HARRY POTTER SEXY VERSION

CHAPTER 10: L'ARRIVO A HOGWARTS

La sosta dell'Hogwarts Express durò un quarto d'ora circa, il tempo necessario per liberare i binari dal tronco d'albero posizionato precedentemente li dai Troll. Harry rimase per tutto il tempo seduto accanto al finestrino perso nei suoi pensieri. Il fatto che Voldemort avesse organizzato un attacco simile, senza loschi piani o inganni di alcun genere, stava a significare che l'assassino dei suoi genitori era intenzionato ad uccidere anche lui. E che la sua pazienza era esaurita. Ron e Hermione riapparvero dopo circa un'ora. Ron si buttò sul sedile di fronte ad Harry appoggiando la testa al muro e lasciando la bocca spalancata, ansimando come un moribondo. Hermione fece lo stesso ma con meno enfasi.

Harry: State bene?

Ron: (chiudendo la bocca) Oh si...a parte quel bastardo...

Hermione: RON!

Ron: Uff...a parte Malfoy va tutto benissimo.

Harry: Perché? Che ha combinato stavolta?

Hermione: (assumendo un'espressione tra il furioso e il disgustato) Oh...diciamo che fa tutto il contrario di quello che dovrebbe fare un Prefetto.

Harry: Cioè?

Ron: (avvicinandosi a Harry) Te lo spiego: mentre noi correvamo su e giù per il treno a cercare di calmare i ragazzi dei primi anni, quello entrava in tutti gli scompartimenti a dire frasi tipo "Tra poco dovremmo arrivare, se la caldaia non esplode prima..." oppure "A quanto pare i Troll hanno rotto i freni... niente paura, l'arrivo sarà solo un po' più brusco del solito..."

Harry: (guardando per un attimo il soffitto) Che idiota! (tornando a guardare Ron) Ma che gusto ci trova?

Hermione: Secondo me gli piace vedere la gente spaventata. Un passatempo veramente orribile...

La ragazza sottolineò l'ultima parola con un tono di voce ed un'espressione che a Harry ricordarono la professoressa McGranitt durante la sua ultima discussione con Dolores Umbridge, la professoressa di Difesa Contro le Arti Oscure dell'anno precedente. In effetti il rapporto che esisteva tra Hermione e Draco non era molto diverso da quello instauratosi tra le due donne. Era arrivata persino a schiaffeggiarlo, al terzo anno. Harry ebbe la fugace immagine della McGranitt che schiaffeggiava la Umbridge e sorrise tra se. Fu riportato alla realtà dalla voce dell'amico.

Ron: Secondo me ha preso da suo padre. Non mi stupirei se avesse già tatuato sul braccio sinistro il Marchio Nero...

Hermione: RON!

Il ragazzo dai capelli rossi si voltò verso l'amica e la guardò con sguardo compassionevole.

Ron: Hermione, ammettilo: Malfoy è un eccellente candidato come nuovo Mangiamorte...anzi, sono certo che lo desideri lui stesso...

Hermione: Io non credo che possa diventarlo.

Anche Harry, che in quel momento aveva lo sguardo rivolto al pavimento, si voltò verso la ragazza castana, cancellando dalla sua mente l'immagine della faccia di Draco incorniciata da un cappuccio nero.

Ron: Come sarebbe? Lo sai anche tu che è un piccolo patetico vigliacco...

Hermione: Appunto!

I due ragazzi la guardarono stupiti.

Hermione: Siete proprio irrecuperabili...Malfoy ha sempre dimostrato di non potere fare mai niente da solo. Il fatto stesso che non lo si veda mai in giro senza quei due Troll di Tiger e Goyle ne è la conferma. Malfoy un Mangiamorte? Ha! Non credo che Voldemort...oh, finiscila Ron...abbia intenzione di avere tra i suoi seguaci un inetto come lui...

Harry: Beh, è vero...ma anche Codaliscia fa parte della cerchia dei Mangiamorte...e non mi pare che sia quello che si dice un cuor di leone!

Harry ebbe un fremito di rabbia pensando a Peter Minus, il traditore che aveva consegnato i suoi genitori nelle grinfie di Voldemort. Il ragazzo corvino aveva incontrato quell'individuo due volte: la prima quando era stato ritrasformato in umano dopo dodici anni passati sottoforma di topo, e la seconda era avvenuta in occasione della rinascita di Voldemort. In entrambi i casi, l'impressione Harry che aveva avuto di lui era stata quella di un essere abbietto e pusillanime.

