Rick era esausto, tutte quelle informazioni al limite della realtà, la febbre che non lo lasciava, la paura per se stesso e soprattutto per Kate che si era ritrovata dentro questa storia solo perché lo amava, lei non c'entrava niente e rischiava di sprofondare insieme a lui nel pantano che Sophia aveva abilmente architettato per lui. Si voltò a guardarla, anche lei esausta si era addormentata e lui le aveva lasciato il posto sulla branda.
Iniziò ad elaborare un piano che non sarebbe piaciuto alla sua fidanzata, ma forse era l'unica via d'uscita. Più cose sapevano più erano in pericolo e Kate ora ne sapeva quasi quanto lui, 'quasi' perché Rick non aveva specificato dove fosse il magazzino con la cassetta biometrica, se li avessero catturati insieme l'avrebbero usata per farlo parlare e lo stesso valeva se una volta separati, avessero preso solo lei, lo avrebbero costretto a collaborare in un modo o nell'altro. Se fosse stato solo sarebbe stata una questione di furbizia e resistenza. Dai dossier che avevano letto per quasi tutta la notte era emerso che l'organizzazione lavorava per scomparti quasi ermetici, gli operativi non si conoscevano tra loro ed erano reclutati in tutte le parti del mondo, con una predilezione per l'est europeo che dopo la caduta del muro era diventato una specie di supermercato di spie.
Kate amore svegliati – le sussurrò con dolcezza, ma i sensi all'erta della detective la fecero alzare di scatto – che cosa c'è cosa succede? Ci hanno individuato? – non ancora per fortuna, ho elaborato un piano…prima fase: mangiamo!- e le porse un vassoio con dei panini e del caffè, allo sguardo stupefatto di Kate replicò beffardo – è il battello di fuga di una spia, conosci il genere no?, ti pare che John non avesse pensato a tutto? c'è una cambusa fornitissima e ci sono anche dei vestiti di ricambio – Kate sorrise e addentò il panino rendendosi conto solo allora che non si ricordava più quand'era che aveva mangiato l'ultima volta – non si vince la guerra a digiuno detective, figuriamoci senza caffè… – continuò a scherzare lo scrittore, in realtà stava preparando il terreno perché sapeva che non sarebbe stato facile convincere Kate delle sue intenzioni.
- allora sentiamo quale magnifico piano ha elaborato la tua brillante mente di scrittore? – lo incalzò Beckett divertita, ma il sorriso scomparve gradualmente ad ogni frase proferita da Rick. Razionalmente si rendeva conto che il suo fidanzato aveva ragione, lei sarebbe stata usata per arrivare a lui e farlo collaborare, ma non poteva pensare di lasciarlo agire da solo – scusa Rick ma anche se ci separiamo, tu, come hai detto vai a recuperare il chip e non mi dirai dov'è per proteggermi, se quei killer mi rintracciano potrebbero comunque usarmi per minacciarti no? – Rick si alzò puntò i suoi occhi blu sulla donna e fece la sua assurda proposta – no se penseranno che anche tu sei un agente operativo – ma cosa diavolo ti viene in mente? – ora anche Kate si era alzata e iniziava a perdere la pazienza ma l'uomo era determinato e proseguì – ascolta Kate, rifletti, lavorano a compartimenti stagni, tu parli russo e già ti sei spacciata per una killer professionista se non sbaglio – la incalzò alzando il sopracciglio per sottolineare l'immane pericolo in cui si era trovata la sua fidanzata solo pochi mesi prima – qui parliamo di gente che ci sguazza nei doppi e tripli giochi, se io per loro sono un agente in sonno, tu sei una spia che mi è stata affiancata con l'inganno per ottenere il chip? No?, sono sicuro che non sarà difficile farglielo credere, passerai dalla loro parte, non ti torceranno un capello e…- e a te cosa faranno Rick? Cosa faranno se ti trovano? Pensano che tu sia addestrato a sopportare interrogatori duri e non è vero, sei ancora debole per le ferite, non resisterai neanche dieci minuti se cadi nelle loro mani!
