Il giorno dopo Jack e Gli Scorridori di Jack Street si presentarono puntuali davanti al cancello della strada che portava alla Dunwall Tower. Le guardie all'inizio erano scettiche nel credere che l'Imperatrice avesse invitato proprio loro, un "gruppetto di ragazzini", a palazzo per giocare con lei, ma alla vista della Tavola d'Oro Imperiale si dovettero ricredere, tanto da offrirsi di scortarli e guidarli attraverso le stanze del palazzo.
I bambini non potevano quasi credere ai loro occhi davanti a tanta ostentazione di ricchezza: orologi di puro argento e lampadari fatti di diamanti, bacheche e armadi pieni fino all'orlo di gioielli e doni provenienti da tutto l'Impero. Lungo il pavimento vi erano i più preziosi e bellissimi tappeti che si fossero mai visti. Alle pareti delle gallerie vi erano appesi ritratti dei vari Imperatori che avevano regnato su Dunwall e l'Impero Insulare fino a un ritratto nuovo di zecca che ritraeva Emily assieme alla sua guardia del corpo, Corvo.
Guardie e Inservienti del Palazzo rimasero un po' stupite dal vedere un branco di bambini passeggiare tranquillamente per i corridoi, soprattutto scortate da un paio di guardie come nel loro caso, ma rimasero molto più di stucco quando i bambini dissero di essere ospiti personali invitati a Palazzo dall'Imperatrice stessa.
I bambini dal canto loro erano talmente impegnati ad osservare gli ambienti che per poco non andarono a sbattere contro un preziosissimo vaso di porcellana blu-arancione e solo l'intervento in extremis di una delle assistenti di Callista evitò un disastro di cocci.
Infine le guardie condussero i bambini fuori in un vasto giardino pieno di alberi e vegetazione. Lì, in un area che sembrava un poligono di tiro, Corvo, Callista, il generale Curnow e Samuel il vecchio barcaiolo stavano osservando Emily con profonda attenzione
"Siete sicura, Vostra Maestà?"
"Sicurissima Corvo. Sono convinta che, anche se è giusto che io abbia una guardia del corpo a proteggermi e un intero esercito a difendermi, l'unico modo per sapere di essere veramente al sicuro sia imparare a difendermi da sola. Perciò voglio che tu mi insegni a sparare!"
Callista guardò per terra sconsolata. Curnow e Samuel si guardarono in faccia e scossero la testa. Da quando era avvenuto l'incidente con Lord Estermont e il suo tentato colpo di stato, Emily era cambiata: era sempre la bambina felice, tenera e spensierata che tutti amavano, ma adesso di tanto in tanto se sentiva un rumore estraneo durante la notte o se le guardie la lasciavano sola anche solo per un istante o se vedeva qualcosa che riteneva potesse essere una minaccia si innervosiva, si guardava intorno agitatamente, e se il livello di nervosismo aumentava troppo chiamava aiuto a gran voce. L'ultima settimana erano avvenuti tre falsi allarmi in cui Emily aveva fatto accorrere mezza Guardia del palazzo con le sue fobie e Corvo non osava più lasciarla un solo secondo per timore di qualche altro incidente. Poi chiacchierando quasi per caso con Samuel, Emily aveva avuto l'idea di imparare a difendersi da sola. Corvo avrebbe volentieri offerto alla piccola qualche lezione di scherma e su cosa fare se qualcuno armato di cattive intenzione si fosse introdotto nel palazzo, ma Emily aveva detto che non era sufficiente: se avesse dovuto difendersi da sola, avrebbe avuto bisogno di imparare a sparare.
Corvo personalmente non vedeva Emily prendere la mira contro qualcuno e premere il grilletto, ma se così Sua Maestà voleva così doveva essere. E appunto per questo erano lì.
"Va Bene Vostra Maestà. Iniziamo da questo: usare un' arma da fuoco non è una cosa facile. Richiede pratica, mano ferma e abbastanza concentrazione. Prenda pure in mano la pistola."
