Capitolo Undicesimo

Non appena sentì il lieve bussare, Bellatrix si voltò, i capelli ricaddero morbidi sulle sue spalle nude. Sirius deglutì ancora mentre lei, vedendolo, sorrise.

"Sei qui, finalmente!" esclamò con voce dolce, mentre si avvicinava con calma a lui.

Sirius la guardò avvicinarsi e rimase fermo, incantato dalla sua bellezza. Non appena fu abbastanza vicina da poterla toccare, dimenticandosi del luogo in cui si trovava, la prese fra le braccia stringendola a sé. Le accarezzò una guancia e sfiorò le sue labbra con un dito, prima di abbassare il capo, baciandola.

Bellatrix sorrise e ricambiandolo mormorò "Uhm…anch'io sono felice di vederti!"

Anche Sirius le sorrise e continuò a rimirare la bellezza di lei per lunghi minuti finchè Bellatrix, ridendo gli mise una mano sul braccio e gli disse

"Ehi! Sei qui con me?" chiese scherzando.

Sirius si riscosse "Si…sei stupenda stasera…" poi lasciandola andare, continuò con voce triste "Peccato che al posto mio ci sarà un altro…"

Si appoggiò alla porta, le braccia conserte, lo sguardo perso nel vuoto. Bellatrix smise di sorridere, lo guardò per qualche secondo e, sentendolo lontano, disse per riscuoterlo dai suoi pensieri

"Forse non avrei dovuto invitarti…" disse provocandolo.

Subito Sirius alzò lo sguardo su di lei, un lampo di rabbia negli occhi "Ci mancava solo non poter essere qui!" disse con impeto.

Bellatrix continuò piano, con voce triste "Ma almeno non avresti sofferto vedendomi con Rodolphus.."

Non appena lei mormorò il nome dell'altro, Sirius sentì una rabbia cieca invaderlo. Respirò a fondo per calmarsi, per evitare che Bellatrix se ne accorgesse. Ma la cugina, lo conosceva troppo bene per non capire che cosa gli stava passando per la testa. Si avvicinò e lo abbracciò, anche se lui le gettò un occhiata fredda.

"Dai, Sirius…" e vedendo che lui restava in silenzio aggiunse in fretta "Perché ti sei arrabbiato adesso?"

Sirius sbottò all'improvviso "Perché hai chiamato Lestrange per nome!" disse con violenza.

Lei lo fissò un po' spazientita "Non pensi che gli ospiti si stupirebbero se lo chiamassi per cognome?"

Sirius sbuffò ma rispose irritato "Devo aspettarmi che fra un po' tu lo chiami 'Rodolphus tesoro'?" disse con voce sarcastica, che mal celava la sua rabbia.

"Certo!" confermò lei ridendo, assecondando il comportamento di lui "Lo chiamerò anche 'Dolcissimo amore' o magari è meglio il tradizionale 'caro'?" disse, fingendo di chiedere consiglio.

"Ottima idea!" disse lui, finalmente conscio di quanto fosse ridicolo il suo modo di fare, stringendola fra le braccia. Dopotutto anche lei non è entusiasta di questa storia, si disse.

Il ragazzo tornò a sorriderle e anche lei fece lo stesso, prima di ricominciare a baciarlo. I due si baciarono a lungo, appoggiati alla porta che, senza che i due se ne accorgessero, avevano chiuso muovendosi, presi dall'impeto della situazione. Sirius, appoggiato con le spalle al porta, con un rapido movimento ribaltò la situazione, invertendo il posto con lei e appoggiandosi contro il suo corpo.

"Io amo solo te…" mormorò lei, staccandosi un momento dalle labbra di lui.

Lui la guardò nei profondi occhi per lunghi secondi e poi sorrise, prima di riappropriarsi delle labbra di lei. La strinse a sé e sentì le mani della ragazza che si insinuavano tra i suoi vestiti, levandogli la giacca dell'abito. Lui la lasciò fare, stupito della sua inedita spavalderia. Mentre la baciava, le passò una mano sulla schiena e quando spostò le labbra sul collo di lei, la sentì gemere.

"Sirius…" mormorò lei, dimenticandosi di tutto il resto.

Lui si fermò, prese il viso di lei tra le mani, e tornò a baciarla con impeto. I due scivolarono a terra, lei sotto di lui. Mentre lui la baciava, Bellatrix gli levò la camicia e incominciò ad accarezzargli la schiena e il petto. Lui la guardava in viso, mentre le mani di lei si muovevano sul suo corpo.

"Adoro quando lo fai…" mormorò con voce profonda.