Ron: Harry ha ragione! Non so se sia più viscido quello o un Vermicolo! E Malfoy non è da meno. E' solo un lurido figlio di papà...

Hermione: (irritata) Sarà anche un surrogato di Vermicolo, ma Codaliscia ha avuto il coraggio, se così lo si può definire, di andare a cercare Voldemort...Ron, fallo ancora e ti uccido...e lo ha aiutato. Almeno lui ha una buona scusante per servire Voi-Sapete-Chi.

Harry: Anche Malfoy ce l'ha.

Sia Ron che la ragazza castana si voltarono verso l'amico.

Ron: Davvero? E quale sarebbe questo motivo?

Harry: Non è evidente?

Hermione e Ron si scambiarono un rapido sguardo, prima di tornare a fissare Harry, pensierosi.

Harry: Malfoy mi odia. Mi odia fin dal primo anno, e ha anche dimostrato un'infinità di volte che è in grado di farmi perdere il controllo facilmente. Queste sono aspetti che fanno di lui un avversario pericoloso...almeno contro di me.

Lo scompartimento cadde nuovamente nel silenzio, interrotto solo dal suono delle gocce di pioggia sul finestrino e dallo sferragliare del treno sui binari. Poco dopo il ragazzo dai capelli rossi parlò. La sua voce esprimeva chiaramente la sua paura.

Ron: Harry...tu credi che...se dovesse...Tu-Sai-Chi ordinerà a Draco di...ucciderti?

Harry rimase in silenzio per qualche secondo. Poi parlò, a voce molto bassa.

Harry: E' probabile. Oppure potrebbe usarlo per fare del mare alle persone che mi sono care...voi per primi.

Harry, un istante più tardi, si pentì di aver pronunciato quelle ultime parole: il ritorno di Voldemort aveva terrorizzato tutta la comunità magica, e anche i suoi più cari amici non potevano non avere timore di lui. Con la sua osservazione, sicuramente, non aveva fatto altro che aumentare la loro paura. Harry alzò lo sguardo, consapevole di stare per osservare l'angoscia negli occhi del giovane dai capelli rossi seduto di fronte a lui. Ma questo non successe. Sul volto di Ron era impressa una strana espressione, come di rabbia. Il ragazzo corvino riuscì a cogliere un rapidissimo sguardo lanciato dall'amico in direzione di Hermione, prima che il giovane lentigginoso parlasse nuovamente, questa volta con voce determinata e carica di ira.

Ron: Se ci prova...se solo si azzarda...altro che maledizione Cruciatus, io lo ammazzo, lo faccio a pezzi, lo...!

Hermone: Ron, calmati!

La ragazza appoggiò la sua mano sulla spalla dell'amico, e in quel preciso istante la furia del giovane mago si placò.

Ron: Scusate...ho esagerato...

Harry: Non importa.

In quel momento, i ragazzi sentirono che il treno stava rallentando. Stavano per arrivare a Hogwarts. Pochi minuti più tardi l'Hogwarts Express si fermò di fronte alla banchina della stazione di Hogsmeade. Fortunatamente la pioggia aveva smesso di cadere, così i passeggeri del treno non si sarebbero dovuti bagnare per arrivare al castello. Il terzetto scese a terra e, facendosi largo tra la folla di studenti, cercò di raggiungere le carrozze che li avrebbero portati fino alla scuola dove, come ogni anno, ci sarebbe stato il banchetto di benvenuto. I ragazzi già pregustavano le leccornie che sarebbero state servite al tavolo di Grifondoro.

?: Primo anno! Primo anno da questa parte...e non spingete voi...oh, Harry!

Il ragazzo dai capelli corvini si voltò verso l'enorme figura che chiamava ad alta voce i nuovi arrivati, reggendo in mano una lanterna. Hagrid, il guardiacaccia di Hogwarts, stava riunendo come ogni anno i nuovi alunni della scuola di Magia e Stregoneria per condurli alla tradizionale traversata del lago. Illuminato dalla luce della lampada, il volto dell'omone irsuto presentava molti graffi ed ematomi, ma nessuno particolarmente grave. Harry capì che Grop, il fratellino (eufemisticamente parlando. ^_^ nda) di Hagrid, doveva aver migliorato la sua condotta. Il ragazzo alzò una mano per salutare l'amico, imitato subito da Ron e Hermione.

