Come vi ho già raccontato per scrivere questa storia ho preso qualcosa in prestito dal libro e dal film de La Laguna Blu. Questo capitolo per esempio è nato proprio mentre leggevo H. de Vere e per questo porta lo stesso titolo di un capitolo che anche lui ha scritto. È incredibile quanto si parli di fate nella Laguna Blu! Paddy, il vecchio marinaio naufragato sull'isola, è di origini irlandesi ed è assolutamente convinto dell'esistenza delle fate. È grazie a lui che mi sono convinta sempre di più che l'idea, di mescolare La Laguna Blu con Fairy Tail, era quella giusta. Dovete ringraziare sempre Paddy per le storielle che ho inserito in questo capitolo: vengono tutte dal libro originale. Ho solo un'ultima cosa da dire, questo è l'ultimo capitolo in cui Natsu ed Erza hanno tra gli otto e i nove anni, nel prossimo ne avranno undici e dodici poi tredici e quattordici, quindici e sedici e così via ... Ci vuole ancora un po' di tempo perchè le "fate" di Fairy Tail facciano la loro comparsa ma vi prometto che farò in modo di non rendere l'attesa noiosa. Buona lettura!

Echi dalla terra delle fate

Ancora una volta l'estate stava per arrivare nella Foresta dell'Est. Ormai era già passato un anno da quando la piccola Erza era arrivata sulla spiaggia, trascinata dalle onde dopo la tempesta. La bambina, Natsu, Igneel e Grandeeney adesso si trovavano sulle sponde del lago. Dopo aver fatto un abbondante cena a base di pesce arrostito e frutta, se ne stavano stesi sull'erba a godersi gli ultimi raggi del sole, che tramontava pian piano sul mare.

- Igneel, Grandeeney ... - Cominciò Erza, interrompendo il silenzio - Le fate esistono? -

La dragonessa aprì un occhio, guardandola con curiosità, ma il suo compagno scoppiò subito a ridere, come se Erza avesse appena detto una bella battuta - Ah! Il Popolo Buono! Certo che esiste! In un mondo dove esistono i draghi perché non dovrebbero esistere anche loro? -

- Il Popolo Buono? - Ripeté Erza.

- È un altro modo con cui si chiamano le fate. - Le spiegò Igneel - Perché hanno la fama di essere creature molto buone e gentili. Amano la natura e gli umani, ma a volte sono anche molto dispettose! Gli piace fare scherzi e ridere alle spalle degli incauti viaggiatori che passano per il loro regno. -

- Pstt! Amano gli umani ... - Grandeeney lanciò un sibilo disgustato, prima di chiudere di nuovo gli occhi.

- Se li avessero amati di meno, oggi ce ne sarebbero di più di fate. -

- Che cosa sono le fate? - Aggiunse a quel punto Natsu, che aveva finalmente smesso di dare la caccia alle rane lungo le sponde del lago. - Si mangiano? -

- No! - Protestò Erza - Guarda: ti faccio vedere io come sono fatte. - La bambina lo attirò a sé, disegnando per lui una sagoma stilizzata con un pezzo di legno sulla sabbia vicino alla riva - Assomigliano a delle piccole persone con le ali. - A quelle parole gli occhi di Natsu si riempirono di aspettative - Ali come quelle dei draghi? - Le fate a cui stava pensando sputavano fuoco e avevano anche le corna ma Erza scosse la testa con una risatina - Zio Rob diceva che hanno ali che assomigliano a quelle delle farfalle. È lui che mi parlava sempre delle fate: ne aveva una grande disegnata dietro la schiena. - Non capitava spesso che la bambina parlasse delle persone che aveva conosciuto e amato prima di perdere tutto e arrivare alla Foresta dell'Est, ma l'atmosfera quella sera era calda e rilassata e ci si poteva permettere anche qualche ricordo nostalgico.

- Zio Rob raccontava un sacco di storie sulle fate. Diceva che suo padre una volta le aveva viste. -

- Viste? - Incalzò Natsu.

- Sì! Era una notte d'inverno e stava tornando a casa con una bottiglia di whisky e una capra che aveva vinto in una lotteria. -

- Cos'è il whisky? Cos'è una lotteria? -

- Fammi finire! Ed ecco che a un certo punto sente un ronzio, come quello di un ape. - Erza si mise una mano attorno a un orecchio come se avesse sentito anche lei lo stesso rumore - E quando guarda dietro un cespuglio vede una grossa pietra bianca. E attorno alla pietra c'erano le fate che ballavano tutte in cerchio, mano nella mano! Battevano i piedi a terra e gli occhi gli brillavano come quelli dei gatti. Ce n'era anche una al centro che suonava il tamburo! Il papà di zio Rob si spaventò così tanto che lasciò andare la capra e corse dirittoooo a casa! Quando arrivò era bianco, bianco, bianco! Raccontò quello che gli era successo e stappò la bottiglia perché voleva bere un po' per riprendersi dallo spavento. Ma quando l'aprì scoprì che la bottiglia era vuota! Vuota! E quando il giorno dopo tornò a cercare la capra anche quella era sparita. Ma c'era ancora la pietra bianca su cui ballavano le fate. -

Igneel ridacchiò, cercando di coprirsi il muso con una zampa. Nessun adulto avrebbe mai creduto ad una storia del genere, ma era comunque buona idea per intrattenere dei bambini.

- Che altro ti diceva delle fate? - Continuò ad insistere Natsu.

- Diceva anche che le fate facevano sempre scherzi ad un suo vecchio amico. -

- Che scherzi? -

- Questo amico di zio Rob un giorno si era rotto la testa e i medici per curarlo lo avevano cucito con un pezzo di ferro. -

Questa volta fu Grandeeney a coprirsi il muso esasperata. Dopo il caso del classico ubriacone, ecco quello del tipo che ha battuto la testa.