Emily prese in mano l'arma di prova che il generale Curnow le aveva concesso: era un pistola abbastanza datata, vecchiotta, ma ancora letale nelle giuste mani.
"Prendi la pistola con entrambe le mani…"
"Scusa ma tu spari con una mano sola Corvo perché?"
"Perché sono esperto piccola .Una persona abile o con un po' di esperienza può sparare con ben una pistola per mano allo stesso momento, ma con te è meglio iniziare dalle basi."
"Ah ok!"
"Come stavo dicendo prendi la pistola con entrambe le mani, prendi la mira, trattieni il fiato e…"
BANG! Corvo estrasse la sua pistola e sparò a una bottiglia di vetro distante venti piedi a gran velocità, centrando in pieno la bottiglia.
"UAO!" disse Emily vedendo il colpo.
"Vostra maestà…" disse Corvo inchinandosi e indicando con una mano il resto delle bottiglie.
BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! Emily sparò alle bottiglie senza neanche prendersi un attimo per tirare il fiato.
Corvo si buttò a terra per la sorpresa, così come Callista. Curnow da parte sua si mise al riparo tappandosi le orecchie e Samuel cadde all'indietro.
Il baccano durò solo pochi attimi, e alla fine cessò non appena Emily finì i colpi da sparare.
Corvo rialzò la testa. Nessuno dei bersagli era stato centrato
"Penso che ci serviranno altri proiettili"
Samuel portò un scatolone pieno di munizioni e lo depose ai piedi di Corvo
"Credi che basteranno? "disse con aria saccente.
L'esercitazione continuò per tutta la mattinata. I primi test furono un completo disastro e portarono all'abbattimento di un rapace di Kingsparrow e alla distruzione di una finestra, ma poi Emily riuscì a impratichirsi migliorando a poco a poco la sua mira.
Al quinto turno Emily riuscì finalmente a centrare la bottiglia, riducendola in mille pezzi.
"SI!" squittì felice la giovane Imperatrice .
"Chiedo scusa altezza ma è arrivato il rapporto sulla situazione di Dunwall che lei attendeva" si scusò Curnow tirando fuori un enorme rotolo di carta.
Emily tirò un sospiro "Va bene Generale, mi dica pure."
Curnow si apprestò a leggere il foglio "Dunque, la situazione nei vari distretti è la seguente: nel distretto del Vecchio Porto la fase di colonizzazione è a buon punto e ben oltre 20.000 nuovi coloni si sono insediati nella zona mentre quasi altrettanti nuovi abitanti sono già arrivati nel distretto. I membri della guardia cittadina e delle squadre di recupero ambientale dichiarano che ora l'infestazione dei molluschi è stata completamente debellata .Secondo il mio modesto parere, credo che il distretto del Vecchio Porto possa essere oramai considerato una zona liberata."
"Perfetto" disse Emily prendendo nuovamente la mira con la sua pistola verso un nuovo bersaglio "Questo dovrebbe ridurre i Distretti ancora sotto quarantena a sette se non sbaglio."
"Infatti, Milady! E onde evitare la possibilità che il Distretto ricada in preda alla Peste e/o alle bande, abbiamo lasciato un forte contingente di scorta. Lo ritireremo non appena saremo sicuri che la zona sia pacificata."
"Con "forte contingente" a quanti uomini si riferisce per la precisione?"
"Circa 5.000 uomini, signora, con 10 Tallboys e 5 cannoni."
"Bene. Per quanto riguarda il, ehm, Distretto dei Mattatoi?"
"Il Distretto è tornato pienamente alla normalità. Le bande criminali che lo infestavano sono state catturate o hanno abbandonato la zona, i mattatoi e le fabbriche e/o impianti a essi collegati sono tornati alla piena efficienza e i ventimila nuovi coloni di Tyvia che abbiamo portato si stanno rapidamente insediando nella zona."
"Quindi a vostro modesto parere potremmo togliere la quarantena anche a quel distretto?"
"Credo proprio di sì Maestà. Tuttavia penso che sia meglio attendere ancora un paio di settimane prima di farlo, per garantire anzitutto la pacificazione delle zona."
