Erano circa le sette e trenta del mattino. Arizona era di ottimo umore; quella mattina si era svegliata ancora prima che la sveglia suonasse ed era già seduta al tavolo della cucina a gustarsi il primo caffè della giornata leggendo un quotidiano, quando sentì suonare alla porta.
Sorpresa, Arizona, si alzò ed andò ad aprire. Si trovò davanti un giovane ed infreddolito ragazzo in tenuta da lavoro.
'Buongiorno, posso aiutarla?'
'Buongiorno. Lei è la signora Robbins?' chiese, e dopo il cenno affermativo della donna, il ragazzo aggiunse 'sono il fattorino della Garden-store Center, c'è una consegna per lei'
'Oh, ma io non ho ordinato nulla' rispose lei stupita.
'Tenga, questo è per lei' aggiunse il fattorino passando un biglietto ad Arizona e, successivamente, dirigendosi verso il furgone pieno zeppo di alberi di Natale.
"Mi rifiuto di addobbare a festa un tristissimo albero finto.
I tre fantasmi del Natale hanno fatto il loro dovere."
A dopo ;)
Miss Scruge
Arizona scosse la testa e non potè fare a meno di farsi scappare un sorriso. Quel gesto tanto inaspettato, quanto gradito, stava contribuendo a far migliorare ulteriormente l'umore già ottimo, con cui si era svegliata poco prima.
Il ragazzo delle consegne sistemò l'albero in un lato del salotto, ad un paio di metri dal camino, vicino alla finestra, poi se ne andò, lasciano Arizona ad ammirare divertita quel nuovo ornamento che le avrebbe fatto compagnia ancora per qualche settimana. Doveva ammetterlo, Callie aveva fatto un'ottima scelta; l'abete non era eccessivamente grande, ma aveva folti rami, di un colore verde scuro e intenso. Emanava un piacevole profumo; sapeva di nuovo, di fresco, di buono e Arizona non riusciva a fare a meno di immaginare come sarebbe stato bello vederlo tutto addobbato e pieno di luci colorate.
Callie e Sofia sarebbero arrivate di li a poco e Arizona voleva godersi in pieno ogni istante trascorso insieme alla sua bambina; oltretutto, quella era la prima volta che avrebbero passato tanto tempo tutte e tre insieme da dopo la separazione. Del resto, era già da qualche settimana che lei e Callie avevano ripreso a parlarsi, quindi, insieme a Sofia, sarebbe stata una giornata perfetta.
Con il sorriso ben impresso sul volto, la donna, tornò in cucina per finire di guastarsi il suo caffè, mentre mentalmente ripassava tutte le cose che avrebbe dovuto fare quel giorno.
Voleva fare una sorpresa a Sofia, così aprì la dispensa ed estrasse tutti gli ingredienti necessari per preparare dei biscotti di Natale.
Le doti culinarie di Arizona non erano delle migliori; infatti, anche questa volta, i dolci che preparò, non risultarono esatamente come se li era figurati nella sua testa, ma il profumo che avevano lasciato in casa era squisito e questo le bastò a farla sentire soddisfatta del suo lavoro.
Di li a poco il campanello suonò nuovamente: erano Callie e Sofia.
Quando Arizona aprì la porta, il suo volto si illuminò con un bellissimo sorriso. La sua bambina era tutta infagottata con un cappellino e una sciarpa verde, che le lasciavano intravedere a malapena gli occhi sorridenti e le guance paffute arrossate dal freddo, la giacca color giallo canarino la rendeva goffa nei movimenti, ma dolcissima. Portava un piccolo zainetto che faticava a stare chiuso, per quanti colori e giocattoli conteneva. Stringeva forte la mano di Callie, ma non appena vide mamma Arizona, lasciò la presa e si tuffò fra le sue braccia.
Callie sorrise amorevolmente vedendo quella scena. Gli occhi felici e rilassati delle due donne si incontrarono e dopo qualche istante, entrarono tutte e tre in casa.
