Dovettero passare parecchi minuti di assoluto silenzio prima che Regina riuscisse a riprendersi. Con un enorme sforzo si staccò dal muro, al quale aveva l'impressione di essersi fusa, lentamente si avvicinò ai libri sparpagliati a terra dall'Oscuro. Ne raccolse uno e prese a sfogliarlo. Magia nera, ovviamente, formule e incantesimi di ogni tipo. Capire cosa Emma cercasse era impossibile, e forse era proprio questo il suo obiettivo: confonderla. Un brivido la scosse al pensiero dell'Oscuro, al ricordo della sua voce. Rimise a posto il libro in una delle nicchie del muro della cripta, e stava per andarsene, afflitta e sconvolta, quando un vecchio tomo attirò il suo sguardo. Era antico, più della maggior parte dei suoi libri, e, soprattutto, non era suo. Con mani ancora tremanti afferrò il vecchio tomo. Era abbastanza pesante da costringerla a posarlo sul tavolo di pietra. Lo sfogliò fino a quando i suoi occhi non trovarono un incantesimo che li fece spalancare ed indusse il suo cuore a battere forte d'eccitazione.
Strappò via il cellulare dalla tasca della giacca e schiacciò con foga i tasti per chiamare i due idioti, intimandogli di raggiungerla all'istante.
I due stranamente fecero come gli aveva detto, trovandola a passeggiare nervosamente su e giù per la cripta.
"Perché diavolo ci avete messo tanto?" gli abbaiò contro, le mani sui fianchi snelli.
I due dapprima la guardarono come se fosse pazza, quindi si scambiarono una breve occhiata di intesa e sospirarono all'unisono. "Cosa hai scoperto?" chiese Mary Margaret son un velo di impazienza nella voce.
Regina gli indicò il vecchio libro e sorrise. "Il modo per parlare con Merlino."
Entrambi si avvicinarono al tavolo in un baleno, osservando le antiche scritte sulla carta ingiallita.
"Un fungo magico?" chiese David guardandola con scetticismo.
"Esattamente. Un fungo magico." rispose secca Regina lanciandogli un'occhiataccia.
"E dove lo troviamo?" domandò Mary Margaret, facendo sospirare l'altra donna.
"In mare! Dove vuoi che crescano i funghi?!" sbottò, alternando lo sguardo esasperato tra i due.
David ebbe un barlume di intuizione e le indirizzò uno sguardo serio. "Se dobbiamo setacciare la foresta, non possiamo farlo in tre. Ci servono più persone."
"Chiamo Leroy…" disse Snow con il cellulare già in mano, dirigendosi verso l'uscita della cripta.
David prese il telefono a sua volta. "Io chiamo Hook. Robin lo contatti tu?" chiese, ma già stava parlando con il pirata.
Regina, furiosa, digitò un messaggio e quasi ruppe il telefono quando premette "invio".
"Va bene, formiamo dei gruppi da due: Happy, tu vai con Hook. Gli altri, formate 3 coppie. Io vado con Snow, tu Regina vai con Robin. Ci vediamo qui tra un'ora. Ve lo ricordate il fungo come è fatto?"
Le proteste di Regina furono soffocate dal coro di "sì" destato dalla domanda di David. Tutti si mossero, e così dovette fare lei, affiancata dal ladro. Puzzava ancora di foresta.
L'uomo aprì bocca non appena si furono distanziati abbastanza dagli altri da non sentirne più il chiacchiericcio. "Regina, possiamo parlare?"
"Robin, siamo qui per salvare Emma, non per parlare di noi."
Il ladro la bloccò afferrandole un braccio.
"Regina adesso dobbiamo parlare di noi! È importante!"
"No, non lo è!" gli rispose con rabbia, sottraendosi al contatto con uno strattone.
"Come puoi dirlo? Io ti amo e so che anche tu mi ami! Non possiamo permettere ad una strega di mettersi tra di noi…"
"La strega è mia sorella, e tu l'hai messa incinta!"