Lei sorrise e, ricominciando a baciarla, Sirius le sfilò l'abito, facendo scivolare giù per il corpo di lei. Non appena la vide nuda, lui deglutì e lei sorrise ancora. Baciò e accarezzò a lungo ogni centimetro del corpo di Bellatrix, finchè non la sentì trattenere il respiro, ed entrò piano dentro di lei. Mentre incominciava a muoversi, entrambi si strinsero all'altro, inconsciamente. All'improvviso il piacere esplose, Bellatrix e Sirius vi si abbandonarono, continuando a stringersi. Poi, quando tutto fu finito, lui scivolò piano fuori di lei e guardandola, si perse nella sua bellezza.

Il respiro, tornato regolare, il viso rilassato e luminoso. Lui si sdraiò ancora sopra di lei e stringendola a sé le baciò tutto il viso con dolcezza. Lei aprì gli occhi scuri e specchiandoli in quelli di lui, sorrise mentre lo chiamò

"Amore…"

Sirius la fissò un secondo stupito poi disse imbarazzato, il cuore pieno di gioia nel sentire quella sola parola "Non chiamarmi così…"

Bellatrix rise, vedendolo un po' rosso in viso "Ma perché, Amore?" disse, continuando a scherzare.

Sirius rispose con foga, fingendo di essere arrabbiato "Finiscila ti ho detto!"

Allora, Bellatrix concluse con fare altezzoso "Bene…come vuoi…dato che ti da fastidio, chiamerò così Rodolphus!"

Sirius la guardò un secondo e poi urlò con voce divertita "Devi solo provarci! " e la strinse mentre Bellatrix, scostandogli una ciocca di capelli dal viso, gli sorrise e lo baciò.

Rimasero a terra, stringendosi per un'altra mezz'ora, completamente dimentichi della festa che si stava svolgendo al piano di sotto. Solo quando l'orologio appoggiato sulla mensola del camino suonò dodici rintocchi, Bellatrix saltò su esclamando

"Diamine! E' già mezzanotte! Siamo tremendamente in ritardo!" disse, mentre si infilava il vestito e si rassettava i capelli.

Subito Sirius la imitò, rivestendosi e disse con voce calma "E' normale che la festeggiata arrivi un po' in ritardo…" cercando di fare apparire la situazione meno tragica di quella che era.

"Hai ragione!" rispose lei "Peccato che avrei dovuto scendere dalla scalinata circa un ora e mezza fa!"

"Ma che sarà mai!" rispose lui, anche se il suo viso aveva assunto un'aria preoccupata. "Non se ne sarà accorto nessuno…"

"Certo…a parte mia madre!" concluse Bellatrix, infilandosi le scarpe.

Lui la guardò e lei, sorridendogli, lo baciò con impeto. Lo oltrepassò e non appena fu nel corridoio disse

"Tu aspetta ancora un po' a scendere…non vorrei che i miei si insospettissero…ci vediamo più tardi, Amore!"

Sirius la vide sorridere radiosa mentre diceva quell'ultima parola con estrema dolcezza. Decise quindi di aspettare lì e si sedette alla scrivania, sfogliando un libro lasciato aperto lì vicino.

Bellatrix percorse il lungo corridoio in fretta e trovò la madre che saliva la scalinata di cristallo.

"Si può sapere dove ti eri cacciata?" chiese la donna irritata "Avresti dovuto scendere molto tempo fa! Rodolphus è impaziente di conoscerti!"

Bellatrix cercò di apparire il più impassibile possibile e rispose con calma "Ho perso tempo per prepararmi…voglio che Rodolphus mi trovi a dir poco perfetta!"

La madre le gettò un'occhiata in viso, abbozzò un sorriso e la incitò a scendere le scale. "Va bene, credo che lo apprezzerà! Adesso andiamo, però! Sbrighiamoci!"

Scesero in fretta le scale, per quanto potessero correre con degli ingombranti abiti da sera, poi voltarono a sinistra ed entrarono nella Sala dei Ricevimenti. Non appena Bellatrix vi mise piede, scoppiò un fragoroso applauso. Gli ospiti avevano formato due sponde, lasciando uno spazio in mezzo per lasciarla passare. Alla fine di quel "percorso obbligatorio", c'era un giovane dai capelli castano scuro lunghi fino a metà guancia, vestito con un elegante abito. Non appena la vide, si voltò verso di lei e, incantato dal suo fascino, lasciò andare nel vuoto il bicchiere che teneva in mano, subito agguantato da un elfo domestico accorso in aiuto. Bellatrix avanzò fino a lui, osservandolo indifferente.

"Bello, è bello…" si disse "ma niente di eccezionale in confronto a Sirius…" e mentre pensava al cugino arrossì.

Lestrange la vide arrossire e immaginando che fosse dovuto alla sua presenza, rimase conquistato dall'atteggiamento di lei. Quando furono vicini, lui le prese la mano, si inchinò di fronte a lei e la baciò, gli occhi fissi in quelli di lei. Bellatrix rimase impassibile e finse un timido sorriso solo quando gli invitati li applaudirono.