Liberatasi da tutti gli indumenti che la imprigionavano, Sofia corse nella sua stanza e iniziò a salutare tutti i suoi peluche, lasciando Callie e Arizona da sole. Entrambe sentirono un velo di imbarazzo. Callie non era più tornata in quella casa, se non per accompagnare velocemente Sofia e quella era la prima volta che si sarebbe trattenuta tutto il giorno e tutta la notte. Arizona stava capendo solo in quel momento la grandezza del passo che aveva fatto proponendo a Callie di restare anche a dormire. Tutto era stato fatto per la piccola ma, in fondo, la cosa rendeva felici anche loro due.
'Beh, allora ti è piaciuto l'albero?' disse Callie fissando l'abete mentre si teneva le mani nelle tasche posteriori dei jeans
'Si, non me lo aspettavo' rispose Arizona sorridendo e assumendo la stessa posizione della mora 'ti piace dove l'ho fatto mettere?'
'Si, vicino alla finestra. Così lo si può vedere illuminato anche dall'esterno' affermò Callie sorridendo
'Già, l'ho fatto mettere li proprio per quello' confermò Arizona contraccambiando il sorriso 'Dai, mettiti comoda. Non devo mica dirtelo io, fai come se fossi a casa tua' disse la bionda rendendosi immediatamente conto della gaffe che aveva fatto 'Scusa, io non volevo...' aggiunse, tentando di sistemare la cosa in qualche modo.
L'espressione di Callie si fece seria e di rimando rispose 'Non preoccuparti, non hai detto nulla che non sia vero. Allora vado a sistemare le mie cose nella stanza degli ospiti. Conosco la strada' e si diresse verso la stanza da letto.
Per un istante Arizona rimase immobile a fissare Callie che percorreva il corridoio per raggiungere la stanza da letto; la stessa stanza in cui aveva dormito in quei trenta giorni di terapia. Poi fece un respiro e tornò in cucina per sistemare le stoviglie utilizzate per fare i biscotti.
Dopo alcuni minuti la raggiunse Callie 'Beh, mi prendo una tazza di caffè'
'Certo, serviti pure' rispose un'imbarazzata Arizona 'Senti, mi spiace per quello che ho detto prima' aggiunse sinceramente dispiaciuta
'Non preoccuparti, in fondo, dobbiamo imparare a fare i conti con questa realtà' disse, consapevolmente Callie e Arizona non riuscì a fare altro che annuire. Poi Callie cambiò discorso, riportando la conversazione ad un livello più leggero
'Che profumo, hai fatto i biscotti?'
'Si, beh, non sono venuti esattamente come li immaginavo, ma a Sofia piaceranno...almeno lo spero' rispose Arizona sorridendo 'Ne vuoi sentire uno?'
'Certo' rispose Callie.
Arizona prese il cestino dalla credenza e lo diede a Callie che, vedendo le forme che avevano, non riuscì a trattenere una risatina. Arizona inclinò la testa e disse 'Sono biscotti artistici, scommetto che tu non saresti in grado di farli così' e poi sorrise.
Callie rispose al sorriso e ne assaggiò uno, complimentandosi poi con Arizona per il sapore delizioso.
Come un piccolo tornado, Sofia, raggiunse le sue mamme in cucina e prendendole per mano, le tirò fino al soggiorno per iniziare ad addobbare l'albero di Natale.
Callie si diresse nello scantinato per prendere lo scatolone con le varie decorazioni, mentre Arizona e Sofia rimasero nel soggiorno. La piccola si sedette davanti al tavolino posto di fronte al divano e aprì il suo zainetto, estraendone colori sgargianti, brillantini e adesivi e un album pieno zeppo di disegni natalizi da colorare.
'Mamma possiamo colorare questi disegni e metterli sull'albero che abbiamo scelto io e la mamma?'