Harry: Ciao Hagrid!

Hagrid: Salve ragazzi! Ci vediamo al banchetto! Primo anno seguitemi, di qua per le barche...!

La fila di ragazzini, capeggiata dal Mezzogigante, sparì in direzione del lago. Il terzetto di sedicenni, invece, si rimise in cammino verso le carrozze che li avrebbero condotti al castello. Una volta giunti in prossimità delle vetture, però, Harry si fermò improvvisamente. I suoi amici se ne accorsero solo dopo alcuni passi.

Hermione: Harry, che hai?

Ron: Ti senti bene?

Il giovane non si era fermato per problemi legati al suo stato di salute, ma per paura. Anche se quasi nessuno dei ragazzi che si trovavano in quel luogo riusciva a vederli, Harry sapeva che le carrozze apparentemente semoventi adibite al trasporto degli studenti dal secondo anno in su erano in realtà tirate dai Thestral, degli orribili cavalli scheletrici e dotati di ali nere che potevano essere osservati solo da coloro che avevano visto la morte. Harry era certo che, alla loro vista, tutte le immagini orribili che il ragazzo aveva cercato di dimenticare durante quell'estate gli sarebbero tornate violentemente alla memoria. Era sicuro che, guardando negli occhi bianchi e lattiginosi di quelle creature, avrebbe rivisto la morte di Cedric...e quella di Sirius... Non lo avrebbe sopportato. Per un istante il giovane mago odiò quelle creature con tutte le sue forze. Ora capiva perché erano considerate un simbolo di sfortuna...

Hermione: Harry!

Il giovane fu riportato alla realtà dalla voce dell'amica.

Harry: Scu-scusate...

Ron: Ma che ti succede?

Harry: Nulla...nulla, davvero...

La ragazza dai lunghi capelli castani si volse per un istante verso le carrozze, per poi tornare a posare lo sguardo sull'amico.

Hermione: E' per via dei Thestral, vero?

Harry spalancò gli occhi, andando a posare lo sguardo sul viso dell'amica. Per un attimo si chiese se Hermione avesse studiato Legilimanzia durante l'estate. Ne sarebbe stata capace.

Harry: Tu...come...?

Hermione: (sorridendo) Ti conosco meglio di quanto tu possa immaginare...(gli appoggia una mano sulla spalla)...ascolta, Harry...non puoi continuare a fuggire dalle cose brutte...così non potrai mai essere felice. (avvicina il proprio volto a quello di Harry) Fammi vedere il coraggio che hai sempre dimostrato di possedere...fallo per me...

Harry era stupito. Non aveva mai sentito Hermione parlargli in quel modo...o forse lo aveva fatto solo al primo anno, durante l'inseguimento del professor Raptor. Il giovane corvino, messo in imbarazzo dalle parole che la ragazza aveva appena pronunciato, distolse lo sguardo dai suoi occhi, andando a posarlo sul volto di Ron, come in cerca di un consiglio. Alla vista dell'espressione dell'amico, però, non poté evitare di rabbrividire: esprimeva una collera trattenuta a stento. E Harry non tardò a capirne il morivo. Si voltò nuovamente verso Hermione, increspando le labbra nel sorriso forzato più verosimile che possedesse.

Harry: Non vi preoccupate, con due amici come voi, non ho paura di niente.

Il ragazzo corvino aveva pronunciato la parola "amici" come per sottolinearla, nella speranza di riuscire a calmare il giovane dai capelli rossi. Lo stratagemma funzionò: il volto di Ron si distese, tornando alla solita espressione di sempre.

Ron: Bene...oh, sarà meglio sbrigarci, o arriveremo tardi per il banchetto.

I tre ragazzi si diressero verso la carrozza più vicina ma, prima che Harry riuscisse a salirvi, fu richiamato da una voce femminile alle loro spalle.

Ginny: Ehi, Harry! Aspettaci!

Harry, quando si voltò, avendo notato il plurale usato dalla sorella minore di Ron, non si stupì di vedere Luna Lovegood al fianco della quindicenne dai capelli rossi. La giovane bionda aveva lo stesso sguardo spiritato dell'anno precedente, e teneva ancora la bacchetta sopra l'orecchio sinistro.

Luna: (con tono etereo) Buonasera.

Harry: Buonasera Luna...

Ginny: Possiamo salire con voi? Non ci sono altre carrozze libere.

Hermione: Certo, venite.