"Lo so, e mi dispiace…" disse lui, abbassando i toni. "Vorrei tornare indietro, ma sai benissimo che non posso. Sai che vorrei che questo bambino fosse nostro…"
Regina sentì i suoi occhi riempirsi di lacrime, quindi li nascose voltandosi e ricominciando a camminare. Rabbia e dolore si equivalevano nel peso che gravava sul suo cuore.
Robin la rincorse, allungando la mano per fermarla di nuovo. "Regina, mi dispiace, non volevo dire…"
"Ma è esattamente quello che hai detto!" gli urlò lei, girandosi di scatto L'uomo ritrasse la mano. "Non possiamo avere figli, Robin, non potremo mai averne!"
"Amore, non importa…" disse lui avvicinandosi " Supereremo anche questo. Possiamo stare insieme lo stesso." Sorrise, ormai ad un passo da lei.
"No, Robin. Non possiamo." replicò la donna con una determinazione tale negli occhi lucidi da farlo esitare. Tuttavia, l'uomo non si fermò. Si accostò a lei, tanto da farla indietreggiare, fino a ridurla con alle spalle un albero. Le accarezzò il viso con la mano.
"Non devi avere paura…" le disse dolcemente, sorridendo. Regina gli indirizzò un sorriso di scherno, quasi beffardo.
"Non ho paura. Ho aperto gli occhi: questa storia non funzionerà mai." Calcò sull'ultima parola, sporgendosi verso di lui con l'intenzione di farlo spostare. Robin invece lo prese come un invito, come se le sue parole fossero state ignorate.
"Sì invece…" disse, schiacciandola contro l'albero. " Io non ti lascerò andare…"
Regina si divincolò, protestando, ma l'uomo la teneva bloccata con il suo corpo. Il suo cuore prese a battere furiosamente, e si scoprì ad avere paura di lui. Non voleva ferirlo, ma se non l'avesse lasciata andare entro un secondo…
"Mi sembra che ti abbia chiesto più volte di lasciarla andare."
La voce conosciuta paralizzò entrambi, nonché il cuore di Regina, che sembrò dimenticarsi che doveva battere, almeno per qualche secondo.
Robin si girò verso l'Oscuro.
"Ma tu stai sempre ad origliare le nostre conversazioni?"
Emma trattenne evidente una risata, un'espressione scettica sul volto pallido.
"Ti sto solo impedendo di fare la figura dello stupido… se è possibile…" aggiunse poi a voce più bassa, lanciando un'occhiata divertita verso Regina. "Ti stai rendendo ridicolo." continuò, gli occhi fissi in quelli della mora.
"Io non credo proprio…" ringhiò lui, scostandosi dalla donna e fronteggiando l'Oscuro, che alzò le spalle.
"Una donna ti dice più volte che non vuole avere niente a che fare con te e tu ancora insisti. Per me questo è rendersi ridicoli. Ma non hai un po' di dignità?" lo canzonò, guardandolo finalmente.
Robin strinse i pugni e fece un passo verso di lei, furioso.
"Perché non vai dal tuo amante invece di stare qui ad intrometterti nelle relazioni altrui?"
Quelle parole scatenarono l'ilarità dell'Oscuro, una risata fredda eppure, in qualche modo, vera.
"Non c'è nessuna relazione, e a quanto pare tu sei l'unico a non averlo capito." disse, mentre parlava il suo sguardo, quanto il suo tono, si fecero via via più duri e cupi. I sensi dell'ex Regina Cattiva si allertarono alla minaccia insita nel viso di Emma.
Robin, da parte sua, continuò a sbraitarle contro. Un cane che abbaia contro un orso.
"Questi non sono affari tuoi!"
"Certo che lo sono." replicò distrattamente la donna, e l'aura di pericolo svanì come per magia.
"E perché?!"
Alla domanda del ladro l'Oscuro non rispose. La sua magia, d'altro canto, allontanò l'uomo da Regina, rimasta in silenzio fino a quel momento. Gli sguardi delle due si incontrarono.