'Si, ma sono tanto grandi. Perchè non facciamo una cosa; i disegni li appendiamo alla finestra e per l'albero disegnamo delle palline tutte colorate?' propose Arizona accarezzando la testolina della piccola e facendole un grande sorriso
'Si, va bene' rispose Sofia entusiasta 'ma tu lo fai con me? E ci può aiutare anche mamma Callie?'
'Certo Amore mio, facciamo tutto quello che vuoi. Allora da cosa iniziamo?'
'Tieni, tu colora Santa Claus e io faccio le palline' disse la piccola, passando un disegno e dei colori ad Arizona.
Quando Callie risalì dallo scantinato, si trovò davanti Sofia ed Arizona impegnate a colorare e vedendo quella scena, sorrise dolcemente.
'Cosa fate di bello?' disse
'Coloriamo' le rispose Sofia con la sua vocina dolce 'Mi aiuti a disegnare le palline per l'albero?'
'Certo' rispose Callie con un sorriso radioso.
Senza nemmeno sapere quanto tempo fosse passato, Arizona, Callie e Sofia, avevano preparato gran parte delle decorazioni per l'albero, i disegni per le finestre e, ritagliando fogli di carta avevano addirittura sagomato dei fiocchi di neve da appendere in giro per la casa. In quel soggiorno sembrava passato un tornado: ritagli di carta, glitter e brillantini erano sparsi ovunque, ma era da un'infinità di tempo che in quella casa non si respirava tutta quella vita. Arizona si sentiva così leggera, si sentiva come in una bolla perfetta e sicura; come se tutto il dolore che aveva passato negli ultimi tempi fosse solo un brutto ricordo, almeno in quel momento; stava assaporando ogni singolo istante e la cosa che la rendeva ancora più felice era che ci fosse anche Callie: non tanto perchè provava ancora amore per lei, ma perchè si rendeva conto che passo dopo passo, stava riuscendo a trovare un nuovo modo di essere tranquilla anche insieme a lei.
'Mamma ho fame' disse Sofia correndo sul divano per abbracciare Arizona, la quale sorrise rispondendo all'abbraccio
'Ci penso io, tu riposati' disse Callie dolcemente e sorridendo, fermandosi di appendere i fiocchi di neve alle finestre.
'Mamma, mamma ti aiuto!' disse la piccola avvicinandosi a Callie e, tirandola per un braccio la fece abbassare alla sua altezza e le sussurrò 'Facciamo una sorpresa alla mamma'
Callie annuì e diede un bacio a Sofia, poi entrambe si diressero in cucina ed Arizona rimase sul divano a guardarle, per poi spostare ancora una volta lo sguardo sul soggiorno stravolto dal passaggio della sua bambina.
Dopo una decina di minuti, Sofia corse a chiamare Arizona e la portò in cucina. Gli occhi della donna si fecero lucidi quando si accorse che sotto al suo piatto, Sofia, aveva lasciato un foglio con il disegno di loro tre davanti all'albero di Natale.
'Ti piace? Ti piace? Ti piace?' disse la piccola saltellando intorno al tavolo
'E' stupendo Amore mio, proprio come te' rispose Arizona a Sofia 'Allora adesso mangiamo e poi andiamo a decorare l'albero facendolo bello proprio come questo'
Dopo pranzo, i lavori per la decorazione della casa ripresero a pieno ritmo e il pomeriggio volò via in un soffio. Per ogni finestra, Sofia aveva scelto accuratamente un disegno; per la decorazione dell'albero, si era impegnata a mantenere fede il più possibile al disegno che era piaciuto tanto ad Arizona ed ora, l'unica cosa che mancava era la stella sulla punta
'La voglio mettere io, la voglio mettere io' gridò la piccola
'No amore, la mette mamma Callie. Tu dovresti salire sulla scaletta ed è pericoloso' rispose Arizona, vedendo un velo di delusione calare sul volto della bambina.
'Facciamo così: io metto la stella e tu e mamma Arizona accendete le lucette e spegnete la luce del soggiorno, che ne dici?' intervenne Callie.
