Capitolo 11

Era ora di pranzo quando le suonò il cellulare, non lesse il nome, rispose in fretta "Capitano Raydor"

"Ah ma bene non sono già più nei tuoi pensieri" le disse ridendo

"Scusami, non ho visto che eri tu…ti dimettono?, quando posso venire a prenderti?"

"Ecco tesoro… sto uscendo ora, viene Nicole"

"Ma Andy, volevo venire io - disse facendo un po' il broncio - lo sai che volevo salutarti prima di partire"

"Tesoro se mi portavi a casa tu… non ti avrei fatta partire"

Lei ridacchiò "Non sarei più voluta partire nemmeno io…."

"Mi manchi già"

"Tu di più" rispose lei

Sembravano due adolescenti che tubavano al telefono ed improvvisamente lei si ricordò delle telefonate dei suoi figli quando avevano 16 anni, ed arrossì …. per fortuna Andy non poteva vederla.

"Ti amo" gli disse

"Ti amo anch'io, chiamami quando arrivi ora devo andare è arrivata Nicole"

"Ti chiamo, a presto.." e si salutarono.

Dopo quello che era successo con Morse non potevano smettere di dirsi che si amavano, erano stati così vicini a perdersi che ora era un' esigenza far sapere all'altro del proprio amore.

Sharon raccolse le sue cose ed uscì dall'ufficio.

"Tenente Provenza, io vado, ci vediamo martedì, come sempre sono rintracciabile al cellulare e non aspetti a chiamarmi questa volta… ah dimenticavo Andy è appena stato dimesso, Nicole lo porta a casa…" e gli sorrise

"Quella donna …" pensò l'uomo.

Andy arrivò a casa. Era una villetta, l'aveva comprata quando pensava di poter ricucire il suo matrimonio ma poi le cose erano andate sempre peggiorando ed alla fine si era ritrovato da solo.

Poi c'era stato il divorzio e Laura, la sua ex moglie, gli aveva reso la vita un inferno, lo aveva allontanato dai figli.

Nicole e Paul erano cresciuti pensando che li avesse abbandonati per correre dietro alla bottiglia ed a altre donne.

Aveva bevuto in passato, prima per affrontare i casi più difficili, poi le discussioni sempre più frequenti con Laura e poi … non lo sapeva più nemmeno lui perché…. beveva e basta.

Ma non aveva mai tradito Laura quando erano sposati.

Aveva dovuto toccare il fondo, aveva dovuto ritrovarsi da solo con il rischio anche di perdere il lavoro per capire che doveva reagire.

Era entrato in AA, era stato un percorso in salita, lungo e faticoso, ma grazie al suo sponsor e soprattutto alla sua volontà ci era riuscito ed ora erano 16 anni che non bevevo. Sì, sarebbe sempre stato un alcolista, ma sapeva che non voleva perdere tutto nuovamente.

Aveva cercato di riavvicinarsi ai figli e grazie a Sharon era stato più facile.. lei era stata un buffer perfetto.

Ed ora mentre guardava Nicole muoversi nella sua cucina, si sentiva un uomo felice.

È vero con Paul le cose non andavano molto bene ma era fiducioso, doveva solo avere pazienza.

"Papà ti preparo la cena per stasera, deve essere qualcosa di leggero"

"Non minestrina, piccola, quella dell'ospedale era terribile" sospirò

"Ti faccio quella della nonna ok"

"Va bene vada per quella della nonna"

Gli era sempre piaciuta quella minestra. Era una ricetta semplice..riso patate e prezzemolo…,

per un attimo ritornò bambino nella cucina della nonna ed il tempo passò…. La voce di Nicole lo riportò la presente.

"Papa ti metto la minestra in frigo, così stasera basta riscaldarla, se posso passo più tardi, ora vai a riposare ti vedo stanco".

"Grazie cara, credo che andrò a stendermi".

"Papà, passa Sharon più tardi?".

"No lei è partita, torna per qualche giorno dai suoi, deve risolvere alcune questioni".

"Oh mi dispiace, quindi sarai qui da solo".

"Va tutto bene, ora vai hai un famiglia".

"Anche tu sei la mia famiglia papà".

Andy si commosse a sentire la figlia, si chiese se tutto fosse un bel sogno dal quale prima o poi si sarebbe dovuto svegliare.

"A dopo, ti chiamo più tardi" Nicole lo baciò ed uscì.

Rimasto solo si diresse verso la stanza, era proprio stanco.

Il viaggio questa volta fu più piacevole. Thomas si offrì di guidare e Sharon potè rilassarsi ascoltando i suoi tre figli che parlavano di musica.