BANG! Il proiettile sparato da Emily volò colpendo di strisciò la bottiglia, ma lasciandola intera.
"Dannazione!" gridò lei .
"Per quanto invece riguarda la situazione nel Distretto della Distilleria" continuò Curnow " Il distretto è tornato in tranquillità dopo che la banda di Slackjaw si è sciolta e lo stanziamento di nuovi coloni è già iniziato, tuttavia in molti quartieri la gente ha ancora paura. Ci vorrà tempo prima di riuscire a stabilizzare la situazione."
"E per quanto riguarda la distilleria?"
"Siamo riusciti a rimetterla in funzione e la stiamo utilizzando per produrre sia la Cura di Maestro Piero e del Medico Regio che per produrre l'elisir. Tuttavia la produzione va a rilento, ci sarebbero utili una squadra di ingegneri che possano aiutarci a rimettere in perfetta efficienza l'impianto."
"Sarà il caso, Generale Curnow: prendete accordi con Piero e Sokolov affinché vi inviino un gruppetto dei loro migliori assistenti."
"Le notizie migliori arrivano invece dal Distretto di Draper's Ward. Posso finalmente comunicarle che io e i Generali Turnbull e Tobias abbiamo spezzato la guerriglia con cui i Cappellai e i loro alleati avevano provato ad invischiarci, grazie soprattutto alle armi forniteci dal medico Regio e dal supporto della popolazione locale. A quanto pare né i Cappellai né le Anguille Morte sono riuscite ad inimicarsi i pochi abitanti che non hanno fatto fuggire: praticamente hanno fatto una gran festa quando le nostre truppe sono arrivate. Abbiamo circondato e preso d'assedio il loro quartier generale, la vecchia filanda, e stimiamo di aver catturato e/o ucciso almeno il cinquanta per cento dei membri della Banda."
"Un ottimo lavoro, Generale, se mi è permesso dirlo."
"Tuttavia la cattura e conquista della filanda ci appare come un compito gravoso e pericoloso, se posso dirlo Vostra Maestà! Dai prigionieri che abbiamo interrogato sembra che oltre a numerosi mezzi difensivi di Maestro Sokolov rubati o ottenuti tramite corruzione dai pubblici uffici e/o ufficiali della Milizia, la filanda sia difesa da una particolare e rischiosissima trappola : se il Capobanda muore, l'intero edificio verrebbe riempito di gas velenoso. Usare delle maschere coi filtri non sarebbe una soluzione definitiva, perché il gas, corrosivo, finirebbe col corrodere i filtri. Ci servirebbe…"
Emily guardò il Generale con aria mooolto seccata "E' da mesi oramai che andate avanti con questa storia: siete sempre a dire "Drapers Ward tornerà presto alla normalità ma intanto ci servirebbe ancora qualcosa" E COSA, Generale? Volevate altri uomini e ve li ho concessi. Volevate più mezzi difensivi di Sokolov e ve li ho fatti arrivare. Di che cosa avete bisogno ancora?" disse mentre cercava di prendere la mira per l'ennesima volta
"Ehm, avremmo bisogno, Vostra Maestà, che ci prestiate il Vostro Protettore Reale!"
"Cioè Corvo?" Chiese Samuel con aria stupita.
"Corvo? " chiese Emily ancora più stupita.
"Corvo? Cioè, IO?!" Chiese la Guardia del Corpo di Sua Maestà." E perché?"
"Perché voi soltanto potreste riuscire a penetrare all'interno della filanda, neutralizzare le guardie e mettere fuori uso il sistema che permetterebbe al gas di uscire e invadere la fabbrica,in tale modo neutralizzando la minaccia sul nascere."
"Come un assassino!" concluse Emily sparando di nuovo, stavolta centrando il bersaglio. "Evviva!" saltò la piccola trionfante.
"Si Milady, proprio come un …"
"Chiedo scusa Maestà, ma alcune persone vorrebbero parlare con lei." Disse un inserviente con tono superbo, arrivando in quel momento.