'Mmm ok' rispose una poco convinta Sofia 'Hei!' aggiunse con entusiasmo sollevando una mano 'Dobbiamo accendere il camino, altrimenti Santa Claus non mi trova e poi gli devo lasciare il latte e i biscotti per fare merenda, e una carota per le sue renne'
Le due donne si guardarono e si scambiarono un sorriso rilassato e divertito. Quella bambina era assolutamente la loro vita e pur di vederla così felice, sarebbero state disposte ad affrontare qualunque cosa.
'Allora cambio di programma' disse Callie scendendo dalla scaletta 'Voi preparate la merenda per Santa Claus e io vado fuori a prendere la legna per accendere il fuoco'
Arizona e Sofia annuirono e si diressero in cucina, mentre Callie fece ciò che aveva appena detto. Una volta in cucina, Arizona tirò fuori i suoi biscotti e non appena la bambina li vide, piena di entisiasmo disse 'Santa Claus se li mangerà tutti. Voglio preparare tutto io'
Arizona non riuscì a non assecondare la richiesta della piccola e, osservando ogni suo movimento, le lasciò preparare tutte le vivande per Santa Claus e per le sue renne.
Quando tornarono in soggiorno, posarono latte, biscotti e carote vicino al camino che Callie aveva appena acceso, mentre il crepitio del fuoco contribuiva a dare un' ulteriore nota di magia a quella giornata già perfetta.
'E ora non ci resta che mettere la stella e accendere le lucine' disse Callie sorridendo.
Arizona e Sofia accesero le lucette dell'albero e poi spensero la luce del soggiorno. Quella stanza era magia pura: le lucette gialle, non eccessivamente intense, davano un tocco di classe ed eleganza a quell'albero addobbato di palline lucenti e disegni colorati; l'aroma fresco dell'abete invadeva ancora la stanza e si mescolava perfettamente all'aroma affumicato che emanava il fuoco; i vetri delle finestre erano leggermente appannati a causa del contrasto fra il calore interno della casa e il freddo dell'esterno.
Gli occhi di Sofia erano gioisi e felici ed erano felici anche Callie ed Arizona che, per un lungo istante, non riuscirono a spostare gli occhi l'una dall'altra. Avrebbero voluto fermare il tempo in quell'istante perfetto: loro tre di nuovo insieme, come una famiglia; perchè nonostante tutto, loro erano una famiglia.
Sofia avrebbe voluto continuare a fare mille cose insieme alle sue mamme, ma si stava facendo tardi ed era ora di andare a dormire
'Uffa, non voglio dormire, voglio giocare'
'Amore, lo sai che Santa Claus si ferma solo nelle case in cui i bambini dormono. Se non vai a dormire, va a finire che qua non si ferma' disse Callie
'E va bene' rispose Sofia facendo il broncio 'Però non dovete fare spegnere il camino, altrimenti non mi trova'
'Amore mio, facciamo così: mamma Callie ti mette a letto e io controllo il camino, Ok?' rispose Arizona
'Va bene. Buona notte mamy' disse Sofia avvicinandosi ad Arizona e dandole un grosso bacio.
Poi, prendendo la mano di Callie, si incamminò verso la cameretta.
Dopo una decina di minuti, Arizona si diresse verso la stanza di Callie per andare a prendere i regali di 'Santa Claus' da mettere vicino all'albero. La porta della stanza di Sofia era socchiusa ed Arizona non potè fare a meno di soffermarsi un attimo ad ascoltare la bellissima voce di Callie che leggeva la favola della buona notte alla loro piccola. Per un attimo sentì una stretta al cuore; i gesti della loro quotidianità le mancavano da morire e ora, anche se faceva male, era felice di poter condividere ancora una volta quel momento così intimo e delicato.
Sofia era esausta e si addormentò quasi subito, infatti dopo pochi minuti, Callie tornò nel soggiorno.
Si appoggiò allo stipite della porta e rimase ad osservare Arizona che posizionava accuratamente i doni vicino all'albero; era così bella e felice.
