"Britt vuoi smetterla di agitarti? Mi stai innervosendo" sbottò Rachel.
Continuavo a battere il piede a terra mentre una carrellata di ragazzi e ragazze si sistemavano sugli spalti in attesa che cominciassero le audizioni.
"Non capisco perché hai dovuto trascinarmi qui e, soprattutto, non capisco perché tu lo stia facendo... insomma le Cheerios Britt! Ma ti rendi conto? Tu odi il cheerleading, non posso credere che ti sia fatta incastrare cosi!"
"Mio Dio, Rach, ricominciamo? Dacci un taglio per favore, ti ho già spiegato che non ho avuto scelta, la Sylvester mi ha preso di mira!" risposi nervosa.
"Certo, la Sylvester ti ha costretto! Non centra assolutamente nulla il fatto che Santana è il capitano della squadra e che ti da ripetizioni vero?" domandò ironica "Ti avevo detto di starle lontana e tu cosa fai? Ti vai ad invischiare in questa assurda situazione! Non sono tranquilla, Britt, ho la netta sensazione che qualcosa andrà a finire male. E tu sarai l'unica a pagarne le conseguenze".
"Ok basta! Puoi, per favore, smetterla di vedere tutto in modo cosi tragico?" sbottai infastidita.
"Mi preoccupo solo per te" tentò di ribattere.
"Smetti di preoccuparti, Rach, non c'è motivo" la zittii.

"Hem scusate".
Ci voltammo di scatto. Alle nostre spalle Quinn nella sua perfetta uniforme ci osservava col suo sorriso dolce.
"Mi dispiace interrompervi ma ho bisogno delle vostre firme sulla lista" spiegò porgendomi la cartellina con sopra l'elenco delle partecipanti alle selezioni.
Firmai e le restituii la cartellina.
"E tu?" domandò lei rivolta alla mia amica.
"Io sono qui solo per accompagnare Brittany, non ho intenzione di fare il provino e, francamente, credo che neanche lei dovrebbe" rispose Rach acida.
"Rachel! Scusala, è un po' agitata in questi giorni" tentai di giustificarla.
"Io sto benissimo! Sei tu che non ci stai con la testa" ribatté la moretta.
"Io credo invece che Brittany stia facendo la cosa giusta, l'ho vista ballare ha un grande talento" osservò la biondina senza smettere di sorridere.
"Certo che ha talento! Fin troppo, direi, per sprecarlo a saltellare in giro con i pon pon e quella stupida divisa" la aggredì Rachel.
"Ok, ora basta!" la interruppi "Rach perché non vai a sederti e mi aspetti?"
La mia amica sbuffò. Lanciò un'altra occhiataccia a Quinn prima di avviarsi verso un paio di posti lasciati vuoti in prima fila.
"Scusala Quinn" dissi dispiaciuta.
"Ha un bel caratterino" osservò lei guardandola da lontano "Sarebbe un ottima Cheerios" concluse senza smettere di sorridere.

"Quando cominciamo?" domandai cambiando argomento.
"Appena la coach ci degnerà della sua presenza" borbottò "Non dirmi che sei nervosa?" domandò ed io annuii debolmente.
"Oh ma non ne hai motivo tesoro! Per te quest'audizione è pura formalità. La Sylvester in persona ti ha voluta qui e questo vuol dire che sei praticamente già nella squadra" mi diede una pacca sulla spalla ed il suo sorriso si allargò a dismisura. Sorrisi anche io di rimando.
"Non credo tu ne abbia bisogno ma in bocca al lupo" disse poi strizzandomi l'occhio e sgattaiolò tranquilla verso l'altro lato della palestra dove il resto della squadra se ne stava seduto ad attendere che le audizioni cominciassero. Santana camminava fiera scrutando uno ad uno i candidati. Mi mancò il respiro quando il suo sguardo cadde su di me, alzai la mano in segno di saluto e lei si limitò a sorridere.