Dopo pochi secondi tutti e cinque i ragazzi erano seduti sui comodi sedili della carrozza. Un attimo dopo questa si mise in moto, dirigendosi verso il castello di Hogwarts. Durante il viaggio nessuno parlò, a parte una piccola affermazione di Luna sulla spedizione che suo padre aveva organizzato alla ricerca del Ricciocorno Schiattoso. Harry non ebbe dubbi su chi avesse sbuffato. Dopo pochi minuti di viaggio la carrozza si fermò davanti al portone d'ingresso del castello che ospitava la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Una volta sceso dal veicolo, il gruppetto si diresse verso la Sala Grande, dove sarebbe avvenuta la cerimonia di Smistamento e, successivamente, il banchetto inaugurale. Prima che potessero arrivarvi, però, alle loro spalle si udì uno SPLASH seguito da un paio di strilli. Una volta voltatisi, Harry e gli altri capirono che Pix il Poltergaist, che svolazzava sghignazzando a cinque metri da terra, aveva appena centrato un paio di ragazze del terzo anno con un gavettone pieno di inchiostro. Poco dopo l'omino, incurante degli epiteti che gli venivano scagliati contro dalle vittime della sua bravata, si portò sulla verticale del ragazzo corvino, tenendo in mano una specie di palloncino verde marcio.

Pix: Oh, c'è Potter Pazzerello! Vediamo se riesco a nascondere quella brutta cicatrice...

Il Poltergaist lasciò cadere il gavettone verso Harry che, istintivamente, cercò di spostarsi il più velocemente possibile, imitato dai ragazzi al suo fianco.

?: EVERTE MOTUS!

Il palloncino si fermò a mezz'aria e, subito dopo, cominciò a salire velocemente verso l'omino svolazzante che, colto di sorpresa, non riuscì a spostarsi in tempo e venne colpito in pieno dalla sua stessa arma, con il risultato di ritrovarsi completamente inzuppato d'inchiostro.

?: Non sei cambiato, eh Pix? Sempre a fare stupidi scherzi...

Harry si voltò verso la voce ormai nota, potendo così osservare il ragazzo dai capelli neri e corti entrare dal portone d'ingresso. L'individuo misterioso aveva ancora la bacchetta sfoderata, mentre sul suo volto era presente un sorrisetto ironico. Il Poltergaist, dopo essersi divincolato nell'aria usando nel frattempo le piccole manine per pulirsi gli occhi dal liquido che lo accecava, si rivolse al nuovo arrivato.

Pix: (sogghignando) Guarda guarda chi si rivede! (si porta sopra il ragazzo) Come mai sei tornato, "asociale"? Devi consultare ancora qualche libro?

?: Non ne ho bisogno, oramai li conosco tutti a memoria.

Pix: Davvero? (prende un'altro palloncino) Forse c'è ancora un po' di inchiostro che non hai...

L'omino si fermò prima di lanciare il gavettone: il ragazzo aveva puntato la sua bacchetta su di lui.

?: Sai, ora conosco un bel po' di incantesimi davvero carini. Ti andrebbe di provarli?

Pix rimase per un attimo interdetto, poi lanciò il palloncino in alto, fece una linguaccia al ragazzo e sparì con un POP. L'individuo misterioso pronunciò pigramente un Incantesimo Evanescente e il gavettone, che aveva cominciato a cadere, sparì nel nulla. Harry vide il ragazzo riporre la sua bacchetta in una tasca interna della veste per poi dirigersi verso la porta da cui si accedeva al tavolo degli insegnanti.

Hermione: Harry, sarà meglio muoversi: la cerimonia sta per cominciare.

