Uscì distrattamente dalla cella aspettandosi il ciarlare delle altre, ma il salottino era deserto.

"Tra cinque minuti chiameranno per il pranzo, ho mandato le altre avanti, nel frattempo.", cominciò la rossa uscendo dalla sua cella.

L'altra le porse il foglio con l'articolo, "Mi… dispiace molto per tua figlia.", le disse in tono mite guardandola dritta negli occhi. "Quello che hai fatto per lei è… straordinario… e... beh volevo anche ringraziarti anche per... poco dopo che ci siamo viste, ieri, due guardie mi hanno liberata e fatta muovere per un po' ad intervalli regolari, e la notte ho dormito solo con un braccio ammanettato al letto... non so come hai fatto, ma sono sicura che devo ringraziare te...", aggiunse in tono sincero. "È la prima volta per te?", domandò mentre Dawn stava già annuendo. "Omicidio eh?!", ripeté aspettandosi una spiegazione. Ma la donna non si sbilanciò.

"Potrebbero cercare di sfruttarti, per far arrivare un po' di roba da fuori, lo fanno con tutte, lo hanno fatto anche con me, all'inizio.", l'avvertì il boss. "Io non mi faccio usare da nessuno.", replicò in tono neutrale Dawn. "Una persona sola qui dentro dura poco, Dawn, ad un certo punto, dovrai decidere da che parte stare. Qui siamo una famiglia, e ci si guarda le spalle a vicenda.", "Come ti ho già detto, io non mi faccio usare da nessuno.", ribadì. "Ma apprezzo il tuo… il vostro benvenuto, e dopo quello che ho letto, non c'è bisogno che tu mi convinca a prestarvi il mio appoggio.", concluse con serenità. "Ma non lo faccio perché sei tu che comandi e meglio con te che sei la più forte. Non lo faccio perché mi hai fatto un favore. Lo faccio perché trovo sia giusto. E non sono molto abituata a stare in compagnia, giusto perché tu lo sappia.", l'avvertì abbozzando un sorriso.


Dopo aver riempito i vassoi, si sedettero in compagnia delle altre. Molte delle detenute ai tavoli vicini si voltarono incuriosite dalla presenza e dall'aspetto curioso della sconosciuta col volto livido. "Sei andata in giro a dire che sono un alieno, dì la verità!", scherzò con Beth sedendosi. La biondina e Boomer scoppiarono a ridere. "Lei è Doreen e questo frugoletto è Joshua.", la presentò Liz, guardando amorevolmente la sua amica e il bambino che dormiva nel passeggino. "Ciao, io sono Dawn e giuro che non vengo da Marte.", si presentò sorridendo in direzione del piccolo.

"E lei è Sophie, era suo il lettore che ti ho portato ieri, Sophie è la figlia di Liz, condividonola cella doppia.", la donna scambiò un sorriso aperto con la giovane. "Ti ringrazio molto, Sophie, mi hai aperto un mondo!", "Non mi sembravi della stessa opinione quando lo hai acceso ieri!", puntualizzò Bea. "Beh sai, ho dovuto ricredermi!", raccontò con enfasi, "Ce ne sono alcune che sono… wow! Una vera rivelazione! Dovresti provare anche tu, sai?", concluse puntando la forchetta in direzione della rossa. "Sono felice che ti abbiano tenuta compagnia, quando le vuoi ascoltare di nuovo, chiedi pure.", offrì la ragazza.


"Devono avergliele date di santa ragione, ha lividi dappertutto!", sussurrò gesticolando in tono animato il donnone a Bea, che poco prima le aveva chiesto di scortare la nuova alle docce. "Sue, hai saltato un punto. Fai attenzione!", l'ammonì Liz imbracciando i ferri da maglia. "Non sono io che ho saltato un punto! Sei tu che non ti sai spiegare bene!", ribatté offesa la mora. "E comunque, ha voluto che la lasciassi in biblioteca per scegliersi un libro!", spiegò per giustificare la sua assenza.

"Eccomi, eccomi!", parlò la donna entrando nell'ala con un volume tra le mani. Tutte la guardarono incuriosite, lei sollevò il libro per mostrarne la copertina, "'LSD, il mio bambino difficile', di Albert Hofmann! Non posso credere che in un carcere si possa leggere questa roba!", "Ma come cazzo si fa a chiamare un bambino LSD? Ma che razza di viaggio si erano fatti i genitori? Povero piccolo, aveva la vita rovinata già appena nato, ci credo che è diventato problematico!", esclamò disgustata Boomer.

Dawn scoppiò in una risata spontanea, "Oddio Sue! Sei troppo divertente!", l'altra la guardò perplessa, "Non si ride sulle disgrazie degli altri!", l'ammonì. In quel momento Dawn capì che la donna era seria, si sedette accanto a lei, "Albert Hofmann è il chimico che ha scoperto casualmente l'LSD, Boomer. Il libro racconta com'è avvenuta la scoperta e tutto quello che è successo dopo. Non c'è nessun bambino difficile chiamato LSD, lo scrittore si riferiva proprio alla sostanza chimica.", spiegò paziente.

Mentre osservava quella scena, si disegnò un sorriso sul volto del boss. Quando Franky era uscita, Sue aveva passato un periodo di rifiuto verso la compagnia delle altre, ma pian piano sia lei che Max, Liz, Sophie e Doreen, trattandola con dolcezza, erano riuscite ad ottenere fiducia e affetto sinceri. L'ingresso di nuovi individui poteva essere un momento delicato, soprattutto per la Jenkins, visto il suo temperamento violento ed il suo carattere ingenuo. Il modo in cui Dawn aveva reagito a quel malinteso era davvero notevole, soprattutto per una che dichiarava di non amare molto la compagnia, quando l'altra alzò lo sguardo in tono interrogativo, la rossa le diresse un cenno di approvazione.