"Oh cielo, fa che non sia il solito gruppo di nobili o l'ennesimo intrigante commerciante." pensò Emily.
"E chi dicono di essere?" chiese Emily
L'inserviente si inchinò e si spostò di lato, lasciando che Emily incrociasse lo sguardo con …
"JACK! Alice. Ragazzi!" fece Emily esultante correndo ad abbracciare i suoi amici "Siete Venuti!"
"Ma certo che siamo venuti, che cosa credevi? Perderci la possibilità di visitare la Dunwall Tower in barba a tutte le guardie e vedere la nostra amica, imperatrice Emily, la sovrana più potente di tutto il mondo conosciuto ?"" disse Jack avvicinandosi ad Emily, ma la sua strada gli fu bloccata da Curnow che lo guardò con aria minacciosa.
"Buona sera, signore …" disse Jack facendosi piccolo piccolo dinanzi all'uomo in uniforme militare che gli si parava davanti
"Generale Curnow, le presento gli Scorridori di Jack Street . Ragazzi, vi presento il Generale Curnow, uno dei miei uomini più fedeli e fidati. Non fate caso alla sua aria minacciosa, non è pericoloso … a volte …"
Curnow fissò i bambini con occhi duri per qualche minuto, dopodiché il suo viso come d'incanto s'addolcì e sorrise.
"Ho capito. Lascio sua maestà a divertirsi con i suoi amici. Se avrete ancora bisogno di me, sarò nel Salone delle Armi." Disse Curnow ritirandosi nel palazzo.
Emily lo salutò con una manina, dopodiché si rivolse ai suoi amichetti. "Allora ragazzi, che volete fare?"
Emily s'incamminò rapida per il corridoio, seguita dai suoi nuovi amici e da Corvo. Jack, Alice e gli altri non riuscivano a trattenersi davanti a così tanta magnificenza: vi erano molto probabilmente più meraviglie in quel palazzo che in tutta Dunwall, che dico, in tutto l'Impero Insulare.
Per prima cosa attraversarono un immenso salone da ballo, con un bellissimo lampadario di cristallo appeso al soffitto. Le pareti erano tappezzate di arazzi dall'aria antichissima e quadri vari mostranti scene di vita quotidiana di Dunwall, eccezion fatta per quello posto sopra il camino, che era quello fatto da Sokolov il giorno della cattura di Slackjaw. I domestici presenti nella sala al passaggio dell'Imperatrice si fermarono ad inchinarsi e a salutare il passaggio della loro sovrana. Sembravano un po' stupiti della presenza di altri bambini, per di più popolani e cenciosi, ma le occhiate rassicuranti di Corvo bastarono loro come risposta, prima di riprendere il lavoro.
Successivamente passarono in una stanza enorme, abbastanza grande da poter contenere un bastimento, con migliaia di bacheche, teche e contenitori con miliardi di oggetti interessanti. Vi erano scheletri di cetacei, animali imbalsamati, un mappamondo di mezzo secolo raffigurante tutto il mondo fin o ad allora conosciuto, orologi d'oro e d'argento, mappe antiche, gioielli, doni e ricordi di ogni angolo dell'impero, e per concludere miliardi e miliardi di volumi tutti ben rilegati e ordinati per titolo o argomento. Alice, che tra i ragazzi era sempre stata la più saccente, rimase come in estasi davanti a tutta quell'esposizione di sapere.
"Wow. Emily (posso osare chiamarla così?), questa è la più grande esposizione di libri che abbia mai visto …"
Emily ridacchio. ""Merito dell'Editto XVII del Ministero dell'Istruzione Imperiale: secondo tale editto, ogni libro, manoscritto o anche semplice volume stampato ritenuto di importanza medio - alta deve essere temporaneamente ritirato, analizzato e copiato alla lettera e tale copia essere spedita qui, ad ingrossare la mia Imperiale Biblioteca: aggiungeteci i vari volumi che ricevo periodicamente in dono dai vari autori ed editori di tutto l'Impero, le collezioni private sequestrate ai nobili ribelli, gli scritti di Sokolov e Piero ed otterrete …"
"… la più grande raccolta d'informazioni che si possa immaginare!" squittì quasi impazzita Alice, che passava da un volume all'altro leggendo titolo ed autore senza fermarsi neanche a tirare il fiato. Fermatasi davanti ad un grosso tomo intitolato "Leggende e racconti dei Popoli dell'Impero Insulare" fece per prenderlo ma fu fermata da Emily.