A quelle parole, il ragazzo si riscosse dal torpore in cui era scivolato e si voltò, ricominciando a camminare verso la grande porta d'ingresso della Sala Grande. Una volta entrato nell'immensa stanza, il cui soffitto riproduceva fedelmente il cielo nuvoloso esterno, il gruppo si diresse verso il tavolo di Grifondoro, a parte Luna che, dopo un breve saluto, veleggiò verso la tavolata di Corvonero. Mentre si avvicinava ad un posto libero, individuato in precedenza, Harry lanciò uno sguardo verso il tavolo della casa di Luna. E la vide. Cho Chang si trovava a metà circa della lunga tavolata, seduta accanto alla sua amica Marietta, con cui discorreva. Il giovane mago notò che la ragazza dai tratti orientali aveva rivolto il suo sguardo verso di lui, e questo gli provocò una sensazione di vuoto allo stomaco. Un attimo più tardi, però, la giovane dai lunghi capelli neri si voltò nuovamente verso l'amica, riprendendo la chiacchierata. Harry si sentì profondamente offeso da quel gesto, e gli ci volle il richiamo di Hermione per fargli capire che aveva continuato a camminare, dimentico di doversi sedere al tavolo. Una volta sistematosi accanto ai suoi amici, il ragazzo dai capelli neri rivolse lo sguardo al tavolo degli insegnanti. Silente sedeva al centro della lunga tavolata disposta sul fondo della Sala Grande, mentre ai suoi fianchi si trovavano gli altri professori. Harry notò che sia il posto di Hagrid sia quello della McGranitt erano vuoti, ma non se ne stupì: il loro insegnate di Cura delle Creature Magiche e la professoressa di Trasfigurazione dovevano essere ancora insieme agli alunni del primo anno. A un certo punto, osservando il resto dei professori, il ragazzo notò che all'estremità sinistra del tavolo sedeva il ragazzo misterioso. Harry ora ne aveva la certezza: quell'individuo era il loro nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Il giovane fece un cenno a Hermione, Ron e Ginny, mostrando loro il punto in cui si trovava il ragazzo, per eliminare anche dalla loro mente ogni dubbio sulla sua identità.

Ginny: Allora è lui il nuovo insegnante.

Ron: Non credevo che qualcuno avrebbe accettato quel posto, con tutte le voci che circolano...

Hermione: A quanto pare c'è ancora qualcuno che non da loro peso.

Ron: E' vero, ma allora perché non si è fatto avanti l'anno scorso? Ci saremmo risparmiati un'infinità di seccature senza la Umbridge.

Hermione: Avrà avuto le sue ragioni, no?

Mentre i suoi due migliori amici cominciavano per l'ennesima volta a battibeccare, Harry tornò ad osservare il tavolo degli insegnanti, notando così una cosa che aveva dell'incredibile. Piton stava osservando il ragazzo misterioso, e sul suo volto era presente un'espressione che il sedicenne corvino riconobbe come un sorriso. Il giovane pensò di aver visto male ma, quando ritornò a guardare il volto dell'insegnante più detestabile di Hogwarts, questi aveva la stessa espressione di poco prima. Harry non capiva: Piton aspirava da anni alla cattedra di Difesa contro le Arti Oscure, e aveva sempre dimostrato antipatia, se non disgusto, verso coloro che venivano assegnati a quella mansione al posto suo. Era più facile che Voldemort cominciasse a fare opere di bene piuttosto che vedere Piton con quell'espressione sul volto. Il turbinio di pensieri che si era creato nella testa del ragazzo dagli occhi verdi si interruppe quando notò che Hagrid si era appena seduto al suo posto al tavolo degli insegnanti. Un attimo dopo le porte della Sala Grande si aprirono, facendo entrare un gruppo di spauriti undicenni, condotti dalla professoressa McGranitt. La fila si diresse verso il tavolo degli insegnanti, davanti al quale era stato sistemato uno sgabello, su cui era stato appoggiato il Cappello Parlante. Una volta che tutta la fila di studenti del primo anno si fu fermata davanti a quello strano copricapo, su di un lato dello stesso si aprì uno strappo, dal quale cominciò ad fuoriuscire una canzone.

Ragazzi e ragazze, che gioia che provo

Nel rivedervi qui uniti di nuovo

E come ogni anno, in quest'occasione,

Potrete ascoltare la mia canzone.

Dovete sapere che da mille anni

Son io che smisto voi giovani alunni.

Dal vostro cervello io so decretare

In quale Casa dovrete restare.

Andrà a Grifondoro chi dimostrerà

Di possedere coraggio a volontà,

A Tassorosso chi ha in se l'impegno,

A Corvonero chi è pieno d'ingegno,

E a Serperverde sarà assegnato

Chi dall'ambizione è contrassegnato.

Ma sappiate bene, novelli studenti,

Che non serve a nulla esser vincenti:

Non conta che Casa sia la migliore,

Poiché avete tutti lo stesso valore.

Quindi ascoltatemi, miei amici cari,

Non siate l'uno dell'altro avversari,

Non sia la sfida il vostro movente,

Poiché chi vince non vince niente:

Amicizia, giustizia, e forse anche amore

Son ciò che dovete avere nel cuore.