In realtà non ero nervosa per il provino. Mi importava poco o niente, era lei ad agitarmi, come potevo concentrarmi sui passi della coreografia col suo sguardo penetrante concentrato su di me?Sarei morta dall'imbarazzo me lo sentivo. Quanto era bella! Possibile che mi piacesse ogni giorno di più, come riusciva ad incantarmi così?

Presi posto accanto a Rachel ancora vistosamente infastidita. La porta della palestra si spalancò con un tonfo sordo e il mormorio cessò di colpo.
La coach Sylvester entrò con la sua solita aria di superiorità, passò davanti a noi senza guardarci minimamente, raggiunse la latina ed entrambe presero posto dietro una scrivania dando le spalle alla squadra.
Quinn allungò la cartellina con l'elenco a Santana che passò in rassegna i nomi con poco interesse poi ad un cenno della coach chiamò il primo della lista.

****

"Dios mio! Chi ti ha montato questa coreografia, una scimmia ubriaca? Non posso credere che tu abbia avuto davvero il coraggio di presentarti qui ma non ti vergogni neanche un po'? Ci metterò anni a togliermi dalla mente l'immagine disgustosa di te che agiti quel sedere abnorme per aria, sparisci dalla mia vista!" sbottai incredula. Era assurdo. Avevamo esaminato circa venti persone, una peggio dell'altra, la coach ormai non aveva più insulti da ringhiare ed io ero al limite dell'esasperazione.
La ragazza che si era appena esibita raccolse le sue cose ed andò via piagnucolando.
"E smettetela di frignare tutti! Potete prendervela solo con voi stessi se siete così inutili ed incapaci" le urlai.
"Brittany S. Pierce" chiamai.
E finalmente lei si alzò. Avevo cercato di non fissarla per tutto il tempo anche se mi era risultato difficile, continuavo a controllare il suo nome in fondo alla lista, impaziente che arrivasse il suo turno. La coach si posizionò meglio sulla sedia, sentii alcuni ragazzi della squadra mormorare tra gli spalti.

Lei mi fissò con uno sguardo strano. Mi persi in un mare d'azzurro e, per un attimo, mi sembrò che il cuore avesse perso un battito. Con un movimento agile si sfilò la maglietta, rimanendo in shorts celesti e top bianco. Ingoiai a vuoto. Era davvero una dea. Si sciolse i capelli mentre il ricordo del suo seno nudo che mi ero trovata davanti nella sua stanza qualche giorno prima mi stuzzicò i sensi, dovetti mordermi forte il labbro inferiore per soffocare un sospiro troppo audace che stava per fuoriuscire incontrollato dalla mia bocca. Sugar inserì nello stereo il cd che Brittany le aveva consegnato, la musica cominciò.
Dinosaur di Ke$ha, una scelta interessante.
Appena le note riempirono la palestra il corpo di Brittany sembrò come posseduto dalla musica, non avevo mai visto tanta energia così ben incanalata. Si muoveva perfettamente sul ritmo, i suoi muscoli si contraevano seguendo la musica. Aveva talento non potevo negarlo.
Ed era sexy. Dio se lo era, non appena aveva cominciato a muoversi con la musica tutta l'ingenuità era sparita dal suo volto angelico per dare spazio ad una vera e propria tigre scatenata.
Strinsi i pugni, sentivo le mie unghie affondare con forza nei palmi delle mani, la vedevo ballare col suo sorriso radioso e riuscivo solo a pensare a cosa avrei potuto farle se fossi riuscita a mettere le mani su quel corpo perfetto. Si girò di spalle agitando il sedere mentre io sentivo improvvisamente caldo, troppo caldo. Incatenò il suo sguardo al mio per una manciata di secondi. Mi sorrise ammiccando e si leccò le labbra prima di volteggiare veloce su se stessa e cadere in spaccata, tornando a fissarmi. Se non fossi stata seduta probabilmente sarei svenuta. Le mie gambe non mi avrebbero retto oltre. Sicuramente le mie facoltà mentali mi avevano già abbandonata e non controllavo più i miei pensieri. Era una ragazza! Non avrei dovuto fantasticare in quel modo su di lei, lo sapevo, ma non riuscivo ad evitarlo. Dovetti combattere fin troppo contro il mio istinto di scavalcare la scrivania e saltarle letteralmente addosso, lì davanti a tutti.