'Hei, allora è arrivato Santa Claus' disse sorridendo
Arizona si girò sorridendo 'Già, pare che abbia visto il fumo del camino'
Nel frattempo Callie entrò nel soggiorno e si sedette sul bracciolo del divano 'Sarà felicissima domattina' disse sorridendo felice
'A proposito, tieni; bevi questo' disse Arizona sorridendo e avvicinandosi a Callie porgendole il bicchiere di latte
'Scherzi vero?' rispose la mora alzando un sopraciglio
'Certo che no! Anzi, devi anche mangiare i biscotti, e mangiali vicino al camino lasciando un pò di briciole' rispose Arizona sorridendo e indicando il camino con il dito indice 'Se vuoi, ti risparmio di mangiarti anche la carota'
'Beh grazie' rispose Callie ironicamente 'Non esiste che prenda latte e biscotti. Tu hai messo i regali, quindi tu fai Santa Claus, quindi tu prendi latte e biscotti'
'Io ho messo i regali e ho fatto la mia parte, ora tu fai la tua' rispose Arizona stampandosi un enorme sorriso sul volto 'E dai Miss Scruge; latte e biscotti saranno la prima cosa che guarderà Sofia domattina'
Callie inclinò la testa e guardò Arizona con uno sguardo incredulo 'Va bene, hai vinto! Ma la carota non la mangio'
Arizona sollevò i pollici in segno di vittoria e non tolse gli occhi di dosso a Callie mentre prendeva latte e biscotti.
'Sei contenta adesso? Porto la carota in cucina' disse la mora 'Ti va un bicchiere di vino?'
'Si volentieri' rispose la bionda
Quando Callie tornò nel soggiorno, la stanza era immersa nella luce soffusa emanata dalle lucette dell'albero unite a quella del camino. Era tutto tremendamente perfetto. Arizona era vicino alla finestra e stava guardando verso l'esterno; percepì la presenza di Callie e si voltò verso di lei facendole un enorme sorriso 'Sta iniziando a nevicare' disse entusiasta.
Callie rispose a quel sorriso e non disse nulla, con l'intento di assaporare ogni attimo di quel momento perfetto. Lentamente raggiunse il divano e si sedette, posando i bicchieri sul tavolino. Arizona la raggiunse e si sedette accanto a lei. Si guardarono intensamente, senza dire nulla, e in quel momento i loro occhi stavano comunicando come non facevano da tempo. Arizona si rese conto che il suo battito era accellerato e non riusciva a togliere gli occhi di dosso a Callie; la quale, fece un movimento quasi impercettibile avvicinandosi a lei.
I loro occhi erano totalmente immersi gli uni negli altri, Arizona si protese in avanti sfiorando con la mano il braccio di Callie; quel lieve contatto la fece sussultare e le fece notare che Callie deglutì a fatica, ma poi, la sua mano si diresse verso il bicchiere di vino 'A cosa brindiamo?' disse con voce quasi sussurrata.
Callie chiuse gli occhi per un istante e poi imitò Arizona afferrando il bicchiere 'Direi a questa giornata maglifica e a nostra figlia' rispose sorridendo dolcemente.
Arizona contraccambiò il sorriso, i loro bicchieri tintinnarono e bevvero un sorso di vino.
'Sono stravolta. Quella bambina è una fonte inesauribile di energie' disse Arizona appoggiando la schiena allo schienale del divano e appoggiandovi la testa.
'Già, non ne ha mai abbastanza' confermò Callie, poi si prese un attimo ed aggiunse 'Senti Arizona, grazie'
'E di cosa?' rispose Arizona sorpresa
'Di questo, di oggi. Insomma, grazie per avermi fatto restare. Non vedo l'ora di vedere la faccia di Sofia domattina'
'Già, sarà bellissimo. Sarebbe stato ingiusto per tutte e tre privarci di un momento come questo. Lei deve avere solo il meglio'
'Callie, faremo del nostro meglio. Dai, anche noi stiamo facendo passi da gigante' disse Arizona sorridendo
'E' vero e ne sono felice'
'Anche io'
Entrambe rimasero in silenzio per un pò fissando il fuoco; il movimento lento e delicato delle fiamme, il crepitio della legna; il silenzio intorno a loro.
