La luce dell'alba filtrava tenue attraverso le persiane. Candy aveva pianto tanto da essersi addormentata. Era entrata nella casa nel bosco: quanti ricordi! Era sempre più abbandonata a se stessa. Lei non aveva voglia di tornare alla villa, almeno non subito. Non riusciva a calmarsi.

Non ricordava di essersi assopita ma ora, nel dormiveglia, si rendeva conto che doveva essere l'alba.

Aveva addosso l'abito di cotone del pomeriggio eppure non aveva sentito freddo mentre dormiva senza una coperta.

Nel dormiveglia sentì l'odore familiare dei cavalli, le sembrava di essere ancora nella stalla dei Legan, - Com'è possibile? Mi sarò addormentata vicino a Sogno...- ma insieme a quello c'era un odore più sottile, qualcosa che la faceva star bene, le dava calma perché le ricordava una persona che le aveva riempito la vita per alcuni mesi.

Si stava svegliando sempre più e continuava a non capire come mai ci fosse il profumo del mirto in quella casa –Albert usava spesso un dopobarba con questo profumo- pensò.

Si svegliò del tutto e poco ci mancò che gridasse, riuscì a trattenersi per un attimo: accanto a lei c'era proprio Albert, ancora addormentato, la testa accanto alla sua, appoggiata sul braccio destro come cuscino mentre con il braccio sinistro le circondava la vita. Aveva appoggiato sopra di loro una della coperte dei cavalli per non sentire l'umido della notte e l'altra l'aveva usata come materasso.

Stava ancora dormendo, la luce dell'alba stava illuminando il suo viso che aveva un'espressione infinitamente dolce. Non voleva svegliarlo: aveva un nodo in gola, non avrebbe mai pensato di trovarlo lì, come al solito si era preso cura di lei.

Candy rimase immobile, seguendo con gli occhi i tratti regolari e delicati di quel viso che le era familiare, era cambiato molto da quando l'aveva conosciuto, così simile ad Anthony e così diverso. Si domandò come avrebbe potuto essere Anthony da adulto: avrebbe somigliato ad Albert come gli somigliava da ragazzo? Non sapeva quanto tempo fosse passato, alla fine lui si mosse leggermente ed aprì gli occhi, le sorrise "Buongiorno."

"Buongiorno."

"Se volevi fare una vacanza nel bosco potevi dirmelo, ci saremmo attrezzati meglio…"

Lei non rispose, abbassò gli occhi, senza muoversi.

"Perché sei scappata a quel modo ieri pomeriggio? Ti ho cercato ovunque, ero in pensiero, hai preso Sogno e mi hai fatto preoccupare ancora di più, cosa è accaduto?"

"Scusami, non avrei dovuto…io..non so cosa mi è preso, scusami…"

Lui la fissò negli occhi e lei si sentì trapassare l'anima: a volte lui sembrava in grado di leggere dentro di lei come fosse un libro aperto.

"Mi hai visto con Cathrine, vero?"

Annuì "Scusami."

"Non devi scusarti…io e Cathrine…non…"

Gli chiuse le labbra con un dito: "Sarei contenta se tu trovassi una ragazza che ti voglia bene, te lo meriteresti e lei sarebbe una persona davvero fortunata", ricacciò indietro le lacrime e si stampò un gran sorriso sulle labbra ma lui non sembrava convinto.

"E allora perché la cosa ti ha sconvolto tanto?"

"Beh…una cosa stupida!", si diede un pugno in testa e si mise a ridere.

"Ehi! Non far finta di niente, non mi hai ancora dato una risposta."

"Te l'ho detto, è una cosa stupida…", lui la guardava ancora in attesa di una risposta, non si erano ancora mossi, Candy si era soltanto leggermente girata verso di lui.

Nessuno dei due sembrava rendersi conto di quanto fossero vicini in quel momento, di quanto intimo fosse quel modo di restare abbracciati, nessuno dei due sentiva il bisogno di allontanarsi l'uno dall'altra.

"Ho pensato che, se avrai una famiglia tua, avrai meno tempo per me e…sono stata stupida, ci sono rimasta male, so che il tempo per me lo troverai lo stesso anche se tua moglie sarà un po' gelosa, ma…". Stavolta fu lui a chiuderle le labbra con un dito, la baciò sulla fronte e la strinse forte, restando con il viso affondato nei suoi capelli. "Per te ci sarà sempre tempo", le sussurrò; Candy non poté vedere il velo di tristezza che si adagiò sui suoi occhi. Lei aveva detto quella che le sembrava la verità ma c'era qualcosa che continuava a stridere nella sua anima quando si ripeteva il perché della sua reazione.

Candy si abbandonò a quell'abbraccio che aveva l'odore del mirto, il profumo di Albert, l'unica persona che riusciva a farla sentire bene, in pace con se stessa.