La canzone terminò. La squadra scoppiò in un applauso spontaneo, persino la coach sorrideva compiaciuta, io ero completamente pietrificata. Accennai un applauso ma mi tremavano le mani.

"Che ti avevo detto... è nata per ballare" mi sussurrò Quinn arrivando alle mie spalle.

Quella bionda era nata per farmi impazzire! Quella era la verità e ci stava riuscendo...

"Beh direi che non c'è bisogno di votazione, benvenuta nella squadra Doroty" sentenziò la Sylvester alzandosi.
"Mi chiamo Brittany" precisò lei riprendendo fiato.
"Fa lo stesso, mi aspetto grandi cose da te riccioli d'oro" disse la coach con voce grave "Va pure a farti una doccia e scegliti un armadietto nello spogliatoio, da domani ti voglio in divisa, Tiffany"
"E' Brittany!" ribadì lei ma la coach già non l'ascoltava più, uscì dalla palestra che mano mano andava svuotandosi.
Quinn raccolse il suo borsone andando a complimentarsi con Britt seguita da Sugar.
"Santana andiamo a pranzo?" domandò poi rivolta a me. Non ero riuscita a muovermi di un solo millimetro, avevo paura di cosa sarebbe potuto succedere se mi fossi alzata.
"Vi raggiungo tra un momento" riuscii a biascicare.
Quinn si strinse nelle spalle, camminando veloce verso l'uscita. In quello stesso istante vidi Brittany fare un cenno alla Berry che sbuffò vistosamente prima di scendere dagli spalti e dirigersi verso la porta. Andò quasi a scontrarsi con Quinn che si fermò un attimo prima dell'impatto facendosi da parte per farla uscire per prima. Avrei giurato di aver visto la mia amica guardare il sedere della nana ma probabilmente era solo frutto della mia immaginazione malata e distorta da quell'adrenalina bruciante che Brittany aveva acceso in me, ballando, e che non accennava a volermi dare pace. Mi sentii ardere quando lei mi si avvicinò pericolosamente sorridendo.

Vicina, talmente tanto che se avessi allungato la mano proprio in quell'istante avrei potuto sfiorarla, e, se davvero fosse successo, a quel punto credo che non sarei riuscita a rispondere di me. Mi fisso accigliata per qualche secondo, poi un leggero sorriso comparve sulle sue labbra, si allargò a dismisura. Cosa aveva poi da ridere? Per un secondo ebbi paura che ce l'avessi scritto in faccia quanto la desiderassi. Provai a distogliere lo sguardo ma non c'era niente da fare: era una calamita alla quale non potevo sfuggire.

"Allora capitano, come ti è sembrata la mia esibizione?" mi domandò allegra.
"Esplosiva direi" azzardai in un sussurro roco senza staccare gli occhi dai suoi.
"E non hai ancora visto nulla..." sussurrò ridacchiando. La fissai interrogativa. Mi era parso di cogliere un velo di malizia in quella sua risatina compiaciuta ma probabilmente mi sbagliavo. E poi cosa diavolo voleva dire? Probabilmente si riferiva al ballo, si, sicuramente era così. Era l'unica spiegazione plausibile.

Senza aggiungere altro si incamminò verso la porta degli spogliatoi ondeggiando più del necessario. Mi ritrovai a seguire con lo sguardo il movimento ritmico delle sue anche. Arrivò davanti alla porta, la aprì e si sfilò il top bianco prima ancora di essere entrata. Dalla mia posizione riuscii a vedere solo la sua schiena completamente nuda. Mi parve di sentire l'eco della sua risatina soffocata mentre entrava lasciando la porta socchiusa.
"Allora vuoi giocare sporco, Pierce" sussurrai tra me leccandomi le labbra "Non sai con chi hai a che fare" mi alzai di scatto seguendola.