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"Sentimenti"

Non osò muoversi.
Sarebbe bastato poco e chiunque ci fosse stato alle sue spalle, l' avrebbe mandata a far compagnia ai corpi putrefatti nel bosco, in un secondo.
Lasciò il cannocchiale ed alzò le mani in segno di resa

-"Ma cosa vedo…L' Imperterrito capitano Jessica Jones che si fa cogliere alla sprovvista come una donnetta qualunque…"- Disse l'uomo alle sue spalle, prima di abbassare l'arma.

Si sentì improvvisamente catapultata in un sogno... quella voce… Era la sua voce!

-"Daryl!"-Si voltò stupefatta-"stai bene?"-

L'uomo accennò un sorriso annuendo, lei non resistette più e corse fra le sue braccia

-"Dio ti ringrazio ero così in pena per te"-gli sussurrò

Stupito la guardò, per un attimo avrebbe voluto ricambiare quell'abbraccio, ma stavolta fu lui a controllarsi

-"Non siamo al sicuro, dobbiamo andare"-

Jessie posò il suo sguardo sullo strano personaggio impaurito alle sue spalle

-"Questo è mio fratello maggiore Deacon, ti spiegherò tutto strada facendo"- rispose l'arciere alla sua muta domanda

Fecero la via a ritroso, correndo quanto più velocemente poterono.
Fra poco, qualcuno al campo si sarebbe accorto della loro assenza e probabilmente sarebbe partita la caccia all'uomo.
Raggiunsero lo spiazzale, dove era divelta ancora la moto di Daryl. L'uomo non riuscì a nascondere il suo disappunto

-"Non puoi prenderla adesso… Capirebbero che siamo passati da qui e comincerebbero a seguire le tracce fino alla fattoria"-azzardò Jessie
-"Già, dobbiamo tagliare per i boschi e confonderli… Ma rischiamo di non riuscire a rientrare prima di domani mattina"-rispose piuttosto contrariato con se stesso: l'abbandonare di nuovo la sua Triumph gli dava il nervoso
-"Nessuno la ruberà"- aggiunse la donna, quasi leggendogli nel pensiero
-"Dovremo dormire all'addiaccio e non potremo nemmeno accendere un fuoco"-
-"Ho la torcia… Faremo dei turni di guardia… Non abbiamo scelta… Alle prime luci dell'alba ci metteremo di nuovo in cammino"-

Così, seppur a malincuore si rifugiarono nel bosco


-"Dobbiamo fermarci"-

La voce di Daryl risuonò dura alle orecchie di Jessie e Deacon

-"Ormai rischieremmo solo di inciampare"-

Le tenebre avevano avvolto ogni cosa, risucchiandoli in un enorme buco nero.
Cercarono di sistemarsi quanto più possibile al sicuro, intorno ad una grossa quercia, ma i ragazzi sapevano entrambi che li attendeva una lunga notte, dove nessuno dei due avrebbe chiuso occhio.
L'unica magra consolazione era la consapevolezza che gli inseguitori, dato il pericolo zombie, potessero decidere di sospendere le ricerche.
Tuttavia erano magnificamente esposti loro stessi ad un attacco degli erranti e Daryl non aveva con se nemmeno la sua balestra!
Gli azzannatori, potevano arrivare da qualsiasi lato e i due ragazzi sobbalzavano ad ogni minimo rumore del bosco.
Jessie provava a risparmiare la pila quanto più possibile, per non rischiare di rimanere completamente ciechi se in pericolo.

-"Forse sarebbe meglio se lo accendessimo il fuoco, sparerei meglio all'occorrenza"-
-"Non è prudente, quegli uomini sono ben organizzati e se hanno deciso di seguirci comunque, ci individuerebbero subito"-

In realtà, nelle poche ore che era stato lì, Daryl aveva assaggiato il grado di violenza vigente in quel gruppo e temeva soprattutto per quello che sarebbe potuto capitare alla donna.
Si misero l'animo in pace, non restava che pregare la loro buona stella che nessuno li trovasse, né i vivi né i morti.
Nonostante la difficile situazione il soldato si sentiva felice, lo aveva ritrovato sano e salvo, e quella era la sola cosa che contasse veramente per lei.
L'arciere riusciva a malapena a celare la contentezza: era riuscito a fuggire, aveva ritrovato suo fratello e Jessie...Beh se aveva rischiato la vita per cercarlo, tanto indifferente non doveva esserle.
Si persero l'uno nell'altro, in uno sguardo al tempo stesso tenero ma dubbioso, interrotto improvvisamente dal russare di Deacon.
Come diavolo faceva quell'uomo a dormire in mezzo a tanti pericoli? Correvano il rischio di essere catturati da dei pazzi spietati oppure di divenire la cena degli zombie… Roba da togliere il sonno a due duri come loro, ma evidentemente non a lui.
Risero entrambi, colti dallo stesso pensiero e quel sorriso sembrò unirli di nuovo, rendendo meno cupa, l'oscurità che li avvolse.


