McCoy è davvero sotto pressione, difficile reggere il carico di tanta responsabilità anche per lui.

10. Stress

- Devi proprio andare, Jim?- chiese McCoy per la terza volta da quando si erano seduti a mangiare.
- Bones, abbassa la voce, per favore -
Si trovavano nella mensa del complesso di ricerca; la sala era particolarmente affollata, medici e scienziati di mezzo quadrante erano arrivati per aiutare nelle ricerche sul virus.
Due denobulani passarono accanto al loro tavolo e salutarono con un cenno del capo.
Spiccavano per la loro assenza i vulcaniani, ma erano stati esclusi a causa dell'elevato rischio di contagio, nonostante molti di loro avessero insistito comunque per partecipare alle ricerche: semplicemente, il governo di Cetacea non voleva la responsabilità di ulteriori morti.
- Jim, è troppo pericoloso! Non sappiamo chi sia questa gente! Quel Feelsh… sembrava terrorizzato, non puoi fidarti! -
- Bones, devo sapere con chi si stava incontrando Tepam, è fondamentale - ripeté pazientemente Kirk per la terza volta cercando di calmare l'amico.
- Solo ieri ti hanno quasi ucciso! – urlò McCoy, alzandosi in piedi e facendo voltare diverse facce verso di loro.
Anche Kirk si alzò velocemente – E' vero, dottore, quello bombole difettose mi hanno quasi ucciso, ma non si preoccupi, non succederà più – disse a voce alta, sorridendo mentre prendeva il dottore fermamente per il braccio.
- Bones, che diamine stai facendo? Andiamo via – sibilò tra i denti continuando a sorridere e conducendo l'amico fuori dalla sala.
Lo trascinò con discrezione fino all'alloggio che condividevano, spingendolo dentro e chiudendo la porta.
- Dottore, uno scherzo del genere può annullare tutto il nostro lavoro di indagine! Cosa diavolo le prende? – chiese, con una certa durezza.
McCoy appariva insolitamente pallido e lo guardò con gli occhi azzurro cielo sgranati.
- Io… non lo so. Per un attimo ho perso la testa. Mi spiace –
Crollò su una sedia e sprofondò il capo tra le mani, arruffandosi i capelli.
Kirk si preoccupò vedendo l'amico in quelle condizioni. Gli si inginocchiò davanti, stringendogli un braccio.
- Bones… che ti succede? –
Il dottore fece un evidente sforzo per riprendere il controllo.
- Credo sia lo stress. Sto dormendo poco e ho tutti gli occhi puntati addosso. Hai visto i due denobulani che ci hanno salutato? Sai chi è lei? Almira Phlox, la nipote del dottor Phlox dell'Enterprise di Archer, praticamente una leggenda! E tutti vengono da me con moli di dati da analizzare o teorie strampalate da verificare. Non sono un computer vivente come Spock, e la preoccupazione per il continuo diffondersi dell'epidemia mi sta logorando. Dopo lo spavento che mi hai fatto prendere ieri…-
Kirk lo guardò attentamente negli occhi azzurri: il suo amico era un tipo emotivo, ma di solito reggeva piuttosto bene lo stress da lavoro e aveva gestito situazioni anche peggiori di quella senza cedimenti…
Sorrise, rassicurante.
- Starò attento, te lo prometto! E so che sei perfettamente all'altezza del tuo compito… qualunque cosa dica Spock! Anzi… credo che tu sia l'uomo giusto per questo –
- Umpf… - sbottò il medico, alzandosi e passeggiando nervosamente nel piccolo alloggio – quel vulcaniano avrà la capacità di calcolo di un computer multifasico nell'analizzare terabyte di dati, ma senza un briciolo di intuizione ad incollare i pezzi certe volte non si va da nessuna parte! Per esempio, nessuno si era accorto – nemmeno lui – che il contagio è rarissimo tra gli orfani e i single da lunga data! Questo perché nessuno ha pensato di incrociare i dati provenienti dallo studio del Ministero delle Politiche Sociali con l'indagine statistica del gruppo di volontari dell'università di…-
Kirk sorrise tra sé, vedendo che l'amico era tornato quello di sempre.
Si versò un caffè dalla macchinetta nell'angolo, ascoltando McCoy che snocciolava sfilze incomprensibili di dati a memoria, ricollegandoli tra loro con quella straordinaria capacità di pensiero parallelo e creativo che lo rendevano di fatto un eccellente scienziato.
Quando il dottore tornò al suo lavoro nel complesso di ricerca dell'università, Kirk si dedicò ad organizzare l'attrezzatura per l'incontro che lo aspettava.
Riordinò la dotazione standard per le immersioni, aggiunse un secondo snorkel per ogni evenienza, raddoppiò le razioni d'emergenza e prese due micro localizzatori.
Questa volta, data la distanza da percorrere, aveva deciso di utilizzare il sub-pod monoposto per gli spostamenti subaquei, una specie di capsula trasparente dotata di propulsori.