"Alice, per favore, cerca di mantenere il controllo delle tue facoltà mentali : se proprio ti interessa tanto leggere, posso chiedere alla Stamperia Imperiale se può farmi la copia del volume che vuoi, cosicché anche tu possa leggerlo. Ma per il momento per favore, non toccare nulla : Callista e le sue collaboratrici ci hanno impiegato secoli a mettere in ordine questa collezione, e per di più quello è anche il mio volume preferito, e mi dispiacerebbe se tu per caso lo, ehm, rompessi …"
Alice si fermò e ripose al suo posto il tomo, dopodiché Emily riprese il cammino, infilandosi in un lunghissimo corridoio. Ovunque tappeti esotici, argenti antichi, statue di marmo e mobili di antiquariato dall'aria costosa .
Sul corridoio si affacciavano almeno una cinquantina di porte. Una di esse era aperta, così Jack, curioso come sempre, buttò un occhiata dentro .
Era la stanza da letto di Emily.
Al centro della stanza si trovava un gigantesco letto a baldacchino, foderato di seta bianco latte. Sulla testata era inciso a caratteri dorati lo stemma Imperiale. Il resto della stanza era foderata di mobili antichi. Ceste colme di profumi pregiati profumavano l'aria della sala.
Anche la porta successiva era aperta. Era il bagno privato di Emily. Tutto in marmo bianchissimo con al centro una gigantesca vasca, anche se definirla vasca era un po' difficile, date sia la sua grandezza sia per il fatto che era provvista di una zona ripida, simile ad una spiaggetta, sia di una cascata artificiale simile a una doccia.
Oltre alla vasca - spiaggetta c'erano anche una mini-sauna e un bagno turco !
"Bello, eh?" fece Emily notando l'espressione di Jack "Questa è la stanza più riservata di tutto l'impero: a parte Callista e le addette alla mia estetica, nessuno può entrare qui. Neanche Corvo! Puoi considerarti fortunato di riuscire a vederla."
Jack notò che i rubinetti luccicavano. Aguzzò la vista e si rese conto che le tubature erano d'argento puro.
"Uao!"
"Già: uao!"
Ripresero la marcia. Alla fine dopo un altro paio di sale Emily condusse i suoi amici nuovamente al di fuori. I ragazzi si accorsero di essere in un piccolo giardino racchiuso completamente tra le mura del palazzo. In mezzo ad un prato verdissimo, rasato alla perfezione, videro un gazebo color giallo zolfo. Sotto il gazebo si trovava una tavola apparecchiata con tutt'intorno una dozzina o più di servitori elegantemente vestiti. Tutto intorno al gazebo c'erano degli alberi trapiantati lì e lasciati crescere, con ogni probabilità portati lì da tutto l'Impero.
Emily si sedette al tavolo, seguita dagli altri bimbi. Corvo si pose come era solito alla sua destra. Jack, Alice, Emanuele e Jolanda si sedettero intorno a lei, con Jack ed Emily che si guardavano direttamente in faccia .
Emily prese il suo campanellino d'argento e lo suonò tre volte. Dopo pochi minuti di attesa dalla porta da cui erano entrati uscirono un'altra mezza dozzina di servitori, recanti tre voluminosi vassoi che posarono sul tavolo prima di ritirarsi.
I ragazzi non potevano credere ai loro occhi. Davanti a loro si trovava il più vasto e capiente assortimento di torte, croissant, biscotti e altre portate composte di frutti di terra e di mare, di cui molti naturalmente Jack e i suoi compagni ignoravano natura e provenienza. Quando nascevi povero a Dunwall, imparavi subito a conoscere come cibo solo il brodo di carne di balena e le patate, e qualche volta un pezzo di carne di cavallo. L'occasione di assaggiare queste prelibatezze degne dei palati più raffinati e delicati era da non sprecare assolutamente, ma Jack e gli altri continuavano a rimanere fermi al loro posto, senza toccare niente.
