Cancellare il passato
Domani.
Quella parole premeva nel petto di Severus, mentre continuava a stringere a sé Lily, che si era addormentata.
Domani.
Doveva dirle la verità. Doveva dirle di come fosse stato lui a riferire la profezia al Signore Oscuro; di come avesse messo in pericolo tutta la sua famiglia…
Domani.
Aveva anche cercato di proteggerla, certo. Ma se James non fosse stato quel mostro che era… L'avrebbe persa. Persa per sempre.
Domani.
Era difficile addormentarsi, con quella premessa. Era difficile pensare di chiudere gli occhi e smettere di guardarla, Lily, che era fra le sue braccia… Pensare di riaprirli il giorno dopo sapendo che lei non l'avrebbe più guardato allo stesso modo.
Domani.
Con un sospiro, Severus affondò il volto nel suoi capelli e chiuse gli occhi, cercando di aggrapparsi al suo profumo finché era possibile.
Fino a domani.
Lily si svegliò da sola. Confusa, fece vagare lo sguardo, ancora assonnato. Non c'era nessuno.
Che Severus fosse andato a lezione? Possibile, le aveva detto che doveva insegnare. Non le aveva detto l'ora, però…
Sbuffando, Lily si alzò e andò in bagno a lavarsi. Fece molta attenzione a non incontrare il suo riflesso nello specchio – soprattutto il riflesso dei suoi occhi – e pettinarsi risultò particolarmente complicato, ma alla fine ce la fece.
Quando entrò nello studio, vide che Trixie la stava attendendo con il vassoio della colazione.
"Il padrone mi ha detto di dire che lavora, signora! Ma Trixie è sempre qua pronta per servirla!"
Lily sorrise e ringraziò, poi si mise alla scrivania sgombra e addentò un toast.
Pensò.
In quegli ultimi giorni gli avvenimenti si erano susseguiti troppo in fretta; lei era riuscita a spezzare le catene che l'avevano legata a James; aveva perso il suo bambino volontariamente, aveva pianto e si era disperata. Non era stata in grado di analizzare fino in fondo le sue emozioni, a parte quelle relative al bambino – chiamarlo Harry faceva ancora troppo male; lei aveva bisogno di distaccarsene, di non pensare, di curare il suo dolore con le parole di Severus e non di alimentarlo.
Pensò quindi a James. Nella sua testa ormai lo chiamava così, anche se sicuramente era una cosa indotta dalla maledizione. Pensò a come fosse stato un bulletto arrogante da giovane, pensò alla sua lealtà nei confronti degli amici, al suo sorriso spontaneo, alla sua allegria. Si chiese come fosse potuto diventare un mostro simile, come avesse potuto tenerla con sé in quel modo orribile. Severus aveva fatto le sue scelte sbagliate nella vita, vero, ma non le aveva mai tolto la possibilità di scegliere. Non voleva credere che lei non fosse importante per lui, non dopo quello che aveva detto e faceva e le dimostrava. Ma lui l'aveva lasciata libera – mentre James la legava, la legava e la costringeva ad una vita che non voleva.
Lily strinse i pugni, la fame improvvisamente passata. Era arrabbiata. Furiosa. Come si era permesso?! Le aveva rubato la vita. I suoi anni migliori, la sua volontà, aveva fatto di lei una sposa e una madre… Se non ci fosse stato James, se non si fosse comportato in quel modo, lei non avrebbe mai sofferto così. Per ogni cosa.
E anche Severus, si disse, io lo volevo riportare indietro. Ci sarei riuscita, ci sarei… Dovevo provare, dovevo…
Lacrime amare caddero dai suoi occhi, mentre nel mezzo dei pensieri sconnessi e pieni di rabbia si rendeva conto di aver pianto più in quei tre giorni che in tutta la sua vita.
E poi i suoi sentimenti per Severus, ancora vivi da qualche parte nel suo cuore, e riuscirò a farlo innamorare di me? Riuscirà a non disprezzarmi per quello che è successo? E ancora: mi ha perdonata per non avergli parlato per così tanto tempo? Certo, poi è subentrato James, ma prima… Un anno intero…
E la furia si mescolava alla stretta al cuore e al rimpianto, fino a che… Fino a che Lily non si rese conto che James doveva essere morto. Perché se la sua mente era di nuovo libera… Non poteva che essere così.
Si alzò in piedi, rovesciando la sedia e facendo sussultare Trixie, che si era ritirata discretamente in un angolo e si era messa a spolverare la libreria.
Aveva una strana luce negli occhi. Non disse né fece niente, ma nella sua testa, per un momento, si sentì libera, libera davvero, e si sentì entusiasta, soddisfatta, persino grata. Si sentì grata della morte di James, se ne compiacque, immaginò di ballare sulla sua tomba e non se ne pentì affatto.
Lui era stato un mostro. Meritava la morte, assolutamente. Se per il suo bambino aveva avuto sensi di colpa che la dilaniavano ancora adesso, James era tutta un'altra storia: era il carnefice, era il suo oppressore, era colui che le aveva reso la vita un inferno. Ed era morto, e lei ne era contenta. Nessun buon sentimento riuscì a soccorrerla, nessun senso di colpa, niente di niente. Solo una profonda gioia, che vendicava la rabbia provata nei suoi confronti.
Lily non aveva più bisogno di odiarlo o disprezzarlo: gli avrebbe dato troppa importanza. Lily doveva solo dimenticarlo, andare avanti, riprendersi in mano la sua vita e fare quello che avrebbe sempre voluto. Scegliersi un futuro, reinventarsi da capo.
Partire dalle cose lasciare in sospeso.
Severus.
Lily tornò nella camera da letto e si ributtò in mezzo alle lenzuola sfatte, in cerca di una traccia, dell'odore del suo migliore amico.
Severus.
Avrebbe cambiato le cose: cancellando quegli anni bui e orribili, Lily era tornata ad essere una ragazzina alle prese con un primo amore e le sue scelte sbagliate. Non sapeva nulla di Severus in questo tempo, con esperienze e anni alle spalle che per lei erano solo nebbia, ma sapeva che c'era una possibilità. Dopotutto, lavorava per Silente.
Severus.
E lei l'avrebbe riportato sulla retta via, definitivamente. Non le importava, in quel momento, cosa avesse fatto l'uomo: se lei poteva lasciarsi il passato alle spalle, avrebbe fatto altrettanto con quello di lui.
Non le importava. Doveva solo riuscire a salvare la sua anima.
Severus.
E magari cercare di soddisfare il suo amore per lui, mai sopito. Dare finalmente motivo di gioia al suo cuore.