Kate si voltò dando le spalle all'uomo, gli erano iniziate a scendere delle lacrime non richieste e in quel momento detestava farsi vedere in preda alla disperazione – come posso lasciare che tu ti esponga ad un pericolo del genere Rick? Come?! –
- dobbiamo tentare qualcosa, Kate, se non lo facciamo saremo comunque morti, io non ho altre idee, perdonami – e così dicendo le iniettò l'ultima dose di tranquillanti rimasta – fecero effetto quasi subito, lasciarono a Kate solo il tempo di sentire le labbra di Rick sulle sue e poi un saluto, il suo saluto da ottimista inguaribile - a domani, amore mio!
Il previdente agente Williams aveva nascosto sul battello anche dei contanti, Rick ne prese quanto bastava per il viaggio verso New York, ne lasciò anche a Kate, attraccò al porticciolo e scese. Sorrise perché si trovò a pensare che quel posto sarebbe stata una splendida location per il matrimonio… Si allontanò senza voltarsi se lo avesse fatto, l'istinto di correre da Kate avrebbe vinto, raccolse tutte le forze che il suo povero corpo riuscì a dargli e si avviò alla fermata dei pullman, sapeva che non avrebbe potuto usare i documenti per noleggiare un'auto, stavano certamente monitorando tutti i suoi spostamenti. Si augurò che Kate non lo odiasse troppo per quello che aveva fatto…
Si stava facendo giorno e a qualche chilometro di distanza due pescatori parcheggiavano l'auto davanti allo spaccio della Riserva Bear. Entrarono nel negozio che fungeva anche da punto di ristoro, ordinarono dei caffè e iniziarono con non curanza a fare domande in giro – buon giorno, siamo nuovi del luogo, ci avevano detto che a pochi chilometri da qui avremmo trovato un buon posto per pescare, vicino ad una baita disabitata, abbiamo provato ad avvicinarci ma è tutto recintato, abbiamo visto del fumo, cosa è successo? – Il barista scrollò le spalle si guardò intorno come per accertarsi di non essere ascoltato, poi li guardò e disse a bassa voce – cose grosse amici, un putiferio si è scatenato questa notte !, ma io ero troppo sbronzo per accorgermene, dovete chiedere al vecchio Bill, lui sa sempre tutto, pesca a qualche chilometro dalla baita, lo trovate lì, se gli sganciate un centone vi indica anche dove pescare!
I due pescatori risalirono le sponde del lago lasciandosi la baita alle spalle, c'era ancora la polizia locale, sarebbero tornati più tardi a controllare, camminarono per qualche chilometro, poi, dove il lago faceva una curva, trovarono il vecchio Bill con la sua canna da pesca in mano e un sigaro puzzolente, spento, in bocca.
- Salve Bill? Il tizio dello spaccio ha detto che può indicarci qualche buon punto per pescare…a noi avevano indicato la baita ma sembra sia successo qualcosa stanotte…- la buttarono lì con tono leggero sperando che Bill avesse voglia di chiacchierare, ebbero fortuna, quel giorno il vecchio era di buon umore e attaccò subito discorso – salve ragazzi, cosa volete fare con tutta quell'attrezzatura? Mi sa che siete pescatori di primo pelo eh?! – rise di gusto squadrando i due che forse avevano esagerato un po' con i materiali da pesca…- oggi non è un buon giorno per pescare, stanotte lì alla baita c'è stato l'inferno, è esploso tutto sapete? – i due fecero finta di essere stupiti – l'esplosione è stata talmente forte che i pesci sono fuggiti, e tutta la notte che sono qui e non ho preso nulla – tutta la notte? – chiese Ryan – ma allora l'ha proprio vista l'esplosione…- ma certo che l'ho vista ragazzo! La baia si è illuminata a giorno! E la cosa strana è che prima del botto si sono sentiti rumori di fuoristrada come se ci fosse una gara di rally, ce ne saranno stati almeno sei-sette…questo posto non è mai stato così movimentato come ieri sera, pensate che qualche minuto dopo l'esplosione ho visto tre tizi, o meglio due tizi e una tizia… - e fece l'occhiolino – spuntare fuori dal nulla proprio laggiù – e indicò la radura a poche centinaia di metri da loro – non so cosa stessero combinando… uno sembrava ubriaco, barcollava e la tizia lo sorreggeva, poi quello che zoppicava…- ha detto che uno di loro zoppicava? – si è quello che ho detto ragazzo, sei sordo per caso?, insomma questo tizio ha spostato delle cataste di legna, ha tirato fuori un battello e sono spariti verso il largo…mha strano no? – eh si Bill proprio una bella storia – lo blandì Ryan – senti Bill, hai raccontato questa storia a qualcuno o noi siamo i primi? Sai ci piace sapere le cose prima di tutti gli altri…- no no siete i primi, a parte quei tre tizi male assortiti di stanotte non ho visto anima viva fino a…voi! – ok Bill che ne dici se ti do due centoni riesci a tenerla per te questa storia? – per due centoni la porto nella tomba ragazzo mio! – e rise di gusto mentre si infilava i soldi nel taschino del gilet da pesca.