Ma bando alle ciance, mettetemi in testa,

E la vostra Casa sarà manifesta.

Il Cappello tacque e, poco dopo, tutta la Sala Grande rimbombò di applausi.

Ron: Questa volta è stato più conciso, mi sembra.

Hermone: Avrà voluto trasmettere un messaggio semplice e comprensibile a tutti.

Il giovane corvino capiva a quale messaggio si stesse riferendo l'amica: Harry sapeva che, in caso di grave pericolo, il Cappello Parlante aveva il compito di esortare gli studenti ad essere uniti per poter meglio affrontare le avversità, e Voldemort rappresentava una minaccia terrificante per tutti. Poco dopo, la professoressa McGranitt cominciò a chiamare in ordine alfabetico i ragazzi del primo anno, che vennero a poco a poco smistati nelle quattro Case di Hogwarts dal Cappello, che urlava il nome di una Casa ogni volta che veniva posato sulla testa di un ragazzino. Dopo qualche minuto tutti gli alunni del primo anno furono smistati e, quando Adam Zeruel si fu seduto al tavolo di Tassorosso, Silente si alzò in piedi.

Silente: Per ora dico solo questo: mangiate a sazietà!

Un secondo più tardi i piatti d'oro disposti sui tavoli si riempirono di ogni sorta di leccornia: pollo, patate, pudding, verdure, pane e succo di zucca. Ron si avventò sul cibo come suo solito, ingurgitando le pietanze più disparate senza quasi muovere le mandibole. Harry notò l'espressione di disappunto delle due ragazze sedute accanto a lui. Dal canto suo, il giovane mago non biasimava l'amico: la tensione delle ultime ore aveva avuto un effetto stimolante sul suo stomaco, che ora reclamava cibo con rumori poco educati. Il gruppetto si dedicò a ingerire le portate più prelibate senza pensare ad altro per tutto il tempo della cena. (fame. ç_ç nda) Quando tutti si furono saziati, gli avanzi e le portate rimanenti sparirono, lasciando i piatti puliti come se non fossero mai stati usati. Poco dopo Silente si alzò di nuovo per comunicare, come sempre, gli avvisi di inizio anno.

Silente: Benvenuti e bentornati a Hogwarts...è bene rammentare a tutti che l'accesso alla Foresta Proibita è, appunto, proibito a tutti gli alunni, come lo è anche usare la magia nei corridoi. Dopo le solite raccomandazioni, vorrei annunciarvi che quest'anno, oltre al campionato di Quidditch, si svolgerà anche un torneo di duelli. Le iscrizioni saranno aperte fino ad Halloween, quindi avrete il tempo di riflettere su questa opportunità, perchè chi si iscrive lo fa a proprio rischio e pericolo. E per ultima cosa, ma non meno importante del resto, vorrei presentarvi il nostro nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure: si è offerto volontariamente per questo incarico e, sinceramente, non conosco nessuno che possa svolgerlo meglio di lui...il professor Sefer Jesirah.

La sala grande restò in silenzio per un attimo. Poi da ogni angolo della stanza si levò un clamore assordante, tanto che Harry dovette coprirsi le orecchie con le mani.

Ron: COSA?

Hermione: NON CI CREDO!

Ginny: HO CAPITO BENE?

Dean: EEEEEH?

Seamus: E' IMPOSSIBILE!

Lavanda: ODDIO!

Neville: CAVOLO!

Silente: SILENZIO!

Nell'udire la voce del Preside più alta del consueto, la Sala Grande si ammutolì quasi subito, ma Harry notò che non poche persone bisbigliavano ancora tra loro a tutti i tavoli.

Ron: (sottovoce) Accidenti...non riesco a crederci...

Hermione: (sottovoce) E' proprio lui...ho letto tutto ciò che lo riguarda...

Ginny: (sottovoce) Che emozione...è come lo immaginavo...

Harry: (sottovoce) Scusate...ma chi sarebbe questo Sefer Jesirah?

Le due ragazze e il giovane dai capelli rossi si voltarono verso Harry: avevano tutti e tre uno sguardo allibito e accusatorio, come se il ragazzo avesse appena pronunciato un'orribile parolaccia.

Ron: Ma...ma...

Hermione: Non lo conosci?

Ginny: Non hai mai sentito parlare di lui?

Harry: No.

Ron e Ginny scossero la testa, mentre Hermione continuò a fissare l'amico con sguardo compassionevole.