Si voltò allora verso la folla, per evitare di guardare Rodolphus e scorse, fra le tante persone, il viso di James e quello di Andromeda. James le sorrise e Andromeda, che lui teneva ancora in braccio, la salutò muovendo la piccola manina inguantata. All'improvviso, dietro di lui vide arrivare Sirius. Il cuore di Bellatrix prese a battere all'impazzata mentre vedeva il cugino avvicinarsi all'amico. An sorrise a Sirius che, dopo averla ricambiata, fissò il suo sguardo esclusivamente sulla sua amata.

I due promessi sposi si diressero verso alcuni ospiti. Rodolphus teneva ancora la mano di Bellatrix. Quando Sirius lo vide, una rabbia cieca lo invase ancora ma, vedendo l'atteggiamento distaccato di lei, si impose di calmarsi.

Per prima cosa, Rodolphus la condusse dai suoi genitori. Sua madre era una snella signora distinta sulla cinquantina che osservò Bellatrix come uno scommettitore quando scruta i vari cavalli su cui puntare. Il padre invece era un uomo rubicondo, con grossi baffi castano scuro. Degnò Bellatrix solo di una fugace occhiata mentre lei, come da etichetta, faceva un mezzo inchino.

"Piacere di conoscerti, cara…" disse la Signora Lestrange con voce annoiata "Benvenuta in famiglia!" aggiunse abbozzando un finto sorriso.

Bellatrix la ringraziò, augurandosi fra sé di doversi intrattenere con lei il meno possibile. Contemporaneamente sentì il suo futuro suocero esclamare in direzione del figlio

"Bel colpo, ragazzo! La tua futura consorte è a dir poco splendida! Non vedo l'ora di vedere i nipotini!" disse strizzando l'occhio, allusivo.

"Si, anch'io non vedo l'ora, padre…" concluse lui ridendo e gettando un'altra occhiata al corpo della bella fidanzata.

Bellatrix divenne rossa in viso e si trattenne a stento dal mandare al diavolo entrambi. Grazie al cielo, la piccola An, andando contro all'etichetta e causando una crisi isterica alla madre, che fu costretta ad allontanarsi sorretta dal padre, si avvicinò facendosi largo fra la folla, chiamando insistentemente

"Bella! Bella!"

I genitori di Rodolphus e lui la fissarono indignati ma Bellatrix li ignorò e accolse fra le sue braccia la piccola, sollevandola. Subito gli altri ospiti, per celare l'imbarazzo, si misero a discutere fra loro, smettendo di fissarli.

"An! Ti sembra questo il modo di comportarsi?" disse la profonda voce di Sirius, mentre si faceva largo fra la folla, seguito da James.

Non appena furono di fronte i due ragazzi si guardarono a lungo, poi Sirius, dopo aver fatto un mezzo inchino all'amata, riprese

"Perdonami, Bella. Avrei dovuto controllarla meglio…" e sempre piegato continuò a fissare il bel volto di lei che si apriva in un sorriso.

James e An si guardarono e si scambiarono un sorriso complice mentre lui, avvicinandosi, riprendeva la bimba dalle braccia della sorella maggiore.

All'improvviso, Bellatrix sentì una mano appoggiarsi sulla sua spalla e il freddo la invase. Rodolphus apparve dietro di lei e si mise a fissare intensamente Sirius che, appena lo vide, si rialzò e con un sorriso beffardo lo osservò di rimando.

I due si fissarono a lungo, nessuno parlò e la tensione divenne palpabile anche agli ospiti presenti, che si voltarono di nuovo a guardare.

Vedendo che entrambi si guardavano in cagnesco, Bellatrix si affrettò a dire

"Rodolphus! Vorrei presentarti queste persone…la bimba è mia sorella minore, Andromeda. Lui è James Potter, un mio amico…" disse facendo un gesto in direzione di James che alzò il capo "e lui è mio cugino, Sirius…" concluse.

Rodolphus rimase immobile continuando a fissare Sirius, che non era da meno, finchè all'improvviso mormorò un laconico "Piacere…" e, dopo aver afferrato il braccio di Bellatrix aggiunse "Dobbiamo andare adesso, cara. Devo presentarti a molte altre persone…" trascinandola via.

Bellatrix gettò un'occhiata preoccupata a Sirius e, vedendo i muscoli del viso di lui contrarsi, senza farsi vedere dal fidanzato, gli fece segno di calmarsi.

James notò subito il cambiamento dell'amico e gli si avvicinò, tentando di tranquillizzarlo ma, quando fu abbastanza vicino, lo sentì mormorare fra i denti "Dannato Lestrange!" mentre guardava Bellatrix che si allontanava.

Continua…