"Emma, cosa vuoi?" chiese pacatamente la mora, senza mai distogliere lo sguardo da lei.
"Ho pensato servisse una mano con il boscaiolo…" rispose alzando le spalle, il viso leggermente imbronciato. Sembrava di nuovo la vecchia Emma, ma Regina rimase all'erta.
"So difendermi benissimo da sola. Lo sai bene..."
"Sì. Ma so anche quanto tu sia convinta di non avere altre scelte, o possibilità…" lanciò un'occhiata a Robin, bloccato dalla magia a dieci passi da Regina. "Sai benissimo che quella… persona lì non è alla tua altezza, ma continui a tenerlo…"
Regina la guardò esterrefatta, gli occhi spalancati dallo stupore.
"E tu cosa ne sai?" le chiese, tra l'acido e il curioso.
"Oh, lo so bene…" disse l'Oscuro, incrociando le braccia sotto al petto e appoggiando la spalla ad un albero, un sorriso sul volto. "Me l'hai detto tu stessa." confessò, il sorriso che si allargava fino a diventare maligno nel momento in cui posò lo sguardo sull'uomo.
"Regina, cosa…"
"Dai, Regina, confessa!" la esortò Emma, interrompendo Robin. "Digli la verità! Digli che stai con lui solo perché pensi di non avere altra scelta!"
"Vattene." disse la mora lanciandole un'occhiata di fuoco.
Emma sembrò rattristata da quell'ordine. La guardò negli occhi.
"Menti a te stessa." disse prima di sparire in una nuvola nera.
Robin, libero dalla magia, si avvicinò nuovamente alla donna.
" Regina…."
"Robin, smettila! Tra noi è finita!" gli urlò la mora esasperata, fulminandolo con lo sguardo.
Robin la guardò con aria di sconfitta, ma prima di poter anche solo aprire bocca udì dei passi di molta gente in avvicinamento.
I due si voltarono verso la fonte del rumore in tempo per vedere l'intero gruppo che si faceva largo tra gli alberi.
David mostrò con un sorriso di orgoglio il fungo a Regina.
" L'abbiamo trovato!" esultò accostandosi a loro, non notando le loro espressioni afflitte.
Regina lo degnò appena di uno sguardo prima di strappargli il fungo dalle mani per poi avanzare tra le persone come un treno, costringendole a spostarsi.
"Regina! Dove stai andando?" chiese Snow
"A preparare la zuppa…" rispose sarcasticamente Regina, continuando a camminare.
Guidati dall'esempio di Mary Margaret, che stava praticamente rincorrendo il sindaco, tutti gli altri la seguirono fino alla cripta.
Mentre metteva gli ingredienti in un grosso calderone, apparso magicamente, Regina ordinò a Mary Margaret di chiamare Henry.
" Perché?" chiese sorpresa.
Regina le lanciò un' occhiata obliqua mentre faceva cadere un liquido scuro nel calderone.
"In quanto autore, Henry è l'unico tra noi ad essere stato scelto da Merlino…"spiegò la mora " Quindi è l'unico che può comunicare con lui."
Henry arrivò dieci minuti dopo, trafelato per la corsa che aveva fatto per arrivare fin lì ma con il sorriso sul viso.
Regina gli spiegò cosa avrebbe dovuto fare, quindi lo fece posizionare davanti al calderone, una mano sulla sua spalla.
" Appena sei pronto…" gli porse il fungo, mantenendo il contatto con lui più del necessario. " Butta il fungo nel calderone."
Henry annuì, prese un respiro e lasciò cadere il fungo nella pozione.
Si sprigionò un fumo grigio, dal quale apparve un volto incredibilmente giovane e preoccupato.
" Non ho molto tempo." disse Merlino " L'Oscuro mi ha trovato. L'unica che può salvarla dall'oscurità è lei stessa… deve rinunciare al potere. Deve…." Il volto sparì all'improvviso, inghiottito dall'oscurità.
