Il filtro di percezione funzionò perfettamente, e quando – ormai a mattina inoltrata – i Sontaran arrivarono al nascondiglio usato dal gruppetto, proseguirono senza sospettare minimamente di essere stati ingannati.

Non appena si furono allontanati, Jack sospirò di sollievo.

«Che ci crediate o meno, ho pensato fino alla fine che non avrebbe funzionato» ammise, guardando River e il Dottore.

Ma quest'ultimo non diede segno di averlo sentito.

La sua attenzione, infatti, era rivolta alla figlia - che se ne stava davanti alla finestra, a guardare fuori con uno sguardo carico di desiderio.

L'uomo l'affiancò, guardando anch'egli.

Durante la notte precedente aveva nevicato, e ogni cosa era ormai ricoperta da un soffice strato di neve fresca.

«Ha un aspetto invitante, non è vero?» chiese il Dottore, sottovoce.

Siria annuì, senza distogliere gli occhi dal paesaggio.

Il Gallifreyano fissò River e Jack, immersi nuovamente in chissà quali discorsi.

Poi tornò a voltarsi verso la figlia.

«Sarebbe un peccato lasciare ad altri il piacere di "inaugurare" questo manto bianco, non trovi? E poi, i Sontaran non sono andati oltre il filtro di percezione. Un piccolo pezzo di neve immacolata… Stona un po' con tutto il resto, no?».

Siria lo guardò, confusa e speranzosa allo stesso tempo.

«Vuoi dire che posso…?» chiese, titubante.

Il Dottore le sorrise.

«A patto che tu rimanga entro il perimetro protetto dal filtro di percezione. Così che io possa vederti, e tu non possa metterti nei guai» le disse.

La bambina lo strinse in un abbraccio, euforica.

«Grazie, grazie!» esclamò, correndo immediatamente fuori dalla porta.

Il Dottore la osservò sprofondare nella neve fino alle ginocchia, e divertirsi a raccoglierla per scoprire se era diversa da quella che cadeva sulla Terra.

L'uomo sorrise.

Benché la figlia si stesse comportando come una persona adulta – seguendo alla lettera ogni istruzione che le veniva data – aveva comunque nove anni.

E come ogni altra bambina di quell'età, amava giocare.

Il Gallifreyano decise che una volta conclusa quella storia, avrebbe portato Siria su uno dei tanti pianeti ricoperti da ghiacci e nevi perenni, e lì le avrebbe concesso di provare a batterlo in un regolare combattimento a palle di neve.

Ma non avrebbero fatto alcun pupazzo.

Di quelli ne aveva avuto abbastanza, per un po'.

Chissà, magari sarebbe persino riuscito a convincerla ad allearsi con lui per tendere un'autentica imboscata a River...

Sarebbero sicuramente caduti, ma almeno avrebbero potuto dire di aver tentato.

[*]

Sdraiata immobile in mezzo alla neve fresca, Siria fissava il cielo sopra di lei con un'espressione concentrata.

Si stava davvero divertendo molto a giocare, ma una parte di lei le diceva che non era quello il momento giusto - o quello più opportuno.

Doveva rendersi utile; aiutare Jack e i suoi genitori.

Ma come poteva farlo?

Lanciò un'occhiata al filtro di percezione del padre.

Era quello a permetterle di stare all'aperto in pieno giorno, senza il timore che i Sontaran potessero catturarla.

Sbuffò.

Sapeva quanto fosse importante che ciò non accadesse.

Era preziosa.

E non solo per i suoi genitori, ma anche per i loro nemici.

Il rischio che qualcuno prendesse d'esempio il Silenzio e quanto aveva fatto a sua madre le era sempre stato dolorosamente noto.

Era quello il motivo per cui praticamente nessuno sapeva che lei era figlia di un Signore del Tempo; per cui tutti pensavano che lei fosse soltanto una bambina incredibilmente dotata.

Siria sbuffò di nuovo.

Se soltanto avesse potuto usare anche lei "il trucchetto" del Silenzio, e far dimenticare a chiunque di averla vista, o quanto lei diceva!

O se fosse stata in grado di eguagliare un Angelo Piangente, e lasciar credere a tutti di essere solo una statua, pronta a correre non appena questi avessero distolto lo sguardo…

Non che questo avrebbe potuto aiutarla particolarmente, in quella situazione, tuttavia…

Siria sgranò gli occhi, sedendosi di scatto.

«Sono un genio!» esclamò, euforica.

Si alzò, correndo in casa.

Doveva parlare immediatamente con gli altri.

[*]

«Un campo di stasi?» ripeté Jack, confuso.

Siria annuì.

«Se riuscissimo a trovare un generatore di campo di stasi, potremmo "bloccare" i Sontaran, una volta che li avremmo radunati nella piazza principale» disse.

River guardò il Dottore, che sembrava essere d'accordo con l'idea della bambina.

«Devo ammettere che come piano ha buone probabilità di riuscire…» ammise il Gallifreyano.

«River, pensi di riuscire a raggiungere il mercato di Maldovar con il tuo Manipolatore del Vortice?» chiese poi.

«Certamente».

«Ottimo. Non dovresti avere difficoltà a trovare un generatore di campi di stasi, una volta lì. Ottienine uno, e poi non dovrai fare altro che tornare qui» le disse.

River annuì.

«E per il pagamento? Dubito mi basterà dire che è urgente. A meno che tu non voglia darmi la tua carta di credito psichica...» ghignò.

«Sono certo che saprai gestire la situazione al meglio, come sempre» replicò il Dottore, sicuro.

La donna ghignò nuovamente.

«Ho carta bianca, quindi?» chiese.

Il Dottore sospirò.

«Non ce l'hai sempre? Cerca solo di non esagerare» le disse.

River sorrise, poi sparì in un lampo bianco.

Jack fissò l'amico.

«Che mi dici dei Sontaran? Come pensi di riuscire ad attirarli tutti nella piazza?» chiese.

Il Dottore si lasciò sfuggire un ghigno.

«Lascia fare a me».