Ricontrollò con attenzione l'attrezzatura: la recente esperienza nelle grotte sottomarine gli aveva insegnato a non sottovalutare alcune cosette; anzi, ripensandoci, aggiunse un miniphaser subacqueo grande come una caramella e un secondo coltello nascosto nello spessore delle pinne.
Nel frattempo rifletté sull'incontro con Feelsh del giorno precedente.
Il cetaciano si era presentato da loro senza preavviso, piuttosto tardi, quando i corridoi degli alloggi erano poco frequentati; era entrato nella stanza chiudendosi immediatamente la porta alle spalle.
Fortunatamente sia Kirk che il dottor McCoy erano ancora svegli, anche se dopo la gita sottomarina e l'ipotermia subita Kirk stava letteralmente crollando dal sonno: aveva dovuto bere due caffè per restare sveglio durante il confuso discorso del biologo.
A quanto pareva, poco prima di morire Tepam si era incontrato con alcuni Cetaciani almeno in due occasioni; dalla descrizione non sembravano affatto scienziati, aveva aggiunto nervosamente Feelsh, tanto più che in quelle occasioni il vulcaniano aveva evitato che Feelsh, che pure era il suo collaboratore locale su Cetacea, potesse udire i loro discorsi.
Durante il loro ultimo incontro in particolare Tepam era apparso piuttosto teso, aveva persino alzato la voce.
- Ha sentito cosa ha detto? - aveva chiesto Kirk.
- Sì – aveva risposto il biologo dai capelli verdini - ha detto "questa è una follia, non vi rendete conto del pericolo". Mi è sembrato davvero strano che urlasse, di solito era talmente composto! Ma forse erano i primi sintomi della malattia, pochi giorni dopo è morto tra terribili eccessi emotivi. Terrificante, su un vulcaniano –
- Lei sa chi fossero quelle persone? –
- Dicevano di essere i biologi responsabili di una grossa piantagione di alghe miwari a qualche chilometro dalla città. Si chiama Miwari-ta –
A quel punto il terrorizzato cetaciano era saltato su come una molla troppo tesa ed era scappato via.
Kirk e McCoy si erano guardati negli occhi per alcuni istanti.
- Cosa ne pensi?- aveva chiesto il capitano all'amico.
- Non saprei… cosa c'entrava uno psiconeurologo vulcaniano con i biologi di una piantagione di alghe? Hai visto quanto era nervoso Feelsh? Non mi piace per niente –
- E' sicuramente sospetto – aveva concordato Kirk, mettendosi subito al terminale a cercare informazioni sulla piantagione.
Dopo pochi istanti, però, aveva iniziato a tremare e sbadigliare incontrollabilmente, finché McCoy gli aveva messo un bicchiere di scotch in mano e l'aveva spedito a letto.
- Perché non riesco a smettere di tremare? – aveva chiesto il capitano, rovesciando leggermente il contenuto del bicchiere sul lenzuolo azzurro cangiante.
- Non preoccuparti, è una conseguenza della fatica e dell'ipotermia – l'aveva tranquillizzato il medico col suo sorriso rassicurante, togliendogli il bicchiere vuoto dalle mani e aggiungendogli un'altra coperta sopra – devi solo riposare. Caro Jim, non siamo più ragazzini! –
L'ultimo ricordo era stato lo sguardo ironico del dottore, poi più niente.
Si era addormentato di colpo e aveva dormito per quasi dodici ore.
Al suo risveglio, dopo una colazione molto più abbondante del solito, aveva passato qualche ora a fare ricerche sulla piantagione di alghe Miwari-ta sul web di Cetacea.
Nonostante la traduzione fosse quasi perfettamente leggibile, alcune parole erano in originale, con una fonetica assolutamente impronunciabile e un significato presunto tra parentesi, segno della complessità della lingua locale.
La piantagione non era molto estesa, ma si era fatta un certo nome per la qualità eccellente dell'alga miwari che produceva, a quanto pare una vera prelibatezza locale; inoltre l'intera produzione era certificata biologica, senza l'aggiunta di OGM, concimi artificiali o altri elementi non completamente naturali.
Una parte del sito dell'azienda era interamente dedicata ai metodi biologici di coltivazione e una forte critica verso le tecniche artificiali di intensificazione delle colture.
L'azienda era a conduzione familiare, diretta da due fratelli gemelli: uno era un biologo, che gestiva la parte agricola, e l'altro era un manager aziendale che si occupava della parte finanziaria.
Kirk non ebbe dubbi di chi fosse opera l'articolo naturalista.
Kirk studiò le foto dei due: era molo simili tra loro, a parte il colore dei capelli e l'espressione.
Il manager, dai capelli turchese chiaro, mostrava un sorriso accattivante che però non arrivava agli occhi, piuttosto freddi.
Il biologo, con i capelli bianchi come T'Mar, non sorrideva e aveva un'espressione scontrosa nello sguardo, come un adolescente arrabbiato contro il mondo.
Un adolescente umano, si corresse.
Chissà se anche i giovani vulcaniani erano così ribelli, si chiese. La logica diceva di no, ma ricordando il suo primo ufficiale all'inizio della loro carriera fu sicuro che l'ambasciatore Sarek e sua moglie Amanda non avessero avuto vita facile durante la giovinezza del loro rampollo…
Sorrise al pensiero di Spock ragazzino.
