Le lezioni che ho deciso di seguire, per i M.A.G.O. le ho scelte in base alle mie idee per il futuro ovviamente. Non che qui a scuola ci siano molte materie che attirino la mia attenzione, ma di certo alcune sono importanti.

- Incantesimi: è fondamentale per qualsiasi mago, o strega che si rispetti

- Difesa: la seguo più che altro per avere un idea, seppur vaga, di cos' è un duello e cosa siano le arti oscure (che sento quasi parte di me, come mi venissero spontanee, come se ci cercassimo inconsciamente).

- Erbologia: è fondamentale l'uso di piante per ogni evenienza (poi adoro quelle velenose e i loro poteri assassini, nascosti all'interno di uno splendido fiore).

- Pozioni: idem come incantesimi.

- Astronomia: Forse perché porto il nome di una stella... Comunque mi piacciono le influenze di stelle e pianeti sulle persone.

- Rune: la materia che mi interessa di meno, ma credo possano servirmi gli incantesimi invocati tramite l'uso delle rune.

Mi sono messa a seguire con un po' di buona volontà durante lezioni mattutine, mentre nel pomeriggio passo tutto il tempo con la banda: restiamo fuori, nel prato, godendoci il tempo ancora caldo, facendo ciò che più ci piace.

Solo la sera, molto spesso ormai, prendo una candela e scendo nei sotterranei. Lì leggo i libri di magia particolare, come la legilimanzia.

Qualche volta provo incantesimi diversi da quelli che ci insegnano a scuola, mi piace, non posso farne a meno.

La prima volta che mi sono avventurata nei meandri dei sotterranei di Hogwarts, è stato con Rodolphus, al secondo anno, ci siamo andati insieme di sera, come prova del fatto che non eravamo più i piccoletti della scuola e ne conoscevamo i segreti più di chiunque altro. Per cui già sapevo orientarmi un po'.

Devo però ammettere che, restare sola in quel luogo evitato da tutti, lì, alla luce soltanto di una candela, nel silenzio totale, rotto solo da qualche ululato di animale in lontananza, mi spaventa ancora un po'

Poi, qualche sera fa, era tardi e lo sapevo, perché mi ero messa a parlare con la banda prima di scendere per conto mio lì giù.

Qualche sera fa, dicevo, ho sentito dei passi, lenti, sicuri, che venivano verso di me.

Non scendeva mai nessuno nei sotterranei, non sapevo più se preoccuparmi che scoprissero cosa stavo leggendo e che incantesimi stavo facendo, oppure preoccuparmi per me stessa. Ho afferrato la bacchetta silenziosamente e lentamente.

Ho pensato tra me "Voglio per lo meno difendermi, comunque sono sempre stata brava nei duelli, non lascerò certo che qualcuno provi ad attaccarmi, a farmi del male, senza pentirsene amaramente"

Tremavo comunque un po' e non mi era mai capitato.

Poi l'ho visto, era Rodolphus.

Al buio, illuminato dalla sola fiammella della candela, tutto luci ed ombre, mi ha fatto un effetto molto forte.

Sembrava minaccioso, crudele, spietato, mi pareva di guardargli dentro l'anima, di vederla per davvero, fino in fondo, per la prima volta.

E allo stesso tempo sapevo, per certo, che mi amava, nel più profondo del suo cuore. Mi sono domandata se, in quel momento, magico e bellissimo nella sua oscurità, anche lui mi stesse vedendo dentro l'anima.

Ci siamo avvicinati l'uno all'altra, non ho neanche avuto bisogno di chiedere come mai fosse lì: era venuto da me. E basta.

Non so come mai, ma gli ho sussurrato: "Ti amo sai?" e per la primissima volta, ho visto i suoi occhi diventare veramente felici.

Ci siamo baciati, lungamente, intensamente. Ho accarezzato i suoi capelli morbidi e glieli ho anche un po' strappati, tirati e maltrattati. Finché non si è ribellato.

Ridendo abbiamo ripreso a baciarci, più vogliosi e arditi di prima. Sentivo come si eccitava e mi piaceva, tutto mi faceva sentire potente, forte.

Ma subito dopo mi sentivo anch' io in balia sua, delle sue carezze, incerte ma talmente voraci da togliermi la vergogna in un istante.

La cosa che in assoluto più mi piaceva, era quando mi toccava il seno, mille volte e in mille modi. Ha toccato la pelle, da sotto la maglia, prima i fianchi, la pancia e poi, scostando malamente il reggiseno, fino a dove mi piaceva di più.

E mi ci perdevo, ogni attimo quella sensazione diventava più forte e intensa. Sfioravo appena il suo sesso e lo sentivo bene, nonostante non volessi andare dentro i pantaloni.

Era un'assoluta novità per me e la trovavo una novità fantastica, mi sentivo di poterla comandare a mio piacimento (dovevo solo imparare bene come).

Adoravo i suoi sospiri, che si facevano così sfrenati attimo dopo attimo. E poi di nuovo i baci, un po' meno violenti e appassionati: tentavamo di calmarci un po'.

Dopo tutta quella frenesia, ci siamo guardati negli occhi per la prima volta: eravamo sul pavimento e neanche me n'ero accorta, stretti l'uno all'altra respirando affannosamente.

Sapevo che sarebbe andato volentieri fino in fondo: è pur sempre un ragazzo dopotutto… dunque dovevo fermarmi io.

Ma non mi volefo frenare per i soliti motivi che mi hanno descritto le mie amiche ("bisogna aspettare", "non è serio farlo subito" e bla bla bla); no, ciò che io voglio, è più che altro aumentare il desiderio fino a non poterne più farne a meno, diventerà più intensamente folle dopo (immagino…).

O forse, più semplicemente, voglio lasciarmi più tempo. Per sentirmi pronta, per non aver paura: sono pur sempre una ragazza dopotutto …

Bella