stava mettendo a letto.
"Devo andare ad un incontro, ne ho bisogno."
"Va bene, vediamo se si può fare e se vuoi ti accompagno."
"Ho già l'accompagnatore, Jonny non mi lascia da solo un momento. Forse ora è nascosto sotto il letto per proteggerci."
"Smettila Andy, stanno solo facendo il loro lavoro." Silenzio.
"Sì, certo. Buonanotte."
"Buonanotte tesoro."
Silenzio. Dopo molto tempo passato a fissare il soffitto, Andy prese sonno. Sharon dormiva già da un po'. Nel cuore della notte, Sharon era tornata in camera, dopo essere andata a prendere un bicchiere d'acqua. Stava per mettersi sotto le lenzuola, quando Andy, sentendo un movimento si era spaventato.
"Noooo …" Era un mormorio, che divenne un lamento. "Lasciami ..."
"Andy svegliati, stai sognando."
"Lasciami …!" Disse ancora addormentato.
"E' un incubo, svegliati Andy."
"NOOOO, NOOO!" Urlò lui spaventato.
"Stai tranquillo, va tutto bene, sei al sicuro." Disse lei cercando di abbracciarlo.
Lui si svegliò di colpo, agitato e sudato. "Oh… scusa … scusa." Mormorò lui.
"Non sei tu che ti devi scusare. Sono tornati gli incubi. Mi dispiace ..." Disse lei abbracciandolo.
"Non è colpa tua, Sharon. Dammi un momento, adesso mi calmo."
Poi sentirono bussare alla porta. "Capitano, tutto a posto? Sono l'agente Jordan!"
"Sì agente Jordan, tutto a posto." Rispose lei.
"Maledizione non ci lasciano mai in pace neanche loro!"
"Andy calmati, sono qui per la nostra protezione." Lui si alzò, dal letto, cominciando a camminare in tondo, era nervoso.
"Avanti Andy, rilassati, va tutto bene." Lei si avvicinò a lui.
"No, non va bene. Non riusciamo più a riposare in pace, maledizione!" Lei cercò di abbracciarlo e di contenere la sua frustrazione. "Calmati Andy. Mi dispiace tanto. Non volevo che ti facessero del male."
"Non è colpa tua Sharon."
"Ti hanno picchiato davanti ai miei occhi e non ho potuto fare nulla." Disse lei con la voce rotta dalle lacrime. "Pensavo di averti perduto. Quando ti ho visto portare via da quegli uomini …. Andy … oh mio dio!"
Lui l'abbracciò: "Non piangere Sharon, ti prego. E' passato, è passato tutto." Lui le accarezzava i capelli.
"No, non stiamo bene, Andy. Non stiamo bene. Tu non riesci a riposare, hai gli incubi, litighiamo, discutiamo ... cosa ci sta succedendo?!" Lei si accasciò a terra e lui si sedette vicino a lei, erano appoggiati al letto, rimasero abbracciati. Delle lacrime scesero dagli occhi di lui. Non sapeva cosa dire per consolarla e per farla sentire al sicuro. Lui stesso si sentiva incapace di tranquillizzarla.
Lei pianse ancora, incapace di fermare le lacrime e il cuore di lui si struggeva per non riuscire a dare pace e fiducia all'unica persona che non voleva perdere. Poi tornarono alla mente di Andy le parole che Julio gli aveva detto quella sera che erano usciti con tutta la squadra: "Il capitano è una donna forte, ma tanto è forte, quanto è fragile. Devi prenderti cura di lei, Andy. Non darle un colpo al cuore, lei cederebbe."
Ripensò a quelle parole e solo ora riusciva a capirne il significato. Si asciugò le lacrime dagli occhi e abbracciò Sharon ancora più stretta a lui. "Non ti preoccupare amore mio, riusciremo a superare anche questo momento così difficile. Stai tranquilla, non piangere, vedrai, noi ce la faremo, ne sono sicuro."
Lei si calmò, lui la prese in braccio e la mise a letto, si stese accanto a lei e l'abbracciò.
Non riuscì a prendere sonno subito e rimase a guardarla riposare. Mentre era immerso tra mille pensieri, Sharon si era addormentata. Lui era contento che almeno lei riusciva a riposare. Dopo molto tempo, anche lui stremato, prese sonno.
Il mattino dopo Andy aveva iniziato la sessione di fisioterapia per la spalla, il fisioterapista della polizia era andato direttamente da loro per le sessioni di riabilitazione e Andy voleva guarire il prima possibile e tornare operativo.
Continua …