Ryan ed Esposito si congedarono dal vecchio pescatore e tornarono sui loro passi, lasciarono i commenti alla storia di Bill, a dopo, quando sarebbero stati lontani. La baita ora era deserta, si avvicinarono alle macerie e iniziarono a perlustrare per trovare qualche indizio.
- hai sentito Espo – erano sicuramente il tizio zoppo del furgone, Kate e Castle, sono vivi e siamo sulla pista giusta! – Esposito mugugnò un si appena percepibile, era troppo preso da quello che aveva trovato tra le macerie fumanti piccoli frammenti che ad un occhio non esperto potevano tranquillamente sfuggire, ed evidentemente i poliziotti che li avevano preceduti non avevano l'esperienza militare di Javier Esposito – ehi Ryan guarda qui, questo è un innesco a tempo e qui un pezzo di artiglieria, aspetta, sembra il calcio di una Anics Skif, come quella che ha sparato all'auto di Castle ! te lo dico io cosa è successo qui, per qualche ragione Kate, Castle e l'uomo del furgone erano insieme in questa baita, non sappiamo se costretti o per loro scelta, poi sono arrivati i contractor sui fuori strada, loro sono fuggiti in qualche modo fino ad arrivare alla radura e hanno regolato il timer per darsi il tempo di allontanarsi, probabilmente qui ci sono anche stati dei morti ma il posto è stato ripulito, non troppo bene però – e fece oscillare il calcio della pistola tra le dita – se quello che dici è vero – proseguì Ryan – sono ancora sul lago da qualche parte, non sono passate molte ore e credo che il tizio 'ubriaco' fosse Castle ferito.
- si ma come li troviamo Javier, e poi credo che non siamo i soli a cercarli, noi abbiamo trovato Bill con molta facilità, come mai i nostri 'amici' contras non lo hanno avvicinato? – hai fatto un'osservazione acuta Brò, hai ragione, sto iniziando a capire il loro modo di agire, queste sono squadre che devono colpire e sparire, non devono lasciare traccia, se falliscono si dileguano e aspettano un'altra occasione buona, ma tutto nell'ombra, preferiscono i tracciati elettronici al contatto con le persone, loro non esistono, se li vedi sei morto, ne ho conosciute molte in Iraq di squadre così, erano tutti contractor dell'est Europa, venivano usati per i lavori più sporchi, perché di fatto era come se non esistessero – Esposito alzò lo sguardo verso il lago e serrò la mascella – dobbiamo trovarli Ryan e in fretta questa storia è più grossa di quanto pensassimo.