"Beh, ragazzi, che aspettate? Vi consiglio di assaggiare, è tutto molto delizioso!" disse Emily tagliandosi una fetta di torta alla crema e portandola avidamente alla bocca.
Prima con qualche reticenza, poi mano a mano più convinti, Jack e i suoi allungarono le mani sul gigantesco buffet che si trovava loro davanti.
"Queste vivande so già che per voi sono sconosciute, ma sono ricche di fosforo e potete consumarne quanto volete senza timore. Tutto ciò che assaggiate su questa tavola è fornito dal mare. Non vi stupite, anche la carne che stai tagliando nel tuo piatto, Jolanda, è di pesce, anche la crema che biancheggia nei vostri pasticcini, Emanuele ed Alice, deriva dal latte dei crostacei e perfino gli ingredienti contenuti nella torta che stai condividendo con me Jack, sono, per la maggior parte, prodotti nell'oceano."
"Noto dalle tue parole che provi un grande amore per l'oceano Emily." Disse Jack .
"Per me il mare rappresenta la libertà assoluta, la vita, la possibilità di andare ovunque senza dover dire niente a nessuno. Se fossi libera dai miei doveri di imperatrice tra le altre cose mi piacerebbe un sacco il poterlo esplorare" squittì Emily felice di poter dialogare con qualcuno delle sue passioni.
I ragazzi passarono una buona mezz'oretta a mangiare pasticcini, a trangugiare tè nero di Pandyssian e a raccontarsi cose sceme, ridendone come pazzi. Poi quando l'orologio suonò le sei in punto Emily si alzò e si offrì di condurre i propri amici ad accompagnarla a ispezionare una delle sale più interessanti del palazzo. I ragazzi accettarono volentieri.
Dopo essere rientrati all'interno del palazzo, Emily svoltò a sinistra, scese una scala e s'incammino lungo un altro lunghissimo corridoio, seguita come un ombra da Corvo e dai suoi amichetti. Dopo dieci minuti buoni di camminata Emily si fermò a dieci metri di distanza dalla fine del corridoio, ove si trovava una porta dall'aria molto massiccia. Prese un chiavistello dalla propria taschina nei pantaloni e aprì il portone. Dietro il portone si trovava un altro lungo corridoio, ma questa volta era molto più illuminato e soprattutto era pieno di guardie armate, una sotto ogni lanterna illuminatrice. L'unica porta presente in tale corridoio ( e che sembrava più una cassaforte) era anch'essa guardata a vista da due omoni massicci e giganteschi dall'aria minacciosa armati di fucili .
Alla vista delle guardie Jack, Alice e gli altri si fecero piccoli piccoli e si nascosero dietro a Corvo.
"GLOM! Quelle guardie hanno un aria molto minacciosa!" fece Jolanda .
Emily guardò i suoi coetanei con un aria di sufficienza "E Allora?"" disse indicando se stessa "Non ti dimenticare, che sono la loro Imperatrice …" fece lei maliziosa, dopodiché s'incammino a passo spedito verso la porta.
Le guardie alla vista della loro Imperatrice ebbero la gentilezza non solo di scostarsi dalla porta, ma addirittura di fare il saluto militare a Corvo, che lo ricambiò.
Emily estrasse una piccola chiave dal suo taschino, la inserì in una minuscola serratura posta al centro della porta e attivò di conseguenza almeno una dozzina di combinazioni necessarie per sbloccare la porta. Emily si dedicò alle chiusure e le ci vollero almeno una decina buona di minuti per aprirle tutte.
"Emily vuoi dirci cosa c'è qui dietro a questa porta?"
"Lo vedrete …" disse Emily sbloccando l'ultima serratura e aprendo la porta.