'Come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?' esordì Callie continuando a fissare le fiamme.
Arizona non diede risposta, così Callie si avvicinò a lei e vide che si era addormentata. Era così tranquilla. In quel momento sembrava la persona più in pace del mondo. Le mani incrociate appoggiate alla pancia, il viso leggermente inclinato e un espressione serena. Una ciocca di capelli le accarezzava la guancia, era così bella. Con una certa titubanza, Callie, avvicinò lentamente la sua mano al viso di Arizona fino a sfiorarla. Rimase con la mano sospesa per qualche istante, incerta se avere quel contatto oppure no. Arizona si mosse lievemente e Callie indietreggiò di qualche centimetro, aspettando che la bellissima donna al suo fianco trovasse nuovamente tranquillità; poi avvicinò di nuovo la mano e con il dito indice sfiorò i capelli di Arizona e mise la ciocca dietro all'orecchio, continuando delicatamente ad accarezzarle il viso con le nocche.
Quel contatto le fece sentire una stretta al ventre e il suo cuore accellerò. Le mancava così tanto poterla toccare, poterla sentire, poterla amare. i motivi che l'avevano portata a mettere la parola fine erano stati più che validi; ma ora, con la sua Arizona a pochi centimetri, Callie avrebbe rimesso in gioco tutto pur di poterla riavere ancora una volta.
Mentre continuava ad ammirare Arizona, la stanchezza prese il sopravvento anche su Callie che, di li a poco si addormetò.
Quando Callie si svegliò, si accorse che durante il sonno, Arizona si era accoccolata al suo braccio. Avrebbe dovuto svegliarla per farla spostare, ma non lo fece e continuò a rubare ogni istante di quel dolce contatto spontaneo e inaspettato. Quel contatto che era stato così normale e scontato per tanto tempo, ma che ora, assumeva un valore totalmente nuovo e prezioso.
Callie continuava ad ammirarla dormire ma dopo alcuni minuti, dolcemente, Arizona si svegliò. Ci mise un attimo per rendersi conto di dov'era. Poi si girò e vide Callie che la guardava profondamente, con quello sguardo che lei conosceva bene.
Appena si rese conto che il braccio di Callie le cingeva le spalle, distolse lo sguardo guardando avanti e si spostò 'Scusa, devo essermi addormentata' sussurrò e poi fece per alzarsi.
'Aspetta' rispose dolcemente Callie posandole una mano sul braccio. Arizona chiuse gli occhi e fece un respiro, tenendo le mani saldamente appoggiate ai cuscini del divano e senza guardare Callie.
'Guardami' sussurrò Callie
Arizona non si mosse, ma l'intensità di quella parola percorse ogni centimentro del suo corpo
'Guardami' ripetè Callie avvicinandosi a lei e posandole l'indice e il medio sulla gauncia e spostandole delicatamente il viso nella sua direzione.
Callie continuava a guardarla intensamente, mentre Arizona aveva ancora gli occhi chiusi; intimorita nell'incontrare quello sguardo proprio in quel momento.
Le dita di Callie erano ancora sul viso di Arizona e, lentamente, posandole tutta la mano sulla guancia, iniziò ad accarezzarla. Il respiro di Arizona si fece più intenso, stava assaporando quel contatto anche se sapeva che era tremendamente sbagliato; le mancava così tanto sentirla.
Non riusciva a pensare, sentiva solo un terremoto di emozioni. Il battito accellerato, la pelle morbida e vellutata di Callie su di lei, il movimento lento e regolare delle sue carezze.
Inclinò la testa, assecondando il movimento di Callie e aprì gli occhi facendoli sprofondare in quelli scuri della donna che amava. I loro occhi erano una calamita; molto lentamente, quasi impacciate, si avvicinarono ancora di più.