Il sole entrò prepotente dall'oblò del battello e le ferì gli occhi ancora chiusi, si impose di aprirli proteggendosi con la mano, aveva mal di testa, ci mise qualche secondo a ricordare, John, la pen drive, Rick… - che hai fatto Rick – mormorò cercando di alzarsi e schiarirsi le idee, non poteva credere che l'avesse lasciata lì e come unica soluzione di salvezza, se l'avessero trovata, sarebbe dovuta essere quella di impersonare una spia-killer russa…ma davvero Rick pensava che avrebbe funzionato? Non fece in tempo a chiederselo, una pistola con il silenziatore le apparve spianata davanti agli occhi, l'avevano trovata, - o la va o la spacca Kate!- pensò e iniziò la sua recita lasciando che fosse il suo aggressore a parlare per primo, alzò le mani e attese. L'uomo corpulento con la barba di qualche giorno e un uniforme senza insegne aveva gli occhi e i capelli chiari, parlò con un forte accento slavo e Kate si convinse a giocare – ecco qui la quasi signora Castle…dov'è il tuo fidanzato! Portaci da lui! Ci serve vivo e tu farai da esca…e lo zoppo, che fine ha fatto Williams!? – rimase stupito nel vedere che il volto della donna non era affatto impaurito ma stava assumendo un espressione quasi divertita poi quando Kate parlò rimase completamente disorientato - хромой я убил его вчера вечером, не в состоянии! (lo zoppo l'ho ucciso io questa notte, incapaci!) – poi proseguì in inglese ma con un forte accento russo - a voi quanto hanno offerto per Castle? Io me lo sarei addirittura dovuto sposare, avrei guadagnato milioni se non vi foste messi di mezzo! Per anni ho vissuto infiltrata nella vita di quell'uomo e proprio quando stavo per raggiugere l'obiettivo della mia missione avete combinato quel casino dell'auto - а вы кто? (ma tu chi sei?) - chiese Burnov puntando ancora con decisione la pistola, stava vacillando non capiva se doveva credere a quello che diceva quella donna splendida che aveva dinanzi, – non è importante chi sono io, puoi chiamarmi Kate ormai mi sono abituata a questo nome americano, o anche Aalina se vuoi – e sfoggiò uno di quei sorrisi con mille sottintesi che solo Beckett sotto copertura sapeva fare… Burnov sembrò convincersi, abbassò l'arma e Kate riprese fiato, poi l'uomo si irrigidì nuovamente, la sorpresa di trovare un'interlocutrice inaspettata gli aveva fatto quasi perdere il filo – un attimo hai detto di aver ucciso Williams, allora hai tu il microchip? – Kate si maledisse mentalmente, aveva pensato di parlare subito di un omicidio sperando di fare colpo, aveva dimenticato il primo microchip!, cercò di rimanere sul vago – non lo aveva con sé e non sono riuscita a fargli rivelare dove lo avesse nascosto…ha preferito morire quel vecchio - e lanciò l'unica imprecazione in russo che ricordava – Burnov sembrò soppesare le sue parole, poi sentenziò – lo ha sicuramente dato a Castle!, ora li ha lui entrambi! – Kate si stramaledisse, aveva involontariamente peggiorato la situazione di Castle - Richard Castle, dov'è perché non è qui se te lo stavi lavorando… - Burnov tornò sulle sue qualcosa non quadrava, ma Kate sapeva il fatto suo - quel bastardo, l'ho sottovalutato mi ha fatto credere di stare così male da non riuscire a camminare, poi questa notte ha approfittato del mio sonno, mi ha drogata, ed è sparito. – per chi lavori Aalina? – chiese all'improvviso il soldato – e tu puoi dirmi per chi lavori? – lo incalzò Kate – non credo proprio, per ora teniamoci i nostri segreti e cerchiamo Richard Castle ok? – ok – rispose l'uomo sempre più soggiogato dal magnetismo di quella donna misteriosa – e quando lo troveremo? – chiese lui pragmatico – intanto troviamolo…- e guardò l'uomo facendogli capire di presentarsi – sergente Michail Burnov, Michail…- poi si vedrà, Michail… magari potremmo dividere - e così dicendo gli sfiorò il bavero dell'uniforme passandogli davanti, l'uomo aveva abbassato completamente le difese – ok allora tu vieni con noi donna, ma niente armi e niente scherzi, non so ancora se posso fidarmi di te…- come vuoi Michail e gli porse la pistola senza fare una piega, come se conoscesse bene le regole di quel gioco tra spie, ma prima dovrei darmi…ecco…una rinfrescata non ho passato una bella nottata sai…- aveva bisogno di un minuto senza occhi indiscreti e incredibilmente lo ottenne, si chiuse in bagno, accese il cellulare e digitò un messaggio, poi lo nascose, sotto una tavola sconnessa e uscì – ok sono pronta, andiamo a cercare quel bastardo! – Burnov la fece salire sul suo suv parcheggiato insieme ad altri tre vicino al molo, Kate ebbe appena il tempo di notare quanto fosse magnifico il panorama di quella piccola baia che le auto partirono sgommando, lasciandosi dietro polvere e fumo.