"Sharon - chiese Rusty – qual è il tuo cantante preferito"

"Oddio temo che tu non la conosca"

"Eh si - intervenne Ricky - stiamo parlando di preistoria".

"Ma come ti permetti … impertinente" e rise.

"Allora mamma chi è" chiese questa volta Emily.

"Mireille Mathieu … magari un giorno vi farò ascoltare qualcosa"

"Abbi pietà" dissero in coro i ragazzi.

Lei e Thomas risero …. Gioventù…

Arrivarono che era pomeriggio. Marion come li vide corse loro incontro, si fermò un attimo a scrutare la figlia… decisamente meglio pensò.

Entrarono in casa dove il resto della famiglia li stava aspettando.

"Finalmente – disse il colonnello - non ci speravo più, fatti guardare – disse rivolto a Sharon – tutto bene?"

"Si papà tutto bene, ora proprio tutto bene" e sorrise.

Thomas guardò il padre e gli fece l'occhiolino.

Sistemarono i bagagli nelle rispettive stanze e poi andarono nel patio.

"Sharon come sta il tuo bel tenente…"

"Lizzy ti prego, dammi un attimo di tregua, abbi pietà di me" e si mise le mani al petto.

"Sorry, ma Emiliy ci ha detto che lo avete salvato appena in tempo e così mi chiedevo…"

Sharon lanciò un occhiata verso la figlia " Andy sta bene ora, e se tutto procederà come spero, un giorno te le farò conoscere…" e le fece l'occhiolino.

"Come un giorno … ah ma allora…"

"Si allora… ed un giorno, perché non mi dimentico che mi hai sempre soffiato i ragazzi …" e rise.

Marion dalla finestra della cucina la stava osservando e non potè far a meno di sorridere, poi rivolta al marito "Sembra serena ora Charles, non credi"

Anche lui guardò la figlia "Si lo sembra cara, ma Jack non lascerà così facilmente, e per questo sono seriamente preoccupato".

Il pomeriggio passò veloce ed arrivò ora di cena.

Cenarono e poi vista la bella serata decisero di rimanere fuori ancora un po'. Rusty e Thomas iniziarono una partita a scacchi, Ricky ed Emily optarono per la musica, il colonnello stava fumando la sua pipa preferita e Lizzy con Marion parlavano di quadri.

Sharon chiuse gli occhi per un istante e pensò ad Andy. Lo aveva chiamato prima per dirgli che era arrivata, ma era stata una telefonata. Gli mancava terribilmente e si stupì di questo sentimento così intenso.

Tutto era accaduto così velocemente tra di loro da quando era stato liberato, ed ora si rendeva conto che non poteva più rinunciare a lui e questo se da un lato la spaventava dall'altro la rendeva immensamente felice. Decise di scendere alla spiaggia.

"Faccio un passeggiata fino al mare" e si alzò.

"Vuoi compagnia" le chiese il colonnello.

"Ok papà andiamo" e lo prese a braccetto.

Il mare era bellissimo con il colore delle stelle che vi si rispecchiavano.

"Vuoi parlarne" le chiese quando furono a riva.

"Uhm di cosa, del divorzio o dell'adozione"

"Di tutti e due"

"Sai quello che mi ha dato veramente fastidio è stato scoprire che Jack vi aveva già informati, gli avevo pregato di non farlo"

"Conosci tuo marito" la interruppe.

"Spero ex a breve, comunque ho preso queste decisioni dopo averci pensato molto. Rusty è un ragazzo che ha sofferto tanto, che è stato costretto a fare delle cose per sopravvivere che …" si fermò.

"Si, Jack ci ha detto pure questo"

Sharon era esterrefatta, se lo avesse avuto tra le mani in quel momento lo avrebbe sicuramente stritolato.

"Quindi papà capisci perché per me è molto importante dargli una famiglia. Aveva 15 anni quando sua madre lo abbandonò ed è dovuto crescere troppo in fretta, ma è un ragazzo fantastico. Prendermi cura di lui mi ha aiutato moltissimo in questi tre anni. Grazie a lui ho iniziato a demolire quelle barriere che mi ero costruita ed il divorzio poi è stata una conseguenza"

"Scusami, quindi il divorzio non è a causa del tenente" le chiese stupito.

"Andy papà, si chiama Andy. No ho deciso prima di capire di essermi innamorata di lui…. Ma, ora prima o dopo non ha più importanza, andrò fini in fondo".

Il colonnello strinse a se la figlia e tornarono verso casa.

Continua…