- Già prima vedeva sempre le fate, ma dopo che i medici lo avevano cucito le vedeva ancora più spesso. Una notte lo avevano trasformato in un cavallo e gli erano salite sulla schiena, facendolo correre per tutto il paese! Gli mettevano anche dei pezzi di carbone bollenti dietro la coda per farlo correre più in fretta! Un'altra notte lo avevano trasformato in un asino e attaccato a un carro per portare pietre e un'altra volta ancora in un'oca! Una vecchia fata lo rincorreva con un coltello dicendo che voleva arrostirlo! Oh! E poi c'era un'altra storia che raccontava sempre! - Aggiunse la bambina - Zio Rob diceva che il nonno di un altro suo amico una volta aveva catturato una fata! La teneva in una teiera perché voleva convincerla a dirgli dove le fate tenevano il loro tesoro. Ma la fata continuava a scappargli! Andava in giro per la casa e gli faceva scherzi di tutti i tipi! Gli nascondeva gli stivali, gli metteva il sale nel caffè e si faceva rincorrere per tuttooo il giardino! - Erza raccontava quelle vecchie storie con così tanto entusiasmo che Natsu non poteva fare a meno di seguirla con gli occhi spalancati: gli piacevano queste fate caotiche e spiritose. - Igneel! - Gli domandò il bambino. - Qui nella foresta ci sono le fate? Perché non le ho mai viste? -

- Mi dispiace ma qui di fate non ce ne sono. Ho sentito dire che si sono ritirate su un'isola a sud. Menru ... Benrou ... Tenrou ... Qualcosa del genere. -

- Oh ... - Natsu incrociò le braccia con una punta di disappunto, domandandosi quanto tempo ci voleva per nuotare o volare fino a questa magica isola del sud.

- Igneel tu hai mai visto le fate? - Gli chiese invece Erza.

- Ahaah! Ma che domande sono? Certo che le ho viste! Un milione di volte! -

- Davvero? - La bambina saltò in piedi, piena d'entusiasmo - Hanno davvero la coda? - Ma a questa domanda Igneel si mise a grattarsi le scaglie della testa con aria perplessa - In verità ... Non lo so. Le fate sono così piccole, si muovono così in fretta ... Non è che sono mai riuscito a vederle bene ... -

- Uff! Nessuno lo sa! - Ed Erza tornò a sedersi sull'erba con uno schianto, incrociando le braccia anche lei.

- Zio Rob diceva che ci sono molti misteri nel mondo ma che il più grande è questo: "le fate hanno la coda?" Nessuno lo ha mai scoperto! Ma perché? -

- Sono troppo veloci e piccole, te l'ho detto! - Ridacchiò Igneel - Sono creature davvero strane. Caotiche, dispettose e anche un po' distruttive ma hanno un cuore buono. Se un giorno vi dovesse capitare di incontrare delle fate fidatevi di loro. Gli piace scherzare ma sono estremamente riconoscenti con le persone che si comportano bene nei loro riguardi. -

Nel frattempo la luna si era alzata dal suo nascondiglio segreto dietro le montagne e lo scrosciare della cascata e delle onde sulla riva del lago, riempiva la notte con la sua ninnananna. Di tanto in tanto lo splash di qualche grande pesce riecheggiava nel silenzio ed il tremolio provocato dal suo salto attraversava subito dopo la superficie tranquilla. Grandi cose accadevano sul fondo del lago in piena notte, nascoste agli occhi di quelli che stavano sulla riva. Era come se sotto la superficie si nascondesse un'altra grande foresta, con i suoi predatori e le sue prede. Un gran numero di pesci notturni continuava a sfrecciare al buio, in mezzo alle alghe e gli steli delle canne. Impegnati come sempre nell'incredibile danza della vita, a caccia, in fuga, in cerca di cibo o d'amore.

Quando alla fine la luce della luna raggiunse la superficie del lago fu come se fosse stato lanciato un segnale e migliaia di piccole lucciole emersero dai loro nascondigli in mezzo all'erba, mettendosi a danzare sul prato e intorno all'acqua. Erza e Natsu si scordarono di colpo delle fate, guardando a bocca aperta lo spettacolo che gli stava davanti. La bambina sollevò una mano, lasciando che uno dei piccoli insetti le si posasse sul palmo, scintillando come una stella.

Di notte grandi cose continuavano ad accadere anche nel fitto della Foresta dell'Est. Oltre alla danza delle lucciole, sotto la luce della luna, fiori notturni e piante misteriose brillavano leggermente. Gufi, roditori ed un'altra infinità di animali continuavano ad inseguirsi e a strisciare, immersi nel segreto dell'erba più fitta.

- È ora di dormire. - Annunciò Grandeeney alzandosi dal suo posto e facendo cenno alla sua piccola apprendista di salirle sulla schiena - Vieni. La foresta di notte non è un posto per cuccioli. Né di uomo né di nessun altra specie. - La bambina ubbidì subito ma Natsu era così preso dal rincorrere le lucciole che Igneel fu costretto ad afferrarlo con una zampa - Hai sentito? Ora di dormire! -

- Ma io non voglio dormire! -

- Ma come? Non lo sai che chi non va a dormire presto non vede le fate? -

- Ma il papà di zio Rob le ha viste di notte! -

Igneel fece una mezza smorfia alzando il bambino di peso - Quella era un'eccezione. Andiamo adesso! Chi non dorme abbastanza non vedrà mai le fate! Non lo sai che il loro regno è quello dei sogni? -