Arizona sollevò la testa e, con calma, sollevò la sua mano verso il volto di Callie, assicurandosi che la mora capisse esattamente cosa stava per fare. Con l'indice percorse il profilo del suo volto partendo dalla fronte e scendendo molto lentamente sul naso, fino a raggiungere le labbra; per poi accarezzarele dolcemente la guancia.
Callie si avvicinò ulteriormente accarezzandole dolcemente il braccio e avvicinandosi al suo viso. Entrambe potevano percepire il calore del respiro dell'altra.
Arizona si avvicinò al collo di Callie e ne inspirò il profumo; la quale inclinò la testa, permettendo ad Arizona di averne maggiore accesso.
Si erano mancate da morire e ora; tante cose erano cambiate, ma tante parevano non cambiare mai.
Con un lento movimento si trovarono appoggiate l'una alla fronte dell'altra. Callie inclinò la testa e si avvicinò alle labbra di Arizona, potevano quasi sentire il loro sapore. Chiusero gli occhi, Arizona prese il viso di Callie fra le mani, aprì lentamente gli occhi e guardò anora una volta la donna davanti a lei 'Callie, non posso' sussurrò 'scusami'.
Poi si alzò e si spostò andando vicino al camino. Callie rimase ammutolita e un pò stravolta sul divano, senza dire nulla. Così fu Arizona a parlare 'Ci sto provando davvero ad abituarmi a vivere senza di te. Ed è dura. Tremendamente dura. E se adesso ti baciassi, e Dio solo sa quanto vorrei farlo, tutti i miei sforzi sarebbero inutili. Scusami'
Callie si prese un momento per riprendersi da tutte quelle emozioni 'No, hai ragione. Scusami tu. Non avrei dovuto. Forse è meglio andare a dormire'
Arizona non aggiunse altro e si diresse verso la camera da letto. Il tocco di Callie, il suo profumo, il suo sapore; tutto ciò le mancava come l'aria, ma non poteva rendere vani tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.
Emozioni contrastanti la accompagnarono in quella notte quasi insonne: da una parte il desiderio e la voglia di tornare su quel divano e non interrompersi; dall'altra la consapevolezza che, forse per la prima volta, era riuscita ad essere forte e razionale riguardo a Callie.
Il mattino seguente, Sofia si svegliò molto presto e corse nelle camere da letto delle sue mamme per svegliarle 'E' Natale! E' Natale! Sveglia! Sveglia! Ci sono i regali'
Callie e Arizona, che avevano passato la notte praticamente sveglie, lasciarono pigramente i loro letti e seguirono la loro bambina nel soggiorno che, quando vide tutti i doni davanti all'albero, iniziò a saltare felice 'Ma sono tantissimi' disse sorpresa 'Evviva, evviva, ha bevuto il latte e ha mangiato i biscotti! Non c'è neanche la carota!' aggiunse entusiasta
Arizona e Callie risero felici vedendo quella scena e Arizona si avvicinò a Callie e le sussurrò 'Te l'avevo detto che avrebbe guardato subito latte e biscotti'
'Già, avevi ragione' rispose Callie sorridendo e tornando per qualche minuto nella sua stanza. Quando tornò, teneva in mano un piccolo pacchetto e lo porse ad Arizona
'Questo è per te' disse sorridendo
'Callie, mi spiace, io non ti ho preso niente' rispose imbarazzata Arizona
'Non preoccuparti. Mi hai fatto stare qua. E' questo il regalo. Dai aprilo' disse Callie
Arizona sorrise e scartò il pacchetto. Quando vide quello che conteneva, gli occhi le si illuminarono allo stesso modo in cui si erano illuminati a Sofia poco prima.
'Callie grazie' le disse dandole un bacio sulla guancia 'E' il pollo che avevamo visto al centro commerciale'
'Già, ti piace?'
'Se mi piace? E' bellissimo. Non ci credo; hai affrontato la ressa dei week-end pre natalizi'
'Mai sottovalutare Miss Scruge' rispose Callie ridendo.