Hermione: Ma dove vivi tu?

Ron: Non leggi la Gazzetta del Profeta?

Harry: Si che la leggo.

Ma il ragazzo corvino capì che la sua risposta non era del tutto esatta. Aveva cominciato a comprare il giornale dei maghi solo un anno prima, per poter sapere qualunque notizia riguardante Voldemort, e perciò osservava ogni volta solo la prima pagina, certo che, se ci fosse stato qualcosa da scrivere su di lui, l'avrebbero messa in bella vista. Non aveva mai letto gli articoli minori, e non aveva mai prestato attenzione a nessun nome che non fosse Voi-Sapete-Chi.

Harry: Cioè...leggevo solo la prima pagina...(notando lo sguardo degli amici)...è un problema per caso?

Ginny: (ironica) Oh no, nessun problema...

Hermione: (ironica) Non è indispensabile che tu conosca quella persona, certo...

Ron: Anche se si tratta del più straordinario, incredibile Auror che esista!

Harry rimase interdetto per un attimo.

Harry: Auror? Quello è un Auror? Ma è solo un ragazzo...

Hermione: E' proprio questo che ha dell'incredibile!

Ron: Quel tipo è riuscito a superare l'esame per diventare Auror in meno di un anno, quando solitamente ce ne vogliono almeno tre!

Hermione: E la Gazzetta del profeta ha parlato di lui in toni quasi osannativi, presentandolo come un Auror abilissimo, ma senza mai fornire informazioni sul suo passato o sulla sua persona...in poco tempo è diventato una leggenda metropolitana!

Ginny: E ora è il nostro professore di Difesa...che meraviglia...

Harry: Si, ma...come mai non si è proposto come insegnante anche l'anno scorso?

Ron: Mi ricordo che avevano parlato di una specie di missione segreta all'estero, a cui avrebbe partecipato anche lui...a quanto pare è tornato.

Ginny: Oh, sono emozionatissima...chissà quando avremo la prima lezione con lui!

Hermione: Gli orari ci verranno consegnati solo domani...

Harry: Ehi, se ne stanno andando tutti.

Hermione: Bene...(sbadiglia)...comincio ad avere un po' di sonno...

Ron: (sbadigliando) A-a-anche io...

Ginny: Vediamo di andare a letto, allora.

I quattro ragazzi si incamminarono verso la porta della Sala Grande, per dirigersi poi alla torre di Grifondoro. Poco prima di uscire dalla stanza, però, Harry si voltò indietro, al fine di vedere cosa stesse facendo Cho. Purtroppo, data la calca di studenti, non riuscì a scorgere la ragazza. Dopo qualche minuto, il gruppo di amici arrivò al ritratto della Signora Grassa. Qui Harry si rese conto di non sapere la parola d'ordine.

Harry: Ehm...chi...?

Ginny: Animagus!

La Signora Grassa annuì, facendo poi scorrere il suo quadro come una porta, rivelando un buco circolare nella parete. I tre ragazzi del sesto anno guardarono la quindicenne con aria basita.

Ron: E tu come fai a sapere la parola d'ordine?

Ginny: (sorridendo) Me l'ha detta Twilight Chase. E' uno dei Prefetti del mio anno.

Una volta giunti nella Sala Comune il gruppo si divise in due: Hermione e Ginny si diressero verso il dormitorio femminile mentre Harry e Ron salirono le scale di quello maschile, arrivando davanti alla loro camera, che ora presentava un cartello con scritto "Sesto Anno". Stanchi per il viaggio e le emozioni della giornata, i due ragazzi si svestirono e si infilarono a letto. Dopo avere augurato la buonanotte all'amico, Harry si ritrovò a pensare se la presenza di Sefer Jesirah a Hogwarts avesse a che fare con il ritorno di Voldemort. Un attimo dopo dormiva il sonno dei giusti.

FINE DECIMO CAPITOLO

Uao! Ho aggiornato quasi subito! Sto migliorando. ^_^ Questa volta non vi chiedo di non odiarmi perché non ho inserito nessuna scena scandalosa. Ma non preoccupatevi, ho già in mente un paio di idee. ^_^

Ringrazio Solanye e tutti coloro che commentarono, commentano e commenteranno la mia fic (tantissimi! ^_^)

Grazie x avere scelto la Sailor Sun Fanfic Producion. ^_^

Non mi stancherò mai di dirlo: commentate! ^_^