Daryl e Jessie erano stanchi fisicamente e psicologicamente dalla notte appena passata. Ma alle prime luci dell'alba, svegliarono Deacon e senza aggiungere altro, ripresero a correre fra i boschi per far ritorno quanto più velocemente possibile alla fattoria.
Il maggiore dei Dixon li rallentava abbastanza, non riuscendo a tenere il passo, nonostante avesse dormito e Jessy, per un attimo, ebbe quasi l'impressione che lo stesse facendo apposta per chissà quale oscuro motivo.
Ma Daryl sembrava così contento di averlo ritrovato, tanto da essere stranamente loquace quella le aveva raccontato come aveva perso Merle e quanto lo avesse cercato, lei intuiva quindi il suo disagio di fronte a quel ricordo. Certo l'altro fratello lo aveva cresciuto come un duro, ma rimaneva pur sempre sangue del suo sangue e la sua scomparsa era stata comunque una grossa ferita per Daryl.
Erano quasi le undici quando, ormai stremati, i tre arrivarono nei pressi della fattoria, facendosi riconoscere dal resto del gruppo, radunatosi per approntare una squadra di ricerca.
Fu proprio Andrea ad avvistarli e Rick li accolse con un sorriso.
Poi rivolto a Carol disse:

-"Lo ha riportato indietro sano e salvo, quella donna è una forza della natura"-

La contentezza per il ritorno dei loro amici non riuscì a celare la meraviglia alla vista di Deacon.
Chi di loro aveva conosciuto Merle, stentò a credere che fosse un altro Dixon… In fondo però avevano padri diversi e questa giustificazione, fu più che sufficiente per dargli il benvenuto. Finalmente i ragazzi poterono rifocillarsi ed entrambi caddero, poco dopo pranzo, in un lungo sonno ristoratore.
Si ridestarono al tramonto, avvisati da Carl che la cena era pronta e che in casa c'era una sorta di festicciola.
Camminarono silenziosamente l'uno a fianco all'altra, fingendosi indifferenza, mentre i loro pensieri erano popolati da desideri nascosti e impronunciabili.
Entrati in casa lo stupore li colse.
Nel soggiorno una lunga tavola imbandita rallegrava gli occhi e lo stomaco

-"Non è incredibile?"-fu Lory a parlare per prima-"E' merito di Deacon, ha fatto tutto da solo ed è eccezionale come sia riuscito ad ottenere tanto avendo a disposizione solo pochi ingredienti"-

Daryl lo guardò e l'uomo compiaciuto prontamente rispose:

-"Ve l'ho detto, facevo il cuoco al Bellagio, il casinò di Donald Trump ad Atlantic City… Ed ero anche piuttosto apprezzato! Volevo ringraziarvi per la vostra accoglienza… Si vede che siete tutte brave persone"-

Rick fissò Daryl e sottovoce aggiunse:

-"Dopo dobbiamo parlare"-

L'uomo annuì.
Si misero a tavola e consumarono quello squisito pasto allegramente, cercando disperatamente una parvenza di normalità.
Ad ogni portata partiva l'applauso e i complimenti per il cuoco, che condivideva l'entusiasmo dei suoi nuovi amici, raccontando imbarazzanti retroscena sull'infanzia del duro del gruppo, suo fratello.

-"Chi l'avrebbe detto… Anche Daryl è stato un bambino!"-Concluse Dave, bevendoci su.