Ai ragazzi quasi venne un infarto.
Dietro la porta si trovava una sala molto, molto più grande della biblioteca-salone naturale. La sala era a forma di ottagono e ad ogni angolo corrispondevano una colonna di colore ocra, un vessillo Imperiale ed una lampada ad olio che illumina l'ambiente .Ma la cosa veramente interessante era quello che si trovava dentro la sala.
"I- i- incredibile!" fece Jack guardando l'immenso tesoro che si trovava davanti .
Sì, avete capito bene, Emily aveva portato i suoi amichetti proprio dentro alla mitica Sala del Tesoro Imperiale, il sogno proibito di ogni ladro, mendicante o poveraccio che ne avesse mai sentito parlare.
Ovunque a perdita d'occhio nella sala si trovavano quadri antichi, bauli e forzieri contenenti monete d'oro e/o pietre preziose, oggetti antichi e altre miliardi di cose dall'aria costosa. Per Jack e la sua piccola gang, che avevano considerato tesori anche solo delle monete di bronzo trovate per strada, questo andava ben oltre ogni possibile immaginazione. Sapevano che il Tesoro Imperiale era vasto sia in termini di ricchezza che di grandezza, ma non immaginavano così tanto.
"C- c- come fai a possedere un tesoro così enorme?" disse Alice che non riusciva quasi a trattenere le parole.
"E' semplice, davvero:" fece Emily con fare noncurante "i miei soldati hanno requisito buona parte di queste ricchezze dai nobili corrotti e decaduti che erano più preoccupati del proprio status sociale che di rispettare le norme civili. Altre mi giungono dalle tasse che i buoni cittadini pagano, dalle altre nazioni dell'impero come doni per ingraziarsi la sottoscritta e anche dalle numerose spedizioni guidate da Maestro Sokolov a Pandyssian, oltre che in altri mille diversi modi differenti che sarebbero un po' troppo complicati e difficili da poter spiegare per chi non ha competenze di economia. Comunque il risultato è che questa camera è in pratica il mio Caveau personale: ogni volta che ho bisogno di soldi mi basta venire qui, afferrare due, tre, alle volte quattro manciate di monete e uscire pure o mandare qualcuno a comprarmi quello che voglio. Insomma, non che l'ultima soluzione mi piaccia molto ma…."
Intanto i ragazzi si erano addentrati ancora di più nella sala e avevano cominciato a toccare gli oggetti esposti. Jolanda ed Emanuele avevano iniziato uno strano gioco, consistente nel sovrapporre più monete d'oro possibile fino a formare una piccola piramide che poi invariabilmente cadeva a pezzi, Alice stava rimirando delle preziosissime perle color rosa unite insieme a formare una collana e Jack stava rimirando con profondo interesse un lingotto d'oro così grande che a fatica riusciva a tenere in mano .
"Date pure un occhiata e se pensate di prendervi qualcosa, fatelo pure! So benissimo che a voi servirebbero molto più che a me " disse Emily
Jack e i suoi amici rimasero a bocca aperta per la sorpresa. Si scambiarono un' occhiata e poi…. Lasciarono cadere i preziosi che avevano in mano .
Emily rimase stupita.
"Ehi, mica ho detto di non portarlo via! Ho detto che se a voi serve…"
"…possiamo prendere tutto ciò che vogliamo. Grazie mille Emily, ma no grazie!"
"Ma, ne avete più bisogno voi di me !Io sono piena di monete fino alla nausea e voi…"
"Siamo poveri pezzenti. Lo sappiamo. Ma non ci fare il callo. Tutte queste ricchezze non ci servono! L'unica cosa che avremmo potuto mai desiderare" dissero avvicinandosi ad Emily " è di avere un'amica come te!"
"Ricca, potente e che vi possa far assaggiare gelati tutti i giorni?"
"No! Spensierata, felice e piena di idee!" Dissero prendendola e sollevandola tutti assieme
Emily rise, poi, dopo che i suoi amici l'avevano fatta scendere, decise di seguirli ad ammirare il panorama dal balcone.
Era felice.