Avrebbe voluto averlo al suo fianco, in quel momento, ma l'idea di metterlo a rischio di contagio con una malattia così orribile per sua brillante mente logica gli dava la nausea; nonostante la grande distanza che li separava poteva sempre avvertire il calore ordinato della sua presenza in un angolo remoto della propria mente: una presenza confortante.
La giornata volgeva al termine e aveva sperato di finire prima del rientro di Bones, ma purtroppo non fu così.
L'amico rientrò in anticipo come un rinoceronte in carica, sbraitando contro i colleghi, l' amministrazione, il sistema di raccolta dati, i computer del centro e ogni cosa si potesse incolpare dell'insuccesso della ricerca.
Sembrava un indemoniato e il capitano si preoccupò.
- Bones, calmati! Che ti prende? - gli chiese, ponendoglisi davanti e bloccandone l'andirivieni concitato per la piccola stanza.
Il medico sollevò lo sguardo sull'amico: furia, disperazione, ansia, una miscela esplosiva e dolorosa si agitava negli occhi azzurro mare, di solito così calmi se non proprio cinici.
- Dottore, si calmi - ordinò Kirk con il suo tono di comando più autoritario, riconoscendo una crisi di nervi.
McCoy si interruppe a metà di una parola e lo guardò stralunato, quasi non lo riconoscesse, poi crollò seduto sul letto, inebetito.
Kirk prese una sedia e si sedette di fronte all'amico, notandone le profonde occhiaie e qualche nuova ruga. Lo stress stava minando il suo equilibrio, si rese conto stupito; strano, davvero, di solito nei momenti di crisi il dottore dava il meglio di sé, controllando la sua notevole emotività dietro una maschera di professionalità e freddezza paragonabile a quella di Spock.
Stavolta, invece, qualcosa stava andando storto.
Si chinò verso l'amico.
- Bones... Credo che tu stia lavorando troppo e stia perdendo il tuo distacco professionale. Non so da cosa dipenda, ma voglio che ti prenda una pausa. Stasera stessa voglio che torni sull'Enterprise e ti prenda almeno ventiquattr'ore di riposo. Anzi, facciamo trenta, considerando le quattro ore di decontaminazione necessarie -
- Ma Jim, non posso assolutamente...- esclamò il medico, facendo per balzare in piedi nuovamente.
Kirk lo bloccò prontamente con una mano sulla spalla, obbligandolo con la forza a sedersi nuovamente.
- E' un ordine, Bones. Riposati, stai con T'Mar, cerca di riacquistare la calma. Così non puoi lavorare, questa cura è troppo importante per sbagliare -
L'amico lo guardò con una tale rabbia negli occhi che Kirk per un attimo ne ebbe quasi paura, prima di indurire lo sguardo a sua volta.
- Dottore, le ho dato un ordine diretto. Spero non voglia disobbedire... Sarebbe insubordinazione. E la rimanderei sull'Enterprise comunque, in modo permanente. Lei è vitale per questa ricerca, ma non nelle sue condizioni mentali. Faccia un favore ad entrambi: ubbidisca -
Era da tempo immemorabile che non doveva usare quel tono con Bones, forse dai primi anni della missione quinquennale, quando il dottore trovava difficile accettare le sue decisioni più azzardate a causa della giovanissima età del suo nuovo capitano.
Ma il tempo era passato, ormai erano amici oltre che colleghi e lavoravano come una squadra molto affiatata; Bones si fidava della sua capacità di giudizio e non passava mai il segno.
Stavolta, invece...
La sensazione era difficile da digerire.
Il dottore lo guardò e cambiò improvvisamente atteggiamento; una espressione di paura gli riempì lo sguardo e cominciò a tremare.
- Jim... Scusami, davvero, non so cosa mi succeda. Forse sono gli effetti dei contatti mentali con T'Mar, le mie emozioni sono oscillanti. Sento molto la sua mancanza, tanto da avere difficoltà a concentrarmi -
Kirk si rilassò alla spiegazione, volendo, avendo bisogno di accettarla; la possibilità che il suo amico non si fidasse più di lui era troppo amara.
Lo prese affettuosamente per le spalle.
- E' per questo che farai come ti dico –
Il dottore annuì, si fece una lunga doccia sonica e si buttò sul letto con l'asciugamano annodato attorno ai fianchi, osservando distrattamente i preparativi dell'amico.
Quando Kirk si voltò per salutarlo, caricandosi lo zaino sulla schiena, McCoy era scivolato nel sonno, l'asciugamano quasi completamente aperto.
Lo coprì con una leggera coperta, sorridendo intenerito dal burbero dottore addormentato, poi uscì dalla stanza senza far rumore, chiudendosi alle spalle l'antiquata porta a cardini.
Era appena iniziato il terzo quarto del ciclo diurno, che in estate su Cetacea durava circa 44 ore; in questo modo il suo sopralluogo alla piantagione sarebbe avvenuto di giorno.
Meglio così, gli abissi erano abbastanza inquietanti anche alla luce del sole.