Jessie era l'unica ad essere stranamente silenziosa.
Mangiò a malapena, sentendosi molto a disagio.
Ogni qual volta alzava lo sguardo dal piatto, con la coda dell'occhio notava Deacon fissarla e questo non le piaceva affatto.
Il resto della serata trascorse con leggerezza, fino a quando Rick convocò fuori i due ragazzi.
Daryl raccontò la sua disavventura, evitando di soffermarsi sui motivi che lo avevano spinto a girovagare di notte completamente ubriaco

-"Sono pericolosi, se arrivassero qui, ucciderebbero noi uomini e violenterebbero le donne"-
-"C'è la possibilità che vi abbiano seguiti?"-
-"No, abbiamo tagliato per i boschi e fatto perdere le tracce"-s'intromise Jessie
-"Deacon potrebbe dirci qualcosa in più su di loro? Quanti sono, di quante armi dispongono... domani vorrei parlare con lui"-
-"Fa pure… li detestava, ti dirà tutto ciò che sa"-

I tre udirono le risa di Carol e Lory e le chiacchiere divertite di Deacon con Patricia e Maggie

-"Sembra che tuo fratello si sia già guadagnato il suo posto in questo gruppo"-aggiunse prima di congedarli.

Osservò ancora il cuoco attraverso i vetri della finestra e, per un attimo, ebbe l'impressione di averlo già conosciuto da qualche altra parte...


Era notte inoltrata ed il fuoco crepitava accanto a Daryl che aveva ceduto la tenda a suo fratello, decidendo di dormire fuori nel sacco a pelo.
Jessie, come al solito, non riusciva a prendere sonno e osservava l'arciere girarsi e rigirarsi alla ricerca di una posizione comoda sul terreno.
Avevano evitato ogni sorta di discorso personale, ma lei era decisa a scusarsi quanto prima e fargli capire le sue ragioni e possibilmente i suoi sentimenti… Quelli che già da un po' aveva scoperto di provare e che si erano trasformati in passione pura in quella soffitta, per poi esplodere dentro di lei nel momento esatto in cui aveva temuto di perderlo.
Era inutile scappare, negare o mentire a se stessi.
C'era dentro fino al collo… Si era innamorata di lui!
Forse se l'umanità avesse continuato il suo normale corso, non si sarebbero mai incontrati… Mai notati… Mai piaciuti.
Così diversi come erano, i loro mondi.
Ma in mezzo a questa apocalisse zombie, le loro vite passate si erano annullate del tutto ed Andrea aveva ragione, starci a ragionare su, serviva a ben poco.
Prese il coraggio a due mani e si portò verso il fuoco

-"Daryl...stai dormendo?"-

Il suo silenzio fu eloquente.
Si avvicinò, sedendo alle sue spalle e rimase a guardarlo per un tempo indefinito

-"Mi dispiace"-iniziò a sussurrargli, nonostante il respiro regolare le indicasse che l'uomo dormisse profondamente-"Davvero… Io non pensavo le cose che ti ho detto… Abbiamo fatto l'amore e l'ho voluto con tutta me stessa… Ti desidero con tutta me stessa… Ed avevo, anzi, ho il terrore di perderti...perchè adesso...sei la cosa più importante della mia vita..."-

Sospirò sentendosi meglio.
Quella confessione le alleggerì l'animo, seppur fatta dinanzi a lui dormiente.
Ma forse da sveglio, si sarebbe soltanto persa in quel pezzo di blu mare dei suoi occhi, tanto discreti e misteriosi.

-"Bene è tutto, buona notte Robin Hood"-

Fece per rialzarsi ma, repentino, Daryl si voltò afferrandola e tirandola su di sé, per poi stringerla forte in un abbraccio appassionato.
Aveva udito i suoi passi poco prima e finto di dormire, ma dopo quella inaspettata confessione, non era riuscito a resistere ed ora la tratteneva docilmente, fissandola senza aggiungere altro.
Non avevano avuto mai bisogno di tante parole loro… Semplicemente non occorrevano.
Si perdevano ogni volta nei loro sguardi, nei loro gesti, persino nei lunghi silenzi: due anime gemelle che avevano attraversato l'inferno sulla terra pur di ritrovarsi!
Le infilò la mano fra i capelli, spingendo le sue labbra su di se.
Il suo bacio calmo, dolce, sensuale, la fece rabbrividire.
Le lasciò il posto nel sacco a pelo, sotto di lui, mentre la passione si riaccese anch'essa muta ma vibrante.
Li colse entrambi in modo febbrile e fecero l'amore, quasi senza spogliarsi, mentre i loro sospiri si confondevano con gli strani rumori provenienti dal bosco.
Si diedero l'anima, sotto un tetto di stelle.
Poi si addormentarono teneramente abbracciati, senza accorgersi però, di due occhi che poco più in là, li spiavano minacciosi.