Fu Kate ad interrompere il silenzio – ho una curiosità Michail, come avete fatto a capire che eravamo su un battello? – il sergente gonfiò il petto e con chiara intenzione di ostentare la sua potenza iniziò a spiegare – vedi Aalina, tu avrai pure i tuoi milioni, alla fine, forse, ma noi abbiamo i più potenti mezzi disponibili sulla piazza!, ci è bastato utilizzare le foto satellitari del lago dal momento dell'esplosione, e monitorare tutti i movimenti sospetti di auto e imbarcazioni. È stato un gioco da ragazzi individuare la vostra barca a poche centinaia di metri dalla baita e seguirla con i satelliti, il resto lo sai e poi… – fu interrotto da una telefonata, si girò abbassando la voce ma Kate riuscì comunque a sentire la conversazione – si Capo, no…abbiamo la donna, no non credo… Williams è morto, l'ha ucciso lei, non è come pensavamo signore non potrà essere usata per far parlare Castle…si si le spiegherò dopo…credo che Castle abbia anche il primo microchip…come scusi può ripetere signore? …ok saremo lì tra circa due ore – chiuse la telefonata e poi parlò nella radiotrasmittente in modo che anche le altre auto ascoltassero – subito ai docks di New York, stiamo per prendere Castle, è nostro ormai! – e si voltò sorridente verso Kate che gli sorrise di rimando mentre dentro stava morendo di terrore, sapevano dove era il magazzino! – Kate pregò che Castle li avesse anticipati.
Esposito e Ryan erano risaliti in auto, avevano imboccato una strada secondaria che costeggiava quella parte di lago, speravano di notare qualcosa che avesse potuto aiutarli ad individuare il battello ma si resero conto che sarebbe stato come trovare un ago in un pagliaio, si vedevano insenature grandi e piccole, susseguirsi a perdita d'occhio e migliaia di imbarcazioni di ogni taglia che solcavano placide le acque di quel magnifico lago – non li troveremo mai in questo modo Espo! Dobbiamo farci venire qualche idea…io riprovo a chiamare il cellulare di Kate – non appena tirò fuori il telefono sentì il bip di un messaggio in arrivo – guai grossi, Castle sta tornando a NY x cassetta sicurezza in magazzino, io con i contractor x ora no pericolo, trovate un magazzino usato dalla CIA B. – almeno sappiamo che sono ancora vivi…sbuffò Ryan dopo aver letto il messaggio al collega, per il resto dobbiamo solo trovare un magazzino usato dalla CIA, ma seriamente? E poi che vuol dire che è con i contractor ma non è in pericolo?!
- non ne ho idea Bro, lei ha mille risorse, lo sai, dobbiamo avere fiducia, per quanto riguarda il magazzino della CIA a New York…ho qualcuno a cui chiedere ma non facciamoci troppe illusioni – così dicendo svoltò verso la strada principale e girò la macchina in direzione New York.
I tavoli di scacchi al Washington Square Park erano tutti occupati, l'ultimo libero l'avevano conquistato due signori attempati che si sedettero ai pezzi senza salutarsi, scambiarono alcune mosse poi il più anziano disse – siamo vicini alla conclusione J. – l'altro dopo aver mangiato un pedone – spero che nessuno si faccia male J. - ti avevo fatto una promessa tempo fa J. e ho cercato di mantenerla fino ad ora, ma non dipende da me J. lo sai, ho fatto quello che potevo per salvare tuo figlio… scacco J. – e così dicendo si alzò e lasciò Jackson Hunt da solo al tavolo degli scacchi.
L'uomo si lasciò andare sullo schienale della sedia e sospirò – bel padre che sono, l'ho deliberatamente coinvolto in una cosa più grossa di lui, forse però qualcosa posso farla ora per rimediare. Se tutto andrà come deve probabilmente avremo un barlume di speranza di chiudere questa storia una volta per tutte.
